| PREMESSA Nel novembre del 1999 ho
acquistato un Leonardo 250 usato, dopo aver guidato per
qualche mese un Leonardo 150. Era immatricolato nel marzo
1999 e, quindi, faceva parte della prima serie prodotta
dalla Aprilia; il contachilometri segnava poco più
di 3.600 Km ed era in perfette condizioni.
La scelta è ricaduta sul Leonardo perché cercavo
un maxi scooter compatto ed agile, da usare soprattutto
in città, ma che potesse essere comunque valido anche
per brevi tragitti extra urbani, su strade statali ed
autostrade.
Non appena ritirato dal concessionario e percorse le prime
centinaia di metri, mi sono subito reso conto della enorme
differenza esistente tra uno scooter di 250 c.c. e uno
di cilindrata inferiore. Lo scooter 250 c.c., infatti,
è molto vicino ad una moto, mentre i targati di cilindrata
inferiore sono parenti stretti dei cinquantini. Per rendere
l'idea c'è la stessa differenza in campo automobilistico
tra un 2000 c.c. e un 1800 c.c.
Dopo circa 5 mesi di guida in tutte le condizioni atmosferiche
e su tutte le strade, credo di poter dare un giudizio
compiuto su questo scooter, anche se non ho la capacità
di addentrarmi in questioni troppo tecniche, perché
la mia conoscenza del settore è molto limitata.
IMPRESSIONI GENERALI
Anzitutto, il Leonardo è un maxi scooter diverso
dagli altri perché è molto leggero (145 kg a
vuoto) e compatto (lungo meno di 190 cm e largo 77 cm).
Queste caratteristiche gli consentono di essere tra i
maxi scooter insuperabile (insieme al Benelli Velvet 250)
nei percorsi cittadini.
La compattezza, però, mal si concilia con la protezione
aerodinamica che è molto ridotta a causa della ridotta
sezione frontale. Il problema, però, può essere
facilmente risolto dall'uso combinato di uno scudo termico
e del parabrezza grande che, insieme, permettono di superare
indenne i rigori della stagione invernale. Per inciso,
poi, lo scudo termico è molto utile in primavera
per la pioggia. Non è troppo ingombrante e, se comincia
a piovere improvvisamente, non è necessario fermarsi
per indossare la tuta antipioggia. Il parabrezza grande
ruba circa 5/7 Km/h di velocità, ma sia in primavera
che in estate è utile per eliminare tutta la pressione
dell'aria sul corpo, molto fastidiosa sopra i 100 Km/h.
MOTORE
Il motore del Leonardo è quasi uguale a quello montato
sul Majesty 250, modello 1999. La differenza va ricercata
in un diverso e più efficiente albero a camme che
consente al Leonardo di avere più spunto sugli altri
scooteroni equipaggiati con lo stesso motore Yamaha (Madison,
Velvet, Majesty).
Da quando l'ho acquistato ho rilevato un solo fastidioso
difetto del motore. Nelle prime centinaia di Km la frizione
è soggetta ad una superiore usura e il suo consumo
genera della polvere che, a motore molto caldo (a me succedeva
dopo un ventina di Km), determina uno slittamento della
frizione alle bassissime velocità. Il problema è,
però, facilmente risolvibile con un intervento di
pulizia del gruppo frizione. Per il resto il motore è
perfetto.
I tagliandi devono essere eseguiti, per evitare di decadere
dalla garanzia triennale, ai 1000 Km, ai 6.000 Km e, poi,
ogni 6.000 Km. Io ho fatto eseguire il secondo tagliano
a 5.900 Km perché si era accesa la spia dell'olio
che segnala la necessità di effettuare la sostituzione
del lubrificante; il meccanico ha eseguito i controlli
previsti e non ha rilevato nulla di anormale (costo 149.000
IVA compresa).
DESIGN ED ALLESTIMENTO
Non mi addentro in giudizi estetici perché, come
è noto, i gusti non si discutono. Io trovo che esteticamente
sia molto bello.
Il Leonardo monta sul frontale due potenti fari alogeni
che consentono una perfetta visione notturna. Gli indicatori
di direzione sono ben visibili e perfettamente integrati
nella carrozzeria. La pedana è, a mio parere, abbastanza
grande e consente un certo movimento alle gambe. E' dotato
del classico gancio che consente di trasportare una valigetta
o un sacchetto che non siano, però troppo pesanti.
Il peso massima consentito, secondo il manuale di istruzione,
è di 1,5 Kg, ma ho provato ad appendere pesi superiori
senza che accadesse nulla di spiacevole.
La sella è comoda e spaziosa. Certo non è una
poltrona come quella del Burgman, ma il pilota e il passeggero
stanno senz'altro comodi. Il sistema di chiusura della
sella è perfezionabile, perché è necessario
utilizzare una certa pressione per fare scattare il meccanismo.
Non sono molto soddisfatto degli specchietti retrovisori
che, pur essendo esteticamente belli, a mio parere, non
offrono una completa visione posteriore.
Il Leonardo è molto maneggevole anche da fermo e
dispone del cavalletto centrale e di quello laterale;
l'utilizzo di quest'ultimo, però, non è molto
agevole e richiede una certa attenzione per evitare di
far cadere lo scooter. Il vano sottosella è sorprendentemente
spazioso per uno scooter così compatto, anche se
manca la luce di cortesia, molto comoda di sera. Riesce
a contenere un casco integrale, un casco jet ed altri
piccoli oggetti (documenti, ferri, straccio, ecc.). La
tuta antipioggia però non riesce a trovare spazio
e, quindi, per trasportarla è necessario montare
un bauletto. Consiglio quello da 40 litri della GIVI,
quello da me installato, che è poco più grande
di quello originale Aprilia da 33 litri, ma consente una
maggior capacità di carico. Evitare di installare,
invece, quello da 50 litri perché, secondo quanto
riferito dalla stessa Aprilia, provoca vibrazioni e, a
pieno carico, può creare problemi di bilanciamento.
Il Leonardo è uno scooter dalla sella alta (83 cm
da terra) e, quindi, la guida a chi ha un'altezza inferiore
a 1,70 m diventa problematica; per lo stesso motivo anche
il passeggero ha una certa difficoltà a posizionarsi,
soprattutto se è di bassa statura.
I pneumatici ribassati (7 cm) in dotazione sono di larghezza
(130 cm) e di altezza (12") adeguata, anche se quelli
montati di serie (Maxxis) non hanno una grossa tenuta
sul bagnato. Mi hanno consigliato di sostituirli con delle
Dunlop GT 301 o con delle Metzeler ME 7 Teen.
L'Aprilia ha installato anche un gancio antifurto, ma
per utilizzarlo è necessario acquistare il cavo corazzato
originale Aprilia che costa caro.
COMANDI E CRUSCOTTO
Le leve dei freni sono robuste e facili da usare. Qualcuno
sostiene che il loro azionamento è difficoltoso,
perché sono un po' dure, ma personalmente non ha
mai avuto problemi.
Il cruscotto è molto bello. Contachilometri, tachimetro,
spie varie, orologio, indicatore liquido raffreddamento,
indicatore livello carburante, tutto è ben visibile
anche di sera. Molto utile il sistema elettronico che
avvisa quando è necessario sostituire l'olio del
motore (la spia dell'olio rimane sempre accesa). In media
deve essere cambiato ogni 3.000 Km, ma molto dipende dal
tipo di guida adottato dal pilota. Il tachimetro non è
molto affidabile: alla velocità massima del Leonardo
segna 140 Km/h e, quindi, orientativamente, direi che
segna 15 Km in più del reale. Gli indicatori di direzione
sono perfettibili e sarebbe molto utile e comodo adottare
un sistema di rientro automatico tipo quello installato
sul Foresight. Molto utile il comando di passing per lampeggiare
con gli abbaglianti, anche se sarebbe più comodo
il classico pulsante vicino alla manopola di sinistra,
come quello del Burgman.
L'accensione non dà problemi. Le uniche difficoltà
riscontrate si sono verificate solo dopo un lungo tempo
di fermo veicolo, complice, credo, il sistema a depressione
del carburatore. Questo problema, però, credo sia
comune a tutti gli scooters.
POSIZIONE DI GUIDA E COMFORT
La posizione di guida è quasi quella di una moto.
Ciò consente di scaricare il peso del corpo anche
sulle gambe e sulle braccia ed evita dolori alla schiena
in occasione delle lunghe percorrenze. Anche Il tipo di
guida si avvicino moltissimo a quello di una moto.
INMOTO, nel numero di agosto/settembre 1999 riferisce
che il Leonardo "si lascia guidare proprio come una moto;
facile ed intuitivo nell'impostazione delle curve, scende
in piega con gran naturalezza e, nelle curve a sinistra,
è facile arrivare a toccare il supporto del cavalletto
centrale"; nel numero di febbraio 2000, poi, ribadisce
che "pennellare curve e controcurve diventa un gioco da
ragazzi". Super Wheels (n.32) concorda e precisa che "la
facilità di inserimento in curva è sorprendente,
la precisione con cui mantiene la traiettoria impostata
è elevatissima, le possibilità di correzione
anche col veicolo in piega sono superiori alla media".
Sono assolutamente d'accordo con le predette analisi:
la tenuta di strada è fantastica. Anche se non sei
un pilota esperto lo scooter scende in piega da solo,
rimanendo incollato al terreno, grazie al baricentro basso
e all'ottimo lavoro delle sospensioni.
Il confort di guida è assicurato da ottime sospensioni
(5 posizioni possibili per la posteriore) che assorbono
moltissimo le asperità del terreno, pur garantendo,
come detto un ottima tenuta di strada. Super Wheels (n.32)
a questo proposito scrive che "quanto alle vibrazioni
lo studio accurato del sistema di fissaggio al telaio
ha fatto si che risultino inavvertibili al pilota e al
passeggero". Sono andato molte volte alla massima velocità
in autostrada e ho avuto la sensazione una estrema solidità
e stabilità.
PRESTAZIONI
Le prestazioni sono il fiore all'occhiello del Leonardo.
La ripresa e l'accelerazione sono eccezionali per uno
scooter. Gli altri 250 stanno tutti dietro e, in accelerazione
nei primi 200/300 metri, anche il Burgman 400 deve chinare
il capo.
La velocità massima si aggira intorno ai 125 Km/h
(124,8 Km/h secondo l'unanime stima di tutte le riviste)
ed è inferiore di circa 0,5/1 Km/h rispetto al Madison
250 e al Burgman 250 che, secondo alcune riviste specializzate,
vantano le migliori prestazioni della categoria.
INMOTO (ago/set 1999), parlando delle prestazioni del
Leonardo, si lascia prendere dall'entusiasmo e riferisce
che "l'accelerazione è impressionante", mentre TUTTOMOTO
(ago 1999) usa una azzeccata metafora quando afferma che
"in città scatta da un semaforo all'altro come un
giaguaro". Quanto precede per chiarire che in sella ci
si diverte.
La guida in città è piacevole e con il Leonardo
non ci sono problemi di code o ingorghi: come detto si
passa dovunque. Anche nella guida extra urbana il Leonardo
si comporta molto bene. In autostrada si riesce a mantenere
per molto tempo la velocità massima senza che il
motore abbia problemi. Secondo quanto riferitomi da un
tecnico dell'Aprilia è possibile partire da Milano
e arrivare in Riviera (140 Km circa) con la manopola del
gas a manetta senza che il motore ne risenta. Non ci ho
mai provato, ma, francamente, aspetto che qualcun altro
faccia il tentativo per sapere, poi, come è andata.
Per quanto mi riguarda ho provato ad andare a manetta
per oltre 40 Km e non ho riscontrato problemi. Non è
comunque un segreto che il motore Yamaha sia robusto ed
affidabile. Le strade statali, però, forze dell'ordine
permettendo, sono il teatro migliore per mettere alla
prova il Leonardo. Grazie anche alla relativamente ridotta
velocità del traffico e alle notevoli doti in ripresa,
con il Leonardo i sorpassi sono uno scherzo da ragazzi.
Inoltre, salvo la presenza di forte vento, non si risente
degli spostamenti d'aria provocati da auto e camion.
CONSUMO
Il consumo è in linea con gli altri scooteroni. Sotto
i 20 Km/l è difficile scendere anche mettendo il
motore sotto pressione. Fuori città e in autostrada,
senza spingere troppo, il consumo è di 22/23 Km/l.
Con la guida da "fermone" anche di più, ma è
ben difficile resistere alla tentazione col Leonardo,
che invita a scatti ed brusche riprese.
FRENI
Ottimi. Lo spazio di arresto è il migliore della
categoria, grazie anche al peso ridotto el mezzo; i migliori
risultati si ottengono abituandosi ad utilizzare in contemporanea
le due leve. Il consumo dei freni non è certo ridotto,
ma con le stesse pastiglie, con una guida normale prevalentemente
in città, si percorrono 3000/4000 Km circa. La mia
impressione sulla affidabilità dei freni è confermata
da Super Wheels (n.35) che riferisce che il Leonardo è
"stabile e sicuro in frenata per la favorevole distribuzione
dei pesi; difficilmente si giunge al bloccaggio della
ruota anteriore, facendo così spuntare eccellenti
valori in termini si spazio di frenata".
CONCLUSIONI
E' un maxi diverso dagli altri, di impostazione sportiva.
E' divertente da guidare per le ottime prestazioni e per
la facilità di guida. Chi lo compra, però, non
si aspetti il confort spinto degli altri maxi scooters.
In compenso gli altri li vedrà solo dagli specchietti
retrovisori.
SINTESI DEI DIFETTI
Scarsa protezione aerodinamica Gli specchietti retrovisori
non offrono una completa visione posteriore Utilizzo difficoltoso
del cavalletto centrale Non agevole la chiusura della
sella Non molto comodo l'utilizzo del tasto di passing
Manca il sistema di rientro automatico degli indicatori
di direzione Manca la luce di cortesia nel vano sottosella
Difficoltà per il pilota e per il passeggero se di
bassa statura Polvere nella frizione (difetto motore Yamaha)
Tachimetro impreciso. Pneumatici di serie poco adatti
sul bagnato
SINTESI DEI PREGI
Ampio vano sottosella Sella comoda Pneumatici di larghezza
e altezza adeguata Ottima accelerazione e ripresa Ottima
velocità massima Ottima tenuta di strada Molto efficaci
le sospensioni soprattutto in città su pavé
e rotaie Assenza di vibrazioni anche alla massima velocità
Estrema maneggevolezza in movimento e da fermo Freni molto
efficaci, soprattutto se usati in combinazione Buona illuminazione
notturna Precisa ed efficace l'accensione Cruscotto ben
illuminato dotato della spia per cambio dell'olio
Testo a cura di: Fabio
Jacopini
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