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 · Honda SH 150i Sport
12/09/008
DESCRIZIONE
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Potremmo definirlo l'icona stessa dello scooter metropolitano, un modello che dal 2001 ad oggi si è imposto come uno standard di riferimento, a cui si sono ispirate decine di imitazioni, proposte sia da sconosciute aziende cinesi che dai marchi più prestigiosi.
Abituale dominatore delle classifiche di vendita, assieme ai 'parenti' da 125 e 300cc, nei primi mesi di quest'anno ha subito l'exploit di un incredibile Yamaha Tmax, ma entro la fine dell'anno ha buone possibilità di tornare nuovamente il numero uno. Neppure la mitica Vespa è riuscita a vendere tanto nello stesso numero di anni. Del resto proprio l'SH può essere considerato un degno erede della filosofia originale di Vespa: essenziale, affidabile ed economico, anche se non allo stesso livello per quanto riguarda design ed innovazione.
Clamoroso quindi che proprio su CyberScooter ne mancasse una prova dettagliata, dopo il test anteprima del modello da 125cc e quella, ormai datata, della versione a carburatore datata 2002.
Approfittiamo allora della presentazione della versione Sport, identica in tutto alla versione 'base', ma caratterizzata da nuovi abbinamenti cromatici e dal bauletto di serie per ritornare sull'argomento.



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LINEA/COSTRUZIONE
Si caratterizza per un mix fra classico e moderno, che pur non conquistando al primo sguardo per originalità, ha il grande pregio di piacere un po' a tutti, spaziando dal giovane attento alle mode, fino al professionista più serioso. Ed è sicuramente questa una delle chiavi del suo successo.
Come scritto, la novità 2008 è la gamma 'Sport', che propone il nero lucido, in sostituzione dell'argento, per cerchioni, foderi forcella, calandra anteriore, testa del faro e portapacchi posteriore, il tutto abbinato a plastiche Black o Pearl Siena Red (in foto), con fregi adesivi, impunture della sella a contrasto e il bauletto ben integrato nel design complessivo. Il risultato è poco più aggressivo della versione conosciuta, strizzando l'occhio al pubblico più giovane, mentre per gli 'elegantoni' Honda ha introdotto l'allestimento 'Special' con particolari argento, retroscudo beige abbinato ed una vernice Pearl Havana Brown profondamente metallizzata.
Nato come uno dei prodotti più economici della gamma Honda, e soprattutto rispetto ai competitor di allora, si è sempre caratterizzato per una cura costruttiva superiore alla media, anche se oggi i migliori competitor si sono decisamente avvicinati, sia a livello di qualità che di prezzo. Il rapporto qualità/prezzo rimane comunque elevato, con plastiche di qualità, montaggi precisi e dettagli curati.



STRUMENTAZIONE
Bene in evidenza al centro del manubrio carenato, è composta da tre elementi analogici dedicati alla temperatura del liquido refrigerante e al livello carburante con al centro l'indicatore della velocità istantanea. Abbiamo poi il contachilometri totale ed un parziale (non sempre disponibile in questa classe), peccato solo che siano di tipo meccanico. Un piccolo display digitale inferiore indica l'ora, mentre un gruppo di cinque spie multicolori superiori evidenzia l'uso degli indicatori di direzione e del faro abbagliante, oltre al check dell'iniezione elettronica e all'indicazione del cambio olio. Manca però ogni riferimento sullo stato dell'impianto elettrico e soprattutto una spia per la riserva carburante.



 

COMANDI/DOTAZIONI
Piuttosto completo anche a livello di dotazioni, è l'unico scooter della sua classe a poter vantare la presenza dell'utile freno di stazionamento, sfruttando fra l'altro un semplice ed economico blocco meccanico della leva sinistra al manubrio. Manca invece l'interruttore d'emergenza per spegnere il motore e, come per altri, il cavalletto laterale, altro elemento non indispensabile, ma pur sempre comodo nelle soste brevi. Per il resto troviamo comandi al manubrio piuttosto ordinari, così come gli specchi retrovisori, leve freno piuttosto leggere e con qualche gioco, oltre al blocchetto d'avviamento, con bloccasterzo, che comanda anche lo sgancio della sella. Sotto quest'ultima, nella parte posteriore, troviamo il tappo per il rifornimento di carburante (7,5 litri). Più indietro il portapacchi, che incorpora le maniglie per il passeggero e si aggancia direttamente il bauletto. Al passeggero sono dedicate anche le pedane, ampie, ma con il vantaggio di non ingombrare una volta richiuse. La sella è ben conformata ed imbottita per entrambi, oltre a non essere troppo lontana da terra.
Non si tratta di dotazioni in senso stretto, ma le feritoie poste sui fianchi superiori dello scudo, da cui fuoriesce l'aria calda proveniente dal radiatore, in inverno possono fungere da riscaldamento, se abbinati ad un coprigambe aftermarket, mentre in estate, grazie alla corretta angolazione, infastidiscono solo nelle giornate più torride.


 


 

VANI BAGAGLIO
Nel retroscudo un ampio sportello con chiusura a chiave nasconde un vano decisamente più modesto, capace di ospitare al massimo un paio di guanti estivi. Poco sotto, troviamo il gancio appendiborse dotato di sicura, ma posizionato troppo in basso per assicurare una borsa o i sacchetti della spesa nel poco spazio lasciato libero fra i piedi del pilota. Piuttosto angusto anche il vano sottosella, limitato dalla presenza del serbatoio, che fatica a contenere anche i caschi demi-jet più piccoli, tanto che Honda ne ha realizzato uno apposito. Vengono allora utili i ganci metallici posizionati nella parte anteriore del vano, che consentono di assicurare sotto chiave, anche se all'esterno, due caschi di qualunque dimensione. Come detto all'inizio, la versione Sport offre di serie il bauletto posteriore da 35 litri, capace di ospitare un casco integrale o un valigia 48ore. Ha anche il vantaggio di poter essere sganciato o aperto con la stessa chiave dell'accensione e di 'completare' il veicolo grazie alla coerenza di design e verniciatura. Note di demerito sono la mancanza di rivestimento interno e il 'finto' schienalino che manca dell'auspicabile imbottitura.



CICLISTICA
Le ruote da 16 pollici e la pedana piatta sono sicuramente gli elementi più richiesti e che lo caratterizzano fin dal debutto. Il telaio, che passa inosservato sotto alle plastiche, è realizzato in tubi d'acciaio e sfrutta il motore come forcellone oscillante, coadiuvato da un braccio sul lato destro. Gli ammortizzatori posteriori sono regolabili nel precarico su tre posizioni per un'escursione di 82mm, mentre la forcella telescopica con perno in asse arriva a 90mm e utilizza steli da 33mm.
L'impianto frenante utilizza un disco anteriore da 220mm con pinza a doppio pistoncino e un tamburo posteriore da 130mm comandati da un sistema combinato di tipo meccanico: agendo sulla leva sinistra si comanda così sia il tamburo posteriore che il disco anteriore grazie ad un collegamento meccanico con la leva destra, che comanda il freno anteriore e che va comunque azionata per ottenere il massimo della potenza frenante. Una soluzione 'furba' e tutto sommato efficace, anche se dalla concorrenza il freno a tamburo è ormai sparito da tempo.
Belli i cerchi in alluminio a cinque razze che calzano pneumatici Dunlop, senza camera d'aria, da 110/80 davanti e 120/80 dietro.
Il peso a secco dichiarato è di 127kg con una lunghezza di 2020mm per una larghezza di 700, un interasse di 1335mm e la sella posta a 790mm da terra. Valori fra i più contenuti del suo segmento, anche rispetto ai concorrenti più recenti ed accreditati, pur senza sacrificare l'abitabilità.



MOTORE
Altro 'pezzo forte' dell'SH, è famoso per lo scatto al semaforo e per i consumi contenuti. Si tratta di un monocilindrico orizzontale, con testata a due valvole, raffreddamento a liquido e alimentazione ad iniezione elettronica PGM FI, la prima ad essere realizzata su un veicolo di questa classe e ancora una delle più compatte ed evolute.
Eroga una potenza massima di 11,6kW a 8500giri, con una coppia di 14Nm a 7000giri e risponde alle normative Euro3, anche grazie al catalizzatore allo scarico.
Viene dichiarato un consumo 'medio' di 34,1km/litro, e anche se non si fa riferimento al tipo di metodologia utilizzata, non siamo poi tanto lontani dalla realtà.
Il cambio è naturalmente del tipo a variazione continua, che Honda definisce V-Matic e l'avviamento è unicamente elettrico, non essendo prevista nessuna pedivella per l'avviamento d'emergenza.



ACCESSORI
Il catalogo Honda è sempre nutrito a questo riguardo e fra gli 'indispensabili' possiamo citare il coprigambe (69 Euro, che però non sfrutta gli sfoghi d'aria calda) e le manopole riscaldate (142 Euro) per l'inverno, l'antifurto elettronico (192 Euro) e quello meccanico ad 'U' (100 Euro) per la sicurezza. In più troviamo anche borse interne per il bauletto, un casco in diverse colorazioni e una linea d'abbigliamento dedicata. Tradizionalmente sconsiglio il parabrezza (121 Euro), ma in questo caso l'altezza non eccessiva, i paramani indipendenti, i supporti metallici orientati verso il plexiglass e il profilo gommato, denotano un'attenzione alla sicurezza che mi fanno chiudere un occhio, anche se non va dimenticato che diminuisce la visibilità in caso di pioggia e aumenta la sensibilità alle scie e al vento al crescere della velocità.



CONCLUSIONI STATICHE
Ben costruito e sufficientemente dotato non sfoggia dati tecnici al di sopra della media o un design che conquista al primo sguardo, ma risulta molto equilibrato nelle varie componenti. L'anzianità del progetto emerge però dalla frenata combinata di tipo meccanico e per il freno posteriore a tamburo. D'altro canto può vantare il bauletto di serie con la chiave unificata, il freno di stazionamento e altri dettagli, assieme ad una ricca offerta di accessori che ne fanno un modello tutt'ora appetibile, fin dall'esame statico.

Testo: Fabrizio Villa
Foto: Monica Il Grande

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