>> MONDO

28/04/2003
Start: Tozeur h. 16:00
Stop: Douz h. 20:00
km: 152
km/lit: 20,7
Difficoltà: attenti al miraggi!




Ai bordi del lago saato

 


Il rettilineo infinito




La prima 'nostra' duna

 

29/04/2003
Start: Douz h. 10:30
Stop: Kairouan h. 20:30
km: 453
km/lit: 19,8
Difficoltà: tanti km e troppo caldo

 


Mezzi da deserto...


Facce...

 


La casa troglodita protagonista del film Star Wars...

 

ABBIGLIAMENTO

LUI
Casco:
Nolan N100E
Giacca: Tucano Urbano 'Carlos'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'
LEI
Casco:
Caberg 'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars 'Combat W'
Guanti: Spidi 'Cyber'

 

 

 · TUNISIA 2003 3^P
30/04/03 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 3/5
Vedi anche: 1^ parte, 2^ parte, 4^ parte, 5^ parte

28 Aprile, TOZEUR - DOUZ:
Oggi, prima di lasciare la bella cittadina di Tozeur e la gentilezza dei suoi abitanti, cercheremo ancora una volta di aggiornare il sito: sveglia presto e al lavoro, per terminare il report della seconda puntata. Purtroppo però, arrivati al Publinet più vicino, ci rendiamo conto che le cose non andranno lisce facilmente. Infatti non ci viene dato il permesso di utilizzare una linea singola; incontriamo però Nabil, che tra le diverse professioni è anche formatore in materie informatiche, che cerca in ogni modo di aiutarci. Tra un collegamento volante alla linea telefonica di casa sua e un piatto di spaghetti cucinati da sua moglie, che è siciliana, non riusciamo però a connetterci.
Amareggiati per non essere riusciti ad aggiornare, ma felici di aver conosciuto due persone ospitali e simpatiche che ci hanno accolto come amici e si sono fatte in quattro per aiutarci, torniamo in albergo e alle 16 siamo in sella allo Scarabeo, proiettati alla prossima tappa del nostro viaggio. Abbiamo ulteriormente alleggerito gli abiti, e meno male, perché oggi il termometro digitale dello Scarabeo segnerà 39 gradi!
Attraversata la palmeraia raggiungiamo El Mahassen, fra i saluti dei folti gruppi di ragazzi al ritorno da scuola che s'incontrano per le strade di tutti i villaggi tunisini.
Appena usciti dal paese imbocchiamo la P16, che attraversato il lago salato Chott El Jerid, dopo 94 Km ci porterà a Kebili.
Ci immergiamo in un paesaggio che da brullo con pochi cespugli sparuti si fa assolutamente piatto e desolato, una tavola di terra asciutta sulla quale gradualmente compaiono le prime tracce di sale. Ancora qualche chilometro ed entriamo nella parte più affascinante della tappa di oggi: una landa bianca come la neve mostra tutta la bellezza dei cristalli di sale che brillano ai raggi del sole... Ad un certo punto, forse accecati dalla luce intensa, abbiamo persino creduto di avere un miraggio: un autobus galleggiante proprio al centro del lago..., ma si trattava di un rottame lasciato lì a fondersi al sole.
Terminato il tratto di strada sul lago incrociamo i ragazzi italiani conosciuti in traghetto: hanno le moto impolverate di sabbia dorata e le facce abbronzate. Entusiasti dei paesaggi attraversati, ci scambiamo consigli su come meglio visitare le regioni dalle quali arriviamo, per poi ripartire con l'appuntamento al traghetto del ritorno.
Arrivati a Kebili prendiamo la C206 in direzione Douz, dove curiosi ci avviamo al nostro primo contatto col Sahara. Troviamo uno spiazzo coperto di autobus e fuoristrada, affollato da decine di turisti sovrappeso abbrustoliti dal sole cocente, coperti di finte tuniche beduine, e altrettanti tunisini con turbante, jeans e scarpe sportive alla moda... Dobbiamo sinceramente ammettere che la "Porta del Deserto" è stata una delusione, e infastiditi dalle continue offerte di escursioni in dromedario alla "Grande Duna", immobile davanti agli hotel a cinque stelle, abbiamo preferito proseguire.
Superato Zaafrane e lo spiazzo delle relative escursioni, ci addentriamo in un tratto di deserto a lato dalla strada asfaltata e, parcheggiato lo Scarabeo, scaliamo la duna più grossa, emozionati e felici come bambini. Intorno a noi non c'è nessuno, sulla sabbia nemmeno un'impronta: il contatto tanto desiderato è giocoso ed affascinato. Nella tranquillità del tramonto non resistiamo neppure alla tentazione di un tuffo nella sabbia sottile come polvere. Con l'arrivo del buio tornare indietro verso l'unico 'hotel' di Zaafrane e la sua piscina, che non abbiamo mancato di sperimentare!
DORMIRE&MANGIARE: Hotel Zaafrane (40 DT la doppia 1/2 pensione): tolta la piscina non ci sentiamo di consigliarlo, soprattutto per la pessima cena.

29 Aprile, DOUZ, MATMATA, KAIROUAN:
Dopo una notte non certo fresca, veniamo accolti dai 39 gradi dello spiazzo davanti all'"Hotel Zaafrane": i dromedari sono immobili sotto il sole cocente, mentre gli uomini che non hanno trovato ingaggio coi turisti chiacchierano sotto un tetto di palma. Prendiamo per El Faouar, un tratto desertico dove le dune accompagnano la strada, per poi lasciare il posto alle propaggini meridionali del Chott El Jerid e torniamo verso Douz attraverso le palmeraie. Qui scegliamo un ristorante sulla strada che attraversa il paese, e intanto ci lasciamo distrarre dalle persone che passano, e ce la prendiamo comoda. La Tunisia, infatti, non è solo monumenti e paesaggi, ma persone che abitano le strade e le campagne, che giocano o lavorano i campi, che sempre hanno pronto il sorriso quando le incrociamo nel nostro viaggio.
Satolli, alle 14:00 lasciamo Douz imboccando la C105: 99 Km d'asfalto bollente, accompagnati da pochi ciuffi di vegetazione, greggi al pascolo, e i primi accampamenti nomadi che punteggiano il pianoro.
Tamezret, dalle belle casette arroccate sulle prime colline, ci risveglia e ci regala i primi scampoli d'ombra: è questo il punto in cui inizia la strada panoramica per il villaggio di Matmata, famoso per le abitazioni troglodite scavate nella roccia friabile alla ricerca del fresco.
Il "pozzo" del Sidi Driss Hotel, dove Lukas ha ambientato la casa natale di Luke Skywalker in Star Wars, è una benedizione! E lo sa bene il barista, per quanto ci fa pagare due bibite fresche! Ma compiamo volentieri il "rito", perché chi va in Tunisia non può non vedere il deserto e Matmata, e ne è valsa la pena, per la strada e per il fascino delle stanze scavate nella roccia.
Lasciamo quasi subito il massiccio del Dahar, calando nella pianura verso Gabès: una dura prova per i nostri fondoschiena, che al termine dei 216 Km che ci separano dalla città santa della Tunisia, avranno assunto la forma del pur comodo sedile dello Scarabeo. Solo una nota positiva: nei poco più dei 30 km non lontani dal mare, la temperatura si abbassa a circa venti gradi... ma appena la P2 si inoltra di nuovo, il termometro torna veloce a 34°!
Arriviamo in città stanchi, col sole calato da tempo e con 450 km sulle spalle, desiderando al più presto un meritato riposo. Ma dovremo faticare per trovare un letto matrimoniale, che a Kairouan sembra essere disponibile solo per i viaggi di nozze e a caro prezzo.
DORMIRE: Hotel Amina (66 DT la doppia+colazione): grande albergo un po' trascurato, basso rapporto Q/P.
MANGIARE: pranzo 'medio' al ristorante Au Revoire di Douz (18 DT). Cena saltata per riposo.

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

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Percorso 28/04

 


Sul lago salato


I dromedari a Douz




Irresistibile!

 


Percorso 29/04

 


Ce l'ha con noi?!


...e facce

 


...trasformasta in albergo e 'Skywalker Bar' a Matmata

 


Un accampamento berbero

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