>> APRILIA


 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA
Cilindrata: 198 cc
Peso kg: 162
Velocità km/h: 120
Potenza kw: 13,5/9000
Coppia Nm: 16,5/6500
Norme: Euro 2
Prezzo: 3675 euro F.P.

 

 · APRILIA ATLANTIC 200
04/07/03
PROVA di FABIO SCOTTI
pag. 4/4
Vedi anche: Presentazione, Test Anteprima, Prova su Strada,

PICCOLO GRANDE SCOOTER

“Bello questo scooter. Che cos’è, 400 o 500?”
Questa è la domanda più frequente che mi è stata rivolta da chi si mostrava interessato a conoscere l’ultimo nato di casa Aprilia.
Innanzitutto un generale apprezzamento estetico per le linee filanti e pulite, per l’aspetto aggressivo ma elegante: lo stile di Atlantic 200 non ha in comune nulla con il fratellone di 500, fuorché qualche lontana parentela nella parte posteriore, perdendo forse in originalità, ma guadagnando sicuramente in armonia.
In secondo luogo, Atlantic 200 trasmette l’impressione di essere molto più grande di quello che è in realtà, tanto che viene spontaneo confonderlo con un modello di alta gamma.
La bellezza si percepisce anche nei dettagli, come il massiccio rivestimento del manubrio verniciato in bronzo opaco o come la fanaleria anteriore, molto ricercata, ma anche efficace nelle ore notturne.

Le finiture sono ai vertici per la fascia di mercato nella quale si inserisce l’Atlantic.
Se il 500 ha abdicato almeno in parte alle doti di agilità nell’uso cittadino, questo 200 non fa rimpiangere eccessivamente l’abbandono di un cinquantino.
Equilibrio: questa sembra essere la parola alla quale si sono ispirati i progettisti Aprilia: una linea che piace a tutti, facilità di guida per i neofiti e per le donne, ma anche doti stradali in grado di non deludere lo scooterturista tranquillo: con Atlantic 200 si può fare del turismo a medio raggio: le gite di 2-300 Km al giorno e i piacevoli week end sono alla sua portata; l’importante è non farsi prendere dalla fretta, ma godersi il comfort sopraffino che questo scooter è in grado di offrire.

La sella, anche se un po’ più alta della media, è ampia e ben imbottita, dotata di un comodo appoggio lombare che consente al pilota di percorrere ore alla guida senza affaticarsi; anche il passeggero trova una sistemazione confortevole, desiderando magari soltanto un piccolo poggiaschiena.

Ci sguazza bene in città questo animale oceanico marchiato Aprilia: le ruote da 13” sono il compromesso ideale tra maneggevolezza e stabilità; le sospensioni sono più che buone, anche se il mono posteriore non riesce a filtrare completamente i colpi inferti dal manto stradale milanese, degno di una città colpita dai bombardamenti.
A risentire maggiormente del dissesto stradale sono però gli specchietti, che perdono la posizione impostata alla prima buca un po’ profonda; questo è un particolare da modificare.
La frenata integrale mette a proprio agio chi non ha mai impugnato un manubrio con l’acceleratore.

Il vano sottosella soddisfa le esigenze di professionisti ed impiegati, ma lascerà deluso qualche turista che cercherà invano di riporvi due caschi integrali, perché ne contiene solo uno, oltre ad un jet.
Il cassetto posto a tergo dello scudo è più capiente e funzionale rispetto all’elemento montato sul fratellone 500: non si apre il solo coperchio, ma l’intero vano, soluzione che consente di calcolare esattamente il volume degli oggetti da riporre.
La strumentazione è molto chiara, offre quanto serve e accontenta anche chi considera il contachilometri parziale un accessorio indispensabile; i comandi elettrici sono molto intuitivi e comodi da attivare.

La larghezza non penalizza eccessivamente lo scooter veneto quando si tratta di parcheggiare negli spazi riservati alle moto che, a Milano, sembrano essere conformati a misura di cinquantino.
Il peso non intimorisce chi ha un minimo di esperienza con gli scooter targati e le manovre da fermo sono alla portata anche della seconda metà del cielo; il cavalletto centrale si aziona senza sforzo, mentre quello laterale è agevolmente accessibile dalla posizione seduta.

La trasmissione non trasmette vibrazioni e manifesta un comportamento molto regolare, rivelandosi assai indicata nella guida a singhiozzo.
In tangenziale Atlantic 200 se la cava bene, e, rispettando i limiti, è in grado di assicurare sorpassi rapidi e livelli di stabilità ineccepibili: il motore, sviluppato in collaborazione con Piaggio, eroga la bellezza di 21 cavalli all’albero, un valore allineato a quello dei più brillanti 250, le prestazioni generose ne sono una conferma.
Anche per quanto riguarda i consumi, il motore si attesta su livelli di eccellenza: non è difficile raggiungere i 28 Km/l.

Insomma, una delle scelte più azzeccate per chi quotidianamente deve raggiungere il centro cittadino dall’hinterland, percorrendo tangenziali e superstrade, mentre la domenica cerca svago sul lungolago o su percorsi montani non troppo impegnativi.

Testo di: Fabio Scotti
Foto di: Cristian Crespi, Fabrizio Villa
Tester: Cristian Crespi, Maurizio Frecassi

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