TEMPI MODERNI
Era rimasto solo lui a difendere orgogliosamente la bandiera
del motore a due tempi fra gli scooter targati. Ora anche
il Pantheon si converte alla motorizzazione a quattro
tempi, con la quale è più facile rispettare
le sempre più severe normative antinquinamento.
E’ il caso di dire: beati gli ultimi, perché
il motore è il fiore
all’occhiello di questo scooter, rivelandosi forse
il migliore della categoria: regolare come un orologio
svizzero sia a freddo che a caldo, sorprende per la prontezza
che manifesta fin dai bassi regimi, tanto da far pensare
che si stia guidando un 250! Questa dote, unitamente all’eccellente
taratura della trasmissione, ne fa un veicolo molto in
brillante al semaforo, ma anche sui tornanti di montagna.
A dispetto delle prestazioni, il consumo
di carburante è irrisorio: senza prestare eccessiva
attenzione alla manopola del gas, si percorrono tranquillamente
35 Km con un litro.
L’iniezione elettronica assicura emissioni
inquinanti ben al di sotto della normativa Euro2.
Prestazioni elevate, consumi irrisori ed emissioni inquinanti
ai minimi termini. Poteva bastare per Honda? Certamente
no: anche la tonalità di
scarico è da record, mostrandosi sempre
molto contenuta, anche al massimo dei giri.
Da numerosi punto di vista, il vecchio due tempi è
solo un lontano ricordo.
Tanta innovazione esigeva anche un profondo rinnovamento
dell’aspetto estetico: il nuovo Pantheon ha una
linea tutta nuova, ispirata
a quella dell’ammiraglia scooter del marchio alato:
il prestigioso Silver Wing 600.
La capacità di carico
è una delle qualità del Pantheon: il vano
sottosella, ampio e regolare, rivestito di moquette ed
illuminato, può ospitare un casco integrale ed
un jet, o, in alternativa, una ventiquattrore e numerosi
altri oggetti; o anche il bagaglio per una gita. La portata
è ulteriormente aumentabile grazie al robusto portapacchi,
che non richiede il montaggio di telaietti ausiliari e
non sporge dalla sagoma del veicolo.
Le finiture sono al vertice
della categoria: è sufficiente esaminare la verniciatura
dei pannelli o dei cerchi ruota per rendersi conto che
il risparmio non è stato l’obiettivo primario
dei tecnici Honda.
Un’altra scelta felice dei progettisti Honda è
la polifunzionalità del blocchetto di avviamento,
dal quale si comanda l’apertura della sella e dello
sportello posto a protezione del tappo serbatoio carburante.
Quest’ultimo è posizionato sul tunnel centrale:
ciò determina un benefico spostamento della distribuzione
dei pesi, lascia spazio per il vano sottosella e si rivela
di grande comodità al momento di fare rifornimento,
soprattutto se si viaggia in coppia, in quanto non impone
di scendere dalla sella e di mettere lo scooter sul cavalletto
centrale.
Specchi retrovisori, comandi elettrici e strumentazione
sono accomunati da una notevole funzionalità ma
anche da un’eccessiva sobrietà.
Un piccolo neo in tema di finiture è costituito
dalle guarnizioni poste a protezione del parabrezza: quella
nera posta alla base tende a staccarsi dal suo alloggiamento,
mentre quella trasparente che contorna la superficie esterna
interferisce con la visuale e diventa ricettacolo di sporco:
da notare che sul Silver Wing è stata eliminata
a partire dal 2003.
La posizione di guida è
piuttosto eretta, con la sella forse un po’ troppo
alta per uno scooter che strizza l’occhio anche
alla clientela femminile; l’appoggio lombare è
scarso, ma, in compenso, il passeggero non si trova in
posizione troppo rialzata e gode quindi di una buona protezione
aerodinamica; peraltro il secondo posto sembra fatto per
ospitare fidanzate di misure giunoniche: sella, maniglie
e una coppia di pedane estraibili grandi come zucchine
sembrano realizzate per persuadere anche le ragazze più
recalcitranti ad intraprendere una gita su due ruote.
Le dimensioni generali agevolano
il parcheggio negli spazi angusti riservati alle due ruote,
mentre il peso contenuto
non mette in soggezione neppure le signore.
In linea con la produzione Honda degli ultimi anni, grande
cura è stata dedicata all’efficacia della
fanaleria anteriore, in grado
di illuminare adeguatamente tratti di strada completamente
privi di illuminazione.
Dal punto di vista dinamico, oltre che per il motore
del quale si è già detto, il Pantheon sorprende
per la qualità delle sospensioni,
rivelandosi tra le migliori in uno scooter a ruote basse
della sua categoria.
Sono soprattutto i freni ad essere al vertice: particolarmente
potenti e modulabili, sono dotati del sistema di frenata
integrale, che limita al massimo gli episodi di
bloccaggio.
Su tangenziali e superstrade il motore brillante e robusto,
coadiuvato da una solida ciclistica, consente di tenere
andature discrete e di sorpassare i camion con un certo
margine di sicurezza.
Le qualità dinamiche al top della categoria, i
consumi irrisori e l’ampia capacità di carico
invogliano ad evadere dall’angusto ambiente urbano
per intraprendere piacevoli gite fuori porta. Inoltre,
per chi non se la sente di spendere cifre elevate per
l’acquisto di uno scooter di grossa cilindrata,
il Pantheon può rivelarsi anche un insospettabile
compagno di viaggio per vacanze non troppo impegnative,
senza imporre sacrifici a pilota e passeggero.
Testo by Fabio Scotti
Foto by Monica
Il Grande
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