| Finalmente
siamo arrivati al 16 luglio data in cui il nostro
amato figlioletto Lorenzo parte per il campo estivo
ed io e mia moglie Caterina abbiamo la possibilita'
di avere un fine settimana tutto per noi da dedicare
ad un piccolo viaggio in scooter (leggasi Beverly
200).
Abbiamo fatto un rapido conteggio dei chilometri
percorribili senza eccessiva esasperazione e abbiamo
deciso per quello che poi e' diventato un bellissimo
fine settimana in costiera amalfitana.
La partenza da Pescara e' fissata per il sabato
mattina previa preparazione dei bagagli ovvero di
due borse morbide e di uno zainetto all'interno
del bauletto rigido dove abbiamo posto i sovrappantaloni,
il copriborse impermeabile (non si sa' mai) e la
bomboletta per la riparazione gomme. La scelta dello
zainetto e' strategica cosi' come racconteremo in
seguito in quanto, cosi' facendo, c'e' la possibilita'
di rendere libero il bauletto per eventuali acquisti
(mettendo lo zainetto nel sottosella o in spalla).
Alle 9,30 montiamo sullo scooter gia' pronto ed
imbocchiamo l'autostrada A25 in direzione Roma.
Usciamo a Sulmona e ci dirigiamo a Roccaraso strada
questa super conosciuta ma sempre bella da fare
in moto. A parte la sosta in prossimita’ degli
impianti di sci di Pratello per fare il pieno di
benzina, proseguiamo senza soste divertendoci per
le curve della SS17 che passa da Roccaraso e Castel
di Sangro e poi sulle SS652, SS158 e SS85 per Venafro
fino ad arrivare a Caianello dove inizia il tratto
autostradale.
Per chi non conoscesse la zona mi soffermo solo
per dire che subito dopo Castel di Sangro si trova
il bivio per Villetta Barrea, Civitella Alfedena,
Scanno ovvero verso un altro bellissimo possibile
itinerario all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Ma ritorniamo alla nostra gita: a Venafro arriviamo
alle 12,00 circa e benche' sia presto non possiamo
resistere dal fermarci in una delle numerose rivendite
di latticini di cui sicuramente la mozzarella di
bufala e' il prodotto piu' noto e ci facciamo preparare
due super focacce con prosciutto e mozzarella: veramente
ottime ed ad un costo sicuramente popolare.
Alle 12,45 preso un caffe', ci rimettiamo in viaggio
con l'obiettivo di fare un'unica tirata fino a Sorrento
punto dove avevamo deciso di pernottare.
La strada tra Venafro e l'ingresso dell'autostrada
A1 e' altrettanto bella e scorre con piacere.
A Caianello entriamo in autostrada e ci apprestiamo
a fare gli ultimi 80 chilometri, che a 110/115 Km/h
non sono certo piacevoli, prima di arrivare nell’agglomerato
urbano intorno a Napoli.
Dopo aver abbandonato l’autostrada A1 e poco
dopo imboccata la tangenziale a pagamento, arriviamo
alla prima barriera che mostra subito la sua caratteristica
partenopea: ogni corsia e' presidiata da venditori
di pistole per bolle di sapone che sparando tutti
insieme creano l'illusione di essere arrivati a
Gardaland anziche' a Napoli. Paghiamo il primo tratto
che porta fino alla uscita di Castellammare di Stabia
punto di inizio della costiera sorrentina.
Percorrendo questo tratto di tangenziale che si
addentra nella zona densamente popolata ai piedi
del Vesuvio, non e' possibile non pensare a cosa
accadrebbe in caso di eruzione, anche perche', le
stesse rocce vulcaniche che emergono saltuariamente
ai lati della strada dove il tracciato ha tagliato
le masse collinari , fanno ricordare che quelle
sono resti di passate colate laviche.
Dopo Castellamare di Stabia la strada entra nella
penisola sorrentina ed alle prime curve ci fermiamo
ad ammirare la veduta verso Napoli ed il Vesuvio
contenti di aver coronato il nostro desiderio di
iniziare a percorrere quella bellissima strada in
moto .
Il traffico e' notevole e ci ricordiamo le precedenti
volte che in macchina eravamo costretti a stare
in fila indiana (in quel caso dopo la prima mezz'ora,
vi assicuro, lo stress quasi annulla la bellezza
di questi luoghi). Ma questa volta siamo in moto
e ci possiamo permettere di superare agevolmente
le file di macchine magari dietro ad altri scooteristi
"locali" che con “pittoresca efficacia"
fanno strada meglio della polizia stradale.
Arriviamo a Sorrento che oramai sono quasi le 15,00
e ci mettiamo alla ricerca di un albergo che abbia
disponibilita' di una camera doppia a costi non
proibitivi (cosa non sempre facile in queste zone
ed in questo periodo). Dopo qualche tentativo arriviamo
quasi per caso ad un albergo la cui architettura
esterna e’ riconducibile agli anni 40/50.
L’albergo e’ posto in una delle piu'
belle posizioni di Sorrento che non a caso si chiama
belvedere di via Califano o punta belvedere.
La camera ha un costo che riteniamo congruo anche
se dobbiamo premettere che deve piacere cosi’
come ha asserito la proprietaria. Infatti anche
la struttura interna e’ rimasta nella sua
forma originaria con camere piccole incassate in
mura da mezzo metro ciascuna ed arredate con mobili
degli anni 50/60. Comunque appena abbiamo visto
il balconcino della camera disponibile ricavato
ad arco sulle mura esterne del palazzo larghe circa
un metro e con la veduta a sinistra di Sorrento
e davanti dell'intero golfo di Napoli, ce ne siamo
innamorati ed abbiamo prontamente scaricato lo scooter.
E’ utile dire che l’albergo non dispone
di parcheggio ma la titolare, molto cortesemente,
ci ha permesso per la notte di mettere lo scooter
all'interno di una parte riservata della terrazza
accessibile dal cancello stradale da dove si accede
anche alla terrazza ristorante (vista bellissima
su Sorrento).
Il tempo di fare una doccia e saliamo nuovamente
a bordo del nostro Beverly con destinazione Amalfi
passando da Massa Lubrense, Sant’Agata dei
due Golfi (si chiama cosi’ perche' da quel
punto si vedono entrambi i golfi) e Positano. Naturalmente
non potevamo rinunciare alla granita di limone che
al primo "carrettino attrezzato" lungo
la costiera abbiamo preso con grande piacere nonostante
il costo “turistico”.
Ad Amalfi e' un problema trovare il parcheggio anche
per la moto (figuratevi per la macchina!) ma un
colpo di fortuna ci consente trovarne uno nella
prima parte (zona porto) evitando di fare un chilometro
a piedi.
Amalfi e' ovviamente bellissima e molto raccolta
intorno alla piazza del duomo. Per chi avesse piu'
tempo di noi consigliamo anche la visita a Ravello
(subito sopra Amalfi) nota per le sue ville (consigliamo
di vedere almeno quella di Ruffolo e la bellissima
veduta della costa). Un altro consiglio e’
quello di andare a provare a Vico Equense la pizza
al metro alla conosciutissima "universita'
della pizza" come si definisce la pizzeria/ristorante,
che colpira’ il visitatore anche per il suo
originale arredamento.
Per ritornare da Amalfi a Sorrento abbiamo scelto
la SS366 che sale sul promontorio fino ad attraversare
il monte Faito 1100 metri e ridiscende a Castellamare
di Stabia: da qui si riprende la strada costiera
verso Sorrento.
Due parole su Sorrento: per chi ama la vita (in
costiera direi quasi piacevole confusione) il pernottamento
a Sorrento e' d'obbligo. Infatti dopo cena, dal
nostro albergo con una passeggiata di circa cinquecento
metri arriviamo al vivacissimo Corso Italia e da
qui ci addentriamo nelle viuzze piu' caratteristiche
del centro storico frequentate fino a tarda sera.
Da assaggiare in una qualche pasticceria i dolci
locali tra cui la pastiera napoletana a noi particolarmente
gradita.
Il giorno dopo decidiamo di ritornare a Positano
per trascorrere qui la mattinata. Lasciamo lo scooter
in un parcheggio praticamente quello piu' vicino
alla strada storica principale (attenzione a lasciare
la moto da altre parti in quanto i vigili sono molto
severi e fanno multe "a manetta" anche
ai motorini). Sinceramente trovo Positano, forse
perche' estremamente sfruttata turisticamente, meno
attraente di Amalfi o Ravello, ma comunque deve
essere visitata.
Alle 12,00 decidiamo di rimetterci in viaggio per
ritornare verso casa e ripartendo da Positano ripercorriamo
ancora una volta la bellissima costiera facendo
le ultime foto. Come ho gia' detto il traffico in
costiera e' sempre sostenuto nei due sensi, ma di
domenica diventa quasi impossibile renderne una
idea.
Essenzialmente possiamo suddividere il traffico
domenicale in tre parti: fiume di macchine ferme
(in realta' sono in movimento ma poiche' la velocita'
e' bassissima l'occhio umano le percepisce ferme),
fiume di motorini, scooter e moto in movimento a
tratti (ovvero balzano nel sorpasso per poi rientrare
a gruppi di 10/15 unita' al primo spazio disponibile,
si fa per dire, nella fila delle macchine ferme);
infine i pedoni numerosissimi con borse, borsette,
sdraio e ombrelloni che attraversano continuamente
la strada.
A proposito di sdraio e ombrelloni non e’
difficile incontrare scooter o motorini il cui passeggero
porta a mano, da una parte la sdraio e dall’altra
l’ombrellone (non so se sia piu’ bravo
il passeggero che porta il carico o il guidatore
che calcola anche il carico sporgente).
Il ritorno prevede una nuova sosta a Venafro questa
volta per acquistare due chili di mozzarelle di
bufala, una caciottina di formaggio stagionato sott'olio
ed una pagnotta cotta al forno a legna di un chilo
abbondante! E' qui' che si e' rilevato utile lo
zainetto che e' stato spostato dal bauletto rigido
al sottosella (troppo caldo per il motore) lasciando
completamente libero per gli acquisti fatti lo stesso
bauletto posteriore. Lungo il tragitto di ritorno
abbiamo incontrato, anche un allevamento di anguille,
ma pur avendolo pensato, non abbiamo avuto il coraggio
di mettere anche due anguille vive nel famoso bauletto
rigido.
Alle 18,30 dopo essere rientrati per la SS84 verso
la costa passando per Rivisondoli, Taranta Peligna
(con una bellissima oasi lungo il torrente), Lama
dei Peligni (bellissime Grotte del Cavallone), Fara
San Martino (Pastificio De Cecco) ritorniamo felici
senza alcun inconveniente e dopo 700 chilometri
percorsi a Pescara.
Testo e foto by: Pier
Luigi Guerrieri
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