| Il
tour dei 6 laghi ovvero 1000 curve per un Leonardo 300.
Appena è arrivato in redazione l'ultimo nato di
casa Aprilia: il nuovo Leonardo 300 ho avuto modo di capire
che ha un grosso potenziale in termini di agilità,
stabilità e scatto, decido quindi che il test turistico
debba svilupparsi su una serie continua di curve e tornanti,
in modo da verificare l'esattezza delle prime impressioni.
Pianifico il "tour
dei sei laghi", un itinerario ad anello di
circa 360km, ampliabili a fisarmonica, dai panorami fantastici
e dalle curve mozzafiato che, partendo da Sarnico (BS),
porta a percorrere alcune tra le più belle strade
di Lombardia e Trentino.
Non raggiungendo quote eccessivamente elevate è
transitabile in gran parte dell'anno. Chi volesse ripercorrerlo,
potrà partire da un punto qualunque, ma arrivando
dall'autostrada A4 consiglio
l'uscita di Grumello del Monte, tra Bergamo e Brescia.
Da Grumello
ci s'inerpica per una strada panoramica verso Gandosso
da dove si gode, in caso di aria tersa, un bel panorama
sul basso lago d'Iseo; poi si riscende per una strada
piuttosto ripida a Villongo
e quindi a Sarnico.
Si risale il lago d'Iseo
sulla sponda bergamasca, quindi col lago alla destra;
si incontra l'incantevole paese di Predore
e seguendo la piacevole rivierasca a dolci curve si arriva
a Tavernola. Qui, terminato
l'abitato (subito dopo la cementiera) chi ama i panorami
può arrampicarsi a sinistra sulla strada panoramica
che conduce a Parzanica riscendendo
da Vigolo; sono una ventina
di chilometri di curve tormentate che possono portare
i più ardimentosi fino alla cima del monte Creò
(deviazione a destra subito dopo l'abitato di Parzanica),
da dove si gode una stupenda vista su oltre metà
del lago e sulla bassa Valcamonica.
Occorre prestare attenzione agli ultimi 3 km per raggiungere
la cima del Creò in quanto la strada è ripida
e l'ultimo pezzo è sterrato.
Per chi non volesse rischiare tanto, è sufficente
fare il circuito, Parzanica/Vigolo evitando la salita
al Creò. I panorami, anche salendo verso Parzanica
dalla strada nuova, strappano comunque un 'oooohhhhhh'
di meraviglia.
Io, incuriosito dalle nuove sospensioni Paioli
del Leonardo 300, sono arrivato sino in cima al Creò
e la loro capacità di rispondere alle sollecitazioni,
anche nel tratto di mulattiera, mi ha piacevolmente sorpreso.
Tornati sulla costiera si prosegue il viaggio
verso nord in direzione di Lovere.
La strada non è mai molto trafficata e quindi si
guida in scioltezza ammirando i panorami. Subito prima
dell'abitato di Riva di Solto, a sinistra, ci si arrampica
verso Solto Collina lungo
una strada con piacevoli tornanti.
Il Leo evidenzia un'ottima attitudine alla guida sportiva
e le gomme Maxxis (in passato
spesso da me criticate - ma evidentemente è cambiata
la mescola) garantiscono una notevole sicurezza ed è
molto facile arrivare a strisciare il cavalletto per terra,
specie nelle curve a sinistra, mentre il mezzo viaggia
sui binari.
Una volta scesi a Endine
è il caso di circumnavigare il piccolo lago
di Endine mantenendolo sulla sinistra dello scooter.
Molto bella la sponda fra Monasterolo
e San Felice al Lago. Se
ci passate d'inverno avrete la sorpresa di trovarlo interamente
ghiacciato e coperto di pattinatori. D'estate invece è
un'oasi di tranquillità per pescatori e famigliole
che fanno il picnic, grazie al divieto di navigazione
a motore.
Terminata la circumnavigazione dell'Endine,
mi dirigo a Lovere, per passare
sulla sponda bresciana dell'Iseo.
Qui bisogna fare attenzione a percorrere la vecchia costiera
seguendo le indicazioni per Pisogne,
Marone e Sale
Marasino, evitando le moderne e veloci gallerie
che nascondono deliziosi angoli di lago.
Se fate il giro con calma, dedicandovi un paio di giorni,
da Marone potete salire a
Zone ed ammirare le piramidi
di terra, dei pinnacoli di erosione con un masso alla
sommità.
La discesa sulla sponda bresciana del lago mi conduce
a Iseo, il centro più
importante del Sebino. Da
qui prendo la salita per Polaveno,
molto bella e con curve notevoli. Chi avesse i soliti
due giorni di tempo, subito dopo il Passo
dei Tre Termini di Polaveno, a sinistra, trova
una stradina che si arrampica fino a Santa
Maria del Giogo, ad un'altezza di circa 1000 metri.
Qui, dopo 5 minuti a piedi, spostandosi leggermente a
sud del Santuario, trova il punto
più panoramico del
Sebino. Si vede il 90% del lago e se la giornata è
serena si ha la sensazione di avere a portata di mano
tutto l'arco alpino fino al Monte Rosa.
Da Polaveno
si ridiscende verso Ponte Zanano
e poi in direzione Brescia sino a Bovezzo.
Qui al semaforo si prende a sinistra giungendo a Nave
e poi a Caino dove inizia
la 'pista degli smanettoni locali', una decina di km con
curve molto tecniche che conduce a Odolo.
Se la percorrete di domenica fate attenzione ai 'missili
terra terra' (vedasi moto supersportive)
e alle pattuglie che cercano di rallentarli...
Sul misuratore che indica la vostra velocità, posto
come monito a Caino, ho modo di verificare la notevole
precisione del tachimetro Aprilia sui 60 km orari.
Subito dopo Odolo, alla rotonda, puntate per Preseglie
e sempre per una bella serie di curve arrivate sul lago
d'Idro e di qui, attraverso Storo
e la val d'Ampola, al lago
di Ledro. Inutile descrivere i panorami; li vedrete
e giudicherete coi vostri occhi.
Tornando al nostro Leonardo 300, i suoi 15,2
kW sono comunque sufficienti a tenere il passo
delle moto su queste strade e concedono un discreto divertimento
nella guida sportiva.
Prima di scendere a Riva del Garda
mi concedo una puntata al verdissimo laghetto
di Tenno; una foto al castello posto a guardia
del paese e poi via verso Riva del Garda. Sulla strada
trovo le cascate del Varone.
L'ingresso costa 4 euro ma li merita tutti, specie se
fa caldo, avete l'abbigliamento impermeabile e i soliti
2 giorni di tempo da dedicare al giro.
Da Riva del Garda prendo la via verso Limone.
In confronto ai laghi minori sinora incontrati il Garda
sembra un mare costellato di vele e, all'altezza di Campione,
di surf spinti dai parapendio. E' un piacere vederli filar
via spinti dal vento impetuoso.
Giunto all'altezza di Gargnano
prendo a destra verso la Valvestino,
lungo un vero toboga di curve in salita; un attimo di
pausa presso l'imponente diga e poi, scollinato Capovalle,
giù di nuovo verso il lago
d'idro. Subito dopo Vestone giro a destra verso
Nozza, Casto e ridiscendo a Marcheno e Ponte Zanano dove
ripercorro un breve tratto fino a Iseo, per poi raggiungere
il casello autostrada al di di Grumello del Monte, chiudendo
così il circuito.
Il tutto in circa 8
ore di percorrenza comprese le pause per scattare
le foto.
Il Leonardo 300 non mi ha affaticato, grazie alla seduta
confortevole e alla discreta protezione aerodinamica che
induce solo una certa rumorosità sul casco apribile.
Le mie considerazioni iniziali hanno quindi trovato piena
conferma, e sulle mille curve del percorso il Leo 300
ha dimostrato un'ottima agilità e tenuta di strada,
con freni sempre all'altezza ed anche un buon fascio di
luce anteriore per il rientro serale.
Insomma un mezzo particolarmente eclettico, perfettamente
a suo agio nel traffico urbano, ma che non disdegna gite
fino a 3/400 km la domenica, con un sapiente mix di comfort
e piacere di guida.
Il consumo con andatura piuttosto
allegra si è mantenuto sui 22
km/litro, ma andando tranquilli si può fare
molto meglio.
Considerata la posizione in sella e la sorprendente agilità
che dimostra, lo definirei una piccola supermotard in
panni civili...
Testo e foto: Francesco
Roberti
|