Ci siamo sciroppati circa 1.500 km prevalentemente
nell'area urbana milanese, ma anche nelle classiche gite
tutt'intorno al lago di Como, fino alla famosa salita
del 'muro' di Sormano, naturalmente in due, per non lasciare
nulla d'intentato, e il Pantheon 150 ha tenuto botta ad
ogni nostra provocazione, ecco com'è andata.
POSIZIONE IN SELLA
Osservandolo sembra più compatto, ma una volta
a bordo si apprezza una sella ampia e confortevole che
fa assumere al busto una posizione eretta, mentre si allungano
le braccia ad impugnare un manubrio giustamente rialzato
e non troppo largo. Le gambe non risultano troppo flesse,
grazie alla favorevole distanza dalla pedana, ma non si
possono allungare gran che, per via della forte pendenza
della zona poggiapiedi anteriore.
L'altezza da terra del piano sella è medio-alta,
bene per piloti intorno al metro e settanta, ma chi è
più basso deve rinunciare ad appoggiare entrambi
i piedi a terra.
Conformazione e consistenza della sella sono piacevoli,
e il rivestimento risulta molto gradevole al tatto.
La compatta strumentazione è ben visibile e gli
specchi retrovisori al manubrio garantiscono una visuale
sufficientemente panoramica, grazie alla distanza ravvicinata.
Il parabrezza solidale al manubrio, ma senza staffe metalliche
sporgenti, è piuttosto vicino al busto, con vantaggi
in termini di protezione, anche se il bordo superiore,
in alcuni casi, può interferire con la visione.
I cavalletti sono entrambi agevoli, forse un po' meno
quello laterale stando in sella, ma è una pignoleria.
Comodo il fatto di poter fare il pieno di benzina senza
dover parcheggiare, ma semplicemente aprendo il tappo
in mezzo al tunnel centrale stando seduti.
Sufficientemente leggero e compatto non crea problemi
neppure dovendolo spingere, giù di sella, per i
parcheggi
Il passeggero è solo leggermente rialzato rispetto
al pilota, ma sufficientemente vicino da poterlo abbracciare,
cosa sempre piacevole... quando ne vale la pena. Siede
su di una sella ampia e ben imbottita, con pedane apribili,
sicuramente non belle, ma comode. Uno schienalino o un
bauletto 'coronerebbero' un quadro piuttosto positivo
.
CITTÀ
Inevitabile che sia lo spazio urbano il terreno in cui
il Pantheon si dovrà confrontare giorno dopo giorno
e quindi lo valutiamo subito nelle quattro condizioni
più impegnative:
1. Slalom fra le macchine bloccate: la compattezza della
sezione frontale, una lunghezza accettabile e l'altezza
degli specchietti sono tutte condizioni favorevoli, ma
è la maneggevolezza che ha più impressionato.
Si passa da un'inclinazione all'altra in un nanosecondo,
e con un angolo di sterzo così ampio è quasi
impossibile rimanere bloccati.
2. Prova sospensioni su tombini e pavé: pur se
sulla carta non eccellono per escursione o sofisticatezza,
alla prova dei fatti sia la forcella che gli ammortizzatori
se la sono cavata molto bene. Non è facile trovare
uno scooter dove le sospensioni 'lavorano' e questo è
uno dei casi più favorevoli. Sui tombini, dimenticati
quattro asfaltature fa', non hanno chance, ma in quel
caso soffre anche un enduro, mentre sulle malformazioni
più contenute e sul pavé si viaggia senza
problemi.
3. Gran Premio al semaforo: che i semafori di ogni città
si siano trasformati in altrettante gare d'accelerazione
è, purtroppo, un dato di fatto: che il Pantheon
nelle prime decine di metri abbia ben pochi rivali, lo
è altrettanto. Il variatore che attacca subito
e la buona coppia del motore permettono spunti a livello
dei 250cc, tanto che anche gli agguerriti 180/200cc concorrenti
devono arrendersi, increduli.
4. Prova freni, modello automobilista distratto: due occhi
ormai non bastano più per sopravvivere nel traffico,
e non servono lenti più spesse, ma freni reattivi
e modulabili. La potente frenata del Pantheon si è
dimostrata superiore a tutti i competitor, inferiore solo
a quella del Peugeot
Elystar 125 ABS, non per modulabilità e
potenza, ma solo per la mancanza del sistema antibloccaggio.
La leva sinistra comanda il freno posteriore e un pistoncino
anteriore consentendo frenate morbide e progressive, ma
la leva destra, che comanda i restanti due pistoncini
del freno anteriore, nasconde una potenza superiore alla
media, consentendo di 'chiudere' la frenata con autorevolezza
motociclistica. Praticamente, nonostante il sistema combinato,
la frenata più potente è quella comandata
dalla leva destra, mentre con la sinistra si 'tiene in
linea lo scooter' o si rallenta nella guida rilassata.
La modulabilità è sempre buona, ma vista
la potenza, col bagnato occorre una certa attenzione.
Ancora una valutazione positiva per la protezione dal
freddo e dalle intemperie, soprattutto grazie alla vicinanza
del parabrezza al busto. Qualche ricircolo d'aria in più
alle gambe. Consigliato, per un utilizzo 12 mesi all'anno,
il kit parabrezza maggiorato, paramani e deflettori scudo,
purtroppo costano un capitale, ma volete la comodità?
Alla fine la prova città lo candida come un 'top
city fighter', uno dei mezzi più azzeccati con
cui affrontare quotidianamente il traffico urbano e senza
alcun timore reverenziale verso cilindrate superiori.
STRADE EXTRAURBANE
Non si vive di sola città e di solo lavoro, quindi,
avendo a disposizione uno scooter, difficile rinunciare
al piacere di una gita domenicale, senza strafare con
i chilometri, ma per scoprire angoli pittoreschi, una
trattoria e un po' di relax non lontani da casa.
Per questo tipo di utilizzo il Pantheon si dimostra ancora
un compagno più che adeguato. Con il proprio partner
e il necessario sotto la sella si percorrono piacevolmente
anche tour di duecento chilometri in giornata, senza ritornare
stanchi o stressati. Il motore brillante non soffre la
presenza del passeggero e anche in salita o in caso si
sorpassi sfodera una verve insospettata. La velocità
di circa 100km/h sulle statali si raggiunge rapidamente
e si può mantenere in modo indefinito. Da 90km/h
in su la progressione si fa più modesta, fino a
raggiungere i 110km/h o poco più, indicati da un
tachimetro molto preciso.
La maneggevolezza già conosciuta in città
lo rende piacevole e immediato nelle strade 'tuttecurve',
anche ai più inesperti e la frenata rimane autorevole
sia alla massima velocità che in discesa e/o in
due.
La posizione di guida è comoda per pilota e passeggero,
anche grazie all'efficacia delle sospensioni, con il doppio
ammortizzatore posteriore agevolmente regolabile in funzione
del carico.
Le note dolenti si riducono alla mancanza del freno a
mano, utile nelle soste in pendenza, e nella minore velocità
massima nei confronti dei concorrenti dotati di qualche
centimetro cubico in più. Solo in velocità
però, perché in uscita dai tornanti, anche
in due, se ne va via con decisione.
AUTOSTRADA
Ok, non è il suo terreno ideale, bene per la comodità
e la protezione aerodinamica, per la stabilità
sul veloce e per la prontezza e la potenza dei freni,
ma con la manopola destra spremuta al massimo ed una velocità
indicata di poco superiore ai 110km/h, non è il
caso d'avventurarsi in viaggi tipo Milano-Trieste se non
ci si è pensato più che bene!
D'altro canto, siamo oltre la sua destinazione d'uso,
e se è questo che cercate, meglio pensare al Silver
Wing.
I concorrenti da 200cc si prendono quindi una rivincita,
potendo sfoderare velocità massime indicate di
circa 125/135km/h. Probabilmente il divario effettivo
è anche minore, ma una decina di km/h in più
possono rendere meno noiosa una tratta autostradale inevitabile.
AL LIMITE
Premesso, come sempre, che si tratta di una 'forzatura'
allo spirito del mezzo, una strapazzata non si nega mai
a nessuno... scooter.
Condizione ideale una strada lenta in salita o discesa
dove far valere la coppia del propulsore e la potenza
dei freni. Complice una notevole velocità nel 'prendere
la corda' (entrare in curva, per i meno 'avvezzi') si
dimostra un osso duro per tutta la gamma dei suoi potenziali
avversari, da 150 a 200/250cc. In più si può
'piegare' senza problemi visto che l'angolo d'inclinazione
è davvero elevato. Non è tuttavia 'guidabile'
come l'Aprilia
Atlantic 200 che rimane il riferimento del lotto
quando adeguatamente spremuto.
La salita al 'muro di Sormano', se l'è bevuta in
scioltezza anche con il passeggero, raggiungendo sempre
la coppia massima ad ogni uscita di curva, anche grazie
all'adeguata taratura del variatore.
Le strade e/o i curvoni veloci in genere gli sono meno
congeniali, sia per la modesta potenza residua, sia perché
si paga l'ottima maneggevolezza con un minor rigore direzionale
e governabilità a centro curva.
PASSEGGERO
Impressioni positive un po' in tutte le situazioni, grazie
alla postura, alla sella e alle sospensioni. Le pedane
gommose non brillano per design, ma sono ben posizionate
e più confortevoli rispetto alla pedana fissa.
Il ridotto sbalzo della sella fra pilota e passeggero
e la velocità contenuta mantengono il comfort anche
nei trasferimenti autostradali.
Comode le maniglie, integrate nel portapacchi in resina
che, a differenza del metallo, non scotta in estate e
non gela in inverno. Saranno utilizzate intensamente,
sia nelle briose partenze ai semafori che nelle frenate
più potenti. Non sgradito, naturalmente, uno schienale
o un bauletto a cui appoggiarsi.
CONSUMI E COSTI
Dopo tanta presentazione ero proprio curioso di vedere
come se la cavava dal benzinaio. Spremuto senza alcun
riguardo non è sceso oltre i 28,6 km litro, mentre
ad andatura tranquilla, ma senza particolare cura, è
arrivato a 34,2. Per il momento, il record in fatto di
consumi mai rilevato da CyberScooter.
I tagliandi programmati dalla Casa prevedono soste ogni
5.000km, quindi piuttosto ragionevoli, rammentate però
di controllare periodicamente il livello dell'olio, è
una buona abitudine che vale per tutti gli scooter.
Passiamo al prezzo dei ricambi per manutenzione: la cinghia
costa 41 Euro e i rulli 13; le pastiglie freno ant e post.
52 Euro; la candela 10, il filtro aria 13 e la batteria
GS 76, sempre Euro.
Non succederà, ma nel caso di una scivolata: la
fiancata costa 158 Euro, il parafango anteriore 106, lo
specchio retrovisore 17, le leve al manubrio 13 e 17,
ma sperate di non dover cambiare la sella perché
si sale a 301 euro, ben 307 ne servono per la marmitta
e la strumentazione arriva a 497 Euro!
CONCLUSIONI DINAMICHE
Scattante da fermo e disponibile a riprendere fin dai
regimi più bassi, il motore è stato una
piacevole sorpresa, soprattutto nelle condizioni d'uso
più frequenti. Pecca solo in velocità massima
cosa che lo limita in eventuali trasferimenti autostradali.
La ciclistica è molto agile e gli consente di svicolare
bene nel traffico più congestionato. Se la cava
bene anche fuori città, specialmente su percorsi
tormentati da curve, mentre nei tratti veloci, risulta
fin troppo reattivo. Le sospensioni lavorano bene e sono
facilmente regolabili. Eccellente la frenata, decisamente
sopra la media.
Sufficientemente protettivo al busto, un po' meno alle
gambe, ma integrabile con gli optional Honda.
Considerando che non consuma nulla e che inquina anche
meno, anche dal punto di vista dinamico il Pantheon si
è rivelato una delle migliori scelte possibili
del suo segmento.
CONCLUSIONI FINALI
Come avrete intuito se siete arrivati fin qui, il Pantheon
è nato per sostituire l'auto nei trasferimenti
casa-ufficio, urbani o nella cerchia metropolitana, e
lo fa nel migliore dei modi. Non disdegna neppure qualche
gita nei dintorni, sempre con la medesima classe e sicurezza,
ma non ama molto l'autostrada.
Eccelle in numerose valutazioni, pur mantenendo un prezzo
nella media dei 150cc e vantaggioso nei confronti dei
200.
Ci troviamo quindi di fronte ad un prodotto che centra
gli obiettivi prefissati, con un equilibrio complessivo
invidiabile, sia nei confronti di una concorrenza pur
numerosa ed agguerrita, che all'interno della stessa gamma
Honda, riuscendo a far invecchiare i pur apprezzati predecessori
a due tempi.
Testo by Fabrizio
Villa
Foto by Monica
Il Grande
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