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Buongiorno
a tutti: mi chiamo Daniele, ho 29 anni, vivo a Milano
e sono felice proprietario di un SYM SHARK 125 4V da luglio
del 2000 col quale ho percorso circa 3500 Km usandolo
sia per andare al lavoro che per il tempo libero.
La scelta di questo prodotto
è stata dettata un po' dal caso: già da
tempo volevo cambiare il mio meraviglioso Honda Sky 50
con un 125 (non ho la patente A) per poter viaggiare in
coppia e, perché no, affrontare qualche gita fuori
porta nei fine settimana, ma non mi decidevo mai perché
per la cifra di cui disponevo non trovavo nulla con caratteristiche
che ritenevo adeguate per l'uso che mi proponevo (a meno
di finire sull'usato). Finché un amico non mi ha
offerto questo mezzo, proveniente da un cambio merce,
con lo sconto del 35%. Non era proprio lo scooter dei
miei sogni (quello è l'Honda @ 125), ma sapete
com'è.
Dopo 9 mesi
di utilizzo ecco le mie impressioni.
Le finiture sono ottime
per quanto riguarda la verniciatura e l'assemblaggio di
telaio e carrozzeria, buone per quanto riguarda la componentistica
con qualche perplessità solo per la strumentazione
ridotta all'osso dalla grafica chiara, ma troppo semplice
(il tachimetro in compenso è molto preciso). Di
effetto il gruppo ottico anteriore che però potrebbe
essere più potente. Al contrario nessun problema
per quello posteriore, sempre ben visibile anche con pioggia
torrenziale.
Malgrado le dimensioni medie l'abitabilità
è buona (sono alto un metro e ottanta) e la posizione
di guida comoda anche grazie alla pedana piatta che consente
di muovere liberamente le gambe. Da segnalare un piccolo
inconveniente: la conformazione della sella fa sì
che nelle frenate più accentuate si tenda a scivolare
in avanti toccando con le ginocchia lo scudo anteriore.
Bene anche per il passeggero
che non siede troppo in alto e che ha anche un ottimo
appiglio per le mani integrato nel portapacchi posteriore
e pedane laterali ben dimensionate. Notevole, col parabrezza,
la protezione da vento ed
acqua sia per il conducente che per il passeggero; quest'ultimo,
però, se piove si bagna le ginocchia.
Il vano sotto la sella permette
di stivare un casco jet, un 'boa' ed un completo da pioggia,
nel bauletto dello scudo ci stanno guanti, documenti e
la piccola trousse degli attrezzi.
Il motore,
abbastanza silenzioso, è una vera sorpresa: non
eccessivamente potente (11 cv), è tuttavia elastico
e brillante. Grazie alle 4 valvole conferisce allo Shark
prestazioni ragguardevoli
sia in accelerazione che in ripresa malgrado il peso di
circa 130 kg (non fatica a rivaleggiare con il Leonardo
125) e permette di raggiungere quasi i 115 indicati (il
g.p.s. dice 105 e 'spiccioli' reali) e quasi 110 (100
reali) col parabrezza. Ma il bello è che a queste
prestazioni non corrispondono consumi
elevati: normalmente si fanno sui 28/30 km/litro, ma guidando
con attenzione fuori città si arriva oltre i 35
mentre neanche viaggiando in due si scende sotto ai 22!
Il serbatoio da 7,5 litri
consente una autonomia discreta, ma un paio di litri in
più per le gite fuori porta (sono arrivato fino
alla val Vigezzo) non guasterebbero.
Su strada si rivela discretamente
confortevole e molto sicuro: le sospensioni sono adeguate
sia all'uso cittadino (anche sul più disastrato
pavé milanese non si prendono colpi troppo secchi)
che all'uso extraurbano dove si apprezza la buona stabilità
di marcia malgrado le ruote da 12". Solo a velocità
superiori a 95 km/h indicati si avverte qualche oscillazione
sui fondi non perfettamente lisci. Anche la tenuta di
strada è di buon livello: da notare solo un lieve
sottosterzo a velocità elevate a causa della ruota
anteriore da 100 mm che privilegia la maneggevolezza,
ma sacrifica un po' di grip. Tutte le reazioni sono 'telefonate',
è quindi molto difficile trovarsi in difficoltà;
inoltre, rispetto ad altri scooter con ruota da 12",
è meno avvertibile la sensazione di 'cadere' all'interno
della curva.
Eccezionale la frenata grazie
al notevole disco anteriore da 278 mm con pinza interna:
è potente, ma ben modulabile grazie alla morbida
leva a corsa lunga; non dà segni di cedimento neanche
nelle discese più ripide e non scompone mai l'assetto
dello scooter. Anche sul bagnato e sullo sporco si riesce
sempre a dosare alla perfezione ed il rischio di arrivare
al bloccaggio è davvero remoto. Peccato per il
tamburo posteriore, onesto, ma nulla di più: non
per caso ora esiste la versione col disco anche dietro.
La manutenzione per ora si
è rivelata molto economica: il primo tagliando
va effettuato a fine rodaggio, cioè a 1500 km (circa
50000 lire). Il secondo a 3000 km (circa 90000 lire).
Poi la Casa consiglia ogni 3000 km. La garanzia è
di due anni e ad oggi non si è rivelato necessario
nessun intervento straordinario.
Tirando le somme ne viene
fuori che lo Shark è un mezzo molto equilibrato.
Adatto all'uso cittadino, dove si rivela agile e scattante,
mantiene la sua dinamicità e sicurezza anche nei
brevi tragitti extraurbani dove esprime il meglio di sé
ad andature fino a 90 / 95 km/h che, all'occorrenza, riesce
a mantenere a lungo. Non che sia impossibile andare oltre,
tuttavia col parabrezza oltre questo limite a mio avviso
si sente la ruota anteriore un po' stretta (che tende
leggermente a 'galleggiare') e, soprattutto, i cerchi
da 12" e per me, automobilista convertito, si perde
il piacere della guida in totale relax. Certo come scooter
non è particolarmente bello od elegante, ma sicuramente
è moderno ed originale e, più importante,
vale i soldi che costa (a prezzo pieno circa 6 milioni),
anzi, considerato che alcuni concorrenti costano di più
ed offrono più o meno la stessa sostanza.
Saluti a tutti e buona strada Daniele
Testo by Daniele, immagini originali Sym
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