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Nolan N100 E

 

 

 


Tucano Urbano Carlos

 

 

 


Tucano Urbano Rex

 

 

 


Caberg Justissimo

 

 


Alpinestars Combat W

 

 


Spidi Cyber One

 


ABBIGLIAMENTO

LUI
Casco:
Nolan N100E
Giacca: Tucano Urbano 'Carlos'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'
LEI
Casco:
Caberg 'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars 'Combat W'
Guanti: Spidi 'Cyber'

 

 

 · TUNISIA 2003 5^P
05/05/03 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 5/5
Vedi anche: 1^ parte, 2^ parte, 3^ parte, 4^ parte,

• Aprilia Scarabeo 500
Sarà stato il color sabbia, il set di borse e bauletto e quella sella sontuosa per pilota e passeggero, ma fin dal primo contatto con lo Scarabeo 500 mi è venuto in mente un bel viaggetto in nord Africa.
Ottenuto l'ok dall'Aprilia, ecco arrivare un esemplare full-optional pronto per affrontare le strade tunisine. Per un piccolo ritardo, non è fornito dell'interessante sistema radio-interfono, ma sarà per la prossima volta.
Partiamo senza nessun controllo particolare, neppure con una candela di scorta (anche perché i due Concessionari ufficiali visitati ne erano sprovvisti) solo con il kit antiforatura, e con il bagaglio agevolmente distribuito nei 120 litri disponibili fra borse laterali, bauletto e borsa tunnel.
Il veloce trasferimento autostradale Milano-Genova evidenzia un'ottima tenuta di strada anche sul difficile tratto della Serravalle, dove ruote e assetto permettono una guida pressoché motociclistica.
Viaggiando sempre a velocità prossime alla massima il casco di pilota e passeggero risultano le uniche parti esposte, quindi un riparo piuttosto efficace, mani comprese.
Sbarcati in Tunisia le condizioni cambiano, soprattutto a causa del martoriato fondo stradale e ad alcuni tratti sterrati per il rifacimento del manto: in queste condizioni il reparto sospensioni risulta eccessivamente rigido, anche perché la sospensione posteriore è stata regolata al massimo, per sostenere il peso di due persone e bagagli (e la sua regolazione risulta piuttosto difficoltosa). In compenso sia la posizione di guida, sia la conformazione della sella, si sono dimostrate ottimali pur stando in scooter dalla mattina alla sera. Ottimo il poggiaschiena per il passeggero e le pratiche maniglie.
Da fermo risulta un po' pesante e la sella alta richiede gambe lunghe per manovrare efficacemente, ma l'ampio raggio di sterzo permette inversioni e slalom in spazi ridottissimi.
Se nella zona nord la strada frastagliata ha maggiormente utilizzato la coppia del motore, la zona presahariana, con infiniti rettilinei, ne ha sfruttato tutta la potenza.
Il propulsore dà il massimo fra i 5 e i 7.000 giri e quando la strada lo permette, allunga con autorevolezza. Tuttavia il variatore mantiene spesso regimi intorno ai 4.000 giri, fornendo una ripresa non fulminea (visto anche il peso di due persone più bagagli), pur se in linea con le esigenze turistiche di una vacanza.
Davvero ottimo il consumo medio di carburante: 20,6 chilometri per ogni litro di carburante, viaggiando a pieno carico e spesso 'a manetta'.
La frenata è molto modulabile e anche con le nuove pastiglie garantisce decelerazioni efficaci a patto di usare una certa energia sulle leve. Visto il fondo spesso scivoloso la cosa è risultata funzionale, ma alle alte velocità preferirei maggior mordente nella prima corsa delle leve.
L'ampio e profondo fascio di luce del faro anteriore ha permesso di viaggiare anche al buio in sicurezza, mentre il clacson potrebbe essere più potente.
Anche se privo del richiestissimo spazio sottosella, equipaggiato con le quattro borse, lo Scarabeo ha ospitato tutto il necessario per dieci giorni di vacanza in due persone, oltre al corredo tecnologico (PC portatile e fotocamera digitale, più alimentatori e accessori vari), ricaricabile anche 'in corsa' attraverso la presa di corrente. Soprattutto la borsa tunnel della serie Techno Tourer si è dimostrata insostituibile, mentre borse laterali e bauletto hanno conservato i bagagli sotto chiave. Qualche difficoltà nell'aprire e chiudere il bauletto quando pieno.
Fonte di utili informazioni la strumentazione analogico/digitale, con il doppio parziale per tenere d'occhio consumi e chilometraggio di tappa, il termometro e l'indicatore medio dei consumi che si è rivelato attendibile. Meno utile la velocità media a causa delle numerose soste per foto (oltre 450!), rifornimento, esigenze alimentari/fisiologiche e per ammirare il panorama e chiacchierare coi disponibilissimi tunisini. Da tenere assolutamente nascosto alla Polizia l'indicatore della velocità massima raggiunta, sempre elevata sugli sconfinati rettilinei del sud.
Scomodo il cavalletto laterale, che per essere estratto, obbliga alla chiusura della pedana passeggero, mentre il centrale richiede un certo sforzo a pieno carico.
Quanto all'affidabilità, nulla da dire: partito sempre al primo colpo, non ha accusato alcun tipo di problema, solo un piccolo rabbocco d'olio a fine vacanza, nonostante il termometro di bordo segnasse spesso temperature vicine ai 40 gradi.
Tirando le somme lo Scarabeo 500 conferma la sua vocazione di viaggiatore anche in condizioni stradali un po' disagiate come quelle della Tunisia.
Alcuni dettagli potrebbero essere certo affinati e spero che questo, oltre all'ampio test nella sezione Modelli, fornisca utili indicazioni in tal senso.
Adesso aspettiamo i vostri report, le vacanze si avvicinano e lo Scarabeo 500 non si accontenta certo della gita fuori porta...

• Nolan N100 E
Utilizzato da un paio di mesi nei vari test mi ha accompagnato anche in questa trasferta tunisina. Molto comodo da indossare e da portare anche per parecchie ore, risulta solo un po' pesante. In questa occasione ho particolarmente apprezzato la presa d'aria superiore che offre ventilazione alla testa, mentre quella inferiore viene vanificata dall'ampio parabrezza dello Scarabeo. Il cinturino a sgancio rapido è stato comodissimo nel togli e metti che la mentoniera apribile ha poi ridotto al minimo. Lo stesso meccanismo monopulsante ha però accusato qualche problema di scorrimento richiedendo a volte l'utilizzo del secondo sgancio. Qualche spiffero alla nuca ha poi imposto l'utilizzo di un foulard.

• Tucano Urbano Carlos
Questo modello 2003 di Tucano Urbano non poteva capitare più a proposito, il taglio cosiddetto a 'sahariana' è lo stesso dei completi impermeabili, ma il tessuto e la fodera sono in fresco cotone. Si è compotata egregiamente dai 20 ai 40 gradi incontrati, offrendo traspirabilità con il caldo e protezione dal vento con il fresco: una poliedricità ancora difficile per i tessuti sintetici. In più dopo dieci giorni di utilizzo continuo non si è neppure sgualcita ed è pronta per andare in ufficio. Qualche dettaglio andrebbe però rivisto: le taglie sono esagerate, io ho utilizzato una XS, ha perso un paio di bottoncini del doppio collo, e le protezioni sono posizionate troppo in alto.

• Tucano Urbano Rex
Davvero ottimi questi guanti estivi. Realizzati interamente in morbidissima pelle traforata con rinforzi imbottiti sia sul palmo che sul dorso, calzano 'come un guanto' nel vero senso della parola, anche grazie agli inserti elasticizzati fra le dita. Il polso lungo e regolabile evita che il vento s'infili nella manica e l'ampia traforatura ha mantenuto le mani fresche anche con la protettiva carenatura dello Scarabeo. L'ottima aderenza ha poi permesso di svolgere numerose operazioni senza la necesità di sfilarli.

• Caberg Justissimo
Il Justissimo è caratterizzato dalla doppia visiera, una trasparente ed una da sole, è quindi l'ideale per una vacanza come la nostra. È possibile abbassane agevolmente una o entrambe con una mano sola. ll meccanismo mono-tasto che apre la mentoniera si aziona con sicurezza grazie all'inserto in gomma, è ben scorrevole e lascia davanti agli occhi la visiera da sole. Durante le tratte più veloci risulta silenzioso e senza fruscii, mentre la visiera esterna si chiude da sola superati gli 80 km/h (cosa che può risultare più o meno gradita).
Chiude bene alla nuca, ma col passare delle ore l'imbottitura nella zona auricolare risulta fastidiosa. Non risultano immediate l'apertura e la regolazione del cinturino. Con un clima così caldo avrei gradito una maggiore efficacia della presa d'aria superiore.

• Alpinestars Combat W.
L'ampia e realistica gamma di taglie ha consentito di trovare la giusta proporzione tra comodità ed aderenza, mentre il piacevole tessuto idro/olio resistente non ha precluso in alcun modo la traspirazione anche nelle tratte desertiche, pur adottando la versione nera. L'imbottitura staccabile rende il capo molto flessibile: é stata infatti perfetta dai 20° ai 40°, quando la maggiore distanza delle protezioni dalle articolazioni e l'apertura del polso, hanno permesso all'aria di circolare liberamente. Alcune note importanti 'per lei': il cinturino carezza la figura poco sopra il punto vita, regalando un piacevole effetto slanciante, mentre le protezioni (giustamente presenti) sono quanto di più discreto si possa trovare. Comode le sette tasche, dove riporre di tutto. Unico appunto al colletto, non regolabile e stretto se abbinato a un dolcevita.

• Spidi Cyber One
Nero con richiami arancio, e il nome Cyber, non poteva che essere una buona scelta per la nostra testata: copre bene il polso, che chiude grazie all'elastico interno. Il palmo scamosciato e la flessibile protezione sul dorso consentono una ottima presa, mentre la presa d'aria offre una areazione solo sufficiente.

• Tucano Urbano Ulka
Mascotte della gita in Tunisia, il portachiavi trasformabile frutto della creatività dell'azienda milanese. Da chiuso appare come un sacchettino in nylon, aprendolo si trasforma in un robusto sacchetto con i manici per riempirlo di dolci nella medina di Kairouan. Una chicca per limitare l'uso degli inquinanti sacchetti di plastica usa e getta.

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

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