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Sosta al Passo Agueglio


...questo panorama


Eccoci arrivati


sinistra e...


Il gruppo si avvia...

DESCRIZIONE
Periodo: Maggio
Partecipanti: 30
Scooter: 16 di cui, 3 Burgman 400, 3 X9 250, 2 Burgman 250, 2 TMax 500, @ 150, Leonardo 250, Liberty 125, Majesty 250, Skipper 125, Skyliner 250
Moto: 5, da 600 a 1200cc
Totale km: circa 210
km/lit Leo 250: 18,5
km/lit TMax 500: 21
Pranzo: 40.000 lire
Difficoltà: curve strette in forte pendenza
Attenzione: al brecciolino


Il percorso

 

 · 2^ gita del C.S.C. al Culmine San Pietro (LC)
 · by CyberScooter: Fabio Jacopini
04/06/01

Stavolta nessun "paté d'animo" [:-)] per le previsioni meteo! Da almeno una settimana il nostro "president" aveva prenotato una giornata di sole per accontentare i suoi "sudditi" e così è stato! Sveglia (si fa per dire) alle 7.45, un'occhiata al tempo (fidarsi del nostro è bene, ma non fidarsi è sempre meglio :-)), rapido assemblamento di bimbi e fulmineo trasporto da nonni compiacenti e, finalmente, in sella al Leo con la mia dolce metà a far da zavorrina (copyright IHM, all right reserved). Arriviamo puntuali all'appuntamento a Cinisello e, dopo i saluti di prammatica e i soliti sfottò, alle 9.30 accendiamo i motori e la colonna, con in testa il nostro "sherpa", si invola verso Lecco. Alle 10.15 siamo già al luogo del 2° appuntamento e alle 10.29'57", con schifosa puntualità, arrivano i bergamaschi che avevano preannunziato la loro presenza.

Ci dirigiamo, quindi, verso Varenna costeggiando la vecchia strada a bordo lago. Passiamo Abbadia Lariana, Mandello al Lario (non senza aver levato una prece a San Moto Guzzi) e poco dopo Varenna imbocchiamo il bivio in direzione Perledo.
Il programma annunciava a questo punto una strada in salita, ma non accennava alla necessità di portarsi dietro le corde, i chiodi e il piccone da roccia! :-)) Alla faccia della salita! Abbiamo cominciato ad inerpicarci su una stradina con una pendenza intorno al 7% che continuava a stringersi sempre di più, tanto che, spesso, due macchine affiancate non riuscivano a passare. In un punto simile, purtroppo, si è verificato un piccolo incidente che ha visto coinvolta una delle moto (una fantastica Yamaha TDM 850 grigia) con a bordo il pilota, una passeggera e un............ simpatico cane, alloggiato nel bauletto. Niente di grave (un bello spavento e qualche sbucciatura), ma poteva finire peggio, considerato che la gamba della passeggera è rimasta sotto 240 Kg di moto! Piccola sosta per scaricare l'adrenalina in eccesso e, poi, riprendiamo ad inerpicarci verso la cima.
Dopo Esino Lario (900 metri slm), dopo oltre 20 Km di scalata, vicino al crinale della montagna, il nostro "conductor" decide una sosta, per farci ammirare il panorama sottostante. Roba da mozzare il fiato! Siamo a circa 1.000 metri sopra il lago di Como, praticamente di fronte a Bellagio e si scorgono distintamente i due rami del Lago e, oltre, anche una striscia del lago di Lugano. Veramente bellissimo, anche se il nostro "president" avrebbe potuto, prima del nostro arrivo, far eliminare una leggerissima foschia che aleggiava sopra il lago! :-)). Vabbé non si può avere tutto!

Superato il crinale ci dirigiamo verso Parlasco e, quindi, iniziamo la discesa verso Cortenova. Guadiamo il torrente Pioverna e ci immettiamo su una provinciale, finalmente pianeggiante, che, aggirando ad est la Grigna porta verso Lecco. A Barzio inizia la scalata che porta al Culmine di S.Pietro. Se sopra Varenna le strade erano strette, qui, praticamente, viaggiamo su una striscia d'asfalto che consente, a malapena, il passaggio di un'auto alla volta. A sinistra la montagna, a destra lo strapiombo! :-)). E' evidente che il nostro "proconsole" vuole eliminare i soci in eccesso, utilizzando il metodo della selezione naturale!! :-)) Nonostante ciò arriviamo tutti sani e salvi (ma vi assicuro stanchi) al Culmine di S. Pietro. Le solite riprese video e foto di rito e, dopo aver acutamente interpretato qualche sintomo di alcuni partecipanti (qualcuno aveva cominciato ad addentare i pneumatici :-)), si riprende la marcia fino al ristorante. Altri 10 Km irti di pericoli di ogni genere e, dopo aver respinto l'assalto di un paio di orsi e di un branco di famelici lupi in cerca di incauti scooteristi in gita, sconfiniamo nel territorio della Serenissima e giungiamo, finalmente, al ristorante/albergo della Salute (tel. 0345.47006) in quel di Olda (BG).

Durante il pasto mi sono più volte vergognato di appartenere alla razza umana! :-)) Scene apocalittiche per aggiudicarsi piatti di salumi, lotte immani per un piatto di riso ai funghi, pugnalate alle spalle per le lasagne, duelli all'ultimo sangue per un po' di brasato e, infine, l'accattonaggio per il formaggio e lo strudel!!! :-) Roba da non credere! Verso la fine della bolgia vengono estratti i premi (un buono da 100.000 da spendere da Pogliani e un rimborso pasto), vinti da partecipanti dotati di notevole fondo schiena che, ovviamente, sono stati rapinati da feroci banditi in scooter all'uscita dal ristorante! :-)

Dopo il caffè (per me doppio versato in un bicchiere da birra) e una mezz'ora di pausa pro digestione, la mia metà ed io decidiamo di partire prima degli altri per arrivare a recuperare i pargoli dai nonni ad un'ora decente. Ci accordiamo con un Suzuki Bandit 1200 driver [era l'unico in grado di tenere testa al Leo 250 :-))] e, lentamente, ci avviamo verso Bergamo, contando di ritrovare la scooter-colonna qualche Km dopo. Percorriamo una fantastica strada a strapiombo, disegnata dal torrente Enna e a San Giovanni Bianco ci immettiamo sulla anonima Statale 470 che percorre la mitica Val Brembana. Solita coda di bergamaschi al rientro dalla gita all'altezza di San Pellegrino Terme e, poco prima di Almè, pit stop per il rifornimento. A Ponte S Pietro, d'accordo con la Bandit, considerato il traffico e non vedendo arrivare la legione motorizzata, decidiamo di non andare a Dalmine a prendere l'autostrada, ma di percorrere le strade parallele verso Milano. Ci dirigiamo verso Torre d'Isola, guadiamo l'Adda su un vecchio ponte di ferro largo non più di 3 metri a Paderno d'Adda, sospeso a circa 50/60 metri d'altezza sul fiume e torniamo nel ducato di Milano. Seguendo la provinciale attraversiamo Vimercate e, quindi, imbocchiamo la tangenziale di Monza. Dopo aver salutato la Bandit in chiara difficoltà per il ritmo elevato alla quale il Leo 250 l'aveva sottoposta [:-))], via Sesto SG giungiamo a Milano.

Direi una splendida gita! Una giornata fantastica, trascorsa al fresco lontano dal caldo umido di Milano, con persone simpatiche e disponibili; una organizzazione impeccabile [che però ha spudoratamente mentito sul numero dei km, previsti 180, effettivi oltre 210, 'stardo :-))], un percorso sicuramente impegnativo per i mezzi e i piloti, ma paesaggisticamente unico!

E la "belva"? Per la prima volta devo ammettere che l'ho vista in difficoltà. Non capisco perché, ma sulle salite con pendenza 10% con a bordo il passeggero notavo che la marcia non era fluida come al solito e il motore non aveva la solita grinta ! :-))
Scherzi a parte, tutto bene come al solito. Nonostante fosse a pieno carico (150 Kg abbondanti tra pilota e passeggero) si è difesa molto bene. La ventola di raffreddamento si è accesa solo due volte e la temperatura del motore è subito ritornata nella norma. I freni non hanno mai dato segni di cedimento, nonostante le folli discese, grazie anche all'efficace aiuto del freno-motore che rimane attivo fino a 15/20 Km/h circa. Fuori norma, invece, il consumo. Ho percorso i 213 Km che segnava il tachimetro, consumando ben 18,5 Km/l (in due su un percorso misto pianeggiante e con velocità da statale, il Leo 250 percorre in media circa 22/23 Km/l), ma è comprensibile considerando il percorso (oltre 50 Km con salite molto impegnative) e la presenza del passeggero.

Testo di: Fabio Jacopini

Foto di Emanuele, Fabrizio, Arianna e Marco.




Il belvedere offre..


Si sale al Culmine


Foto ricordo


...destra


...verso il ristorante


Si estraggono i premi


si mangia e si chiacchiera


Vista della Val Taleggio


Le gole dell'Enna

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