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Dopo alcune settimane passate in palestra
e in centri abbronzanti per rendere accettabile un fisico
duramente provato dall'abbruttimento lavorativo, eccomi
pronto (magari!) alla gita marina!
Il ritrovo è fissato direttamente all'autogrill
Dorno sull'autostrada A7, questo mi permette di sopperire
al cronico ritardo 'strapazzando i pistoni' del TMax e
sorpassando di slancio Valentino e Max che stanno provando
in segreto le nuove moto!
D'altro avviso Angela che dal sellino posteriore apprezza
meno le possibilità velocistiche del bicilindrico
Yamaha e rimpiange il comodoso Honda CN!
Il gruppo è già numeroso quando arriviamo
e dopo poco tutti i 'prenotati' si materializzano e anche
qualcuno in più!
Fatto il pieno, poco prima delle 10:00 la colonna di 18
mezzi si avvia in autostrada sul passo dei 110 km/h. Per
chi ci sorpassa è un bel colpo d'occhio, che riempie
la corsia di destra per quasi un chilometro.
Poco prima di Serravalle Scrivia la guida si anima grazie
a qualche curva, ma prima che 'venga il bello', freccia
a destra per uscire a Busalla.
Verificato che non manchi nessuno ed espletate le funzioni
fisiologiche del caso, oltre agli sfottò di rito...
il Club si avvia per le strade dell'entroterra ligure.
Si segue la statale 226 lungo il torrente Scrivia in direzione
Chiavari, attraversando Casella, Montoggio e Laccio.
Purtroppo durante l'attraversamento di un paesino, per
un'incomprensione, si verifica un tamponamento che vede
coinvolti tre equipaggi. Un bello spavento per i ragazzi
coinvolti e anche per chi ha visto la scena sopraggiungendo.
Hanno avuto la peggio Sergio e il suo Foresight che hanno
riportato entrambi alcune escoriazioni, il primo prontamente
assistito dalle impeccabili infermiere (che non pensavano
di dover fare gli straordinari), il secondo dai numerosi
'meccanici fai da te' che ne hanno verificato la completa
affidabilità.
Ripartiamo più guardinghi e attenti alle distanze
di sicurezza e, poco dopo un viadotto, svoltiamo a sinistra
in direzione Scoffera, da qui la strada diventa un susseguirsi
di curve dall'asfalto ben tenuto che invitano ad un passo
più spedito, ma l'esperienza appena passata e il
piacere di viaggiare uniti stempera i pruriti 'piegaioli'.
Prima di arrivare a Bargagli, sulla destra si vede un
bar sempre pieno di moto e sulla sinistra una galleria,
prendiamo questa e ci inoltriamo in una delle 'piste'
degli smanettoni della zona, una strada poco trafficata,
tutta all'interno di un fitto bosco e con un fondo anche
piuttosto insidioso, dove si possono vedere sfrecciare
moto sportive con piloti in abbigliamento racing che strisciano
il ginocchio quasi ad ogni curva, un bello spettacolo,
soprattutto perché tutti seguono traiettorie pulite
e all'interno della loro corsia, senza creare situazioni
di pericolo, ma sicuramente godendo da matti.
Torniamo a noi, che nel frattempo ci siamo riallacciati
alla statale 226, per abbandonarla di nuovo all'altezza
di Gattorna, a favore della 333 che ci porta a salire
fino a Uscio, da dove ha inizio la discesa verso il mare.
La strada è sempre molto guidabile, ma il traffico
si fa più intenso con l'avvicinarsi alla costa
e sconsiglia azzardi sportivi.
Sbuchiamo a Recco per inerpicarci immediatamente in direzione
Camogli, in pochi minuti ci infiliamo nelle anguste stradine
fino alla zona interdetta al traffico, qui esiste un ampio
parcheggio, ma assolutamente insufficiente per le numerosissime
auto e moto che affollano la zona. L'unico modo per parcheggiare
la nostra 'colonna' di scooter è stato contattare,
alcune settimane prima, il Comune e i Vigili di Camogli
che ci hanno gentilmente riservato una zona recintata,
e approfitto quindi per ringraziarli, a nome del Club,
per l'insostituibile aiuto. Un grazie anche a Giovanni
Casagrande, autore del bellissimo sito
su Camogli, che ci ha elargito insostituibili consigli.
Piazzati gli scooter ed estratto il necessario da spiaggia,
raggiungiamo i Bagni Miramare (tel. 0185.770297) alle
13:30 circa. Prima che il gruppo si sparpagli a sbranare
lo spuntino concordato o a tampinare le signorine in spiaggia,
parte la macchinosa trafila delle iscrizioni e la più
gratificante estrazione dei buoni: il rimborso pasto e
il buono acquisto del valore di 100.000, spendibile presso
Wheelup,
che vanno assegnati in base al solito meccanismo truccato
;-)
Incontriamo anche una coppia di simpatici soci del 'Leonardo
Club' che hanno scelto casualmente la nostra stessa
destinazione.
Ed è 'subito' spiaggia! Nonostante il mare sia
molto mosso e il cielo con minacciose nuvole in avvicinamento,
ci si butta in mare (pochini a dire la verità)
per un bagno rinfrescante. L'altezza delle onde renderebbe
utilizzabile con soddisfazione una tavola da surf, mentre
per riuscire a nuotare occorre lottare e superare la risacca;
rientrati frastornati a riva parte l'operazione tintarella,
ostacolata da due cose: le sdraio che impediscono di posizionarsi
supini, e le nuvole che con il loro via vai impediscono
la riuscita millimetrica dell'operazione.
Ma dov'erano tutti quelli che non calcavano la spiaggia?
Ma naturalmente a intasare la cucina! Quello che era previsto
come un leggero spuntino da consumare in spiaggia si è
trasformato in 'abbuffinaggio', anche grazie alle numerose
'sortite' nelle focaccerie dei dintorni ad opera dei più
voraci. C'è da dire che il servizio cucina dei
Bagni Miramare ha mostrato qualche falla, soprattutto
per via dei tempi dilatati.
Quietato lo stomaco ci si è potuti dedicare alla
spiaggia, al biliardino, allo sproloquio, al tampino delle
ragazze altrui, al GP di Barcellona (vinto dal mitico
Valentino!), alla visita dello splendido e affollatissimo
borgo di Camogli e alle interminabili dissertazioni sullo
scooter 'assoluto'.
Alle 17:30, dopo che il mare, fattosi sempre più
agitato, si è inghiottito le prime due file di
sdraio, con turisti annessi, decidiamo di ricoprire le
nostre indecenti nudità (solo alcune!) e guadagnare
il parcheggio dei nostri fidi 'plasticoni'. Il cielo è
ormai plumbeo a tutte le latitudini, ma la maggior parte
di noi porta con un'invincibile fiducia nella provvidenza
e non infila le tute impermeabili.
Raggiungiamo l'Autostrada A12 superando un'interminabile
colonna di auto e ci immettiamo al casello di Recco, naturalmente
il fiume di auto ha tracimato su tutte le corsie, procedendo
a passo d'uomo e a noi non rimane che uno slalom interminabile
per guadagnare terreno.
Passata Genova, quando il gruppo è sparpagliato
per svariati chilometri a causa dell'intenso traffico,
inizia a cadere qualche goccia di pioggia che nel giro
di pochi istanti si trasforma in un nubifragio con raffiche
di vento simili a secchiate. Non intravedendo rifugi,
la vestizione delle cerate si svolge in una piazzola,
dove la manovra, affrontata con la calma e la classe che
ci distinguono ;-) permette di sigillare i vestiti fradici
sotto le tenute antipioggia!
Riprendiamo la strada con la pioggia battente che dopo
poco si trasformerà anche in grandine, attraversare
le numerose pozzanghere ci fa sembrare dei motoscafi che
fendono l'acqua con il sottopancia. La strada è
talmente allagata che in alcuni punti arrivano anche gli
spruzzi dalle auto della carreggiata opposta! Man mano
che ci allontaniamo dall'appennino per guadagnare la pianura
la pioggia si affievolisce e, grazie ai telefonini, ci
si si ritrova in alcune aree di servizio per poi continuare
a gruppi verso Milano.
Sosta per i saluti fra i 'superstiti' all'Autogrill Dorno,
dove, sfilate le tute, qualcuno si concede una pizza prima
del rientro a casa, visto che sono ormai passate le 20:00.
Quando ripartiamo, il tempo è ancora minaccioso
e fa un freddo cane, ma per fortuna la pioggia non ci
farà più compagnia.
Nonostante le difficoltà, il rientro è stato
senza imprevisti per tutti e sarà un buon argomento
di conversazione per le prossime serate al Motobar.
Due note sul TMax: impeccabile in autostrada
come sulle stradine liguri, si è dimostrato sicuro
anche nella guida sotto la pioggia, offrendo poca sensibilità
al vento laterale, almeno rispetto alla media degli scooter
e una discreta stabilità sul bagnato nonostante
i panciuti pneumatici. Il consumo è stato vicino
ai 20 km/litro, naturalmente grazie alle andature turistiche.
Testo e foto di: Fabrizio Villa e Angela
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