| Un
itinerario di “inizio stagione” attraverso
la pianura compresa fra il corso dell’Adda
e quello dell’Oglio
per andare alla ricerca di antichi manieri ed affascinanti
borghi, ancora permeati di storia e lontani dai
ritmi frenetici della città.
Pensando ai paesaggi un po’ monotoni della
pianura lombarda, sovente avvolti dalle nebbie invernali
o afflitti dalla calura umida dell’estate,
si potrebbe dedurre che non rappresentino una zona
turisticamente entusiasmante, e così spesso
si cerca altrove lo spunto per una gita. Eppure
anche qui nella “bassa”-
come viene popolarmente chiamata la pianura lombarda-
ed in particolare nell’area compresa tra Crema
e Bergamo, i motivi d’interesse non mancano.
Mossi un po’ per sfida ed un po’ per
curiosità siamo infatti riusciti a “scovare”
alcune località davvero interessanti ed a
unirle in un itinerario piacevole- che si sviluppa
per un totale di circa 60km
- consigliabile in particolare come escursione di
inizio primavera, quando la voglia di un bel “giro”
ci pungola ma le giornate ancora brevi ed un clima
magari ancora fresco non invitano alle lunghe percorrenze.
Punto di partenza è il paese di Pandino
dove la strada ci conduce proprio sotto le mura
del Castello
Visconteo, un’imponente costruzione
voluta dai duchi Visconti di Milano come residenza
per le battute di caccia che si svolgevano in questa
zona, allora circondata da rigogliosi boschi e paludi,
e ricca di selvaggina. Oggi il castello, che fa
bella mostra di sé nel centro del paese,
è sede di numerose mostre, mercatini tipici
e manifestazioni storiche che lo hanno riportato
a “vivere” quasi come un tempo. Legato
il nostro “destriero” nel parcheggio
ci gustiamo quindi due passi nel cortile, circondato
da un elegante porticato ed abbellito da tracce
di affreschi.
Dopo la breve visita siamo pronti a ripartire seguendo
il nastro di asfalto che si allunga placido, attraverso
un paesaggio scandito dal susseguirsi di campi coltivati
e di solitarie cascine, testimoni di una tradizione
agricola distante anni luce dalla frenesia industriale
della vicina Milano. Anche il nostro Yamaha X-Max
250 sembra rilassarsi, e così accompagnati
dal tranquillo frullare del motore e “coccolati”
dalla confortevole sella, ottima anche per due persone,
puntiamo verso Soncino,
senza dubbio il luogo più scenografico e
di maggiore interesse storico del nostro itinerario.
Gironzolando tra le vie del paese si percepisce
infatti tutta l’atmosfera ed il fascino di
questo antico borgo fortificato. Così ci
godiamo i suggestivi scorci offerti dalle vie su
cui si affacciano le antiche case-torri, costeggiamo
la cinta muraria, che descrive un perimetro di due
chilometri intorno all’abitato, e ne percorriamo
anche alcuni tratti, poi ancora una volta le ruote
si fermano di fronte alla possente Rocca
Sforzesca. E’ così ben conservata
che pare essersi appena materializzata da un affresco
dell’epoca! La sua forma articolata con i
torrioni angolari, le aggraziate merlature ed il
ponte levatoio ancora funzionante ci affascinano.
Ed è davvero emozionante girovagare lungo
i cammini di ronda, negli strettissimi passaggi
delle torri o giù nei sotterranei un po’
tetri e misteriosi. Per gli amanti di queste architetture
e per gli appassionati di fotografia la Rocca è
una vera “leccornia” da gustare soprattutto
al tramonto, quando il laterizio delle mura s’incendia
di un rosso cupo molto suggestivo.
Ma fra i tanti “tesori” di Soncino ne
esiste un altro da non mancare assolutamente, è
la Casa
degli Stampatori in cui, secondo la tradizione,
era ubicata una tipografia ebraica. Dai suoi torchi,
nel 1488, uscì la prima Bibbia ebraica. Oggi
è sede del Museo della
Stampa dove un simpatico tipografo ci illustra
antichi macchinari, tecniche e procedimenti di stampa
che paiono quasi preistorici nell’era del
computer, ma che del resto hanno qualcosa di più
umano e romantico. E così rimaniamo incantati
ad osservare la maestria con cui prepara la matrice
di caratteri mobili per poi azionare un antico torchio,
producendo una perfetta stampa d’epoca, da
portare a casa come piccolo cimelio.
Da Soncino proseguiamo lungo una solitaria stradina
che si snoda nella campagna verso Torre
Pallavicina e finalmente il percorso si anima,
offrendoci qualche bella curva su cui danzare con
il nostro scooter. L’X-Max infatti si dimostra
particolarmente piacevole da guidare proprio sui
percorsi misti, dove asseconda dolcemente la discesa
in curva e risulta agile nei cambi di traiettoria.
In breve raggiungiamo il Parco
del Tinazzo, un’area naturalistica
che prende il nome dalla distesa acquitrinosa, alimentata
dalle periodiche esondazioni del fiume Oglio
e dalle acque sorgive. Il Parco che ospita diverse
specie vegetali è un ottimo luogo dove rilassarsi,
passeggiando fra la vegetazione per osservare i
Germani Reali o cercare i ruderi di un castelletto.
Proseguendo oltre Torre Pallavicina superiamo i
paesi di Pumenengo,
Calcio, Cividate
al Piano e Mornico
al Serio, ed infine deviamo per la frazione
Malpaga di Cavergnago.
Qui circondato da una corte di cascine sorge il
Castello
di Malpaga, dimora del condottiero Bartolomeo
Colleoni. Se l’aspetto esterno non può
probabilmente competere con la bellezza dei castelli
appena visitati, sono gli ambienti interni a rendere
interessante la visita di questo maniero. Ed è
proprio passeggiando fra le sue stanze ricche di
affreschi e mobili d’epoca che possiamo goderci
un ultimo tuffo nel passato, prima di riprendere
la via di casa.
Dove Mangiare
Se volete abbinare al piacere dei luoghi anche quello
della buona cucina potete recarvi all’Agriturismo
S. Alessandro, a Soncino, dove in una vera
cascina gusterete i succulenti piatti della cucina
casalinga, a base di prodotti tipici, fra cui i
saporiti salumi, le carni e le verdure. Tel. 0374
84176
Testo: Marco
G.
Foto: Marco
G., Fabrizio Villa
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