| Mentre scrivo
la pioggia batte decisa sui vetri della finestra in questo
inizio Novembre, che dopo il cambio d'orario, sembra portarci
veloci verso l'inverno. Non che il clima scoraggi lo scooterista,
ma il periodo delle gite più spensierate è
perlomeno rimandato di qualche mese.
La Valle Imagna, non lontana
da Bergamo, Lecco e Milano rappresenta allora un'interessante
destinazione per un percorso poco battuto, ma stimolante,
anche culturalmente e che non supera i 1000metri d'altitudine,
risultando quindi percorribile anche nella brutta stagione.
Va da sé che con il caldo estivo, rappresenta invece
un'ottima via di fuga dal caldo e dalla confusione cittadine.
Il mezzo prescelto è il pacioso Aprilia
Scarabeo 500 ABS++, sicuramente sovradimensionato
per il chilometraggio previsto, ma anche comodo e sicuro
come pochi altri.
Punto di partenza il comune di Almenno
S. Bartolomeo, una decina di chilometri a nord-ovest
di Bergamo e a circa 50 da Milano, servito dalle uscite
autostradali di Capriate e Dalmine, sulla A4.
Iniziamo subito con una sosta alla Pieve
di San Tomé, pregevole tempietto a pianta
circolare dell'XI secolo, affiancato dal Centro Studi
del Romanico con bar annesso. Non lontano il ponte romano
del Tarchì, raggiungibile con cinque minuti a piedi
nel sottobosco.
Si ri-parte verso nord sulla provinciale 172 in direzione
Roncola (900m.): la strada
inizialmente rettilinea, s'impenna rapidamente con belle
curve, da affrontare senza foga, per non perdersi il panorama
sulla pianura sottostante, che va man mano delineandosi.
La strada prosegue a mezza-costa lungo il massiccio dell'Albenza
per arrivare a Costa Valle Imagna,
frequentata località di vacanza estiva dominata
dal Monte Tesoro (1.460m.), da cui parte l'impervia strada
per il Passo Valcava (di cui parleremo in altra occasione).
Proseguiamo invece sempre verso nord in un tenue saliscendi
verso Valsecca (627m.) per
poi scendere nella fitta vegetazione verso S.
Omobono (427m.), non senza cogliere una vista sull'abitato
dirimpettaio di Rota Imagna.
Dopo gli ultimi tornanti, appare sulla destra il parco
delle Terme di S. Omobono,
dove sorge Villa
delle Ortensie, antica villa nobiliare, attuale sede
del centro benessere termale.
Di fronte un ruspante bar-balera all'aperto, che in estate
richiama villeggianti e arzilli ballerini di terz'età.
Prima dell'ingresso in paese si devia a sinistra per
la provinciale 20, in direzione Rota
Imagna (700m.), ottima base di partenza per passeggiate
alla vetta del Resegone (1,874m.) e per l'esplorazione
di alcune
grotte carsiche fra le
più interessanti e visitate della valle, quelle
'dei Polacchi' e 'del Forgnone'.
Continuiamo a salire verso nord. in una strada davvero
poco battuta e per questo piacevole da percorrere, nel
silenzio e nei colori stagionali. È così
che giungiamo a Brumano,
minuscolo centro di 85 abitanti, che da quest'estate è
collegato a Morterone, il
paese meno popolato d'Italia (solo 33 abitanti), da una
strada sterrata percorribile su richiesta.
Procediamo invece in direzione Fuipiano,
lungo l'anello che chiude a nord la Valle Imagna, una
strada stretta e ripida, a tratti impegnata da lavori
di risistemazione, che richiede prudenza. Fuipiano
(1.019m.) segnava anticamente il confine fra il Ducato
di Milano e la Repubblica di Venezia e infatti nell'antica
frazione di Arnosto è ancora possibile vedere le
costruzioni in pietra con tetti in 'piode' della guarnigione
veneta, con un'ala perfettamente restaurata, ed altre
meno.
Stiamo ora scendendo dall'altro lato della valle solcata
dal torrente Imagna, la strada è sempre stretta,
ma leggermente più battuta, superiamo Locatello
e il bivio per Corna Imagna
ritornando a Sant'Omobono,
qui incontriamo la prima pattuglia di Polizia della giornata,
'dedita' al controllo della velocità e, all'uscita
del paese, non ci facciamo sfuggire il cartello sulla
destra per il Santuario
della Cornabusa.
La salita è ripida e divertente con svariati tornanti,
ma bisogna fare attenzione ad evitare l'orario di fine
funzione, quando il traffico può essere elevato.
Noi purtroppo esageriamo in tal senso e dopo aver parcheggiato
ci accorgiamo che il Santuario è ormai chiuso...
Pur senza immagini da mostrarvi, si tratta di una basilica
naturale ricavata in una grotta e rappresenta il più
importante luogo di culto della valle, fin dal 1.400.
'Bucata' anche la sosta al bar-souvenir, ripercorriamo
la strada in discesa fino a Sant'Omobono mettendo alla
prova l'impianto frenante dello Scarabeo 500.
Ci immettiamo quindi sulla provinciale 14 che scende costeggiando
il torrente Imagna, affollandosi man mano che si superano
i paesi del fondovalle.
Siamo un po' in ritardo sulla tabella di marcia, perciò
evitiamo le pur interessanti deviazioni verso Berbenno
(da cui è possibile risalire al Culmine
San Pietro e ridiscendere in Valsassina o raggiungere
la Val Brembana), verso Bedulita,
antico borgo risalente al '400 o anche Strozza
e l'annesso borgo di Amagno.
Arriviamo così ad Almenno
San Salvatore, vicinissimi al luogo della nostra
partenza, dopo aver percorso circa 60km
in una mezza giornata.
È ormai ora di cena e decidiamo di assaggiare un
po' di specialità locali al Ristorante
Palanca, con bella vista sul fiume Brembo.
La gita si può considerare conclusa, ma come avete
visto è personalizzabile a piacere con infinite
visite e deviazioni. Lo Scarabeo
500 ha trottato senza fretta, con la lancetta del
contagiri raramente sopra i 5.000giri, ed un consumo superiore
ai 20km/litro. Confermato
il comfort, ma anche il peso ed un baricentro più
alto della media.
Testo e foto: Fabrizio Villa
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