| 26 Aprile, LE
KEF - TOZEUR:
La mattina comincia con una luce sfolgorante, con la voce
del muezzin che chiama i musulmani alla preghiera, e con
quelle degli studenti che entrano a scuola. Sono solo
le otto, e ci vorranno ancora parecchie ore per mettere
a punto la prima puntata del viaggio. Al "Publinet"
di Le Kef cerchiamo invano di collegarci col portatile
per "caricare" sul sito il nostro racconto...
quando stiamo per perdere ogni speranza , ci viene offerta
la linea privata della gentilissima proprietaria ed eccoci
in rete!!!
Discendiamo col cuore leggero dalla cittadina non senza
documentare il panorama a 360°, e ci immergiamo nella
vasta pianura sottostante, che riserva per noi gli ultimi
bellissimi colori dei suoi fiori, prima di raggiungere
il "Grande Sud", dove il caldo si farà
più intenso e sarà utile alleggerire l'abbigliamento.
Attraversato un bellissimo canyon, raggiungiamo affamati
Tajerouine, dove consumiamo un piatto di verdure piccanti
accompagnate dal buonissimo pane piatto che si prepara
da queste parti. I ragazzi del chiosco, come praticamente
ogni tunisino che abbiamo incontrato, sono gentili e cordiali
e sono molto incuriositi dallo Scarabeo 500, un mezzo
di locomozione nuovo per la Tunisia.
Ripartiamo veloci e ci accorgiamo, dal caldo e dai colori
del panorama, che stiamo lasciando la parte verde del
paese. Nuovi colori sfilano dalle fiancate dello scooter,
sono rossi, ocra, marroni chiari e dorati. A tratti sembra
di trovarsi nelle pianure degli 'States', la strada procede
veloce e rettilinea, carezzando le basse colline del centro
della Tunisia, ma basta guardarsi intorno per ricordare
dove siamo... sono davvero tanti i 'cinquantini' che si
muovono da un paese all'altro, sotto il peso di due passeggeri
e con l'immancabile tanichetta gialla di carburante al
seguito.
Il sole inizia ad avvicinarsi all'orizzonte, la strada
dritta diventa quasi ipnotica, abbiamo fretta di arrivare
a Tozeur prima che cali del tutto, e poco dopo aver passato
il grande arco che annuncia l'arrivo in città scorgiamo
un mare scuro alla nostra sinistra, sono migliaia e migliaia
di palme da dattero.
DORMIRE: Residance Warda
(25 DT la doppia+colazione): ottimo patio fiorito, stanza
piccola, ma pulita.
MANGIARE: Restaurant du Soleil
(19,50 DT): cucina tradizionale, abbondante e saporita,
servita col sorriso sulle labbra.
27 Aprile, IL "LEZARD ROUGE"
E LE OASI DI MONTAGNA:
Oggi gita con partenza e ritorno a Tozeur. Per raggiungere
il paese di Metlaui torniamo sulla strada fatta il giorno
prima andando in direzione nord.
Nel paese ci sono solo due cose utili per chi sta viaggiando:
lo svincolo per le Oasi di Montagna e la stazione ferroviaria
dove parte il "Lezard Rouge" che porta i turisti
attraverso un canyon. Il viaggio panoramico sul piccolo
treno restaurato, dei primi del 900, non è niente
male, ma osservare dai finestrini non è come essere
'nel panorama', come di norma per chi viaggia su due ruote.
La gola serpeggiante è tagliata dalle rotaie che
entrano ed escono dalle pareti rocciose, aprendo ai due
lati del vagone scorci pittoreschi, ma a nostro avviso
non vale 20 dinari a persona.
Coraggiosamente, nonostante siano le 12:30 e ci siano
34 gradi, imbocchiamo la strada che da Metlaui porta a
Tamerza, la prima delle tre oasi che visiteremo oggi.
Passati i "sobborghi" del paese ci addentriamo
nelle sconfinate cave di fosfati dove si lavora sette
giorni su sette, che vengono attraversate dalla strada
difficile e piena di buche spesso non rattoppate. Siamo
costretti a portare il mezzo al centro della carreggiata,
dove l'asfalto è in migliori condizioni e dobbiamo
(chi più chi meno...) cercare di non farci distogliere
dal paesaggio lunare.
Superata la zona delle miniere scendiamo in pianura dove
la strada ritorna più agevole, e dove incontriamo
la prima mandria di dromedari del nostro viaggio.
Passati Moularès e Redeyef, piccoli paesi dove
la gente come al solito ci saluta, raggiungiamo lo svincolo
che a nord porta al confine con L'Algeria (a 16 km) e
dall'altra si dirige verso Tamerza. Costeggiamo il versante
meridionale della montagna e sbuchiamo dopo pochi km sulla
vasta palmeria dell'oasi, d'estate invasa dai pullman
dei turisti, ma oggi praticamente deserta. Si moltiplicano
le offerte per accompagnarci a vedere la famosa cascata,
ma i morsi della fame ci dirigono verso un posto tranquillo
per mangiare. Ci fermiamo al ristorante Du Soleil (un
altro) dove siamo i soli clienti, e ci vorrà un'oretta
per riprenderci al termine del pasto luculliano!
La meta successiva è un'oasi meno battuta dal circuito
turistico, Midès, che si raggiunge dallo svincolo
più a valle che porta in Algeria. Torniamo quindi
sui nostri passi per qualche km e raggiungiamo il posto,
attraverso una bella strada attraversata in alcuni periodi
dell'anno da piccoli torrenti, ma che ora serpeggia sotto
un sole accecante, ma ne è valsa la pena: la frescura
delle palme dell'oasi è davvero una delizia, che
può essere accompagnata dalla visita al vecchio
villaggio e al canyon che pare essere bellissimo (ma che
rimandiamo alla prissima visitia!).
Sono già le cinque, e ci attendono ancora un'oasi
ed un lago salato! Torniamo quindi sulla strada per Tamenza,
la attraversiamo, ed andiamo a visitare una cascata dopo
aver guadato il torrente che l'alimenta.
Subito dopo inizia la salita sulle basse montagne: curve
e controcurve fanno da padrone, e spesso il panorama ci
sorprende con apparizioni inaspettate di gole e pianori
dove incrociamo qualche auto ed una coppia di italiani
in moto, conosciuti in traghetto.
Al culmine della salita un panorama davvero mozzafiato
sull'Algeria impone una sosta ristoratrice.
Inizia la discesa che ci porterà ad attraversare
il lago salato Chott Er Rahim con il tramonto, difficile
trovare le parole, forse meglio i ricordi e le foto.
Rientriamo a Tozeur con il buio nel pieno dello 'struscio'
cittadino. Veloce cena e al lavoro per aggiornare il report!
DORMIRE: Residance Warda
MANGIARE: Restaurant du Soleil
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
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