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26/04/2003
Start: Le Kef h. 14:00
Stop: Tozeur h. 20:00
km: 333
km/lit: 18,9
Difficoltà: attenti alle distrazioni sui lunghi rettilinei




Vista da Le Kef

 


Papaveri e fiori...




Scooter locale

 

27/04/2003
Start: Tozeur h. 10:00
Stop: Tozeur h. 20:00
km: 228
km/lit: 21,5
Difficoltà: tracce di sabbia sull'asfalto

 


Il Lezard Rouge


Anche gli scooter guadano

 


Scarabei e souvenir

 


Panorama dopo Tamerza

 


Un torrente al limite del lago salato

 

ABBIGLIAMENTO

LUI
Casco:
Nolan N100E
Giacca: Tucano Urbano 'Carlos'
Guanti: Tucano Urbano 'Rex'
LEI
Casco:
Caberg 'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars 'Combat W'
Guanti: Spidi 'Cyber'

 

 

 · TUNISIA 2003 2^P
28/04/03 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 2/5
Vedi anche: 1^ parte, 3^ parte, 4^ parte, 5^ parte

26 Aprile, LE KEF - TOZEUR:
La mattina comincia con una luce sfolgorante, con la voce del muezzin che chiama i musulmani alla preghiera, e con quelle degli studenti che entrano a scuola. Sono solo le otto, e ci vorranno ancora parecchie ore per mettere a punto la prima puntata del viaggio. Al "Publinet" di Le Kef cerchiamo invano di collegarci col portatile per "caricare" sul sito il nostro racconto... quando stiamo per perdere ogni speranza , ci viene offerta la linea privata della gentilissima proprietaria ed eccoci in rete!!!
Discendiamo col cuore leggero dalla cittadina non senza documentare il panorama a 360°, e ci immergiamo nella vasta pianura sottostante, che riserva per noi gli ultimi bellissimi colori dei suoi fiori, prima di raggiungere il "Grande Sud", dove il caldo si farà più intenso e sarà utile alleggerire l'abbigliamento.
Attraversato un bellissimo canyon, raggiungiamo affamati Tajerouine, dove consumiamo un piatto di verdure piccanti accompagnate dal buonissimo pane piatto che si prepara da queste parti. I ragazzi del chiosco, come praticamente ogni tunisino che abbiamo incontrato, sono gentili e cordiali e sono molto incuriositi dallo Scarabeo 500, un mezzo di locomozione nuovo per la Tunisia.
Ripartiamo veloci e ci accorgiamo, dal caldo e dai colori del panorama, che stiamo lasciando la parte verde del paese. Nuovi colori sfilano dalle fiancate dello scooter, sono rossi, ocra, marroni chiari e dorati. A tratti sembra di trovarsi nelle pianure degli 'States', la strada procede veloce e rettilinea, carezzando le basse colline del centro della Tunisia, ma basta guardarsi intorno per ricordare dove siamo... sono davvero tanti i 'cinquantini' che si muovono da un paese all'altro, sotto il peso di due passeggeri e con l'immancabile tanichetta gialla di carburante al seguito.
Il sole inizia ad avvicinarsi all'orizzonte, la strada dritta diventa quasi ipnotica, abbiamo fretta di arrivare a Tozeur prima che cali del tutto, e poco dopo aver passato il grande arco che annuncia l'arrivo in città scorgiamo un mare scuro alla nostra sinistra, sono migliaia e migliaia di palme da dattero.
DORMIRE: Residance Warda (25 DT la doppia+colazione): ottimo patio fiorito, stanza piccola, ma pulita.
MANGIARE: Restaurant du Soleil (19,50 DT): cucina tradizionale, abbondante e saporita, servita col sorriso sulle labbra.

27 Aprile, IL "LEZARD ROUGE" E LE OASI DI MONTAGNA:
Oggi gita con partenza e ritorno a Tozeur. Per raggiungere il paese di Metlaui torniamo sulla strada fatta il giorno prima andando in direzione nord.
Nel paese ci sono solo due cose utili per chi sta viaggiando: lo svincolo per le Oasi di Montagna e la stazione ferroviaria dove parte il "Lezard Rouge" che porta i turisti attraverso un canyon. Il viaggio panoramico sul piccolo treno restaurato, dei primi del 900, non è niente male, ma osservare dai finestrini non è come essere 'nel panorama', come di norma per chi viaggia su due ruote. La gola serpeggiante è tagliata dalle rotaie che entrano ed escono dalle pareti rocciose, aprendo ai due lati del vagone scorci pittoreschi, ma a nostro avviso non vale 20 dinari a persona.
Coraggiosamente, nonostante siano le 12:30 e ci siano 34 gradi, imbocchiamo la strada che da Metlaui porta a Tamerza, la prima delle tre oasi che visiteremo oggi. Passati i "sobborghi" del paese ci addentriamo nelle sconfinate cave di fosfati dove si lavora sette giorni su sette, che vengono attraversate dalla strada difficile e piena di buche spesso non rattoppate. Siamo costretti a portare il mezzo al centro della carreggiata, dove l'asfalto è in migliori condizioni e dobbiamo (chi più chi meno...) cercare di non farci distogliere dal paesaggio lunare.
Superata la zona delle miniere scendiamo in pianura dove la strada ritorna più agevole, e dove incontriamo la prima mandria di dromedari del nostro viaggio.
Passati Moularès e Redeyef, piccoli paesi dove la gente come al solito ci saluta, raggiungiamo lo svincolo che a nord porta al confine con L'Algeria (a 16 km) e dall'altra si dirige verso Tamerza. Costeggiamo il versante meridionale della montagna e sbuchiamo dopo pochi km sulla vasta palmeria dell'oasi, d'estate invasa dai pullman dei turisti, ma oggi praticamente deserta. Si moltiplicano le offerte per accompagnarci a vedere la famosa cascata, ma i morsi della fame ci dirigono verso un posto tranquillo per mangiare. Ci fermiamo al ristorante Du Soleil (un altro) dove siamo i soli clienti, e ci vorrà un'oretta per riprenderci al termine del pasto luculliano!
La meta successiva è un'oasi meno battuta dal circuito turistico, Midès, che si raggiunge dallo svincolo più a valle che porta in Algeria. Torniamo quindi sui nostri passi per qualche km e raggiungiamo il posto, attraverso una bella strada attraversata in alcuni periodi dell'anno da piccoli torrenti, ma che ora serpeggia sotto un sole accecante, ma ne è valsa la pena: la frescura delle palme dell'oasi è davvero una delizia, che può essere accompagnata dalla visita al vecchio villaggio e al canyon che pare essere bellissimo (ma che rimandiamo alla prissima visitia!).
Sono già le cinque, e ci attendono ancora un'oasi ed un lago salato! Torniamo quindi sulla strada per Tamenza, la attraversiamo, ed andiamo a visitare una cascata dopo aver guadato il torrente che l'alimenta.
Subito dopo inizia la salita sulle basse montagne: curve e controcurve fanno da padrone, e spesso il panorama ci sorprende con apparizioni inaspettate di gole e pianori dove incrociamo qualche auto ed una coppia di italiani in moto, conosciuti in traghetto.
Al culmine della salita un panorama davvero mozzafiato sull'Algeria impone una sosta ristoratrice.
Inizia la discesa che ci porterà ad attraversare il lago salato Chott Er Rahim con il tramonto, difficile trovare le parole, forse meglio i ricordi e le foto.
Rientriamo a Tozeur con il buio nel pieno dello 'struscio' cittadino. Veloce cena e al lavoro per aggiornare il report!
DORMIRE: Residance Warda
MANGIARE: Restaurant du Soleil

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

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Percorso 26/04

 


Canyon su fiume in secca

 


In mezzo al verde




Tozeur, arriviamooo!

 


Percorso 27/04

 


Le gole viste dal treno


Le cascate dopo Tamerza

 


Dal verde si passa all'ocra

 


Immenso spettacolo

 


Tramonto sul Chott Er Rahim


Tozeur by night

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