Gentile redazione di CyberScooter, ecco
la mia recensione del Piaggio Beverly
250, di cui sono felice proprietario da 5 mesi
col quale finora ho percorso oltre 3.600 Km, ovvero da
Gennaio 2005, quando mi sono messo a sedere per la prima
volta su di un motociclo targato.
Infatti, le mie esperienze su due ruote sono cominciate
a 16 anni, sul Ciao di mia sorella, dopo di che ho avuto
un Piaggio Liberty 50 per
7 anni, con cui ho percorso circa 27.000 Km senza il minimo
problema, tranne a ottobre scorso, quando per la rottura
di una rondella dell’albero motore, e la successiva
strage di organi meccanici, mi ha lasciato definitivamente
a piedi.
Visto che la riparazione costava più del valore
dello scooter, e la mia voglia di usarlo oltre i confini
cittadini prendeva sempre più corpo, ho pensato
che era venuto il momento di prendere qualcosa di più
“sostanzioso”.
La mia idea era di prendere un mezzo a ruote alte, visto
che ero già abituato ad esse, e che si avvicinasse
come comportamento a una moto vera, per quanto le impostazioni
tecniche degli scooter siano diverse, e anche abbastanza
comodo da poterci andare al mare con la fidanzata senza
scendere dalla sella con la schiena rotta.
La rosa dei candidati si è ristretta a due elementi,
il Beverly appunto e il fantastico Gilera Nexus, che per
quanto abbia le ruote più piccole, è praticamente
una moto vestita da scooter, visto però il prezzo
non proprio economico, e la spiccata vocazione sportiva,
poco adatta al turismo in coppia, ho deciso per il primo,
anche se il Nexus mi piaceva e mi piace tuttora.
Quindi, il 24 dicembre 2004 firmo il contratto per un
Beverly 250 grigio excalibur, con bauletto da 45 litri
in tinta, e l’8 Gennaio me lo porto finalmente a
casa, ed ecco la mia scheda.
ESTETICA
E’ veramente bello, elegante e sportivo allo stesso
tempo, tipico design italiano, con il cupolino fumè
inserito alla perfezione nella linea, le ruote da 16”
e i cerchi in lega gli danno un aspetto quasi cattivo,
specie la gomma dietro di generosa sezione.
Belle le cromature, si sposano bene con il colore grigio
da me scelto, gli danno un tocco di classe che non guasta
e non sono troppo vistose.
La ridotta presenza di plastica ne alleggerisce non poco
la linea, che trovo sportiva davanti con il doppio faro
incastonato nello scudo, e molto elegante dietro, con
le protezioni laterali che “terminano” idealmente
nel gruppo ottico posteriore.
SELLA E POSIZIONE DI GUIDA
La posizione di guida mi piace, è abbastanza alta
da dominare la strada, né troppo infossata, tipo
poltrona, la sella è bassa quanto basta per toccare
terra bene con i piedi (sono alto 180 cm), ed è
comoda anche dopo ore passate in sella, anche se col caldo
il posteriore suda parecchio. Le pedane consentono una
certa libertà di movimento, pur non essendo troppo
larghe, visto che in mezzo si trova il serbatoio carburante.
Tutto sommato, una posizione tipo moto, proprio come la
volevo, lo schienalino formato dal dislivello con la sella
del passeggero è comodo, perché permette
di non arretrare nelle accelerazioni.
COMANDI E STRUMENTI
I comandi sono di facile utilizzo, anche se per alcuni,
tipo il lampeggio, è necessario spostare le mani
dalle manopole, le leve dei freni sono ben sagomate ma
un po’ distanti, nonostante non abbia le mani piccole.
La strumentazione è essenziale, ma quello che c’è
si legge bene, in due strumenti di forma circolare bordati
da anelli cromati troviamo: a sinistra il tachimetro (un
po’ ottimista sulla velocità, circa un 10%
in più) e contachilometri totale meccanico, nell’altro
quadro a destra ci sono il termometro dell’acqua
e l’indicatore del livello carburante.
Le spie comprendono l’insufficiente pressione dell’olio
motore, quella dell’arresto dello stesso, le frecce,
gli abbaglianti e la riserva carburante.
La leggibilità è buona sia di giorno che
di notte, tuttavia l’anello cromato che circonda
gli strumenti provoca fastidiosi riflessi quando il sole
è alto, oppure di notte passando sotto i lampioni
(effetto flash).
Avrei sicuramente gradito un contagiri, magari analogico,
faceva molta scena, e un computer di bordo per tenere
d’occhio i consumi, molto contenuti peraltro.
FINITURE, DOTAZIONI E VANI
Le finiture mi sembrano buone, le plastiche sono di buona
qualità e piacevoli alla vista ed al tatto, gli
accoppiamenti ben eseguiti, a parte lo sportellino del
carburante che ogni tanto va “aiutato” ad
aprirsi, non ci sono (almeno per il momento) scricchiolii
anomali, nemmeno percorrendo strade sconnesse. Le cromature
sulle fiancate, sulla strumentazione, sugli specchi e
le relative aste sono piacevoli da vedere, danno un tocco
di eleganza al veicolo e ben si accoppiano anche con il
colore da me scelto, certo che su una livrea scura, tipo
nero o blu, l’effetto è sicuramente maggiore.
La dotazione di serie comprende antifurto immobilizer
con led di segnalazione sul cruscotto, apertura sella
elettrica tramite bottone (ma c’è anche la
leva per l’apertura manuale, nel caso ad esempio
la batteria sia scarica), telo coprisella, utile in caso
di pioggia ed illuminazione del vano sotto di essa.
Volendo attingere all’elenco degli optional, ci
sono le borse laterali, il bauletto posteriore in tinta,
i caschi jet fatti apposta per entrare nel sottosella,
il telo copriveicolo ecc…
Il vano in questione non è molto profondo, come
è logico date le dimensioni delle ruote, per questo
ho fatto montare un Bauletto Givi Simply da 45 litri in
tinta, dato che quello Piaggio non può contenere
2 caschi integrali, in compenso ho messo un antifurto
a catena, gli attrezzi di bordo e una bomboletta ripara
e gonfiagomme, ed avanza ancora spazio per altri oggetti.
La plastica utilizzata mi sembra buona, nella parte sottostante
è presente una copertura isolante per evitare surriscaldamenti,
trovandosi a ridosso del motore, tuttavia specialmente
in questo periodo, tende a scaldarsi parecchio, occhio
quindi a non lasciare oggetti che temono il calore (fotocamere
ecc…)
Un altro vano si trova nello scudo anteriore, che si apre
spingendo in avanti con la chiave inserita il blocchetto
di avviamento, all’interno ci possono stare piccoli
oggetti come cellulare e guanti, io ho messo i pantaloni
antipioggia, che possono sempre servire.
Come già detto, all’interno del vano si trovano
le leve per l’apertura manuale della sella e lo
sportellino del carburante, che si trova sulla pedana,
in posizione centrale, comodo perché permette di
rifornire lo scooter senza scendere.
MOTORE, TRASMISSIONE E PRESTAZIONI
Ed eccoci arrivati al pezzo forte di questo veicolo, il
poderoso Quasar 250 cc.
Potente, pronto e piacevole ad ogni regime, emette anche
una bella tonalità metallica dal corposo silenziatore
di scarico, specialmente a pieno gas, quando libera tutti
i suoi 22 CV, accompagnato anche dal sibilo dell’aspirazione.,
ed è esaltante anche in rilascio, quando emette
qualche scoppiettio tipo Harley.
Ha qualche difficoltà di avviamento a freddo, non
di rado bisogna provare 2 o 3 volte prima che si accenda,
aiutandolo con la manopola del gas, e trasmette qualche
vibrazione di troppo sulla sella e sulle manopole, specialmente
al minimo, ma per il resto sono solo soddisfazioni. Raggiunge
abbastanza in fretta la temperatura di lavoro e la mantiene
senza surriscaldamenti nemmeno in autostrada al massimo
della velocità.
Fluido e rotondo, ben dotato di coppia, permette di riprendere
anche da bassissimi regimi senza indecisione, sfoderando
poi un bell’allungo agli alti.
Il rodaggio è stato effettuato seguendo le indicazioni
della Casa, per cui niente accelerate a fondo, ogni tanto
variavo il regime di rotazione, per lubrificare meglio
le parti a contatto e facevo qualche tiratina, non troppo
lunga. Probabilmente ho ecceduto in prudenza, credo che
si debba ancora slegare bene, servirà tirarlo a
pieno gas, solo a motore caldo però!
La trasmissione asseconda bene il carattere del motore
consentendo di raggiungere in breve tempo velocità
elevate, ha solo qualche incertezza alla partenza, probabilmente
per non stressare troppo la meccanica, e qualche rumorosità
da parte della frizione nei primissimi secondi di funzionamento
a freddo, quando a volte si sentono gli stacchi delle
massette, ma basta fare 100 metri ed il rumore scompare.
La velocità massima raggiunta fino ad ora è
stata di 140 Km/h indicati, tuttavia, come già
detto, il tachimetro risulta piuttosto ottimista, per
cui alla fine coincide con le prove fatte dalle varie
riviste specializzate e con quanto dichiarato dalla Casa
(circa 125 Km/h), un ottimo risultato direi, che consente
di tenere medie interessanti anche in autostrada, dove
non sembra che il motore tiri il fiato, anzi, anche in
due e col bagaglio ha una discreta riserva di potenza
per effettuare sorpassi in sicurezza e senza metterci
un eternità.
SU STRADA
La tenuta di strada del Beverly è veramente buona,
nelle curve scende in piega facilmente e trasmette un
forte senso di sicurezza, non lo spaventa niente, d’altra
parte vanta un ottimo telaio a doppia culla in acciaio,
forcella e ammortizzatori lavorano bene (anche se questi
ultimi sono un po’ rigidi sulle brevi asperità)
e soprattutto, può contare sul generoso appoggio
delle gomme Pirelli GTS montate di serie, dalla misura
quasi esagerata vista la cilindrata, 110/70-16”
davanti e un bel 140/70-16” dietro.
Una volta impostata la traiettoria, la mantiene senza
sforzo fino all’uscita, esibendosi in pieghe che
hanno ben poco a che fare con gli scooter diciamo più
tradizionali, e che si avvicinano molto alle moto vere,
tanto che, a detta delle riviste specializzate, non è
difficile grattare il cavalletto laterale, pur posizionato
piuttosto in alto, io personalmente non ci sono mai riuscito,
anche perché la strada non è la pista ed
è meglio non esagerare, viste le possibili conseguenze
sulla salute e sul portafogli.
Il Beverly sembra stare su un binario anche alle velocità
più elevate, dove si apprezza l’ottimo lavoro
del cupolino, che ripara bene dalla pressione dell’aria
e permette una buona visuale quando piove, dato che lascia
libero il campo visivo, bisogna dire però che è
piuttosto sensibile alle turbolenze create dagli altri
veicoli, per cui è opportuno (anche per ragioni
di sicurezza) non stare troppo vicini ad auto e soprattutto
ai camion. Avverto anche qualche risonanza dell’aria
attorno ai 100 Km/h indicati, almeno sul mio casco integrale,
sotto forma di forti vibrazioni della calotta, superata
questa soglia il problema scompare, non cessa invece,
anzi prevale su quello del motore, il rumore dell’aria,
tanto che spesso scendo intontito dopo aver percorso parecchi
chilometri ad alta velocità. D’obbligo quindi
almeno un casco jet che aderisca bene alle guance, o meglio
ancora, un bell’integrale.
Sul bagnato le cose non cambiano molto, ovviamente va
prestata più attenzione alle manovre, sterzate
e frenate in testa, data la ridotta aderenza offerta dal
fondo stradale, tuttavia il livello di sicurezza rimane
sempre alto, va solo ricordato che il mezzo è appoggiato
su gomme e che le leggi della fisica non si possono piegare
a proprio favore.
I freni si comportano bene, consentendo di arrestare il
mezzo in poco spazio, il Beverly è equipaggiato
con una coppia di dischi dello stesso diametro, 260 mm,
sia all’anteriore che al posteriore, davanti lavora
una pinza a doppio pistoncino, dietro una pinza a pistoncino
contrapposto, non c’è il sistema di frenata
integrale o combinata, ma personalmente non ne sento la
mancanza, mi piace di più poter modulare la frenata
come meglio credo sui due assi, la potenza è notevole,
però bisogna tirare parecchio le leve per ottenere
forti decelerazioni, la mia opinione è che l’impianto
sia stato regolato così per ridurre al minimo i
rischi di bloccaggi delle ruote, specie nei panic stop.
In compenso la modulabilità e la resistenza alla
fatica non presentano il fianco a critiche.
L’unico momento in cui il Beverly è faticoso
da guidare è nelle manovre a bassa velocità
(diciamo fino a circa 20-30 Km/h), dove si avvertono chiaramente
l’inerzia dell’avantreno dovuto alle ruote
alte (che alzano il baricentro rendendolo meno reattivo
di un “ruote basse”) e soprattutto la massa
non indifferente di 160 Kg in ordine di marcia, che si
fanno sentire tutti; d’altra parte, nella sua categoria
risulta essere tra i più leggeri, per cui non è
il caso di lamentarsi troppo, e comunque basta prendere
un po’ di velocità ed il “problema”
scompare.
Andando in coppia bisogna naturalmente adeguare lo stile
di guida al maggior peso del trasportato ed anche al fatto
che lo stesso si sposta verso l’asse posteriore,
con conseguente alleggerimento dell’avantreno.
Fondamentale per la sicurezza di marcia è avere
un compagno (o una compagna) che sappia andare in moto,
quindi che non rimanga dritto nelle curve ma assecondi
le pieghe dello scooter, comunque la guidabilità
rimane sempre buona, ed il passeggero non ha di che lamentarsi
avendo a disposizione una sella ampia, due comodi maniglioni
per aggrapparsi e pedane ben sistemate, insomma il Beverly
è fatto per andarci anche in due senza alcun problema.
CONSUMI E COSTI
Nonostante le prestazioni notevoli, il piccolo Quasar
sa essere anche parsimonioso nei consumi.
Col primo pieno ho percorso circa 22,5 Km/l, in seguito
si è attestato (ed è tuttora) su una media
di 24-25 Km/l, probabilmente l’inesperienza e il
motore con pochi chilometri hanno fatto si che consumasse
un po’ di più all’inizio, comunque
sono molto soddisfatto delle percorrenze.
Il serbatoio contiene 10 litri, di cui 2,2 di riserva,
per cui l’autonomia teorica è di circa 240-250
Km, magari un paio di litri in più di capacità
non avrebbero guastato, ma mi rendo conto di quanto obiettivamente
sia difficile trovare altro spazio sulla pedana dove si
trova il serbatoio, vincolato dai passaggi dei tubi del
liquido di raffreddamento e del telaio.
La manutenzione è stata effettuata presso la rete
ufficiale di assistenza, seguendo le indicazioni riportate
sul libretto di uso e manutenzione, in particolare il
primo tagliando (1.000 Km), dove è stato cambiato
olio e filtro, più la sistemazione dello sportello
benzina che non si apriva facilmente, è stato fatto
a 1070 Km, ed ho speso 78,62 euro, mentre il controllo
livello olio dei 3.000 Km, effettuato quando il contachilometri
segnava 3.150 Km, si è trasformato in un tagliando
vero e proprio, con tanto di cambio olio e filtro, nonché
pulizia del filtro aria, oltre ovviamente alla manodopera.
In questo caso ho dovuto pagare ben 53 euro, ingiustificati
tra l’altro. Alle mie rimostranze, mi è stato
detto che “l’olio va cambiato ogni 3.000 Km”,
cosa peraltro non vera dato che ogni 3.000 Km il libretto
dei tagliandi prevede solo controllo ed eventuale rabbocco
dello stesso.
Proprio l’assistenza è la cosa di cui non
sono per niente soddisfatto, infatti, anche se il primo
tagliando era necessario, due giorni dopo ho scoperto
che il livello dell’olio era inferiore al minimo
consentito, con ovvi rischi per l’integrità
del motore (e di chi ci sta sopra…).
CONCLUSIONI
Da quello che avete letto avrete sicuramente capito che
del mezzo sono estremamente soddisfatto, lo ricomprerei
senza esitazioni, è una valida alternativa ai blasonati
giapponesi, e stando ai dati di vendita vedo che non sono
il solo a pensarlo.
In definitiva, un veicolo molto valido sia come estetica
che come prestazioni in generale, in grado di regalare
parecchie soddisfazioni anche a chi proviene dalle moto
vere.
Ovviamente non è privo di difetti (chi non ne ha?),
come il vano sottosella non grandissimo, le vibrazioni
al minimo sulla sella e le manopole, la pesantezza dello
sterzo a bassa velocità, dovuta probabilmente alle
ruote alte, le già citate difficoltà di
avviamento a freddo e, non ultimo, l’assistenza
a volte veramente incompetente, almeno per quanto mi riguarda,
cosa a cui la Piaggio dovrebbe prestare più attenzione,
visto che la fiducia per una marca o un'altra si conquista
anche con un servizio degno di questo nome.
Testo e foto: Alessandro
Grazia
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