| È stato presentato al Motorshow
di Bologna nel dicembre '99 e da allora è diventato
un 'must', uno degli scooter più venduti e più
apprezzati nell'esigente mercato italiano.
Vediamo di capire le origini di questo successo: innanzitutto
viene concepito in Europa, dagli studi ricerca e sviluppo
R&D italiani e tedeschi con, come obiettivo, le esigenze
europee, poi viene progettato in Giappone per essere infine
prodotto nello stabilimento abruzzese di Atessa.
Un tipico esempio di produzione 'mondializzata' e senza
confini a cui fa riferimento anche l'insolito nome '@'
(si pronuncia 'et') in omaggio al simbolo della ormai
irrinunciabile posta elettronica. Ma quello che più
deve aver fatto breccia fra quegli 'elegantoni' che siamo
noi italiani è sicuramente la linea. Un mix davvero
azzeccato di elementi morbidi e tesi, con richiami classici
ed elementi hi-tech che la cartella stampa definisce 'neo
emotional'.
Bello il frontale con il doppio faro sovrapposto e le
frecce sfuggenti, azzeccato l'alleggerimento della zona
centrale nero opaco a sottolineare la mezzaluna delle
fiancate che terminano con l'affilato fanale integrante
le frecce. Originale anche la strumentazione che riprende
i due elementi circolari dei fari e li dedica al tachimetro,
dotato di parziale, e all'accoppiata indicatore carburante
e temperatura del liquido di raffreddamento, il tutto
racchiuso in una cornice cromata ogivale con le spie che
servono (anche se manca quella della riserva). Affogato
nella carenatura del manubrio, sulla sinistra, troviamo
l'orologio digitale, un po' piccolo, ma utile. Sempre
in questo blocco troviamo tutti i comandi elettrici e
il serbatoio olio del freno anteriore.
La linea slanciata verso
l'alto sembra farlo inserire nel segmento ruote alte,
in realtà queste sono da 13
pollici, anche se l'anteriore, piuttosto panciuta,
ne aumenta la superficie di rotolamento, ci troviamo quindi
quasi alla metà ai due segmenti, alla ricerca del
miglior compromesso.
Sul lato destro la marmitta cromata ci ricorda che non
si tratta di un semplice oggetto di design, ma di uno
scooter da usare tutti giorni nel traffico e anche più
in là.
Nella gamma Honda si affianca al Pantheon, più
incline alle sgroppate fuori porta grazie alla maggiore
protettività e ad un brioso motore due tempi.
Il terreno ideale di questo modello è sicuramente
la città dove permette spostamenti agili e sicuri
e, con la versione da 150cc, può affrontare anche
le tangenziali e qualche tragitto più impegnativo.
La forcella anteriore ha
steli da 33 mm per un'escursione di 88 mm, al retrotreno
la classica coppia di ammortizzatori
regolabili offre un'oscillazione massima di 75 mm.
I freni sono: a disco l'anteriore
da 220 mm di diametro abbinato ad una pinza a doppio pistoncino,
e a tamburo il posteriore da 130 mm. Hanno un funzionamento
di tipo 'combinato', cioè agendo sulla leva sinistra
interviene un pistoncino anteriore e il tamburo posteriore,
mentre agendo sull'altra leva, entra in funzione il secondo
pistoncino anteriore; a differenza del Pantheon però,
non c'è la valvola ripartitrice. In pratica vi
troverete ad usare sempre la leva sinistra tranne che
nelle frenate d'emergenza. Avete anche la possibilità
di bloccare la leva sinistra per parcheggiare senza problemi
in salita o discesa. Dispone anche di entrambi i cavalletti.
La sella è posizionata
alla ragguardevole altezza di 80 cm, un po' troppo per
offrire un buon appoggio a terra a chi non supera il metro
e settanta. Sotto la sella c'è spazio
giusto per un casco, anche integrale e più indietro
si trova il tappo del serbatoio
carburante da 9 litri. Un portapacchi
dall'aspetto robusto funge anche da maniglie per il passeggero
che è dotato una sella essenziale, ma giustamente
a livello del pilota e di poggiapiedi estraibili rivestiti
in morbida gomma.
Un altro spazio, per occhiali e piccole cose, è
ricavato nello scudo anteriore sinistro e dotato di serratura.
Specularmente un oblò permette di controllare il
livello del liquido refrigerante. Fra i due è presente
anche l'utile gancio per poggiare una borsa sul, poco
voluminoso, tunnel centrale.
Per ultimo abbiamo lasciato il motore
che, come tradizione Honda, nasconde alcune raffinatezze,
pur in una realizzazione tradizionale ed affidabile.
La ricerca si è concentrata sul contenimento delle
emissioni inquinanti (risponde ampiamente alla normativa
Euro 1 ed è già
pronto per rispettare la Euro 2) ottimizzando prestazioni
e consumi. L'architettura monocilindrica a due valvole
con raffreddamento ad acqua utilizza un carburatore da
26 mm e un sofisticato sistema d'iniezione dell'aria denominato
PGM-AI per garantire una combustione ottimale dei gas
di scarico che confluiscono in una marmitta
con catalizzatore a tre vie.
Le considerazioni fatte fino ad ora valgono per entrambe
le versioni, da 125 e 150cc che si differenziano esclusivamente
per la maggiore potenza di quest'ultimo, che ha anche
libero accesso ad autostrade e tangenziali, ma richiede
la patente A.
Le colorazioni disponibili
per l'anno 2001 sono quattro: Traditions Blue, Accurate
Silver, Bud Green, Exotic Brown, tutti 'Metallic'.
Al Motorshow
di Bologna 2000, alla versione descritta, è
stata affiancata quella denominata ES
che si arricchisce del sistema di autospegnimento
denominato Auto Idle Stop, disponibile anche per il Jazz
250. Un sistema piuttosto sofisticato, ma assolutamente
immediato nell'uso, fa si che il motore si arresti ad
ogni sosta superiore ai 3 secondi, per ripartire in una
frazione di secondo al minimo tocco della manopola. Una
'chicca' che permette di risparmiare prezioso carburante
nelle frequenti soste al semaforo e in più contribuisce
a diffondere minori inquinanti nell'aria. Il tutto con
una maggiorazione di 200 mila lire.
La versione è disponibile nel solo colore bianco.
Per entrambe le versioni sono già disponibili numerosi
accessori originali Honda,
come il parabrezza, l'antifurto elettronico, le manopole
riscaldate, un bauletto da 45 litri che si monta con una
piastra sul portapacchi di serie, telo coprimoto, antifurto
meccanico e borsa 'floscia'. Innumerevoli, naturalmente,
anche gli accessori 'aftermarket' dedicati delle marche
più conosciute.
Volendo tirare le prime conclusioni, a veicolo fermo,
non è sicuramente facile trovargli difetti, forse
solo la sella troppo alta (e un po' esile) può
essere d'ostacolo per qualcuno, per il resto la dotazione,
la qualità complessiva e l'azzeccato design, lo
confermano quel 'mattatore' che in effetti è.
Nella prova su strada vi diamo le impressioni pratiche
della versione da 125 cc.
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