>> APRILIA


 

 

PREGI
Linea: accattivante
Costruzione: 'giapponese'
Comfort: buono
Guida: piacevole
Frenata: sicura
Vibrazioni: assenti
Sospensioni: solide
Motori: briosi
Prezzi: allettanti

 

 

 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco: Caberg 'Justissimo'
Giacca: Tucano Urbano 'Urbana'
Guanti: Tucano Urbano 'Stratos'

 

 · APRILIA ATLANTIC 125/200
30/10/02
TEST ANTEPRIMA
pag. 2/4
Vedi anche: Presentazione, Prova su Strada, Prova Fabio Scotti,

Ritrovo ore 9:00 in piazza Maggiore ad Asolo dove 12 Atlantic attendono i relativi tester, fra la curiosità dei passanti. Ci si divide in due gruppi, io salgo su di un bel 125 color 'verde musk' e dopo un veloce briefing si parte seguendo la nostra guida, quel Beppe Gualini con alle spalle 'solo' dieci rally Parigi-Dakar e tallonati dal mitico Gigi Soldano autore delle immagini ai lati.

POSIZIONE IN SELLA
Per scendere dal cavalletto centrale basta dare una spinta con le braccia, anche da seduti, e si è pronti a partire. La sella non è né alta né bassa, una giusta via di mezzo per toccare agevolmente i piedi a terra, senza trovarsi con le gambe troppo rannicchiate sulla pedana. Anche il manubrio sta proprio nella posizione che ci si aspetta, solo gli specchi richiedono un po' più d'impegno per trovare la sistemazione ottimale. La strumentazione è in bella vista ed i comandi a portata di mano. Le gambe si possono allungare e i piedi trovano posto nella parte rialzata della pedana , oppure possono stare ad angolo retto, per una guida più 'motociclistica', senza interferenze con il retroscudo o il manubrio.

CITTÀ
Non posso dire di aver provato il traffico cittadino, però Asolo offre vicoli stretti, con curve a gomito e fondo in porfido, quindi un'idea 'urbana' me la sono fatta.
Il piccolo motore da 125cc parte senza alcuna vibrazione e sale di giri rapido, la maneggevolezza nelle viuzze è buona ma non da 'scooterino', le misure e il peso sono da maxiscooter e la guida è coerente, senza che la ruota anteriore cada dentro la curva, donando una buona sensazione di controllo. Solo il raggio di sterzo è un po' elevato, condizionando le inversioni e, immagino, lo zig zag nel traffico.
Le sospensioni lavorano bene su piccole/medie asperità, senza essere cedevoli, grazie all'ampia escursione.
La leva sinistra della frenata integrale offre decelerazioni sempre sufficienti e non mette in difficoltà, neppure sull'infido porfido.

STRADE EXTRAURBANE
Lasciato il centro storico, Gualini 'apre la manetta', io non mi tiro certo indietro e neppure il monocilindrico quattro valvole da 124cc che, con una progressione 'elettrica' ci porta da una curva all'altra con accelerazioni inaspettate, soprattutto calcolando i 160kg del veicolo. In sostanza, l'accelerazione è costante, senza picchi o buchi da 0 a 110km/h, visti in un rettilineo neppure troppo lungo. Anche la trasmissione mi è sembrata bene a punto, e poi non stacca mai troppo presto in rilascio. Un propulsore non sottodimensionato rispetto al veicolo, anche se certo non in grado di 'emozionare'.
Il telaio c'è e si sente, la guida risulta sempre omogenea, senza scompensi fra l'anteriore e il posteriore, l'inserimento in curva è neutro, con buona sensazione d'appoggio e possibilità d'inclinazione. Positivo anche l'incontro con le poco conosciute gomme croate Seva.
I freni se la cavano sempre utilizzando la sola leva sinistra, ma volendo una staccata un po' più decisa occorre tirare anche quella destra, ottenendo rallentamenti modulabili ma decisi. È possibile continuare a frenare anche ad inizio curva senza effetti raddrizzanti eccessivi.
Le sospensioni sono ben accordate fra loro e anche cercando tutte le buche, per metterle alla prova, se la sono sempre cavata senza scomporre l'Atlantic o frantumarmi la schiena.

AUTOSTRADA
Il 125 non ci può andare, ma il 200 ci va eccome, purtroppo è un test che non ho avuto modo di affrontare, ma le prestazioni dichiarate parlano chiaro, i 120 km/h fanno pensare ad un'indicazione tachimetrica di almeno 130 km/h, così la velocità di crociera può risultare agevolmente intorno ai 110 orari, più o meno la stessa di un 250cc.
Sulla stabilità nei curvoni alla massima velocità non posso esprimermi, ma la rigidità mostrata dal telaio ed il buon lavoro delle sospensioni sono una garanzia.

AL LIMITE
Non ce la siamo mai presa con troppa calma in tutto il giro, di un'ottantina di chilometri, vuoi per non essere da meno degli altri tester, vuoi per ottenere delle foto dinamiche un po' grintose, fatto sta che il cavalletto centrale ci ha lasciato qualche grammo, pur se le possibilità di piega sono superiori alla media.
Tutto il gruppo telaio, freni, sospensioni è disponibile a maltrattamenti vari senza entrare in crisi. Naturalmente il 125cc non permette accelerazioni troppo grintose, cosa che invece comincia a fare il 200, più corposo in tutto l'arco d'erogazione, fino ad arrivare per un attimo ai 120km/h indicati, per poi attaccarmi rapidamente ai freni, visto che il rettilineo era finito.

PROTEZIONE
Come potete osservare nelle foto lo scudo è piuttosto ampio e protettivo e anche il plexiglass devia l'aria fino al casco permettendo una guida nel massimo comfort, solo le mani risultano esposte. Fra l'altro le velocità in gioco, ancora contenute, non pongono particolari problemi, ma anche la protezione da freddo e pioggia dovrebbe risultare piuttosto completa.

PASSEGGERO
Testando la posizione da fermi, sembra tutto ok, la sella è appena rialzata rispetto al pilota, il suo schienalino non sembra interferire con le gambe e le pedane sono poste ad una distanza sufficiente anche se siete alti quasi un metro e ottanta come me. Fra l'altro le positive impressioni statiche mi sono state confermate dalla gentile passeggera di una altro 'gelosissimo' tester...

IL DUECENTO!
Dopo aver girato con il 125, passare al 200 non è stato 'traumatico' (ma non lo è neppure all'inverso), certo è che avere 3,5 kW e 5,5 Nm in più, ad un regime anche inferiore, e costanti in tutto l'arco dei giri, rende la guida più gratificante.
Con questa motorizzazione le gomme diventano le Bridgestone Hoop, un classico garantito.
Le considerazioni sulla guida fatte fin qui, valgono allo stesso modo, visto che la ciclistica è stata studiata per questa motorizzazione, anzi vedrei bene anche una crescita ulteriore, visto che Piaggio ha presentato ad Intermot un bel monocilindrico 280cc...

CONCLUSIONI DINAMICHE
Pur se la prova non si è svolta su di una distanza di almeno 1000 km, come per le nostre prove classiche, le impressioni raccolte sono assolutamente positive. La posizione ed il comfort di guida centrano l'obiettivo prefissato rendendo l'Atlantic un maxiscooter a tutti gli effetti.
Le doti ciclistiche sono di prim'ordine e la guida ci è parsa di assoluto riferimento per la categoria 125/250. Bene la frenata integrale e le sospensioni con escursioni ragguardevoli. Il 125 si disimpegna senza accusare troppo la mole del veicolo e la versione 200 guadagna autorevolezza per accompagnarci anche in più impegnative uscite turistiche.

CONCLUSIONI FINALI
Rileggendo queste due pagine prima delle conclusioni finali, sembra un po' una sviolinata nei confronti di Aprilia, ma confesso che era un po' di tempo che non mi trovavo di fronte ad un mezzo così riuscito.
Non è un megascooter da 160km/h e non ha neppure uno spazio sottosella da far invidia ad una station wagon, ma è molto equilibrato in tutte le sue componenti, risultando molto piacevole da utilizzare, sia come mezzo utilitario che da diporto. La qualità costruttiva è 'giapponese' ed il look moderno ed accattivante. I propulsori sono briosi, silenziosi e, come tradizione, anche poco assetati.
I prezzi, fatte tutte queste considerazioni, ci sembrano quindi ancora più convenienti e tali da far immaginare un successo di vendite piuttosto significativo per il nuovo Atlantic: mini rispetto al 500, ma maxi quanto a soddisfazione.

Tester e testo: Fabrizio Villa
Foto: Gigi Soldano

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DIFETTI
Peso: medio/alto
Freno a mano: assente
Strumentazione: un display multifunzione?
Apertura sella: dal blocchetto!
Spazio bagagli: di più?
Specchietti: piccoli
Raggio di sterzo: elevato

 

 

 

 

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