| 28 Aprile, TOZEUR
- DOUZ:
Oggi, prima di lasciare la bella cittadina di Tozeur e
la gentilezza dei suoi abitanti, cercheremo ancora una
volta di aggiornare il sito: sveglia presto e al lavoro,
per terminare il report della seconda puntata. Purtroppo
però, arrivati al Publinet più vicino, ci
rendiamo conto che le cose non andranno lisce facilmente.
Infatti non ci viene dato il permesso di utilizzare una
linea singola; incontriamo però Nabil, che tra
le diverse professioni è anche formatore in materie
informatiche, che cerca in ogni modo di aiutarci. Tra
un collegamento volante alla linea telefonica di casa
sua e un piatto di spaghetti cucinati da sua moglie, che
è siciliana, non riusciamo però a connetterci.
Amareggiati per non essere riusciti ad aggiornare, ma
felici di aver conosciuto due persone ospitali e simpatiche
che ci hanno accolto come amici e si sono fatte in quattro
per aiutarci, torniamo in albergo e alle 16 siamo in sella
allo Scarabeo, proiettati alla prossima tappa del nostro
viaggio. Abbiamo ulteriormente alleggerito gli abiti,
e meno male, perché oggi il termometro digitale
dello Scarabeo segnerà 39 gradi!
Attraversata la palmeraia raggiungiamo El Mahassen, fra
i saluti dei folti gruppi di ragazzi al ritorno da scuola
che s'incontrano per le strade di tutti i villaggi tunisini.
Appena usciti dal paese imbocchiamo la P16, che attraversato
il lago salato Chott El Jerid, dopo 94 Km ci porterà
a Kebili.
Ci immergiamo in un paesaggio che da brullo con pochi
cespugli sparuti si fa assolutamente piatto e desolato,
una tavola di terra asciutta sulla quale gradualmente
compaiono le prime tracce di sale. Ancora qualche chilometro
ed entriamo nella parte più affascinante della
tappa di oggi: una landa bianca come la neve mostra tutta
la bellezza dei cristalli di sale che brillano ai raggi
del sole... Ad un certo punto, forse accecati dalla luce
intensa, abbiamo persino creduto di avere un miraggio:
un autobus galleggiante proprio al centro del lago...,
ma si trattava di un rottame lasciato lì a fondersi
al sole.
Terminato il tratto di strada sul lago incrociamo i ragazzi
italiani conosciuti in traghetto: hanno le moto impolverate
di sabbia dorata e le facce abbronzate. Entusiasti dei
paesaggi attraversati, ci scambiamo consigli su come meglio
visitare le regioni dalle quali arriviamo, per poi ripartire
con l'appuntamento al traghetto del ritorno.
Arrivati a Kebili prendiamo la C206 in direzione Douz,
dove curiosi ci avviamo al nostro primo contatto col Sahara.
Troviamo uno spiazzo coperto di autobus e fuoristrada,
affollato da decine di turisti sovrappeso abbrustoliti
dal sole cocente, coperti di finte tuniche beduine, e
altrettanti tunisini con turbante, jeans e scarpe sportive
alla moda... Dobbiamo sinceramente ammettere che la "Porta
del Deserto" è stata una delusione, e infastiditi
dalle continue offerte di escursioni in dromedario alla
"Grande Duna", immobile davanti agli hotel a
cinque stelle, abbiamo preferito proseguire.
Superato Zaafrane e lo spiazzo delle relative escursioni,
ci addentriamo in un tratto di deserto a lato dalla strada
asfaltata e, parcheggiato lo Scarabeo, scaliamo la duna
più grossa, emozionati e felici come bambini. Intorno
a noi non c'è nessuno, sulla sabbia nemmeno un'impronta:
il contatto tanto desiderato è giocoso ed affascinato.
Nella tranquillità del tramonto non resistiamo
neppure alla tentazione di un tuffo nella sabbia sottile
come polvere. Con l'arrivo del buio tornare indietro verso
l'unico 'hotel' di Zaafrane e la sua piscina, che non
abbiamo mancato di sperimentare!
DORMIRE&MANGIARE: Hotel
Zaafrane (40 DT la doppia 1/2 pensione): tolta la piscina
non ci sentiamo di consigliarlo, soprattutto per la pessima
cena.
29 Aprile, DOUZ, MATMATA, KAIROUAN:
Dopo una notte non certo fresca, veniamo accolti dai 39
gradi dello spiazzo davanti all'"Hotel Zaafrane":
i dromedari sono immobili sotto il sole cocente, mentre
gli uomini che non hanno trovato ingaggio coi turisti
chiacchierano sotto un tetto di palma. Prendiamo per El
Faouar, un tratto desertico dove le dune accompagnano
la strada, per poi lasciare il posto alle propaggini meridionali
del Chott El Jerid e torniamo verso Douz attraverso le
palmeraie. Qui scegliamo un ristorante sulla strada che
attraversa il paese, e intanto ci lasciamo distrarre dalle
persone che passano, e ce la prendiamo comoda. La Tunisia,
infatti, non è solo monumenti e paesaggi, ma persone
che abitano le strade e le campagne, che giocano o lavorano
i campi, che sempre hanno pronto il sorriso quando le
incrociamo nel nostro viaggio.
Satolli, alle 14:00 lasciamo Douz imboccando la C105:
99 Km d'asfalto bollente, accompagnati da pochi ciuffi
di vegetazione, greggi al pascolo, e i primi accampamenti
nomadi che punteggiano il pianoro.
Tamezret, dalle belle casette arroccate sulle prime colline,
ci risveglia e ci regala i primi scampoli d'ombra: è
questo il punto in cui inizia la strada panoramica per
il villaggio di Matmata, famoso per le abitazioni troglodite
scavate nella roccia friabile alla ricerca del fresco.
Il "pozzo" del Sidi Driss Hotel, dove Lukas
ha ambientato la casa natale di Luke Skywalker in Star
Wars, è una benedizione! E lo sa bene il barista,
per quanto ci fa pagare due bibite fresche! Ma compiamo
volentieri il "rito", perché chi va in
Tunisia non può non vedere il deserto e Matmata,
e ne è valsa la pena, per la strada e per il fascino
delle stanze scavate nella roccia.
Lasciamo quasi subito il massiccio del Dahar, calando
nella pianura verso Gabès: una dura prova per i
nostri fondoschiena, che al termine dei 216 Km che ci
separano dalla città santa della Tunisia, avranno
assunto la forma del pur comodo sedile dello Scarabeo.
Solo una nota positiva: nei poco più dei 30 km
non lontani dal mare, la temperatura si abbassa a circa
venti gradi... ma appena la P2 si inoltra di nuovo, il
termometro torna veloce a 34°!
Arriviamo in città stanchi, col sole calato da
tempo e con 450 km sulle spalle, desiderando al più
presto un meritato riposo. Ma dovremo faticare per trovare
un letto matrimoniale, che a Kairouan sembra essere disponibile
solo per i viaggi di nozze e a caro prezzo.
DORMIRE: Hotel Amina (66
DT la doppia+colazione): grande albergo un po' trascurato,
basso rapporto Q/P.
MANGIARE: pranzo 'medio'
al ristorante Au Revoire di Douz (18 DT). Cena saltata
per riposo.
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
|