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 · HONDA PANTHEON 150
16/02/04
PROVA FABIO SCOTTI
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VEDI ANCHE: Descrizione, Prova su strada,

TEMPI MODERNI

Era rimasto solo lui a difendere orgogliosamente la bandiera del motore a due tempi fra gli scooter targati. Ora anche il Pantheon si converte alla motorizzazione a quattro tempi, con la quale è più facile rispettare le sempre più severe normative antinquinamento.

E’ il caso di dire: beati gli ultimi, perché il motore è il fiore all’occhiello di questo scooter, rivelandosi forse il migliore della categoria: regolare come un orologio svizzero sia a freddo che a caldo, sorprende per la prontezza che manifesta fin dai bassi regimi, tanto da far pensare che si stia guidando un 250! Questa dote, unitamente all’eccellente taratura della trasmissione, ne fa un veicolo molto in brillante al semaforo, ma anche sui tornanti di montagna.
A dispetto delle prestazioni, il consumo di carburante è irrisorio: senza prestare eccessiva attenzione alla manopola del gas, si percorrono tranquillamente 35 Km con un litro.
L’iniezione elettronica assicura emissioni inquinanti ben al di sotto della normativa Euro2.

Prestazioni elevate, consumi irrisori ed emissioni inquinanti ai minimi termini. Poteva bastare per Honda? Certamente no: anche la tonalità di scarico è da record, mostrandosi sempre molto contenuta, anche al massimo dei giri.
Da numerosi punto di vista, il vecchio due tempi è solo un lontano ricordo.
Tanta innovazione esigeva anche un profondo rinnovamento dell’aspetto estetico: il nuovo Pantheon ha una linea tutta nuova, ispirata a quella dell’ammiraglia scooter del marchio alato: il prestigioso Silver Wing 600.

La capacità di carico è una delle qualità del Pantheon: il vano sottosella, ampio e regolare, rivestito di moquette ed illuminato, può ospitare un casco integrale ed un jet, o, in alternativa, una ventiquattrore e numerosi altri oggetti; o anche il bagaglio per una gita. La portata è ulteriormente aumentabile grazie al robusto portapacchi, che non richiede il montaggio di telaietti ausiliari e non sporge dalla sagoma del veicolo.
Le finiture sono al vertice della categoria: è sufficiente esaminare la verniciatura dei pannelli o dei cerchi ruota per rendersi conto che il risparmio non è stato l’obiettivo primario dei tecnici Honda.
Un’altra scelta felice dei progettisti Honda è la polifunzionalità del blocchetto di avviamento, dal quale si comanda l’apertura della sella e dello sportello posto a protezione del tappo serbatoio carburante.
Quest’ultimo è posizionato sul tunnel centrale: ciò determina un benefico spostamento della distribuzione dei pesi, lascia spazio per il vano sottosella e si rivela di grande comodità al momento di fare rifornimento, soprattutto se si viaggia in coppia, in quanto non impone di scendere dalla sella e di mettere lo scooter sul cavalletto centrale.
Specchi retrovisori, comandi elettrici e strumentazione sono accomunati da una notevole funzionalità ma anche da un’eccessiva sobrietà.
Un piccolo neo in tema di finiture è costituito dalle guarnizioni poste a protezione del parabrezza: quella nera posta alla base tende a staccarsi dal suo alloggiamento, mentre quella trasparente che contorna la superficie esterna interferisce con la visuale e diventa ricettacolo di sporco: da notare che sul Silver Wing è stata eliminata a partire dal 2003.

La posizione di guida è piuttosto eretta, con la sella forse un po’ troppo alta per uno scooter che strizza l’occhio anche alla clientela femminile; l’appoggio lombare è scarso, ma, in compenso, il passeggero non si trova in posizione troppo rialzata e gode quindi di una buona protezione aerodinamica; peraltro il secondo posto sembra fatto per ospitare fidanzate di misure giunoniche: sella, maniglie e una coppia di pedane estraibili grandi come zucchine sembrano realizzate per persuadere anche le ragazze più recalcitranti ad intraprendere una gita su due ruote.
Le dimensioni generali agevolano il parcheggio negli spazi angusti riservati alle due ruote, mentre il peso contenuto non mette in soggezione neppure le signore.
In linea con la produzione Honda degli ultimi anni, grande cura è stata dedicata all’efficacia della fanaleria anteriore, in grado di illuminare adeguatamente tratti di strada completamente privi di illuminazione.

Dal punto di vista dinamico, oltre che per il motore del quale si è già detto, il Pantheon sorprende per la qualità delle sospensioni, rivelandosi tra le migliori in uno scooter a ruote basse della sua categoria.
Sono soprattutto i freni ad essere al vertice: particolarmente potenti e modulabili, sono dotati del sistema di frenata integrale, che limita al massimo gli episodi di bloccaggio.
Su tangenziali e superstrade il motore brillante e robusto, coadiuvato da una solida ciclistica, consente di tenere andature discrete e di sorpassare i camion con un certo margine di sicurezza.

Le qualità dinamiche al top della categoria, i consumi irrisori e l’ampia capacità di carico invogliano ad evadere dall’angusto ambiente urbano per intraprendere piacevoli gite fuori porta. Inoltre, per chi non se la sente di spendere cifre elevate per l’acquisto di uno scooter di grossa cilindrata, il Pantheon può rivelarsi anche un insospettabile compagno di viaggio per vacanze non troppo impegnative, senza imporre sacrifici a pilota e passeggero.

Testo by Fabio Scotti

Foto by Monica Il Grande

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