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SCHEDA
Cilindrata:125 cc
Peso: 123 kg
Velocità: nd
Potenza kw: 8
Norme: Euro 1
Prezzo: F.P.

 

 · SYM SHARK 125 4V
by Daniele
18/05/01

Buongiorno a tutti: mi chiamo Daniele, ho 29 anni, vivo a Milano e sono felice proprietario di un SYM SHARK 125 4V da luglio del 2000 col quale ho percorso circa 3500 Km usandolo sia per andare al lavoro che per il tempo libero.
La scelta di questo prodotto è stata dettata un po' dal caso: già da tempo volevo cambiare il mio meraviglioso Honda Sky 50 con un 125 (non ho la patente A) per poter viaggiare in coppia e, perché no, affrontare qualche gita fuori porta nei fine settimana, ma non mi decidevo mai perché per la cifra di cui disponevo non trovavo nulla con caratteristiche che ritenevo adeguate per l'uso che mi proponevo (a meno di finire sull'usato). Finché un amico non mi ha offerto questo mezzo, proveniente da un cambio merce, con lo sconto del 35%. Non era proprio lo scooter dei miei sogni (quello è l'Honda @ 125), ma sapete com'è.
Dopo 9 mesi di utilizzo ecco le mie impressioni.
Le finiture sono ottime per quanto riguarda la verniciatura e l'assemblaggio di telaio e carrozzeria, buone per quanto riguarda la componentistica con qualche perplessità solo per la strumentazione ridotta all'osso dalla grafica chiara, ma troppo semplice (il tachimetro in compenso è molto preciso). Di effetto il gruppo ottico anteriore che però potrebbe essere più potente. Al contrario nessun problema per quello posteriore, sempre ben visibile anche con pioggia torrenziale.
Malgrado le dimensioni medie l'abitabilità è buona (sono alto un metro e ottanta) e la posizione di guida comoda anche grazie alla pedana piatta che consente di muovere liberamente le gambe. Da segnalare un piccolo inconveniente: la conformazione della sella fa sì che nelle frenate più accentuate si tenda a scivolare in avanti toccando con le ginocchia lo scudo anteriore. Bene anche per il passeggero che non siede troppo in alto e che ha anche un ottimo appiglio per le mani integrato nel portapacchi posteriore e pedane laterali ben dimensionate. Notevole, col parabrezza, la protezione da vento ed acqua sia per il conducente che per il passeggero; quest'ultimo, però, se piove si bagna le ginocchia.
Il vano sotto la sella permette di stivare un casco jet, un 'boa' ed un completo da pioggia, nel bauletto dello scudo ci stanno guanti, documenti e la piccola trousse degli attrezzi.
Il motore, abbastanza silenzioso, è una vera sorpresa: non eccessivamente potente (11 cv), è tuttavia elastico e brillante. Grazie alle 4 valvole conferisce allo Shark prestazioni ragguardevoli sia in accelerazione che in ripresa malgrado il peso di circa 130 kg (non fatica a rivaleggiare con il Leonardo 125) e permette di raggiungere quasi i 115 indicati (il g.p.s. dice 105 e 'spiccioli' reali) e quasi 110 (100 reali) col parabrezza. Ma il bello è che a queste prestazioni non corrispondono consumi elevati: normalmente si fanno sui 28/30 km/litro, ma guidando con attenzione fuori città si arriva oltre i 35 mentre neanche viaggiando in due si scende sotto ai 22! Il serbatoio da 7,5 litri consente una autonomia discreta, ma un paio di litri in più per le gite fuori porta (sono arrivato fino alla val Vigezzo) non guasterebbero.
Su strada si rivela discretamente confortevole e molto sicuro: le sospensioni sono adeguate sia all'uso cittadino (anche sul più disastrato pavé milanese non si prendono colpi troppo secchi) che all'uso extraurbano dove si apprezza la buona stabilità di marcia malgrado le ruote da 12". Solo a velocità superiori a 95 km/h indicati si avverte qualche oscillazione sui fondi non perfettamente lisci. Anche la tenuta di strada è di buon livello: da notare solo un lieve sottosterzo a velocità elevate a causa della ruota anteriore da 100 mm che privilegia la maneggevolezza, ma sacrifica un po' di grip. Tutte le reazioni sono 'telefonate', è quindi molto difficile trovarsi in difficoltà; inoltre, rispetto ad altri scooter con ruota da 12", è meno avvertibile la sensazione di 'cadere' all'interno della curva.
Eccezionale la frenata grazie al notevole disco anteriore da 278 mm con pinza interna: è potente, ma ben modulabile grazie alla morbida leva a corsa lunga; non dà segni di cedimento neanche nelle discese più ripide e non scompone mai l'assetto dello scooter. Anche sul bagnato e sullo sporco si riesce sempre a dosare alla perfezione ed il rischio di arrivare al bloccaggio è davvero remoto. Peccato per il tamburo posteriore, onesto, ma nulla di più: non per caso ora esiste la versione col disco anche dietro.
La manutenzione per ora si è rivelata molto economica: il primo tagliando va effettuato a fine rodaggio, cioè a 1500 km (circa 50000 lire). Il secondo a 3000 km (circa 90000 lire). Poi la Casa consiglia ogni 3000 km. La garanzia è di due anni e ad oggi non si è rivelato necessario nessun intervento straordinario.

Tirando le somme ne viene fuori che lo Shark è un mezzo molto equilibrato. Adatto all'uso cittadino, dove si rivela agile e scattante, mantiene la sua dinamicità e sicurezza anche nei brevi tragitti extraurbani dove esprime il meglio di sé ad andature fino a 90 / 95 km/h che, all'occorrenza, riesce a mantenere a lungo. Non che sia impossibile andare oltre, tuttavia col parabrezza oltre questo limite a mio avviso si sente la ruota anteriore un po' stretta (che tende leggermente a 'galleggiare') e, soprattutto, i cerchi da 12" e per me, automobilista convertito, si perde il piacere della guida in totale relax. Certo come scooter non è particolarmente bello od elegante, ma sicuramente è moderno ed originale e, più importante, vale i soldi che costa (a prezzo pieno circa 6 milioni), anzi, considerato che alcuni concorrenti costano di più ed offrono più o meno la stessa sostanza.

Saluti a tutti e buona strada Daniele

Testo by Daniele, immagini originali Sym


 

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