| PICCOLO
GRANDE SCOOTER
“Bello questo scooter. Che cos’è,
400 o 500?”
Questa è la domanda più frequente che mi
è stata rivolta da chi si mostrava interessato
a conoscere l’ultimo nato di casa Aprilia.
Innanzitutto un generale apprezzamento estetico per le
linee filanti e pulite, per
l’aspetto aggressivo ma elegante: lo stile di Atlantic
200 non ha in comune nulla con il fratellone di 500, fuorché
qualche lontana parentela nella parte posteriore, perdendo
forse in originalità, ma guadagnando sicuramente
in armonia.
In secondo luogo, Atlantic 200 trasmette l’impressione
di essere molto più grande di quello che è
in realtà, tanto che viene spontaneo confonderlo
con un modello di alta gamma.
La bellezza si percepisce anche nei dettagli, come il
massiccio rivestimento del manubrio verniciato in bronzo
opaco o come la fanaleria anteriore, molto ricercata,
ma anche efficace nelle ore notturne.
Le finiture sono ai vertici
per la fascia di mercato nella quale si inserisce l’Atlantic.
Se il 500 ha abdicato almeno in parte alle doti di agilità
nell’uso cittadino, questo 200 non fa rimpiangere
eccessivamente l’abbandono di un cinquantino.
Equilibrio: questa sembra essere la parola alla quale
si sono ispirati i progettisti Aprilia: una linea che
piace a tutti, facilità di guida per i neofiti
e per le donne, ma anche doti stradali in grado di non
deludere lo scooterturista tranquillo: con Atlantic 200
si può fare del turismo a medio raggio: le gite
di 2-300 Km al giorno e i piacevoli week end sono alla
sua portata; l’importante è non farsi prendere
dalla fretta, ma godersi il comfort sopraffino che questo
scooter è in grado di offrire.
La sella,
anche se un po’ più alta della media, è
ampia e ben imbottita, dotata di un comodo appoggio lombare
che consente al pilota di percorrere ore alla guida senza
affaticarsi; anche il passeggero trova una sistemazione
confortevole, desiderando magari soltanto un piccolo poggiaschiena.
Ci sguazza bene in città questo
animale oceanico marchiato Aprilia: le ruote da 13”
sono il compromesso ideale tra maneggevolezza e stabilità;
le sospensioni sono più
che buone, anche se il mono posteriore non riesce a filtrare
completamente i colpi inferti dal manto stradale milanese,
degno di una città colpita dai bombardamenti.
A risentire maggiormente del dissesto stradale sono però
gli specchietti, che perdono la posizione impostata alla
prima buca un po’ profonda; questo è un particolare
da modificare.
La frenata integrale mette
a proprio agio chi non ha mai impugnato un manubrio con
l’acceleratore.
Il vano sottosella
soddisfa le esigenze di professionisti ed impiegati, ma
lascerà deluso qualche turista che cercherà
invano di riporvi due caschi integrali, perché
ne contiene solo uno, oltre ad un jet.
Il cassetto posto a tergo dello scudo è più
capiente e funzionale rispetto all’elemento montato
sul fratellone 500: non si apre il solo coperchio, ma
l’intero vano, soluzione che consente di calcolare
esattamente il volume degli oggetti da riporre.
La strumentazione è
molto chiara, offre quanto serve e accontenta anche chi
considera il contachilometri parziale un accessorio indispensabile;
i comandi elettrici sono molto intuitivi e comodi da attivare.
La larghezza
non penalizza eccessivamente lo scooter veneto quando
si tratta di parcheggiare negli spazi riservati alle moto
che, a Milano, sembrano essere conformati a misura di
cinquantino.
Il peso non intimorisce chi
ha un minimo di esperienza con gli scooter targati e le
manovre da fermo sono alla portata anche della seconda
metà del cielo; il cavalletto centrale si aziona
senza sforzo, mentre quello laterale è agevolmente
accessibile dalla posizione seduta.
La trasmissione
non trasmette vibrazioni e manifesta un comportamento
molto regolare, rivelandosi assai indicata nella guida
a singhiozzo.
In tangenziale Atlantic 200 se la cava bene, e, rispettando
i limiti, è in grado di assicurare sorpassi rapidi
e livelli di stabilità ineccepibili: il motore,
sviluppato in collaborazione con Piaggio, eroga la bellezza
di 21 cavalli all’albero, un valore allineato a
quello dei più brillanti 250, le prestazioni generose
ne sono una conferma.
Anche per quanto riguarda i consumi,
il motore si attesta su livelli di eccellenza: non è
difficile raggiungere i 28 Km/l.
Insomma, una delle scelte più azzeccate
per chi quotidianamente deve raggiungere il centro cittadino
dall’hinterland, percorrendo tangenziali e superstrade,
mentre la domenica cerca svago sul lungolago o su percorsi
montani non troppo impegnativi.
Testo di: Fabio
Scotti
Foto di: Cristian
Crespi, Fabrizio
Villa
Tester: Cristian
Crespi, Maurizio Frecassi
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