>> ITALIA NORD



Lago d'Idro

 

 


Surf a Campione del Garda

 

 

DESCRIZIONE
Scooter: Aprilia Leonardo 300
Periodo: Tutto l'anno
Km: 360
Tempo: 1 giorno, 2 con le deviazioni
Consumo: 22km/litro

 

 


Ancora il Garda

 

 


Bivio per il Tremalzo


 · Tour dei sei laghi
 · by CyberScooter: Francesco Roberti
12/07/04

Il tour dei 6 laghi ovvero 1000 curve per un Leonardo 300.
Appena è arrivato in redazione l'ultimo nato di casa Aprilia: il nuovo Leonardo 300 ho avuto modo di capire che ha un grosso potenziale in termini di agilità, stabilità e scatto, decido quindi che il test turistico debba svilupparsi su una serie continua di curve e tornanti, in modo da verificare l'esattezza delle prime impressioni.

Pianifico il "tour dei sei laghi", un itinerario ad anello di circa 360km, ampliabili a fisarmonica, dai panorami fantastici e dalle curve mozzafiato che, partendo da Sarnico (BS), porta a percorrere alcune tra le più belle strade di Lombardia e Trentino.
Non raggiungendo quote eccessivamente elevate è transitabile in gran parte dell'anno. Chi volesse ripercorrerlo, potrà partire da un punto qualunque, ma arrivando dall'autostrada A4 consiglio l'uscita di Grumello del Monte, tra Bergamo e Brescia.

Da Grumello ci s'inerpica per una strada panoramica verso Gandosso da dove si gode, in caso di aria tersa, un bel panorama sul basso lago d'Iseo; poi si riscende per una strada piuttosto ripida a Villongo e quindi a Sarnico.
Si risale il lago d'Iseo sulla sponda bergamasca, quindi col lago alla destra; si incontra l'incantevole paese di Predore e seguendo la piacevole rivierasca a dolci curve si arriva a Tavernola. Qui, terminato l'abitato (subito dopo la cementiera) chi ama i panorami può arrampicarsi a sinistra sulla strada panoramica che conduce a Parzanica riscendendo da Vigolo; sono una ventina di chilometri di curve tormentate che possono portare i più ardimentosi fino alla cima del monte Creò (deviazione a destra subito dopo l'abitato di Parzanica), da dove si gode una stupenda vista su oltre metà del lago e sulla bassa Valcamonica. Occorre prestare attenzione agli ultimi 3 km per raggiungere la cima del Creò in quanto la strada è ripida e l'ultimo pezzo è sterrato. Per chi non volesse rischiare tanto, è sufficente fare il circuito, Parzanica/Vigolo evitando la salita al Creò. I panorami, anche salendo verso Parzanica dalla strada nuova, strappano comunque un 'oooohhhhhh' di meraviglia.
Io, incuriosito dalle nuove sospensioni Paioli del Leonardo 300, sono arrivato sino in cima al Creò e la loro capacità di rispondere alle sollecitazioni, anche nel tratto di mulattiera, mi ha piacevolmente sorpreso.

Tornati sulla costiera si prosegue il viaggio verso nord in direzione di Lovere. La strada non è mai molto trafficata e quindi si guida in scioltezza ammirando i panorami. Subito prima dell'abitato di Riva di Solto, a sinistra, ci si arrampica verso Solto Collina lungo una strada con piacevoli tornanti.
Il Leo evidenzia un'ottima attitudine alla guida sportiva e le gomme Maxxis (in passato spesso da me criticate - ma evidentemente è cambiata la mescola) garantiscono una notevole sicurezza ed è molto facile arrivare a strisciare il cavalletto per terra, specie nelle curve a sinistra, mentre il mezzo viaggia sui binari.
Una volta scesi a Endine è il caso di circumnavigare il piccolo lago di Endine mantenendolo sulla sinistra dello scooter. Molto bella la sponda fra Monasterolo e San Felice al Lago. Se ci passate d'inverno avrete la sorpresa di trovarlo interamente ghiacciato e coperto di pattinatori. D'estate invece è un'oasi di tranquillità per pescatori e famigliole che fanno il picnic, grazie al divieto di navigazione a motore.

Terminata la circumnavigazione dell'Endine, mi dirigo a Lovere, per passare sulla sponda bresciana dell'Iseo. Qui bisogna fare attenzione a percorrere la vecchia costiera seguendo le indicazioni per Pisogne, Marone e Sale Marasino, evitando le moderne e veloci gallerie che nascondono deliziosi angoli di lago.
Se fate il giro con calma, dedicandovi un paio di giorni, da Marone potete salire a Zone ed ammirare le piramidi di terra, dei pinnacoli di erosione con un masso alla sommità.
La discesa sulla sponda bresciana del lago mi conduce a Iseo, il centro più importante del Sebino. Da qui prendo la salita per Polaveno, molto bella e con curve notevoli. Chi avesse i soliti due giorni di tempo, subito dopo il Passo dei Tre Termini di Polaveno, a sinistra, trova una stradina che si arrampica fino a Santa Maria del Giogo, ad un'altezza di circa 1000 metri. Qui, dopo 5 minuti a piedi, spostandosi leggermente a sud del Santuario, trova il punto più panoramico del Sebino. Si vede il 90% del lago e se la giornata è serena si ha la sensazione di avere a portata di mano tutto l'arco alpino fino al Monte Rosa.

Da Polaveno si ridiscende verso Ponte Zanano e poi in direzione Brescia sino a Bovezzo. Qui al semaforo si prende a sinistra giungendo a Nave e poi a Caino dove inizia la 'pista degli smanettoni locali', una decina di km con curve molto tecniche che conduce a Odolo. Se la percorrete di domenica fate attenzione ai 'missili terra terra' (vedasi moto supersportive) e alle pattuglie che cercano di rallentarli...
Sul misuratore che indica la vostra velocità, posto come monito a Caino, ho modo di verificare la notevole precisione del tachimetro Aprilia sui 60 km orari.
Subito dopo Odolo, alla rotonda, puntate per Preseglie e sempre per una bella serie di curve arrivate sul lago d'Idro e di qui, attraverso Storo e la val d'Ampola, al lago di Ledro. Inutile descrivere i panorami; li vedrete e giudicherete coi vostri occhi.
Tornando al nostro Leonardo 300, i suoi 15,2 kW sono comunque sufficienti a tenere il passo delle moto su queste strade e concedono un discreto divertimento nella guida sportiva.
Prima di scendere a Riva del Garda mi concedo una puntata al verdissimo laghetto di Tenno; una foto al castello posto a guardia del paese e poi via verso Riva del Garda. Sulla strada trovo le cascate del Varone. L'ingresso costa 4 euro ma li merita tutti, specie se fa caldo, avete l'abbigliamento impermeabile e i soliti 2 giorni di tempo da dedicare al giro.
Da Riva del Garda prendo la via verso Limone. In confronto ai laghi minori sinora incontrati il Garda sembra un mare costellato di vele e, all'altezza di Campione, di surf spinti dai parapendio. E' un piacere vederli filar via spinti dal vento impetuoso.

Giunto all'altezza di Gargnano prendo a destra verso la Valvestino, lungo un vero toboga di curve in salita; un attimo di pausa presso l'imponente diga e poi, scollinato Capovalle, giù di nuovo verso il lago d'idro. Subito dopo Vestone giro a destra verso Nozza, Casto e ridiscendo a Marcheno e Ponte Zanano dove ripercorro un breve tratto fino a Iseo, per poi raggiungere il casello autostrada al di di Grumello del Monte, chiudendo così il circuito.

Il tutto in circa 8 ore di percorrenza comprese le pause per scattare le foto.
Il Leonardo 300 non mi ha affaticato, grazie alla seduta confortevole e alla discreta protezione aerodinamica che induce solo una certa rumorosità sul casco apribile. Le mie considerazioni iniziali hanno quindi trovato piena conferma, e sulle mille curve del percorso il Leo 300 ha dimostrato un'ottima agilità e tenuta di strada, con freni sempre all'altezza ed anche un buon fascio di luce anteriore per il rientro serale.
Insomma un mezzo particolarmente eclettico, perfettamente a suo agio nel traffico urbano, ma che non disdegna gite fino a 3/400 km la domenica, con un sapiente mix di comfort e piacere di guida.
Il consumo con andatura piuttosto allegra si è mantenuto sui 22 km/litro, ma andando tranquilli si può fare molto meglio.
Considerata la posizione in sella e la sorprendente agilità che dimostra, lo definirei una piccola supermotard in panni civili...

Testo e foto: Francesco Roberti





Gargnano sul Garda

 

 


Castello di Tenno

 

 


Mappa

 

 


Lago di Ledro

 

 


 

 


Vai alla Prova di Aprilia Leonardo 300


 

COPYRIGHT CyberScooter, tutti i diritti riservati, per informazioni e contatti clicca QUI>>>