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È in una lontana e calda domenica
di giugno che un folto gruppo di scooteristi (due!), parte
con la solita flemma e con un itinerario tutto da inventare,
alla volta del classicissimo Passo del Penice.
Da Milano, prendiamo in direzione sud, oltrepassiamo Opera
e Siziano, lasciamo Pavia alla nostra destra e, seguendo
la statale 617 arriviamo nei pressi di Broni.
Inutile dire che fino a qui ben poco traffico e siamo
ben contenti di aver lasciato i laghi e il mare alla bolgia
dei week-end estivi. Studiamo un po' la carta e prendiamo
per Stradella, costeggiamo il torrente Versa fino a Santa
Maria. È da qui che la strada comincia a movimentarsi
e il panorama collinare a farsi più interessante.
Prendiamo per Montecalvo Versiggia, passiamo Caseo, Pometo
e il passo del Carmine, scendiamo a Le Moline e siamo
a Zavattarello, da qui una strada fra i vigneti ci porta
a una delle più attive località della zona:
Varzi.
In questo comune, famoso per il salame, sono numerosissime
le iniziative gastronomiche per saziare la fame che ormai
ci attanaglia.
Questa volta però approfittiamo di una "sagra"
della bistecca alla brace, improvvisata nel giardino di
alcuni amici, grazie.
Dopo aver mangiato, bevuto e chiacchierato (non solo di
scooter), ci incamminiamo per quei quindici chilometri
che ci separano dai 1.149 metri del Passo Penice. La strada
è abbastanza frequentata, soprattutto da motociclisti
che sfoggiano tute di pelle colorate e ci danno dentro,
chi più chi meno, per raggiungere il passo. Le
curve invogliano e il cavalletto del Burgman, come al
solito, ne fa le spese.
Arrivati al piazzale si inizia il girovagare fra le moto
parcheggiate ed è un gruppetto di Buell, possenti
ed essenziali ad attirarci maggiormente. Si fantastica
un po' e poi si poggia il fondoschiena sull'ampia e bassa
sella dei Burgman per raggiungere il Santuario poco più
in alto, da dove si gode un panorama a 360° davvero
notevole.
Si sta facendo tardi e non possiamo far altro che ritornare,
scendiamo dall'altro versante, in direzione Bobbio, ma
dopo poche curve, prendiamo a sinistra per una stradina
minuscola che passa per Cadelmonte, e a Pecorara diventa
anche sterrata, con dei tratti fangosi, che mettono a
dura prova i nostri poveri scooter. In compenso attraversiamo
angoli veramente silenziosi e poco battuti fra la campagna.
La strada sbuca poi a Pianello Valtidone.
Invece di seguire la solita statale 412 della Valtidone,
prendiamo per Vicobarone e Rovescala fino ad incrociare
la statale n° 10 all'altezza di Cardazzo. Ancora direzione
Nord per attraversare il Po prima di Spessa e dirigerci
a Belgioioso, senza visitare il bellissimo castello perché
siamo veramente in ritardo, infatti ci ricolleghiamo alla
strada che costeggia Pavia e raggiungiamo Milano abbastanza
velocemente.
Questo è solo un suggerimento per arrivare al Passo
Penice, evitando il più possibile, le strade più
battute. In realtà i percorsi possono essere tantissimi
altri e nessuno vi deluderà perché le stradine
tutte curve sui dolci colli dell'oltrepò
sono una garanzia. La gastonomia non è assolutamente
da meno e quindi... che aspettate!
Testo e foto di: Fabrizio Villa
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