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Gruppo a Bardonecchia


DESCRIZIONE
Periodo: Luglio
Giorni: 2
Partecipanti: 8
Scooter: Burgman 400, 2 TMax 500, Silver Wing 600, 2 X9 250.
Moto: Kawasaki W 650, Yamaha SR 250.
Totale km: circa 490
km/lit TMax 500: 18,8
Difficoltà: attenzione alla strada sterrata, freddo notturno.
Problemi: distacco carburatore Burgman 400




Il primo guado



I nostri coinquilini



La pappa è sul fuoco



Si intonano i cori...



Il salto della cascata



Chi sarà costui?

 · 1° week-end CSC al Colle del Sommelier (TO)
 · by CyberScooter: Fabrizio Villa
12/11/01

Una gita un po' più impegnativa di quelle organizzate finora dal CyberScooter Club, visto che prevede alcuni chilometri di strada sterrata e il pernottamento in tenda ad oltre 2.000 metri, ma forse anche più bella per la spettacolarità del paesaggio e la possibilità di fare baldoria per tutta la notte.
Fatto sta che il sabato mattino dell'otto luglio infiliamo la veloce autostrada Milano-Torino, con un caldo torrido, ma equipaggiati da alta montagna, con griglie, tende e fornelli. Poco prima di Novara ci colgono i primi goccioloni di un temporale piuttosto minaccioso, ci fermiamo sotto una tettoia dell'autostradale ad infilare le tute e ben presto il temporale si trasforma in un nubifragio con raffiche di vento che ci lanciano addosso vere secchiate d'acqua. La visibilità si è ridotta a meno di cento metri, tanto che sono numerose anche le auto che si fermano per ripararsi dalla furia degli elementi (scopriremo poi che una tromba d'aria, in Brianza, scoperchierà alcune case!).
Come inizio non c'è male, ma dopo mezz'ora la pioggia si fa più accettabile e riprendiamo il viaggio percorrendo la tangenziale torinese fino all'uscita di Rivoli dove ci fermiamo a fare benzina e a togliere le tute antipioggia, visto che il tempo sembra ritornare al bello. Da questo punto la strada inizia a farsi paesaggisticamente interessante, siamo vicini ai laghi di Avigliana, e quindi sconsiglio la costosa autostrada che prosegue fino al traforo del Frejus in favore della scorrevole statale n° 25 fino a Susa per poi passare alla n° 24 in direzione Oulx. Poco prima di questo bellissimo paesino (sormontato da un castello che ogni anno non ho il tempo di visitare...) si prende per Bardonecchia che raggiungiamo dopo una quindicina di chilometri.

La sosta nel 'paesone' ci permette di sfamare le nostre 'voragini' giunte al limite della resistenza visto che è già l'una emmezza. Ingurgitiamo panini e pizzette con alcune birre e ritroviamo amici conosciuti a precedenti edizioni di questa Motoconcentrazione nota col nome di Stella Alpina e giunta alla 36^ edizione. Sono una cinquantina le moto, prevalentemente grosse enduro che sostano in attesa di salire al Colle.
Ci raggiunge anche Fernando da Torino con la sua leggera Yamaha SR 250 e siamo pronti a fare la spesa per la cena a base di 'mucca pazza alla griglia' come recita il road book. Stivati bottiglioni di vino e file di salsicce nei capienti scooter, legato bene il bagaglio, iniziamo la salita prendendo una stradina a sinistra, uscendo dal tunnel vicino alla stazione.

La strada è asfaltata, anche se sporca di terriccio portato dalle recenti piogge e sale ripida e sempre più stretta fino all'abitato di Rochemolles a 1619 metri, da qui inizia uno sterrato abbastanza facile, ma da affrontare con attenzione e la giusta cautela (cioè 'a stecca'!), che costeggia la montagna salendo fino alla diga. Il bel lago artificiale in cui si specchiano le alte montagne circostanti merita senz'altro una piccola sosta. È anche il caso di indossare un maglione visto che l'aria si fa più frizzante e i duemila metri si avvicinano.
Dopo aver superato un ponte in legno la strada si fa' più tortuosa e impegnativa e si percorrono stretti tornanti e un paio di piccoli guadi, ma il panorama circostante dominato dal verde della montagna e dall'azzurro intenso del cielo valgono senz'altro l'impegno. Superando un secondo ponte di legno e percorsi un centinaio di metri, alla nostra sinistra si apre un'incantevole vallata, con due laghetti e un'alta cascata sullo sfondo, che sarà il nostro campo base.

Ci sono già un centinaio di tende e altrettante motociclette con appassionati provenienti da tutta Europa, forse anche più che dall'Italia. Salutiamo altri habitué (Michele ed io veniamo qui quasi tutti gli anni fin dal 1981) e cerchiamo un posto per piazzare le tende. La perturbazione che abbiamo incontrato a Novara si è abbattuta qui nella notte e il prato si è trasformato in una mezza palude, tanto che Sergio e Lorenzo si inzuppano fino ai polpacci, ma troviamo un piccola zona semi-asciutta per montare le tende, lasciando gli scooter vicino alla strada per evitare di impantanarci.

Sono passate le 18:00 e andiamo a cercare la legna per preparare il falò: contrariamente al solito il proprietario della baita non lo vende ma ci permette comunque di 'saccheggiare' la sua scorta personale.
Ognuno di noi dà sfoggio delle proprie abilità di 'fochista' (imparate sul Manuale delle Giovani Marmotte), ma è la costanza di Nazareno che darà i migliori risultati.
Per passare il tempo in attesa della brace si iniziano a scolare le bottiglie di vino e, man mano, le battute sia fanno più pesanti, mentre appaiono i primi spiedini, ma a base di calze e scarpe fradicie stese ad asciugare...

Nonostante tutto la professionalità di questi arzilli 'pluritrentenni' viene fuori e provola, caciocavallo e salsiccia sono i primi ad assaggiare la griglia rovente.
Litigando con piatti, posate di plastica e, soprattutto, cercando di non farsi fregare la propria 'razione' da amici pronti a piantarti una forchetta nella mano pur di avvantaggiarsi, in puro spirito boy scout, arriva al turno di braciole e costine.
Ormai è buio, il vino è finito (sic!) e siamo passati ad un più coinvolgente coca&rum, mentre la nostra lucidità ha velocemente ceduto il posto a manifestazioni di goliardia primordiale: urla e canti echeggiano per tutta la vallata, mentre i numerosi fuochi di altri gruppi di motociclisti appaiono ben più tranquilli.
Man mano che il tasso alcolico sale, si scatenano gare di 'casino' con altri gruppi, ma non c'è davvero competizione, tanto che i più alticci vengono a farci visita portando e scambiando intrugli ad alta gradazione non meglio definiti, è così che conosciamo un gruppo di spagnoli, partiti da casa la mattina stessa e con sulle spalle ottocento chilometri che se la spassano alla grande.

Appena le riserve alcoliche si esauriscono, le luci del Rifugio Scarfiotti diventano un'attrazione irresistibile. Le raggiungiamo in ordine sparso stringendoci nei nostri giubbotti, visto il freddo boia che fa appena lontani dal falò. Dentro, la piccola stanza è colma di motociclisti, di caldo e di chiacchiera ad alta voce in tutte le lingue: inglese, tedesco, francese e spagnolo si mischiano ai vari accenti italiani. Poco dopo il nostro ingresso le chiacchiere si trasformano in canti e cori a cui partecipano un po' tutte le tavolate, una storpiatura della canzone 'Fernando' degli Abba accomuna le varie nazionalità in un unico ululato alcolico. Anche le poche donne presenti non si risparmiano e i bicchieri di cordiali e intrugli alle erbe più strane si alternano, offerti e ricevuti.
Saranno le 02:00 quando tentiamo, in qualche modo, di ritornare alle tende, senza annegare nel pantano. La tenda è gelida e la temperatura non raggiunge i dieci gradi, ma basta toccare il sacco a pelo e i più si addormentano di schianto. Solo chi non si è attrezzato con un giaciglio adeguato soffrirà il freddo; pare che sia stato visto il proprietario di un X9, non meglio identificato, nei pressi del rifugio poco prima dell'alba nell'attesa di cospargersi di cappuccio caldo le articolazioni semi-congelate.

La mattina si presenta, ai più, con il sole già alto e con il rombo di numerose motociclette che stanno raggiungendo l'accampamento da Bardonecchia. La colazione al rifugio è accompagnata dai sorrisi del gestore e di alcuni avventori: pare che la sera prima ci sia stata baldoria, ma noi neghiamo ogni coinvolgimento...
È l'occasione per fare un giro tra le tende e accorgersi che fra enduro, stradali e qualche sportiva gli unici scooter sono i nostri e destano qualche curiosità soprattutto fra gli stranieri che sono meno abituati a vederne.
Il sole picchia forte ed è un vero piacere dopo il freddo della notte, qualcuno ne approfitta per mettersi in costume ed ammirare la splendida cornice di montagne innevate che ci circonda, altri raggiungono a piedi la base della cascata che sovrasta, con il suo rombo, anche la moto più smarmittata.
Avendo 'spazzolato' tutto il commestibile la sera prima, approfittiamo del rifugio per accontentare le nostre fauci incontentabili con polenta e altri piatti di 'haute cusine'.

La strada che dal nostro accampamento sale ai 3009 metri (o 2991 a seconda della mappa) del Colle Sommelier è lunga 11 chilometri e lo sterrato peggiora con sassoni, fango e anche tratti innevati che sconsigliano di proseguire con gli scooter, ma sono numerosi gli equipaggi che tentano la salita, in prevalenza con agili enduro.

Nel primo pomeriggio Macs decide di puntare verso Milano perché il carburatore del suo Burgman tende a staccarsi dal collettore e Lorenzo lo accompagna. Poco dopo cominciano a girare nuvoloni minacciosi e qualcuno decide di smontare le tende, altri si attardano per godere della montagna, dei profumi e della situazione: così i primi prenderanno pioggia e grandine nella discesa a Bardonecchia, mentre i secondi dovranno ricoverarsi in tenda.
La discesa si svolge comunque senza problemi, anzi il terreno umido evita il crearsi di polvere, ma non si può certo dire che i nostri scooter siano intonsi, visto il fango e la polvere della salita. Un buon modo per inaugurare il Tmax di Gianluca.
Percorriamo la strada dell'andata fino a alla tangenziale di Torino e il gruppo si ricongiunge per una pizzata ad un autogrill, visto che sono ormai arrivate le 20:00.
L'autostrada per Milano è dritta e noiosa e i lampi che vediamo proprio nella direzione del capoluogo lombardo ci invitano ad un'andatura di tutto relax, infatti raggiungiamo la città quando ha appena smesso di piovere e ci salutiamo senza dover ricorrere alle tute.

In sintesi, due giorni davvero piacevoli, soprattutto per il clima che si è venuto a creare fra noi e per l'ambiente naturale davvero maestoso che non è facile riscontrare altrove.
Un arrivederci all'anno prossimo con un gruppo sempre più nutrito, speriamo!

Testo e foto a cura di: Fabrizio Villa


LINK:
Comune di Bardonecchia:
http://www.comune.bardonecchia.to.it/

Rifugio Scarfiotti:
http://www.altaquota.it/SchedaRifugio.asp?IdRifugio=282

Altre pagine di appassionati sul raduno Stella Alpina
http://users.iol.it/elio.man/viaggi/bardone.htm
http://www.mf-herzberg.de/stella.htm
http://website.lineone.net/~dualsport.uk/stella.htm
http://website.lineone.net/~dualsport.uk/stellatrails.htm
http://homepages.tesco.net/~trevor.fairbanks/Stella.htm
http://www.users.globalnet.co.uk/~fhs/stella.htm
http://homepages.nildram.co.uk/~rider/stellist.htm
http://www.motoclubsalou.com/stella_alpina.htm

 



Inizia la salita



Immersi nel verde



Sotto di noi



Il nostro campo



Oltre i 3000 metri



Il tasso alcolico sale...



...qui è già salito



Motociclisti salgono al Colle



Le info e il road book



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