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La “ Peña de Bernal “

 

 


Prima sosta in centro a Bernal, in fondo la Chiesina

 

 


Tanti saluti dai asini

 

 


La prima colazzione in Peña Blanca, le “Gorditas” aspettano calde

 

 


Vista verso sud, e la parte bassa della Sierra

 

 


A circa a 2500 metri, comincia il bosco di confiere, sempre verde

 

 


Il paesino di Pinal de Amoles

 

 


La missione in centro di Jalpan

 

 

 


Perche girare con la macchina sporca se posso lavarla qui??

 

 


Discesa verso Peña Blanca, niente nuvole solo il sole

 

 

DESCRIZIONE
Scooter: Honda Silver Wing 600
Periodo: Agosto
Km: 415
Consumo: 20,63km/l
Tempo: 1 giorno
Difficoltà: nessuna

 

 


 · Sierra Gorda, Querétaro, México
04/06/07 
 · by Tiziano Ramini

Siamo a fine agosto, l’estate messicano, epoca di pioggia e caldo, il mattino è insolitamente fresco (16 C°) e nuvoloso, ma come sempre le nuvole scompariranno verso le 11 e il sole farà il suo lavoro. Con il scooterone a punto, grande, grosso e lucidante partiamo alle 9:20 verso la sierra Gorda de Queretaro una cavalcata di non meno di 7 ore seduti in prima classe sulla confortevole sella del Silverwing.
Per questo viaggio si monta un bauletto SHAD da 42 litri, 2 impermeabili e l’inmancabile kit antiforo.

La Sierra Gorda si trova a 200 km. al nord della Citta del Messico, con un percorso di circa 200 km. di andata e altri tanti nel ritorno, rappresenta un’interessante destinazione con un percorso davvero battuto, duro e stimolante, cominciando con 50 km. di strada statale abbastanza semplice e 150 di strada di montagna davvero impegnativa, con un promedio da 8 a 11 curve e tornanti per kilometro.

Punto di partenza e di arrivo, la citta di San Juan del Rio, a 53 km. al sud della capitale dello stato, Queretaro, e a 160 km. al nord della Citta del México, siamo già a 1890 metri d’altitudine (per Messico non è tanto), dopo fare il pieno del Silverwing (7 euro di benzina super da 92 ottani) partiamo verso il nord al paese di Bernal.
In 50 km. arriviamo a la piccola città, originata di familie spagnole verso l’anno 1642 ai piedi di “La peña de Bernal” una roccia di 288 metri di altezza che sfiora i 2520 metri d’altitudine, e considerata come la terza piu grande del mondo. Dopo una piccola sosta nella spianata centrale del paese e aver bevuto una coca cola (50 centesimi di euro una lattina), si riparte verso l’est, senza confusioni, c'è solo una strada, 2 km. dopo il paese, la prima curva, a sinistra, e cosi sará per i prossimi 150 kilometri, solo interrotti di alcuni piccoli rettilinei non maggiori a 3 km.

Siamo nel semideserto, qui non piove quasi mai, però quest’anno la natura è stata generosa e le pioggie sono state forti, si vede qualche verde in mezzo alla terra bianca calcinata dal sole, cactus impresionanti e piante spinose, dopo 46 km. la prima fermata obligata, una revisione di militari che cercano droga e armi, nessun problema, tranne che la temperatura, siamo a 28 gradi, si ri-parte e dopo 10 minuti ci fermiamo a Peña Blanca, e una sosta per coriere, c'è un benzinaio, 7 case e una signora que vende sulla strada la specialita della casa “gorditas” una specie di pane di mais pieno di Patate e “chorizo” che è una salciccia mexicana fatta di carne di porcino, difficile spiegare se non si provano, buone davvero, si paga la colazione (2 euro a testa) e si riempie il serbatoio con benzina normale da 82 ottani, non c'è altra, il Silverwing non ne risente e va sempre bene, siamo scesi a 1320 metri, il fiume Extoras, che in questo punto è sempre secco è un torrente enorme dovuto alla pioggia del giorno precedente, passando il ponte comincia la vera salita.

La strada è da tanto diventata stretta e ripida, le curve sono molto strette, si richiede prudenza e attenzione, anche se il traffico è minimo, anzi inesistente, passa una macchina ogni 15 minuti, davanti a me non si vede nessuno, c'è solo una macchinina che ho sorpassato da poco, e niente più, per i smanettoni deve essere il paradiso, niente pattuglia di polizía, nessun radar o controllo di limiti di velocità, autovelox o cose del genere, una votla ogni tanto si trova un cartello indicando il limite di velocita a 40 km/h., sei da solo con la strada e la moto, pieghi fin dove puoi, però è meglio prendersela con calma perchè sulle strade messicane si trova di tutto, buche, sassi, cani, bovi, asini, maiali, anzi ho trovato anche uno, che secchio in mano, spugna e sapone lavava la machina sulla strada, vedere per credere.

Il prossimo paese, a 38 km. è a 2320 metri d’altitudine, per arrivare bisogna passare “Puerta del Cielo” un bellissimo passo tagliato nella montagna a 2600 metri in mezzo a boschi di conifere.

Ci fermiamo a Puerta del Cielo, dell’ultima sosta è gia passata quasi un’ora, l’aria è fresca, si possono toccare le nuvole, sono già 2 ore di viaggio, senza contare le soste. Per rientrare in programma di tempo non ci si ferma nel paese di Pinal de Amoles e scendiamo diretti a Jalpan.

Dopo aver passato Pinal de Amoles, il bosco cambia e poco a poco diventa selva, ci sono cascate al lato della strada, e la vegetazione si chiude, si trovano fiumi di acqua trasparente che vengono da sorgenti, qui non abiamo ghiacciai come nelle Alpi, la temperatura sale. La strada è ancora stretta e ripida però le curve meno strette, alcune sono ancora bagnate e in conseguenza scivolose. Dopo 70 minuti per percorrere gli ultimi 45 km. arriviamo a Jalpan. Ci troviamo a 760 metri d’altitudine e si sentono d’immediato nella coppia del motore e nella temperatura, 42 gradi. Non interessa a nessuno se il casco è obligatorio, tutti lo togliamo, pure guanti e giaccha, i vigili sono coscienti e non dicono niente, si sosta sotto una pianta in centro, davanti alla chiesa. Jalpan fa parte delle 6 misioni della Sierra Gorda construite da Fray Junipero Serra, la missione si inizio nel 1751 e fu finita nel 1758.

Solo dopo 15 minuti di riposo sotto l’ombra andiamo a mangiare un piatto di “Cecina”, bistecca preparata con arancia amara e sale, seccata al sole, dura, ma molto buona.
La gita si potrebbe considerare conclusa, però siamo solo a metà, ci mancano ancora un minimo di 3 ore e mezza per il ritorno, stessa strada, curve e tornanti.

Il totale del persorso è di 415 kilometri in una giornata, il Silverwing si è dimostrato sempre all'altezza, anche con benzina di 82 ottani e a tanti metri d’altitudine, il motore sempre potente, soprattutto con un aumento di coppia notevole al disotto dei 1100 metri, freni sempre ok e se si vuole andare senza fretta il freno a motore è sufficiente, la ciclistica offre secondo me una facilità di guida più che soddisfacente. Il promedio di consumo di benzina è stato di 20.63 km. per litro e la velocita massima no è arrivata mai a più di 130 in rettilineo e tra 40 e 60 km./h. in montagna.

Mentre racconto questo giretto da weekend è gia in forno il prossimo viaggio, in questa occasione al mare, circa 1300 km. di autostrada tra andata e ritorno a Puerto Vallarta nelle coste del pacifico, e vedremo come se la cava il Silverwing dietro le K 1200 LT, Harley Dadvison, e altre superturer che ci sono nel motoclub, il mio è l’unico scooterone, se ci sono interessati li aspettiamo a novembre, qui l’inverno non c'è.
Saluti.
P.s. Signori Italiani scusate l’ortografia e redazione cosi povere, però ho fatto il meglio che ho potuto.

Testo e foto: Tiziano Ramini



Centro del paesino di Bernal con vista alla Peña

 

 


Cominciano le curve

 

 


On the road, atraverso “El desierto de Peña Blanca”, in fondo si vede la Sierra

 

 


Il fiume Extoras oggi a pieno, in 3 giorni non ci saranno tracce d’acqua

 

 


Una immagine della strada tagliata nelle montagne siamo ancora nel semideserto.

 

 


“Puerta del cielo” a 2600 metri

 

 


Quasi e il fine della discesa, arriviamo alla selva Sub-tropicale

 

 


Davanti alla chiesa di Jalpan sotto l’ombra, 42 °c, fa caldo, poca umidita

 

 


Salita di ritorno a Pinal de Amoles, ancora nella selva

 

 


Mancano poche curve, in poco finisce la Sierra

 

 

Abbigliamento
Giacca: Tourmaster
Casco: VR1
Stivali: Da montagna Caterpillar


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