| Buongiorno a tutti i lettori di CyberScooter,
dopo avervi scritto dell'esperienza vissuta col mio Sym
Shark 125 che ho ancora e che mi guardo
bene dal vendere, ora vi mando qualche riga sulla BMW
C1 125 Executive (al femminile, come vogliono i
Bavaresi), che ho avuto assegnato come veicolo aziendale.
La prima cosa che salta all'occhio salendo (anzi, entrando!)
sono le finiture molto "scenografiche",
tipo la luce di cortesia in stile automobilistico, ma
solo discrete.
Le plastiche sono assemblate
in modo un po' approssimativo e danno una fastidiosa impressione
di fragilità; meglio, invece, il rivestimento del
manubrio morbido e molto piacevole al tatto.
Molto capiente il baulone
che consente di caricare praticamente di tutto. Solo la
forma non è il massimo dell'eleganza.
La strumentazione, pur mancando
il termometro acqua, è abbastanza completa grazie
alla ricca serie di spie e la grafica è molto chiara.
Tutti i comandi sono ben
raggiungibili e di semplice utilizzo, fatta eccezione
per il sistema di leve per issarlo sul cavalletto:
perché non un sistema elettrico?
Una volta in sella la posizione
di guida è praticamente obbligata essendoci
poco spazio per le gambe ed essendo legati dalle cinture
di sicurezza; inoltre il grande tunnel
centrale dà parecchio fastidio. Questo penalizza
anche la guida, per nulla
intuitiva e parecchio complicata in città. Infatti
il suo baricentro alto e
la massa elevata rendono troppo lenti i cambi di traiettoria
(per esempio per schivare le rotaie del tram) e in tutte
le situazioni innescano pericolose oscillazioni prima
di riprendere la giusta direzione.
Questa posizione di guida obbligata, poi, unita alla scarsa
visibilità crea anche
un altro problema: non si percepiscono gli ingombri
con il risultato che nel traffico è quasi come
essere in automobile, cioè non si passa. Si rimane
spesso in coda a respirare i gas di scarico degli altri
veicoli, con l'aggravante che la C1 non ha il climatizzatore!
Va decisamente meglio fuori città
dove si rivela abbastanza stabile, ma solo adottando una
guida morbida e tranquilla e se non c'è vento.
Il comfort generale (comfort???)
a sua volta risente molto di quanto detto sopra, peggiorato
poi dalla durezza delle sospensioni
(forse necessaria per sopperire alle caratteristiche della
struttura, ma decisamente da sgretolamento delle vertebre
cervicali), dalle turbolenze
aerodinamiche che fanno rimpiangere il casco e che fanno
sì che in caso di pioggia
sia quasi peggio di uno scooter classico, dalla rumorosità
del motore più penetrante di quella di un moderno
2 tempi.
Già, il motore: lui,
rumore a parte, è ottimo, ma frustrato. Potente
e fluido è tuttavia penalizzato dalla massa che
si deve portare a spasso. Il risultato è che ai
semafori nei primi metri si è sempre in affanno
(per poi riprendersi nell'allungo, anzi è pure
abbastanza veloce arrivando, dove possibile, attorno ai
105km/h indicati) e che le
soste dal benzinaio sono
decisamente frequenti: in città siamo sui 16
km per litro, fuori attorno ai 18
(per la cronaca: il mio vecchio
Shark fa i 28 in città e fuori, la mia VW Polo
1.4 fa i 14 in città e i 17 fuori)
Troppo severo? Be', i freni
(con ABS) sono assolutamente
perfetti, però se pensate che per acquistarlo così
com'è si sborsano sui 7500
Euro... è un po' poco, non trovate?
La conclusione è che
l'idea di BMW è sicuramente interessante, ma forse
i tempi non sono ancora maturi. Oppure, come credo, la
strada concettuale seguita non è quella giusta
per un veicolo fondamentalmente cittadino. Ne è
venuto fuori un compromesso che in un certo senso amplifica
i difetti di due categorie di veicoli, auto e scooter,
anziché conciliarne i pregi.
Un lampeggio a tutti
Testo a cura di: Daniele
Immagini originali BMW
|