| 30 Aprile: KAIROUAN:
Dopo i tanti chilometri percorsi sulle strade tunisine
abbiamo bisogno di recuperare le energie e così...
dedichiamo il penultimo giorno, velato dalle prime nuvole
incontrate nel nostro viaggio, ad attività sedentarie.
Apriamo infatti gli occhi quando l'orario della colazione
é passato da un pezzo, e restiamo in camera lavorando
all'aggiornamento: speriamo (siamo inguaribili ottimisti)
di riuscire a 'mandarlo'.
Affamati come lupi andiamo in centro, dove troviamo un
buon ristorantino, ma lasciamo un angolo per il dolce,
sicuri di trovarne d'irresistibili, nella capitale della
pasticceria tunisina.
Nel primo pomeriggio cerchiamo di ottenere una connessione
internet in ogni modo, ma restiamo ancora delusi e non
troviamo alcuna disponibilità ad aiutarci, né
presso il Publinet locale, ma nemmeno all'Ufficio del
Turismo e nel miglior albergo della città... Abbiamo
poi l'unico incontro sgradevole della nostra vacanza:
un gruppo di adolescenti piuttosto agitati, che salgono
sullo Scarabeo e ci assediano costringendoci ad allontanarci.
Facciamo quindi visita alla medina, unica tappa 'culturale'
del nostro breve viaggio.
Lasciamo con serenità lo Scarabeo nel posteggio
davanti alla porta meridionale, osservato e sorvegliato
dagli avventori del bar della piazza, che sembrano gradirlo
molto. Al di là dell'arcata le attività
fremono: tutti sono in giro a fare compere, a chiacchierare,
a godersi il fresco delle strette viuzze e l'atmosfera
operosa dei souk. Siamo subito agganciati da una 'guida',
che si offre di mostrarci le cose più importanti.
Accompagnati dai forti odori delle mille attività
che si svolgono nelle piccole botteghe (lavorazione della
pelle e dei filati, cesellatura del rame, vendita di pane
e dolci...), entriamo nel MAUSOLEO, con soffitti e pareti
ricamati nel legno e nel marmo, dove per magia siamo gli
unici incantati visitatori.
Continuiamo il nostro giro ed arriviamo infine alla Grande
Moschea, che purtroppo é già chiusa, e che
al nostro gusto é sembrata piuttosto austera, vista
da fuori.
Cena sul tardi in uno dei pochi ristotanti della città
che offre la possibilità di degustare il vino locale
(pittosto acidulo, ma benvenuto dopo 10 giorni di forzata
astinenza...) in un clima da osteria della malavita, con
tanto di cameriere che serve la zuppa immergendo saldamente
i pollici nella scodella.
DORMIRE: Hotel Amina.
MANGIARE: pranzo buono al
ristorante Sabra (12 DT). Cena pittoresca al Le Roy du
Couscous (23 DT).
01 Maggio: KAIROUAN - TUNISI:
È appena metà mattina e ci allontaniamo
veloci dalla città, diretti verso la costa sulla
P2 in direzione di Enfida. Qualche difficoltà nell'imboccare
la strada statale per Hammamet, ma dopo appena una quarantina
di chilometri raggiungiamo i primi albergoni, in un pomeriggio
ventoso e poco più che tiepido, ma con qualche
turista ostinatamente sdraiato sulla spiaggia a conquistare
la 'doverosa' abbronzatura. La parte turistica di Hammamet
potrebbe essere da qualsiasi altra parte: nulla di tunisino
vi si può vedere, tranne forse il guardiano di
una specie di castello medievale fatto di finta sabbia,
che si annoia sotto il sole e ci osserva posteggiare nel
viale di fronte.
Fuggiamo veloci, attraverso il 'vero' paese, oltre il
quale comincia Cap Bon, una verde penisola meta della
villeggiatura locale. Nabeul, a 17 kilometri, sembra essere
la meta più affollata di quasto primo maggio tunisino:
il paese é intasato dal traffico, e le spiaggette
sono gremite di ragazzi che giocano a pallone. Suparata
Nabeul, attraversiamo la zona acquitrinosa di Korba, piena
di laboratori di falegnameria, quasi fossimo a Lissone
(la capitale brianzola del mobile). La strada é
piuttosto agevole e monotona, e la fame inizia a farsi
sentire... Finalmente raggiungiamo il paese di pescatori
di Kelibia, dove spendiamo una follia pranzando a base
di pesce e vino bianco, sull'aria delle canzoni di Aznavour.
Visitiamo la bella fortezza fiorita che domina il paese
da una collina, poi ripartiamo seguendo la linea della
costa, superando Kerkuane, da cui inizia la parte panoramica
della strada, piena di curve e di verde. Dopo pochi chilometri
deviamo per Cap Bon, che si affaccia sul Golfo di Tunisi,
e ci permette di fare una piacevole sosta.
Raggiunta nuovamente la strada principale, la seguiamo
tra gli alberi e i campi, punteggiati dagli imponenti
mulini di una centrale eolica.
Questi ultimi chilomentri di paesaggio, nonostante non
si affaccino sul mare, sono il modo migliore di lasciare
la Tunisia che ci é piaciuta di più, prima
di addentrarci nel caotico traffico che riporta la gente
a casa dopo la giornata passata fuori porta. Con grande
difficoltà, a causa della cattiva segnalazione
stradale, riusciamo a raggiungere La Goulette, dove ci
fermiamo per l'ultima notte, turbina un vento arrabbiato
e noi siamo stanchi, abbiamo sulle spalle più di
2000 chilometri, ma negli occhi il sorriso dei tanti tunisini
sconosciuti incontrati nel nostro viaggio.
DORMIRE: Hotel La Jétte
(80 DT la doppia+colazione): standard quasi europei e
ottima colazione.
MANGIARE: pranzo al Restaurant
Anis (49 DT): ovviamente il migliore fino ad ora, ma a
che prezzo!
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
|