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APRILE
È un sole caldo e convinto quello che saluta la
partenza del primo Coast to Coast italiano organizzato
dal Cyber Scooter Club. Il ritrovo è, naturalmente,
al Motobar di Cinisello Balsamo
alle 14:00: siamo in cinque, ognuno con il proprio scooter,
purtroppo manca Gianrico, lasciato a piedi dalla recentissima
rottura del carter del suo Runner 180 "racing".
Inforchiamo la tangenziale Est con il passo tranquillo
di chi assapora i quattro giorni di godimento scooter-gastronomico
che lo attende. Prendiamo due direttive diverse: Gianluca,
Lorenzo e Macs prendono la Milano-Genova per abbandonarla
a Busalla e infilarsi in una miriade di stradine (Passo
della Scoffera, Cicagna, Chiavari, Sestri Levante, Passo
del Bracco, Borghetto di Vara e La Spezia, con pausa focaccia
a Sestri), Michele ed io seguiamo la A1 fino a Parma Ovest
dove abbiamo appuntamento con due amici di Bressanone!
Massimo e Massimiliano ci stanno già aspettando,
non sullo Scarabeo 150 annunciato, ma su di una fiammante
Honda Silver Wing 600, probabilmente
la prima immatricolata in Italia. Dopo tante mail ci si
può finalmente salutare di persona e così
il gruppetto formato anche da una Yamaha
Tmax 500 e da una
Kawasaki W 650 (tranquilli,
non è un inedito maxi scooter, ma una recentissima
e splendida motocicletta "British style") si
incammina lungo la statale n°
62 del Passo della Cisa.
La strada sale piano piano e la monotona pianura lascia
spazio alle splendide colline che ci regalano le prime
curve. Man mano che saliamo, la presenza di motociclisti
si fa sempre più densa e ben prima si arrivare
a Berceto la strada si trasforma quasi in una pista, con
gruppi di supersportivi inguainati in tute di pelle su
996, CBR, R1, R6, GSX etc. che si godono ogni curva con
il ginocchio che sfiora l'asfalto. Ci fermiamo anche a
fare alcune foto e ad ammirare gli stili di guida, peccato
che il 'gioco' faccia spesso le sue vittime... Si vedono
pochi scooter a parte un gruppetto di 3 Tmax e un Madison,
tutti blu, che salutiamo.
Superato il Passo a 1039 metri, sosta in un baretto per
dissetarci e scambiare due parole, poi scendiamo verso
Aulla mentre la strada si fa più anonima e, poco
prima di Spezia (come la chiamano tutti ignorando l'articolo),
prendiamo a sinistra per Arcola e poi, seguendo per Lerici,
raggiungiamo l'albergo 'Casa Serena'
a Cerri.
Troviamo ad attenderci gli amici Giovanna e Guido che,
fra l'altro, si sono già preoccupati di prenotare
la cena in un agriturismo poco lontano. Sono quasi le
21:00 quando ci raggiunge il terzetto proveniente dalle
Cinque Terre, attardato dal 'distacco' del carburatore
del Burgman 400 di Macs,
per via di una 'voragine' non segnalata lungo la strada
a Chiavari. Prontamente sistemato da Macs stesso (che
non vede l'ora di montare e smontare ogni mezzo meccanico
che gli capiti a tiro), ha comunque diluito i tempi. Sono
ormai le 22:00 quando arriviamo, in clamoroso ritardo,
alla 'Cascina dei Peri' a
Castelnuovo Magra dove ci attendono per la cena. Antipasti,
ravioli fatti in casa, faraona, vino, dolce, caffè
e 'ammazzacaffè' segnano la fine della prima giornata
e consentono al gruppo di 'familiarizzare'. Salutiamo
gli amici che ci hanno fatto compagnia a cena e, ringraziandoli,
li 'minacciamo' di tornare presto a trovarli!
Totale km: 289.
29 APRILE
La sveglia non è propriamente all'alba e, quando
lasciamo la pasticceria dove abbiamo fatto un'abbondante
colazione sono ormai le 11:00. Abbiamo da fare 'solo'
180 km, stando al 'road book', e quindi ce la prendiamo
comoda, fin troppo, come ci accorgeremo più tardi.
La noiosa statale n°1 ci permette di arrivare fino
a Massa, dal cui centro una stradina poco segnalata parte
in direzione di Antona. Attraverso rapidi tornanti, ci
troviamo a salire senza riuscire a staccare lo sguardo
dal bellissimo panorama che offre il castello con lo sfondo
del mare. Ancora più avanti ecco le cave
di marmo e poi la buia galleria ai piedi del Monte
Altissimo. Si scende senza praticamente incontrare
traffico fino ad una doverosa sosta alla diga di Isola
Santa, che crea un angolo stile cartolina, colpito da
una raffica di foto e dall'ultima sosta prima di pranzo.
Passiamo Castelnuovo di Garfagnana, costeggiamo il fiume
Serchio e arriviamo a Barga dove non resistiamo al richiamo
di un bel pergolato e ci accomodiamo al ristorante 'Il
Giardinetto' tutti convinti di fare un veloce spuntino,
risultato: grigliata mista per tutti e vino rosso a volontà
per, quasi tutti. A questo punto è di rigore un
certo relax e anche un improvvisato torneo di calcetto.
Ci rimettiamo in strada poco prima delle 16:00 con ancora
più di metà strada da percorrere! Sulla
statale n°12 superiamo Bagni di Lucca, deviamo verso
S. Marcello Pistoiese sulla S. 66 , a Pontepetri ci attende
la S. 632 fino a Pracchia qui poco più di un viottolo
ci porta al Passo della Collina,
una scusa per l'ennesima sosta e lo scambio di scooter
(sì perché non ci siamo risparmiati il piacere
di 'saggiare' lo scooter 'del vicino'). La strada che
scende ad Acquerino è tutta nel bosco, ma è
anche piena di terriccio e bisogna stare piuttosto attenti.
Prendendo in direzione Fossato continuano le strade incantevoli
e minuscole, mentre il traffico è una parola sconosciuta.
Sbuchiamo sulla S. 325 all'altezza di Vernio e scendiamo
in direzione Prato alla ricerca del bivio per Barberino
del Mugello, arriviamo fino a Vaiano ma nessuna traccia,
sono ormai le 20:00, i 180 km previsti li abbiamo superati
da un pezzo, e rischiamo di dover allungare di molto per
raggiungere la nostra meta. Chiediamo, ma le informazioni
sono contraddittorie, torniamo comunque sui nostri passi
e ad un certo punto Michele inforca una strada che sembra
entrare in un parcheggio, senza alcuna indicazione, che
invece si rivelerà quella giusta.
È ormai buio quando, sorpassato Montecuccoli ci
imbattiamo in un insidioso sterrato
in discesa, breve consulto e via, con attenzione la colonna
di scooter a fari spianati si fa largo fra la polvere
e così raggiungiamo Barberino.
Ma il nostro albergo è ben più in là,
praticamente a due soli km dal Passo
della Futa! Percorriamo gli ultimi km affamati
e infreddoliti, quando posiamo i bagagli e 'ficchiamo
le gambe' sotto il tavolo sono da poco passate le 22:00.
L'albergo-ristorante 'il Sergente'
ci ripagherà con una 'cenetta' a base di pappardelle
alla lepre e l'immancabile grigliata mista con patate
fritte, annaffiata da abbondante vino rosso e questa volta
per tutti! Volevamo smaltire le residue energie nell'attigua
'balera', ma purtroppo ha già chiuso e così
si rimane a 'contarcela su' in una camera un po' più
grande.
Totale km: 262.
30 APRILE
Memori dell'esperienza di ieri, prima delle 10:00 siamo
già 'colazionati' e pronti a partire. Con una piccola
variazione di programma raggiungiamo il Passo della Futa,
seguiamo il fiume Santerno fino a Fiorenzuola e inforchiamo
la S. 503 che sale al Passo del
Giogo attraverso quei panorami toscani che tutto
il mondo ci invidia.
A Scarperia abbiamo appuntamento con Gianni
e Rita di Ravenna che si 'agganciano' per fare
il giro insieme a noi. Ci incontriamo nei bei vicoli del
centro e scattiamo qualche foto al palazzo Comunale.
Ripartiamo in nove con l'aggiunta del Majesty
250 e, passato Borgo S. Lorenzo, puntiamo su Dicomano,
ma qui non prendiamo per il 'mitico' Muraglione, ma scendiamo
per incrociare la meno battuta S. 556 che da Londa sale
al Valico Croce a Mori con
curve e tornanti a raffica che 'istigano' anche i turisti
più tranquilli. Occhio al fondo perché il
terriccio non è un'eventualità così
remota. Giunti a Stia ci si inoltra nel Parco
Nazionale delle Foreste Casentinesi e si sale fino
al Passo della Calla a 1296
metri, anche qui senza traffico e con il piacere della
piega ad ogni curva, ormai si è in buona sintonia
con i mezzi ed alcuni cavalletti ne fanno le spese, anche
il Tmax, nonostante la buona luce a terra, lascia sull'asfalto
qualche grammo di ferro.
Approfittiamo di una sosta per realizzare una maglietta
'commemorativa' della gita con tanto di logo del Club,
del 'Coast 2 Coast 2001' e le firme dei partecipanti,
l'idea e la maglietta sono di Lorenzo, con il suo inseparabile
X9 250, il 'mattatore' del
gruppo e inesauribile archivio di barzellette.
È giunta l'ora di pranzo e l'indicazione per l'agriturismo
Fangacci, poco prima di Stia è irresistibile.
Sono le 14:00 quando apparecchiano apposta per noi che
ci abbuffiamo con la solita 'classe'. Nel frattempo il
cielo si oscurato e poi rasserenato, senza versare una
goccia di pioggia, quello che si dice avere un 'culo'
sfacciato.
Ripartiamo, sempre su strade minori, ma un po' meno belle
delle precedenti e passiamo Spinello (nota località
antiproibizionista ;-)), poi Civorio e Ranchio, tenendo
sulla destra il torrente Borello. A Linaro, una strada
ancora più piccola scollina a Mercato Saraceno
e continua in salita con stretti tornanti in direzione
Barbotto. Qui ci coglie l'unica
pioggia dei quattro giorni, una leggera 'spolverata'
che non convince i più pigri ad indossare le antipioggia.
Arrivati a Novafeltria è tutto finito, ma i temporali
sono nell'aria e il cielo nero in direzione della costa
ci induce a non 'tirare troppo la corda' e a saltare la
visita a San Marino, per proseguire sull'anonima e trafficata
S. 258 fino a Rimini.
La città del divertimento ci accoglie con un traffico
allucinante che, dopo due giorni di stradine deserte,
ci sembra ancora più insopportabile. Raggiungiamo
faticosamente l'Hotel Sara a Rivabella con un certo anticipo
rispetto ai nostri ritmi, cosa che ci permette un apprezzato
relax prima di affrontare la 'spregiudicata' notte riminese.
Gianni e Rita ci salutano e tornano Ravenna, speriamo
di rivederci presto, magari a metà strada.
Lavati, stirati e con barba fatta, ci dirigiamo al vicino
ristorante Posada dove ci
si può sbizzarrire con fritti misti e pesci in
salse varie. È anche l'occasione per incontrarci
con Marco, un altro scooterista, di Bolzano, che è
qui in vacanza con il suo Tmax
e che si aggiunge alla chiassosa tavolata.
È un po' la serata dei saluti
e il momento di tirare le conclusioni, le mie sono più
che positive: grazie ad un tempo 'spettacolare' e ad una
compagnia in perfetta sintonia, i giorni sono, purtroppo,
volati. I posti visti e le strade percorse hanno permesso
di apprezzare le doti degli scooter e le nostre abilità
di guida, lontani dal traffico e immersi nella natura.
Sulla gastronomia non mi esprimo, parla per me la bilancia!
Spero siano perdonate alcune incertezze nella ricerca
delle strade e qualche azzardo, tipo lo sterrato notturno
ma, senza un piccolo brivido ogni tanto, che vita sarebbe?
Rinunciamo volentieri alla 'vita' riminese per continuare
a chiacchierare in una vicina birreria con altri vecchi
amici 'motoclisti' che ci hanno raggiunto dalla vicina
Fano.
Totale km: 241.
1° MAGGIO, festa dei Lavoratori!
Ancora una bella giornata ci accoglie la mattina della
partenza e dopo la colazione, le strade per il rientro
ci dividono. I primi a partire sono Massimo e Massimiliano,
i simpatici papà e figlio di Bressanone che hanno
parecchi chilometri da fare a bordo del loro 'transatlantico'
Silver Wing. Li segue subito dopo Gianluca, pronto a spremere
tutti i cavalli del suo Burgman
400 per tornare ad abbracciare Valeria in dolce
attesa, a cui vanno i nostri migliori auguri. Il quartetto
rimasto si dirige a San Marino
per colmare la 'lacuna' del giorno prima. L'idea non si
rivelerà brillante, le strade della piccola repubblica
traboccano di turisti e sembra di essere in un grande
centro commerciale all'aperto. Fuggiamo quindi nelle semideserte
compagne circostanti seguendo il fiume Marecchia per fermarci
a pranzare all'Osteria del Ponte, non entusiasmante, ma
dal buon rapporto qualità-prezzo. Fa un caldo quasi
soffocante, ma la strada per Sogliano al Rubicone che
inforchiamo poco dopo sale quel tanto che basta. Sempre
dritto finiamo per incrociare la statale n° 9 Adriatica
e qui Michele sceglie di proseguire con l'autostrada per
arrivare a Milano un po' prima, mentre i tre superstiti
si infilano passivamente nel traffico più o meno
scorrevole della statale, per giungere a Milano in tempo
per una pizzata conclusiva.
Totale km: 420.
Se siete arrivati a leggere fino
a qui e non vi siete annoiati troppo, spero di avervi
nel gruppo che parteciperà all'edizione 2002, con
nuovi percorsi, ma lo stesso entusiasmo!!
Testo e foto di: Fabrizio Villa
P.S.
Un grazie ad Alessandra per l'azzeccatissima scelta del
percorso!
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