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Per i 2 vespisti la giornata comincia
presto:
Io (francesco aka schiapputer), a causa di un caffè
non riesco a dormire e all'una e mezza di
notte mi metto in strada da Sarnico e gironzolo
un po' per poi presentarmi al rendez vous con Raffaele
(Wvespa) a Costa Volpino alle 6.00. Quanta umanità
si incontra per le strade di notte: festaioli ritardatari,
pendolari albaioli, panettieri, gitanti ...vespisti folli!
Alle 6.00 in punto (puntuale
come un orologio sfizzero) arriva il compagno di merende
Wvespa e l'avventura ha inizio.
Traversiamo il ponte barcotto che separa la bergamasca
dalla bresciana e girato a destra verso Pisogne ci inerpichiamo
(sulla destra) in Val Palot. La temperatura e' mite (sul
lago ci sono 10 gradi) ma man mano che si sale da Pisogne
in Val Palot i gradi cominciano a scendere, compare la
neve ai bordi della strada, poi sulla strada, poi arriva
il ghiaccio e ci troviamo a tremare sul colle
di San Zeno (spartiacque tra lago d'Iseo e Valtrompia)
con 4/5 gradi sotto zero
e un bello sterrato ghiacciato da percorrere (ovviamente
per la nota legge di Murphy la moto da enduro è
ferma in garage e gli sterrati si fanno in Vespa...).
Fantastica al primo albeggiare la vista del panettone
del monte Guglielmo completamente
imbiancato. Ci guardiamo attorno con circospezione, dal
momento che (grazie al radiocollare) è stata segnalata
recentemente la presenza di un orso che partito dalla
Slovenia, è arrivato a gironzolare sulle prealpi
bresciane intorno al lago... Io resto nel dubbio se in
caso di incontro sarà l'orso a mangiare Wvespa
o viceversa, visto l'appetito dimostrato da quest'ultimo
nella gita alle 5 Terre!!!
Varcato il passo si piomba in Valtrompia (via Pezzase)
all'altezza di Lavone. Si prende a destra. Dopo pochi
metri (il termometro di Tavernole sul Mella segna 1 grado)
sempre a Tavernole si gira a sinistra e si inizia a salire
verso Pertica Alta per una strada tutta curve che conduce
verso il lago d'Idro e le
Giudicarie. In 2 orette siamo a Idro giungendo da Lavenone
e iniziamo a inerpicarci verso Madonna
di Campiglio. Qui un bellissimo sole (e 4 gradi
sotto zero) accolgono i 2 assiderati vespisti (che avendo
sottovalutato le temperature non si erano muniti di adeguato
abbigliamento) e pertanto e' d'obbligo una sosta per un
cappuccio bollente, assieme ad alcuni fortunati sciatori,
viste le bellissime piste. Wvespa, mosso a compassione
per il battidenti di schiapputer, gli presta un provvidenziale
maglioncione di riserva...
Rinfrancatici tenendo in mano la tazza bollente, facciamo
il passo di Carlo Magno tra
2 muri di neve e scendiamo in Trentino per affrontar il
passo delle Palade. Ormai il sole e il cielo bellissimo
ci hanno fatto dimenticare il freddo delle Giudicarie
e anche intoppi, quali la strada interrotta per le Palade
(che ci costringe ad allungare di una ventina di km) vengono
presi con piacere. Viaggiare in Vespa è bello anche
perché le prestazioni limitate consentono di guardarti
attorno e di godere delle bellezze della natura, che quando
si corre non si guastano. Certo che se mamma Piaggio vendesse
anche una bella Vespa GT 180, per poter viaggiare sui
110 km/h, i lunghi trasferimenti in pianura sarebbero
meno noiosi e i sorpassi meno da infarto... capito a Pontedera?!?!
Il viaggio continua con le Vespe che funzionano come orologi
(di Pontedera) e oltrepassiamo Merano
giungendo al confine sfizzero di S Maria dopo Glorenza.
Qui ci fermiamo in un incantevole paesino a mangiare il
panino con lo speck godendo della vista delle cime innevate
del Gruppo montuoso dello Stelvio. Altro passo di rilevanza
e' il passo del Fuorn a 2149
metri, dove tentiamo un fuoristrada vespistico nella neve
(vedi foto) che si conclude tragicamente con le vespe
insabbiate dopo poche decine di metri e via verso il (carissimo
- costa 10k lire!!!) tunnel che riconduce a Livigno.
Qui facciamo shopping sfogando i nostri bassi istinti:
benzina lire 1250 al litro! Mezzo kg di cioccolato, 10
kg di zucchero, 2 profumi e una stecca di sigarette da
regalare, il rossetto per un'amica di Wvespa e le Vespe
cariche all'inverosimile arrancano verso il Foscagno a
quasi 2300 metri.
Si scende verso Bormio, poi
Tirano guerreggiando con i Tir sul filo dei 90 all'ora;
si scollina l'Aprica (ultimo passo rilevante del fantastico
giro) e giù per la Val Camonica
sino a Costa Volpino e di qui fino a Sarnico.
Alle 19.00 tutti a casa con 570
+ 200 = 770 km!!!
Non male come Cannonball vespistica!
Testo e foto by Raffaele
Bianchi e Francesco
Roberti
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