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 · Piaggio Beverly 250 (dopo 3.600 km)
Prova blogger: Alessandro Grazia
09/11/05
>>> Vedi anche: 2^ puntata

Gentile redazione di CyberScooter, ecco la mia recensione del Piaggio Beverly 250, di cui sono felice proprietario da 5 mesi col quale finora ho percorso oltre 3.600 Km, ovvero da Gennaio 2005, quando mi sono messo a sedere per la prima volta su di un motociclo targato.
Infatti, le mie esperienze su due ruote sono cominciate a 16 anni, sul Ciao di mia sorella, dopo di che ho avuto un Piaggio Liberty 50 per 7 anni, con cui ho percorso circa 27.000 Km senza il minimo problema, tranne a ottobre scorso, quando per la rottura di una rondella dell’albero motore, e la successiva strage di organi meccanici, mi ha lasciato definitivamente a piedi.
Visto che la riparazione costava più del valore dello scooter, e la mia voglia di usarlo oltre i confini cittadini prendeva sempre più corpo, ho pensato che era venuto il momento di prendere qualcosa di più “sostanzioso”.
La mia idea era di prendere un mezzo a ruote alte, visto che ero già abituato ad esse, e che si avvicinasse come comportamento a una moto vera, per quanto le impostazioni tecniche degli scooter siano diverse, e anche abbastanza comodo da poterci andare al mare con la fidanzata senza scendere dalla sella con la schiena rotta.
La rosa dei candidati si è ristretta a due elementi, il Beverly appunto e il fantastico Gilera Nexus, che per quanto abbia le ruote più piccole, è praticamente una moto vestita da scooter, visto però il prezzo non proprio economico, e la spiccata vocazione sportiva, poco adatta al turismo in coppia, ho deciso per il primo, anche se il Nexus mi piaceva e mi piace tuttora.
Quindi, il 24 dicembre 2004 firmo il contratto per un Beverly 250 grigio excalibur, con bauletto da 45 litri in tinta, e l’8 Gennaio me lo porto finalmente a casa, ed ecco la mia scheda.

ESTETICA
E’ veramente bello, elegante e sportivo allo stesso tempo, tipico design italiano, con il cupolino fumè inserito alla perfezione nella linea, le ruote da 16” e i cerchi in lega gli danno un aspetto quasi cattivo, specie la gomma dietro di generosa sezione.
Belle le cromature, si sposano bene con il colore grigio da me scelto, gli danno un tocco di classe che non guasta e non sono troppo vistose.
La ridotta presenza di plastica ne alleggerisce non poco la linea, che trovo sportiva davanti con il doppio faro incastonato nello scudo, e molto elegante dietro, con le protezioni laterali che “terminano” idealmente nel gruppo ottico posteriore.

SELLA E POSIZIONE DI GUIDA
La posizione di guida mi piace, è abbastanza alta da dominare la strada, né troppo infossata, tipo poltrona, la sella è bassa quanto basta per toccare terra bene con i piedi (sono alto 180 cm), ed è comoda anche dopo ore passate in sella, anche se col caldo il posteriore suda parecchio. Le pedane consentono una certa libertà di movimento, pur non essendo troppo larghe, visto che in mezzo si trova il serbatoio carburante.
Tutto sommato, una posizione tipo moto, proprio come la volevo, lo schienalino formato dal dislivello con la sella del passeggero è comodo, perché permette di non arretrare nelle accelerazioni.

COMANDI E STRUMENTI
I comandi sono di facile utilizzo, anche se per alcuni, tipo il lampeggio, è necessario spostare le mani dalle manopole, le leve dei freni sono ben sagomate ma un po’ distanti, nonostante non abbia le mani piccole.
La strumentazione è essenziale, ma quello che c’è si legge bene, in due strumenti di forma circolare bordati da anelli cromati troviamo: a sinistra il tachimetro (un po’ ottimista sulla velocità, circa un 10% in più) e contachilometri totale meccanico, nell’altro quadro a destra ci sono il termometro dell’acqua e l’indicatore del livello carburante.
Le spie comprendono l’insufficiente pressione dell’olio motore, quella dell’arresto dello stesso, le frecce, gli abbaglianti e la riserva carburante.
La leggibilità è buona sia di giorno che di notte, tuttavia l’anello cromato che circonda gli strumenti provoca fastidiosi riflessi quando il sole è alto, oppure di notte passando sotto i lampioni (effetto flash).
Avrei sicuramente gradito un contagiri, magari analogico, faceva molta scena, e un computer di bordo per tenere d’occhio i consumi, molto contenuti peraltro.

FINITURE, DOTAZIONI E VANI
Le finiture mi sembrano buone, le plastiche sono di buona qualità e piacevoli alla vista ed al tatto, gli accoppiamenti ben eseguiti, a parte lo sportellino del carburante che ogni tanto va “aiutato” ad aprirsi, non ci sono (almeno per il momento) scricchiolii anomali, nemmeno percorrendo strade sconnesse. Le cromature sulle fiancate, sulla strumentazione, sugli specchi e le relative aste sono piacevoli da vedere, danno un tocco di eleganza al veicolo e ben si accoppiano anche con il colore da me scelto, certo che su una livrea scura, tipo nero o blu, l’effetto è sicuramente maggiore.
La dotazione di serie comprende antifurto immobilizer con led di segnalazione sul cruscotto, apertura sella elettrica tramite bottone (ma c’è anche la leva per l’apertura manuale, nel caso ad esempio la batteria sia scarica), telo coprisella, utile in caso di pioggia ed illuminazione del vano sotto di essa.
Volendo attingere all’elenco degli optional, ci sono le borse laterali, il bauletto posteriore in tinta, i caschi jet fatti apposta per entrare nel sottosella, il telo copriveicolo ecc…
Il vano in questione non è molto profondo, come è logico date le dimensioni delle ruote, per questo ho fatto montare un Bauletto Givi Simply da 45 litri in tinta, dato che quello Piaggio non può contenere 2 caschi integrali, in compenso ho messo un antifurto a catena, gli attrezzi di bordo e una bomboletta ripara e gonfiagomme, ed avanza ancora spazio per altri oggetti.
La plastica utilizzata mi sembra buona, nella parte sottostante è presente una copertura isolante per evitare surriscaldamenti, trovandosi a ridosso del motore, tuttavia specialmente in questo periodo, tende a scaldarsi parecchio, occhio quindi a non lasciare oggetti che temono il calore (fotocamere ecc…)
Un altro vano si trova nello scudo anteriore, che si apre spingendo in avanti con la chiave inserita il blocchetto di avviamento, all’interno ci possono stare piccoli oggetti come cellulare e guanti, io ho messo i pantaloni antipioggia, che possono sempre servire.
Come già detto, all’interno del vano si trovano le leve per l’apertura manuale della sella e lo sportellino del carburante, che si trova sulla pedana, in posizione centrale, comodo perché permette di rifornire lo scooter senza scendere.

MOTORE, TRASMISSIONE E PRESTAZIONI
Ed eccoci arrivati al pezzo forte di questo veicolo, il poderoso Quasar 250 cc.
Potente, pronto e piacevole ad ogni regime, emette anche una bella tonalità metallica dal corposo silenziatore di scarico, specialmente a pieno gas, quando libera tutti i suoi 22 CV, accompagnato anche dal sibilo dell’aspirazione., ed è esaltante anche in rilascio, quando emette qualche scoppiettio tipo Harley.
Ha qualche difficoltà di avviamento a freddo, non di rado bisogna provare 2 o 3 volte prima che si accenda, aiutandolo con la manopola del gas, e trasmette qualche vibrazione di troppo sulla sella e sulle manopole, specialmente al minimo, ma per il resto sono solo soddisfazioni. Raggiunge abbastanza in fretta la temperatura di lavoro e la mantiene senza surriscaldamenti nemmeno in autostrada al massimo della velocità.
Fluido e rotondo, ben dotato di coppia, permette di riprendere anche da bassissimi regimi senza indecisione, sfoderando poi un bell’allungo agli alti.
Il rodaggio è stato effettuato seguendo le indicazioni della Casa, per cui niente accelerate a fondo, ogni tanto variavo il regime di rotazione, per lubrificare meglio le parti a contatto e facevo qualche tiratina, non troppo lunga. Probabilmente ho ecceduto in prudenza, credo che si debba ancora slegare bene, servirà tirarlo a pieno gas, solo a motore caldo però!
La trasmissione asseconda bene il carattere del motore consentendo di raggiungere in breve tempo velocità elevate, ha solo qualche incertezza alla partenza, probabilmente per non stressare troppo la meccanica, e qualche rumorosità da parte della frizione nei primissimi secondi di funzionamento a freddo, quando a volte si sentono gli stacchi delle massette, ma basta fare 100 metri ed il rumore scompare.
La velocità massima raggiunta fino ad ora è stata di 140 Km/h indicati, tuttavia, come già detto, il tachimetro risulta piuttosto ottimista, per cui alla fine coincide con le prove fatte dalle varie riviste specializzate e con quanto dichiarato dalla Casa (circa 125 Km/h), un ottimo risultato direi, che consente di tenere medie interessanti anche in autostrada, dove non sembra che il motore tiri il fiato, anzi, anche in due e col bagaglio ha una discreta riserva di potenza per effettuare sorpassi in sicurezza e senza metterci un eternità.

SU STRADA
La tenuta di strada del Beverly è veramente buona, nelle curve scende in piega facilmente e trasmette un forte senso di sicurezza, non lo spaventa niente, d’altra parte vanta un ottimo telaio a doppia culla in acciaio, forcella e ammortizzatori lavorano bene (anche se questi ultimi sono un po’ rigidi sulle brevi asperità) e soprattutto, può contare sul generoso appoggio delle gomme Pirelli GTS montate di serie, dalla misura quasi esagerata vista la cilindrata, 110/70-16” davanti e un bel 140/70-16” dietro.
Una volta impostata la traiettoria, la mantiene senza sforzo fino all’uscita, esibendosi in pieghe che hanno ben poco a che fare con gli scooter diciamo più tradizionali, e che si avvicinano molto alle moto vere, tanto che, a detta delle riviste specializzate, non è difficile grattare il cavalletto laterale, pur posizionato piuttosto in alto, io personalmente non ci sono mai riuscito, anche perché la strada non è la pista ed è meglio non esagerare, viste le possibili conseguenze sulla salute e sul portafogli.
Il Beverly sembra stare su un binario anche alle velocità più elevate, dove si apprezza l’ottimo lavoro del cupolino, che ripara bene dalla pressione dell’aria e permette una buona visuale quando piove, dato che lascia libero il campo visivo, bisogna dire però che è piuttosto sensibile alle turbolenze create dagli altri veicoli, per cui è opportuno (anche per ragioni di sicurezza) non stare troppo vicini ad auto e soprattutto ai camion. Avverto anche qualche risonanza dell’aria attorno ai 100 Km/h indicati, almeno sul mio casco integrale, sotto forma di forti vibrazioni della calotta, superata questa soglia il problema scompare, non cessa invece, anzi prevale su quello del motore, il rumore dell’aria, tanto che spesso scendo intontito dopo aver percorso parecchi chilometri ad alta velocità. D’obbligo quindi almeno un casco jet che aderisca bene alle guance, o meglio ancora, un bell’integrale.
Sul bagnato le cose non cambiano molto, ovviamente va prestata più attenzione alle manovre, sterzate e frenate in testa, data la ridotta aderenza offerta dal fondo stradale, tuttavia il livello di sicurezza rimane sempre alto, va solo ricordato che il mezzo è appoggiato su gomme e che le leggi della fisica non si possono piegare a proprio favore.
I freni si comportano bene, consentendo di arrestare il mezzo in poco spazio, il Beverly è equipaggiato con una coppia di dischi dello stesso diametro, 260 mm, sia all’anteriore che al posteriore, davanti lavora una pinza a doppio pistoncino, dietro una pinza a pistoncino contrapposto, non c’è il sistema di frenata integrale o combinata, ma personalmente non ne sento la mancanza, mi piace di più poter modulare la frenata come meglio credo sui due assi, la potenza è notevole, però bisogna tirare parecchio le leve per ottenere forti decelerazioni, la mia opinione è che l’impianto sia stato regolato così per ridurre al minimo i rischi di bloccaggi delle ruote, specie nei panic stop. In compenso la modulabilità e la resistenza alla fatica non presentano il fianco a critiche.
L’unico momento in cui il Beverly è faticoso da guidare è nelle manovre a bassa velocità (diciamo fino a circa 20-30 Km/h), dove si avvertono chiaramente l’inerzia dell’avantreno dovuto alle ruote alte (che alzano il baricentro rendendolo meno reattivo di un “ruote basse”) e soprattutto la massa non indifferente di 160 Kg in ordine di marcia, che si fanno sentire tutti; d’altra parte, nella sua categoria risulta essere tra i più leggeri, per cui non è il caso di lamentarsi troppo, e comunque basta prendere un po’ di velocità ed il “problema” scompare.
Andando in coppia bisogna naturalmente adeguare lo stile di guida al maggior peso del trasportato ed anche al fatto che lo stesso si sposta verso l’asse posteriore, con conseguente alleggerimento dell’avantreno.
Fondamentale per la sicurezza di marcia è avere un compagno (o una compagna) che sappia andare in moto, quindi che non rimanga dritto nelle curve ma assecondi le pieghe dello scooter, comunque la guidabilità rimane sempre buona, ed il passeggero non ha di che lamentarsi avendo a disposizione una sella ampia, due comodi maniglioni per aggrapparsi e pedane ben sistemate, insomma il Beverly è fatto per andarci anche in due senza alcun problema.

CONSUMI E COSTI
Nonostante le prestazioni notevoli, il piccolo Quasar sa essere anche parsimonioso nei consumi.
Col primo pieno ho percorso circa 22,5 Km/l, in seguito si è attestato (ed è tuttora) su una media di 24-25 Km/l, probabilmente l’inesperienza e il motore con pochi chilometri hanno fatto si che consumasse un po’ di più all’inizio, comunque sono molto soddisfatto delle percorrenze.
Il serbatoio contiene 10 litri, di cui 2,2 di riserva, per cui l’autonomia teorica è di circa 240-250 Km, magari un paio di litri in più di capacità non avrebbero guastato, ma mi rendo conto di quanto obiettivamente sia difficile trovare altro spazio sulla pedana dove si trova il serbatoio, vincolato dai passaggi dei tubi del liquido di raffreddamento e del telaio.
La manutenzione è stata effettuata presso la rete ufficiale di assistenza, seguendo le indicazioni riportate sul libretto di uso e manutenzione, in particolare il primo tagliando (1.000 Km), dove è stato cambiato olio e filtro, più la sistemazione dello sportello benzina che non si apriva facilmente, è stato fatto a 1070 Km, ed ho speso 78,62 euro, mentre il controllo livello olio dei 3.000 Km, effettuato quando il contachilometri segnava 3.150 Km, si è trasformato in un tagliando vero e proprio, con tanto di cambio olio e filtro, nonché pulizia del filtro aria, oltre ovviamente alla manodopera. In questo caso ho dovuto pagare ben 53 euro, ingiustificati tra l’altro. Alle mie rimostranze, mi è stato detto che “l’olio va cambiato ogni 3.000 Km”, cosa peraltro non vera dato che ogni 3.000 Km il libretto dei tagliandi prevede solo controllo ed eventuale rabbocco dello stesso.
Proprio l’assistenza è la cosa di cui non sono per niente soddisfatto, infatti, anche se il primo tagliando era necessario, due giorni dopo ho scoperto che il livello dell’olio era inferiore al minimo consentito, con ovvi rischi per l’integrità del motore (e di chi ci sta sopra…).

CONCLUSIONI
Da quello che avete letto avrete sicuramente capito che del mezzo sono estremamente soddisfatto, lo ricomprerei senza esitazioni, è una valida alternativa ai blasonati giapponesi, e stando ai dati di vendita vedo che non sono il solo a pensarlo.
In definitiva, un veicolo molto valido sia come estetica che come prestazioni in generale, in grado di regalare parecchie soddisfazioni anche a chi proviene dalle moto vere.
Ovviamente non è privo di difetti (chi non ne ha?), come il vano sottosella non grandissimo, le vibrazioni al minimo sulla sella e le manopole, la pesantezza dello sterzo a bassa velocità, dovuta probabilmente alle ruote alte, le già citate difficoltà di avviamento a freddo e, non ultimo, l’assistenza a volte veramente incompetente, almeno per quanto mi riguarda, cosa a cui la Piaggio dovrebbe prestare più attenzione, visto che la fiducia per una marca o un'altra si conquista anche con un servizio degno di questo nome.

Testo e foto: Alessandro Grazia

 

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