| Fare turismo
in scooter, o in moto, presuppone spesso un numero 'minimo'
di chilometri, al di sotto dei quali sembra non debba
esserci soddisfazione o motivo di vanto. Ben vengano naturalmente
i lunghi viaggi verso paesi affascinanti, ma anche a due
passi da casa si possono trovare panorami che accarezzano
gli occhi e risvegliano la guida.
Il breve percorso che proponiamo è uno di questi,
solo 50km, ma così densi di attrattive, deviazioni
escursionistiche e varianti cultural-gastronomiche, da
arrivare a richiedere un week-end o più!
Tutte le stagioni dell'anno vanno bene, ad esclusione
dei mesi più freddi, a rischio neve, ma il momento
migliore, a nostro avviso, è maggio/giugno o settembre,
mesi abbastanza caldi, ma poco affollati.
Anche riguardo allo scooter non c'è che l'imbarazzo
della scelta, dal 125 in su vanno tutti bene, anche se
un po' di potenza all'uscita dei tornanti fa sempre piacere,
magari unita ad una sella confortevole e ad una sana ciclistica.
Abbiamo riassunto tutto questo in uno scooter che ci è
piaciuto particolarmente: l'Aprilia
Atlantic 500 Sprint.
Punto di partenza e di arrivo è Varenna,
piccolo borgo sul lago di Como, più o meno a metà
strada fra Lecco e Colico, a circa 70km da Milano.
Meta di un turismo elegante, in prevalenza anglosassone,
merita sicuramente una visita, per le ripide scalinate
e le caratteristiche viuzze. La suggestiva passeggiata
a lago che dall'imbarcadero porta fino al centro, offre
uno sguardo unico sui tre rami del lago, con Bellagio
proprio di fronte. Il contesto romantico invita ad una
sosta culinaria, grazie ad un ventaglio di proposte quasi
per tutte le tasche. Da visitare la chiesa parrocchiale
di San Giorgio e i due oratori d'origine romanica e barocca,
oltre a Villa Monastero, ex dimora di monache cistercensi,
attualmente di proprietà del CNR e sede di convegni
internazionali, nel suggestivo scenario di un ricco giardino
botanico.
Lasciamo il lago inerpicandoci sulla strada
provinciale 65 seguendo le indicazioni Esino Lario, alle
spalle dell'imbarcadero.
Dopo una bella serie di tornanti in salita, eccoci alla
prima deviazione: il castello
di Vezio, che domina da uno sperone roccioso il promontorio
di Varenna.
Il castello nacque nel primo secolo D.C. per proteggere
dalle incursioni prealpine due importanti vie di comunicazione:
la Via Riviera e la Via Varrone. Molti secoli dopo pare
che persino la regina longobarda Teodolinda vi abbia abitato.
Nonostante siano parecchie le località lombarde
che rivendicano l’ospitalità della regina,
a noi è piaciuto fantasticare che abbia percorso
il nostro stesso sentiero, e abbia ammirato Bellagio dalla
stessa balaustra di legno. Fantasia medioevale rafforzata
dal volo continuo di alcuni rapaci, allevati e addestrati
proprio qui da un falconiere.
La parte centrale del castello, una torre merlata da cui
si gode un panorama a 360°, è circondata da
mura e raggiungibile attraversando un ponte levatoio e
un’arrampicata di scale in legno incastonate nelle
pareti, su cui, in alcuni periodi dell’anno vengono
allestite mostre d'arte.
Lasciato Vezio non prima di una sosta al
bar ristorante, si riprende la SP65, che dopo altri stretti
tornanti e l'attraversamento di Perledo, sale tra fitti
boschi, lasciando a destra la vallata scavata dal torrente
Esino. Strada, tecnica e avvincente, palestra di chissà
quanti motociclisti sin dalla sua asfaltatura, all'inizio
degli anni sessanta.
A 913 metri eccoci al cartello che dà il benvenuto
all'ingresso di Esino
Lario, rinomata località di villeggiatura degli
anni 60/70.
Ne ammiriamo i vecchi fasti: ville circondate dal verde
che hanno ospitato nomi illustri, tra i quali la famiglia
Gilera.
Appena entrati in paese una seconda deviazione ci porta
in pochi chilometri ad Ortanella, località di relax
con ampi prati da dove è anche possibile ammirare
il lago, dall’alto dal belvedere poco oltre la chiesetta
romanica di San Pietro.
Rientrati ad Esino la strada prosegue, con curve tutte
da gustare e un finale ad alta pendenza, verso il Passo
Cainallo (1296 metri). Un alpeggio estivo e stazione sciistica
invernale, dominata dal massiccio della Grigna
Settentrionale. Nell'omonimo
albergo, sede di numerosi incontri motociclistici,
vi consigliamo una sosta per la cena e per la notte.
L'indomani, di buon mattino, è il
momento di un'escursione a piedi al rifugio
Bogani (1816m) sul versante Nord del Grignone nell’Alta
Valle dei Molini.
La strada contorna la conca antistante il rifugio per
risalire il pendio offrendo un colpo d’occhio che
può andare dal lago in lontananza allo strapiombo
della valle. Al termine di un breve sterrato si lascia
il mezzo sullo spazzo del Vò di Moncodeno e si
prende il sentiero n° 25, che in circa 1 ora e mezza
porta al Bogani. Il sentiero s'inerpica deciso per un
brave tratto, per poi immergersi in un bosco di faggi
e, lasciata la frescura, rifarsi ripido, a mezza costa,
sulle rocce della montagna. Raggiunto un alpeggio 'infestato'
da simpatiche caprette, inizia l'ultimo tratto, ripido
ed erboso, fino al rifugio, dove è possibile una
sosta corroborante a base di robusta cucina locale. Andata
e ritorno con sosta prendono 4/5 ore, e sono fattibili
da chiunque, bambini compresi.
Ripreso lo scooter si ridiscende verso Esino
Lario, ma a metà strada si devia verso destra in
direzione Valsassina.
È un susseguirsi di curve davvero belle con notevoli
balconate sul lago, per poi scendere, addentrandosi nella
vegetazione fino a Parlasco e poi Cortenova, dove la frana
del 2002 costringe ancora ad una deviazione, sulla sinistra,
in direzione Taceno.
Oltrepassato il torrente Pioverna, che divide le due parti
della cittadina (Cortenova e Bindo), si volge in direzione
Bellano costeggiano il fiume lungo la 'famigerata' provinciale
62. La strada, che costeggia le ripide gole scavate dal
torrente, è molto bella e selvaggia, strappata
alle rocce, ma la carreggiata stretta, le curve rese cieche
dalla parete rocciosa e le gallerie buie, consigliano
estrema prudenza. Prima di Bellano, la strada si allarga
in prossimità dello svincolo per la superstrada
Lecco-Colico e i bei tornanti in discesa si fanno invitanti,
peccato che il fondo scivoloso non offra un grip sufficiente,
specialmente sul bagnato.
Giunti a Bellano,
si prende a sinistra la SP72 lungolago, si supera il centro
del paese, con un'eventuale sosta alla gelateria d'angolo,
per poi dirigersi al cosiddetto Orrido
dove il Pioverna si getta nel lago attraverso le strette
gole e i chiaroscuri che la luce proietta nell’imbuto
roccioso.
Superato Bellano di pochi chilometri, per chi non è
ancora sazio di curve, consiglio una deviazione sulla
destra, in prossimità di una minuscola spiaggetta,
poco prima di una galleria, che sale con alcuni dei tornanti
più stretti e ripidi che mi sia mai capitato di
trovare, in direzione Gittana, Regoledo e Bologna, tutte
frazioni di Perledo.
Qui sembra di essere tornati indietro di 30 anni, per
l'atmosfera e la tranquillità che si respirano.
Ci si ricollega alla strada percorsa il giorno prima da
Varenna ad Esino, questa volta in discesa, potendo così
ammirare gli ultimi, affascinanti, scorci del lago prima
di riprendere la via di casa.
Come avete visto un percorso di soli 50km,
con alcune deviazioni per gustare appieno il territorio,
ha richiesto due giorni anche piuttosto intensi e, ne
siamo convinti, più che soddisfacenti.
In questi pochi, ma probanti chilometri, l'Atlantic 500
Sprint si è dimostrato sempre all'altezza, sfoggiando
una rara facilità di guida, ben sorretta dalla
potenza del motore e dell'impianto frenante, entrambi
protagonisti su queste strade..
Testo e foto: Monica Il Grande
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