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Una gita un po' più impegnativa
di quelle organizzate finora dal CyberScooter
Club, visto che prevede alcuni chilometri di strada
sterrata e il pernottamento in tenda ad oltre 2.000 metri,
ma forse anche più bella per la spettacolarità
del paesaggio e la possibilità di fare baldoria
per tutta la notte.
Fatto sta che il sabato mattino dell'otto luglio infiliamo
la veloce autostrada Milano-Torino, con un caldo torrido,
ma equipaggiati da alta montagna, con griglie, tende e
fornelli. Poco prima di Novara ci colgono i primi goccioloni
di un temporale piuttosto minaccioso, ci fermiamo sotto
una tettoia dell'autostradale ad infilare le tute e ben
presto il temporale si trasforma in un nubifragio con
raffiche di vento che ci lanciano addosso vere secchiate
d'acqua. La visibilità si è ridotta a meno
di cento metri, tanto che sono numerose anche le auto
che si fermano per ripararsi dalla furia degli elementi
(scopriremo poi che una tromba d'aria, in Brianza, scoperchierà
alcune case!).
Come inizio non c'è male, ma dopo mezz'ora la pioggia
si fa più accettabile e riprendiamo il viaggio
percorrendo la tangenziale torinese fino all'uscita di
Rivoli dove ci fermiamo a fare benzina e a togliere le
tute antipioggia, visto che il tempo sembra ritornare
al bello. Da questo punto la strada inizia a farsi paesaggisticamente
interessante, siamo vicini ai laghi di Avigliana, e quindi
sconsiglio la costosa autostrada che prosegue fino al
traforo del Frejus in favore della scorrevole statale
n° 25 fino a Susa per poi passare alla n° 24 in
direzione Oulx. Poco prima di questo bellissimo paesino
(sormontato da un castello che ogni anno non ho il tempo
di visitare...) si prende per Bardonecchia
che raggiungiamo dopo una quindicina di chilometri.
La sosta nel 'paesone' ci permette di sfamare le nostre
'voragini' giunte al limite della resistenza visto che
è già l'una emmezza. Ingurgitiamo panini
e pizzette con alcune birre e ritroviamo amici conosciuti
a precedenti edizioni di questa Motoconcentrazione nota
col nome di Stella Alpina e giunta alla 36^ edizione.
Sono una cinquantina le moto, prevalentemente grosse enduro
che sostano in attesa di salire al Colle.
Ci raggiunge anche Fernando da Torino con la sua leggera
Yamaha SR 250 e siamo pronti a fare la spesa per la cena
a base di 'mucca pazza alla griglia' come recita il road
book. Stivati bottiglioni di vino e file di salsicce
nei capienti scooter, legato bene il bagaglio, iniziamo
la salita prendendo una stradina a sinistra, uscendo dal
tunnel vicino alla stazione.
La strada è asfaltata, anche se sporca di terriccio
portato dalle recenti piogge e sale ripida e sempre più
stretta fino all'abitato di Rochemolles a 1619 metri,
da qui inizia uno sterrato abbastanza facile, ma da affrontare
con attenzione e la giusta cautela (cioè 'a stecca'!),
che costeggia la montagna salendo fino alla diga. Il bel
lago artificiale in cui si specchiano le alte montagne
circostanti merita senz'altro una piccola sosta. È
anche il caso di indossare un maglione visto che l'aria
si fa più frizzante e i duemila metri si avvicinano.
Dopo aver superato un ponte in legno la strada si fa'
più tortuosa e impegnativa e si percorrono stretti
tornanti e un paio di piccoli guadi, ma il panorama circostante
dominato dal verde della montagna e dall'azzurro intenso
del cielo valgono senz'altro l'impegno. Superando un secondo
ponte di legno e percorsi un centinaio di metri, alla
nostra sinistra si apre un'incantevole vallata, con due
laghetti e un'alta cascata sullo sfondo, che sarà
il nostro campo base.
Ci sono già un centinaio di tende e altrettante
motociclette con appassionati provenienti da tutta Europa,
forse anche più che dall'Italia. Salutiamo altri
habitué (Michele ed io veniamo qui quasi tutti
gli anni fin dal 1981) e cerchiamo un posto per piazzare
le tende. La perturbazione che abbiamo incontrato a Novara
si è abbattuta qui nella notte e il prato si è
trasformato in una mezza palude, tanto che Sergio e Lorenzo
si inzuppano fino ai polpacci, ma troviamo un piccola
zona semi-asciutta per montare le tende, lasciando gli
scooter vicino alla strada per evitare di impantanarci.
Sono passate le 18:00 e andiamo a cercare la legna per
preparare il falò: contrariamente al solito il
proprietario della baita non lo vende ma ci permette comunque
di 'saccheggiare' la sua scorta personale.
Ognuno di noi dà sfoggio delle proprie abilità
di 'fochista' (imparate sul Manuale delle Giovani Marmotte),
ma è la costanza di Nazareno che darà i
migliori risultati.
Per passare il tempo in attesa della brace si iniziano
a scolare le bottiglie di vino e, man mano, le battute
sia fanno più pesanti, mentre appaiono i primi
spiedini, ma a base di calze e scarpe fradicie stese ad
asciugare...
Nonostante tutto la professionalità di questi arzilli
'pluritrentenni' viene fuori e provola, caciocavallo e
salsiccia sono i primi ad assaggiare la griglia rovente.
Litigando con piatti, posate di plastica e, soprattutto,
cercando di non farsi fregare la propria 'razione' da
amici pronti a piantarti una forchetta nella mano pur
di avvantaggiarsi, in puro spirito boy scout, arriva al
turno di braciole e costine.
Ormai è buio, il vino è finito (sic!) e
siamo passati ad un più coinvolgente coca&rum,
mentre la nostra lucidità ha velocemente ceduto
il posto a manifestazioni di goliardia primordiale: urla
e canti echeggiano per tutta la vallata, mentre i numerosi
fuochi di altri gruppi di motociclisti appaiono ben più
tranquilli.
Man mano che il tasso alcolico sale, si scatenano gare
di 'casino' con altri gruppi, ma non c'è davvero
competizione, tanto che i più alticci vengono a
farci visita portando e scambiando intrugli ad alta gradazione
non meglio definiti, è così che conosciamo
un gruppo di spagnoli, partiti da casa la mattina stessa
e con sulle spalle ottocento chilometri che se la spassano
alla grande.
Appena le riserve alcoliche si esauriscono, le luci del
Rifugio
Scarfiotti diventano un'attrazione irresistibile.
Le raggiungiamo in ordine sparso stringendoci nei nostri
giubbotti, visto il freddo boia che fa appena lontani
dal falò. Dentro, la piccola stanza è colma
di motociclisti, di caldo e di chiacchiera ad alta voce
in tutte le lingue: inglese, tedesco, francese e spagnolo
si mischiano ai vari accenti italiani. Poco dopo il nostro
ingresso le chiacchiere si trasformano in canti e cori
a cui partecipano un po' tutte le tavolate, una storpiatura
della canzone 'Fernando' degli Abba accomuna le varie
nazionalità in un unico ululato alcolico. Anche
le poche donne presenti non si risparmiano e i bicchieri
di cordiali e intrugli alle erbe più strane si
alternano, offerti e ricevuti.
Saranno le 02:00 quando tentiamo, in qualche modo, di
ritornare alle tende, senza annegare nel pantano. La tenda
è gelida e la temperatura non raggiunge i dieci
gradi, ma basta toccare il sacco a pelo e i più
si addormentano di schianto. Solo chi non si è
attrezzato con un giaciglio adeguato soffrirà il
freddo; pare che sia stato visto il proprietario di un
X9, non meglio identificato, nei pressi del rifugio poco
prima dell'alba nell'attesa di cospargersi di cappuccio
caldo le articolazioni semi-congelate.
La mattina si presenta, ai più, con il sole già
alto e con il rombo di numerose motociclette che stanno
raggiungendo l'accampamento da Bardonecchia. La colazione
al rifugio è accompagnata dai sorrisi del gestore
e di alcuni avventori: pare che la sera prima ci sia stata
baldoria, ma noi neghiamo ogni coinvolgimento...
È l'occasione per fare un giro tra le tende e accorgersi
che fra enduro, stradali e qualche sportiva gli unici
scooter sono i nostri e destano qualche curiosità
soprattutto fra gli stranieri che sono meno abituati a
vederne.
Il sole picchia forte ed è un vero piacere dopo
il freddo della notte, qualcuno ne approfitta per mettersi
in costume ed ammirare la splendida cornice di montagne
innevate che ci circonda, altri raggiungono a piedi la
base della cascata che sovrasta, con il suo rombo, anche
la moto più smarmittata.
Avendo 'spazzolato' tutto il commestibile la sera prima,
approfittiamo del rifugio per accontentare le nostre fauci
incontentabili con polenta e altri piatti di 'haute cusine'.
La strada che dal nostro accampamento sale ai 3009 metri
(o 2991 a seconda della mappa) del Colle Sommelier è
lunga 11 chilometri e lo sterrato peggiora con sassoni,
fango e anche tratti innevati che sconsigliano di proseguire
con gli scooter, ma sono numerosi gli equipaggi che tentano
la salita, in prevalenza con agili enduro.
Nel primo pomeriggio Macs decide di puntare verso Milano
perché il carburatore del suo Burgman tende a staccarsi
dal collettore e Lorenzo lo accompagna. Poco dopo cominciano
a girare nuvoloni minacciosi e qualcuno decide di smontare
le tende, altri si attardano per godere della montagna,
dei profumi e della situazione: così i primi prenderanno
pioggia e grandine nella discesa a Bardonecchia, mentre
i secondi dovranno ricoverarsi in tenda.
La discesa si svolge comunque senza problemi, anzi il
terreno umido evita il crearsi di polvere, ma non si può
certo dire che i nostri scooter siano intonsi, visto il
fango e la polvere della salita. Un buon modo per inaugurare
il Tmax di Gianluca.
Percorriamo la strada dell'andata fino a alla tangenziale
di Torino e il gruppo si ricongiunge per una pizzata ad
un autogrill, visto che sono ormai arrivate le 20:00.
L'autostrada per Milano è dritta e noiosa e i lampi
che vediamo proprio nella direzione del capoluogo lombardo
ci invitano ad un'andatura di tutto relax, infatti raggiungiamo
la città quando ha appena smesso di piovere e ci
salutiamo senza dover ricorrere alle tute.
In sintesi, due giorni davvero piacevoli, soprattutto
per il clima che si è venuto a creare fra noi e
per l'ambiente naturale davvero maestoso che non è
facile riscontrare altrove.
Un arrivederci all'anno prossimo con un gruppo sempre
più nutrito, speriamo!
Testo e foto a cura di: Fabrizio Villa
LINK:
Comune di Bardonecchia:
http://www.comune.bardonecchia.to.it/
Rifugio Scarfiotti:
http://www.altaquota.it/SchedaRifugio.asp?IdRifugio=282
Altre pagine di appassionati sul raduno Stella Alpina
http://users.iol.it/elio.man/viaggi/bardone.htm
http://www.mf-herzberg.de/stella.htm
http://website.lineone.net/~dualsport.uk/stella.htm
http://website.lineone.net/~dualsport.uk/stellatrails.htm
http://homepages.tesco.net/~trevor.fairbanks/Stella.htm
http://www.users.globalnet.co.uk/~fhs/stella.htm
http://homepages.nildram.co.uk/~rider/stellist.htm
http://www.motoclubsalou.com/stella_alpina.htm
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