>> ITALIA NORD


 

 

 

DESCRIZIONE
Scooter: Malaguti SpiderMax 500
Periodo: tutto l'anno
Km: 36,5
Tempo: 1/2 giornata
Consumo: 22 km/litro

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

ABBIGLIAMENTO
Casco:
Nolan
N102
Giacca:
Acerbis 'Tytan'
Panta:
Spidi
'J&K'
Guanti:
Tucano Urbano
'Long Softy'
Stivali:
XPD
'X-combat'

 


 · CIRCUITO DEL LARIO (CO)
 · by CyberScooter: FabrizioVilla
23/06/06

Gli anni delle corse su strada sono ormai quasi del tutto tramontati, ed è probabilmente una fortuna, visti i rischi pazzeschi a cui erano sottoposti i concorrenti, ma forse anche per questo rimangono ricordi 'epici' ed una competizione anacronistica ma affascinante come il Tourist Trophy all'Isola di Man continua a richiamare centinaia di migliaia di appassionati ogni anno.
Forse non tutti sanno però che a 50 chilometri a nord di Milano si è svolta per quindici anni una gara quasi altrettanto mitica, almeno per il pubblico italiano, che affollava il percorso con 80-100.000 spettatori.
Sto parlando del "Circuito del Lario", una fra le manifestazioni più importanti del motociclismo nostrano nel periodo fra le due Guerre Mondiali.
Ideato da Aldo Finzi, motociclista ed aviatore, di famiglia ebrea, fascista prima e partigiano poi, infine trucidato alle Fosse Ardeatine, corre la sua prima edizione nel 1921 e già nel 1923 vede Tazio Nuvolari e Achille Varzi fra i partecipanti, che non mancheranno alle successive edizioni con duelli serrati che infiammeranno i rispettivi tifosi. Ma di nomi celebri ne passeranno altri, Pietro Ghersi, Nello Pagani, Omobono Tenni, Alberto Ascari e tanti altri. Incredibilmente, in quindici edizioni, si conterà un solo deceduto, nonostante le condizioni della 'pista' fossero quelle delle strade di allora, con fondo in ghiaia e acciottolato all'inizio, con tratti in porfido poi e via via sempre più asfalto, fino all'edizione finale del 1939. Nel palmares marchi prestigiosi, alcuni storici ed altri ancora attuali, fra i primi Bianchi Rudge e Sumbeam, fra i secondi Gilera, Guzzi ed Harley-Davidson.
Insomma un patrimonio storico che è il caso di valorizzare come stanno facendo i Moto Club della zona, primo fra tutti il M.C. Asso con la particolare collaborazione di Moto Guzzi.
Nel suo piccolo anche CyberScooter vuole contribuire a tenere desta la tradizione con questo piccolo articolo, un invito anche agli scooteristi a percorrere almeno una volta questo tracciato vario, impegnativo e paesaggisticamente interessante.

Posto all'interno del 'triangolo lariano' con Lecco, Bellagio e Como ai suoi vertici, si snoda per 36,5km con ben 300 curve, oltre 20 tornanti e un dislivello di 550metri, fra il lungolago di Onno e il Passo del Ghisallo.
Un percorso ideale anche per saggiare la guidabilità del proprio scooter fuori dal traffico cittadino, naturalmente senza correre, approfittando anzi di qualche divagazione, magari anche culinaria, per riempire lo spazio di una giornata.
Chi arriva da Milano può percorrere la statale 36 in direzione Lecco per poi deviare verso Erba, superare la cittadina puntando verso Canzo, subito seguito da Asso.
Il percorso vero e proprio inizia deviando a destra sulla statale 46 di Valbrona, in direzione Onno, Bellagio. La strada si fa subito più stretta e meno trafficata, ma ancora piuttosto rettilinea, era infatti la zona di partenza della competizione da cui i concorrenti prendevano slancio verso il piccolo paese di Valbrona.
Lasciato questo centro iniziano le prime curve ed anche un paio di tornanti in discesa mentre sulla destra appaiono i primi scorci sul lago. Dopo altri due stretti tornanti si sbuca sul lungolago all'altezza di Onno, proprio di fronte a Mandello del Lario, ancora oggi sede della Moto Guzzi. Da qui si viaggia con il lago sulla destra per circa 8 chilometri, superando Vassena e poi Oliveto Lario dove la strada si fa molto stretta, frastagliata e a strapiombo sul lago. Poco prima di entrare a Bellagio, annunciato da belle curve in discesa e dalla vista sul parco di Villa Serbelloni, occorre deviare a sinistra in direzione Guello, Erba (SP 41), facendo attenzione al pericolosissimo incrocio.
Se avete tempo una sosta a Bellagio merita sempre, anche se come meta è battutissima, soprattutto le domeniche estive, da coppiette, famigliole e centauri di ogni tipo.
La strada inizia a salire fra curve a vario raggio per proporre quattro bei tornanti in successione in un contesto di verde e alberi secolari che meriterebbero una sosta, come era solito fare Achille Varzi nel corso delle prove. Altri due tornanti e due curve secche annunciano l'ingresso a Guello. La strada continua a salire verso Civenna, dove si trova il Monumento ai Caduti del Motociclismo e sede di un affollato raduno ogni 1° novembre. Una sosta, anche solo per ammirare il panorama con il massiccio delle Grigne, è d'obbligo.
Appena fuori dall'abitato ci aspettano altri impegnativi tornanti in salita, ideali per qualche scatto fotografico e per saggiare l'angolo di piega del nostro scooter. Siamo arrivati al punto più elevato del 'circuito', i 754metri del Ghisallo e poco più avanti sulla sinistra possiamo dedicare una sosta alla chiesetta trasformata in museo ciclistico.
Lasciato il comune di Magreglio si scende verso quello di Barni con tratti veloci e ben pavimentati. Per il paesino occorre girare a sinistra e oggi come allora presenta curve insidiose e mal pavimentate, mentre l'abitato è tranquillo e rarefatto.
Torniamo sui nostri passi e volgiamo in direzione di Lasnigo, il tratto più piacevole è ormai alle spalle, mentre per i piloti dell'epoca era il momento di spalancare il gas e sfruttare i lunghi rettilinei prima di ritornare al punto di partenza ad Asso. Poco dopo infatti ecco scorgere il bivio che aveva segnato l'inizio del nostro itinerario.

Il fatto di ripercorrere un 'circuito' non deve essere occasione per strafare, ma per godere delle curve e del proprio scooter facendo attenzione a tenere con cura la destra, soprattutto nelle curve cieche. Non dimenticate un abbigliamento tecnico e protettivo, anche in piena estate, ma sufficientemente comodo per concedervi qualche pausa e qualche divagazione.
Di spunti ne trovate infiniti seguendo i link ai siti dei vari Comuni, dove non mancano indicazioni per uno spuntino, un'abbuffata o una cena romantica.

Se vi site incuriositi e volete rivivere lo spirito competitivo dell'epoca, il primo week-end di Luglio 2006 si svolgerà una competizione di moto d'epoca con cena finale organizzata dal Moto Club Civenna.

Ho utilizzato il Malaguti SpiderMax 500, un veicolo sicuramente capace di ben altre percorrenze, ma grazie ad una maneggevolezza inaspettabile e ad un ottimo rigore ciclistico, in grado di coprire il percorso in modo spigliato, anche in due, con sufficiente spazio per alloggiare caschi ed altro nelle soste. Ad andatura turistica, riesce a percorrere tranquillamente oltre 20km con un litro.

Testo e foto: Fabrizio Villa


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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