| • Aprilia
Scarabeo 500
Sarà stato il color sabbia, il set di borse e bauletto
e quella sella sontuosa per pilota e passeggero, ma fin
dal primo contatto con lo Scarabeo 500 mi è venuto
in mente un bel viaggetto in nord Africa.
Ottenuto l'ok dall'Aprilia, ecco arrivare un esemplare
full-optional pronto per affrontare le strade tunisine.
Per un piccolo ritardo, non è fornito dell'interessante
sistema radio-interfono, ma sarà per la prossima
volta.
Partiamo senza nessun controllo
particolare, neppure con una candela di scorta (anche
perché i due Concessionari ufficiali visitati ne
erano sprovvisti) solo con il kit antiforatura,
e con il bagaglio agevolmente distribuito nei 120 litri
disponibili fra borse laterali, bauletto e borsa tunnel.
Il veloce trasferimento autostradale
Milano-Genova evidenzia un'ottima tenuta di strada anche
sul difficile tratto della Serravalle, dove ruote e assetto
permettono una guida pressoché motociclistica.
Viaggiando sempre a velocità prossime alla massima
il casco di pilota e passeggero risultano le uniche parti
esposte, quindi un riparo
piuttosto efficace, mani comprese.
Sbarcati in Tunisia le condizioni cambiano, soprattutto
a causa del martoriato fondo stradale e ad alcuni tratti
sterrati per il rifacimento del manto: in queste condizioni
il reparto sospensioni risulta
eccessivamente rigido, anche perché la sospensione
posteriore è stata regolata al massimo, per sostenere
il peso di due persone e bagagli (e
la sua regolazione risulta piuttosto difficoltosa).
In compenso sia la posizione di
guida, sia la conformazione della sella,
si sono dimostrate ottimali pur stando in scooter dalla
mattina alla sera. Ottimo il poggiaschiena per il passeggero
e le pratiche maniglie.
Da fermo risulta un po' pesante e la sella alta richiede
gambe lunghe per manovrare
efficacemente, ma l'ampio raggio di sterzo permette inversioni
e slalom in spazi ridottissimi.
Se nella zona nord la strada frastagliata ha maggiormente
utilizzato la coppia del motore, la zona presahariana,
con infiniti rettilinei, ne ha sfruttato tutta la potenza.
Il propulsore dà il
massimo fra i 5 e i 7.000 giri e quando la strada lo permette,
allunga con autorevolezza. Tuttavia il variatore mantiene
spesso regimi intorno ai 4.000 giri, fornendo una ripresa
non fulminea (visto anche il peso
di due persone più bagagli), pur se in linea
con le esigenze turistiche di una vacanza.
Davvero ottimo il consumo
medio di carburante: 20,6 chilometri per ogni litro di
carburante, viaggiando a pieno carico e spesso 'a manetta'.
La frenata è molto
modulabile e anche con le nuove pastiglie garantisce decelerazioni
efficaci a patto di usare una certa energia sulle leve.
Visto il fondo spesso scivoloso la cosa è risultata
funzionale, ma alle alte velocità preferirei maggior
mordente nella prima corsa delle leve.
L'ampio e profondo fascio di luce del faro
anteriore ha permesso di viaggiare anche al buio in sicurezza,
mentre il clacson potrebbe
essere più potente.
Anche se privo del richiestissimo spazio sottosella, equipaggiato
con le quattro borse, lo
Scarabeo ha ospitato tutto il necessario per dieci giorni
di vacanza in due persone, oltre al corredo tecnologico
(PC portatile e fotocamera digitale, più alimentatori
e accessori vari), ricaricabile anche 'in corsa' attraverso
la presa di corrente. Soprattutto
la borsa tunnel della serie Techno Tourer si è
dimostrata insostituibile, mentre borse laterali e bauletto
hanno conservato i bagagli sotto chiave. Qualche difficoltà
nell'aprire e chiudere il bauletto quando pieno.
Fonte di utili informazioni la strumentazione
analogico/digitale, con il doppio parziale per tenere
d'occhio consumi e chilometraggio di tappa, il termometro
e l'indicatore medio dei consumi che si è rivelato
attendibile. Meno utile la velocità media a causa
delle numerose soste per foto (oltre 450!), rifornimento,
esigenze alimentari/fisiologiche e per ammirare il panorama
e chiacchierare coi disponibilissimi tunisini. Da tenere
assolutamente nascosto alla Polizia l'indicatore della
velocità massima raggiunta, sempre elevata sugli
sconfinati rettilinei del sud.
Scomodo il cavalletto laterale,
che per essere estratto, obbliga alla chiusura della pedana
passeggero, mentre il centrale richiede un certo sforzo
a pieno carico.
Quanto all'affidabilità,
nulla da dire: partito sempre al primo colpo, non ha accusato
alcun tipo di problema, solo un piccolo rabbocco d'olio
a fine vacanza, nonostante il termometro di bordo segnasse
spesso temperature vicine ai 40 gradi.
Tirando le somme lo Scarabeo 500 conferma la sua vocazione
di viaggiatore anche in condizioni stradali un po' disagiate
come quelle della Tunisia.
Alcuni dettagli potrebbero essere certo affinati e spero
che questo, oltre all'ampio test
nella sezione Modelli, fornisca utili indicazioni
in tal senso.
Adesso aspettiamo i vostri report, le vacanze si avvicinano
e lo Scarabeo 500 non si accontenta certo della gita fuori
porta...
• Nolan N100 E
Utilizzato da un paio di mesi nei vari test mi ha accompagnato
anche in questa trasferta tunisina. Molto comodo da indossare
e da portare anche per parecchie ore, risulta solo un
po' pesante. In questa occasione ho particolarmente apprezzato
la presa d'aria superiore che offre ventilazione alla
testa, mentre quella inferiore viene vanificata dall'ampio
parabrezza dello Scarabeo. Il cinturino a sgancio rapido
è stato comodissimo nel togli e metti che la mentoniera
apribile ha poi ridotto al minimo. Lo stesso meccanismo
monopulsante ha però accusato qualche problema
di scorrimento richiedendo a volte l'utilizzo del secondo
sgancio. Qualche spiffero alla nuca ha poi imposto l'utilizzo
di un foulard.
• Tucano Urbano Carlos
Questo modello 2003 di Tucano Urbano non poteva capitare
più a proposito, il taglio cosiddetto a 'sahariana'
è lo stesso dei completi impermeabili, ma il tessuto
e la fodera sono in fresco cotone. Si è compotata
egregiamente dai 20 ai 40 gradi incontrati, offrendo traspirabilità
con il caldo e protezione dal vento con il fresco: una
poliedricità ancora difficile per i tessuti sintetici.
In più dopo dieci giorni di utilizzo continuo non
si è neppure sgualcita ed è pronta per andare
in ufficio. Qualche dettaglio andrebbe però rivisto:
le taglie sono esagerate, io ho utilizzato una XS, ha
perso un paio di bottoncini del doppio collo, e le protezioni
sono posizionate troppo in alto.
• Tucano Urbano Rex
Davvero ottimi questi guanti estivi. Realizzati interamente
in morbidissima pelle traforata con rinforzi imbottiti
sia sul palmo che sul dorso, calzano 'come un guanto'
nel vero senso della parola, anche grazie agli inserti
elasticizzati fra le dita. Il polso lungo e regolabile
evita che il vento s'infili nella manica e l'ampia traforatura
ha mantenuto le mani fresche anche con la protettiva carenatura
dello Scarabeo. L'ottima aderenza ha poi permesso di svolgere
numerose operazioni senza la necesità di sfilarli.
• Caberg Justissimo
Il Justissimo
è caratterizzato dalla doppia visiera, una trasparente
ed una da sole, è quindi l'ideale per una vacanza
come la nostra. È possibile abbassane agevolmente
una o entrambe con una mano sola. ll meccanismo mono-tasto
che apre la mentoniera si aziona con sicurezza grazie
all'inserto in gomma, è ben scorrevole e lascia
davanti agli occhi la visiera da sole. Durante le tratte
più veloci risulta silenzioso e senza fruscii,
mentre la visiera esterna si chiude da sola superati gli
80 km/h (cosa che può risultare più o meno
gradita).
Chiude bene alla nuca, ma col passare delle ore l'imbottitura
nella zona auricolare risulta fastidiosa. Non risultano
immediate l'apertura e la regolazione del cinturino. Con
un clima così caldo avrei gradito una maggiore
efficacia della presa d'aria superiore.
• Alpinestars Combat W.
L'ampia e realistica gamma di taglie ha consentito di
trovare la giusta proporzione tra comodità ed aderenza,
mentre il piacevole tessuto idro/olio resistente non ha
precluso in alcun modo la traspirazione anche nelle tratte
desertiche, pur adottando la versione nera. L'imbottitura
staccabile rende il capo molto flessibile: é stata
infatti perfetta dai 20° ai 40°, quando la maggiore
distanza delle protezioni dalle articolazioni e l'apertura
del polso, hanno permesso all'aria di circolare liberamente.
Alcune note importanti 'per lei': il cinturino carezza
la figura poco sopra il punto vita, regalando un piacevole
effetto slanciante, mentre le protezioni (giustamente
presenti) sono quanto di più discreto si possa
trovare. Comode le sette tasche, dove riporre di tutto.
Unico appunto al colletto, non regolabile e stretto se
abbinato a un dolcevita.
• Spidi Cyber One
Nero con richiami arancio, e il nome Cyber, non poteva
che essere una buona scelta per la nostra testata: copre
bene il polso, che chiude grazie all'elastico interno.
Il palmo scamosciato e la flessibile protezione sul dorso
consentono una ottima presa, mentre la presa d'aria offre
una areazione solo sufficiente.
• Tucano Urbano Ulka
Mascotte della gita in Tunisia, il portachiavi trasformabile
frutto della creatività dell'azienda milanese.
Da chiuso appare come un sacchettino in nylon, aprendolo
si trasforma in un robusto sacchetto con i manici per
riempirlo di dolci nella medina di Kairouan. Una chicca
per limitare l'uso degli inquinanti sacchetti di plastica
usa e getta.
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
|