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Quale
migliore occasione, per farsi una bella scooterata, se
non approfittare del ponte del primo maggio e andare a
trovare degli amici al
mare?
Il mattino ritiro un Majesty modello 2000, nuovo nuovo,
da "svezzare" e dopo
pranzo parto
da Milano per destinazione Castelnuovo di Magra (SP) con
l'intenzione di fare meno autostrada possibile, percorrendo
le strade più piacevoli e meno trafficate, dove
mettere alla prova il nuovo modello Yamaha. Avendo avuto
per le mani la precedente versione DX per
15.000 chilometri, sono molto curioso di vedere cosa è
cambiato, veramente, su strada.
Apprezzo subito il vano bagagli.
Tutto il necessario per la breve vacanza (compreso il
sacco a pelo!) trova posto nel sottosella e, nel profondo
vano anteriore l'abbigliamento antipioggia (che mi servirà
di lì a poco) e altre piccole cose. Non è
necessario legare alcunché fuori, né tantomeno
usare un bauletto!
Il tempo è grigio
mentre mi inoltro nella bassa padana, lambisco Pavia,
passo Broni e Rocca de Giorgi, quindi mi dirigo verso
il passo del Penice.
Fin qui lo scooter mi ha piacevolmente sorpreso per l'erogazione
più corposa del precedente modello sia in ripresa
che accelerazione e per la sella più morbida ed
elastica, anche se preferivo l'altra quanto a "bassezza"
da terra.
Le nuvole si fanno più minacciose mentre la strada
comincia a salire, infatti di lì a poco inizia
a piovere! La solita pigrizia mi spinge a tirare avanti
sperando di uscire dalla nube e così arrivo al
Penice mentre l'acqua comincia a bagnarmi i pantaloni
scivolando dal Barbour. La protezione dello scooter è
comunque ottima e si può resistere senza bagnarsi
per un bel po'.
Il passo, solitamente gremito di motociclisti vocianti,
è deserto e il parcheggio lucido di pioggia. Mi
fermo per un the caldo come unico cliente del ristorante,
mi metto braghe guanti e soprastivali impermeabili e riparto.
Con
una breve deviazione faccio anche il passo del Brallo
e poi comincio a scendere accompagnato dalla pioggia.
La guida sul bagnato è sempre sincera e i freni
indipendenti permettono di avere sempre la situazione
sotto controllo.
Passo Rovegno, Montebruno e Acqua (!) con un altalenarsi
di pioggia e non fino ad imboccare la statale 225 in direzione
Chiavari. Il tempo è passato velocemente e sono
in ritardo sui tempi, la grigliata che mi aspetta a Castelnuovo
ha il suo perché e così mi butto in autostrada.
Ha smesso di piovere, ma la strada è ancora bagnata,
do fondo ugualmente al mezzo per vedere come se la cava
sul veloce. In effetti è leggermente più
stabile del precedente, ma le raffiche di vento e la strada
con qualche avvallamento di troppo invita a pelare il
gas, particolarmente nelle curve in discesa dove le sospensioni
innescano qualche ondeggiamento. Grazie alla pendenza
il tachimetro arriva a 138 km/h indicati, niente male,
ma lo
scooter è veramente al limite e non è il
caso di insistere.
Esco a Sarzana e arrivo a destinazione mentre ormai sta
imbrunendo. Percorsi quasi 300 chilometri in cinque ore
abbondanti (pause foto e varie comprese).
La buona compagnia e la grigliata che segue mi ripagano
abbondantemente della sfacchinata.
La domenica mattina sveglia, "con calma", e
via verso le Cinque
Terre accompagnati
da un sole che va e viene. Passata una incasinatissima
Spezia, inizia la strada litoranea, che sale e scende
a picco sul mare con un panorama spettacolare. Comincio
ad incontrare moltissimi scooter, in particolare coppie
in gita, oltre a parecchi sportivissimi motociclisti.
La strada in discesa che porta al borgo di Vernazza è
un susseguirsi di buche e asfalto in pessime condizioni
che mettono a dura prova le sospensioni del Majesty. Sulle
piccole asperità se la cavano abbastanza bene,
ma "quando il gioco si fa duro", la ridotta
escursione mostra i suoi limiti e si "salta"
non poco. L'andatura non è proprio da passeggio
e con una condotta più turistica le cose migliorano.
La piazza sul mare a Vernazza è bellissima e affollata
di turisti italiani e stranieri. Proprio in piazza, al
ristorante "da Gianni", mangiamo un "tuttopesce"
veramente notevole per meno di 60.000 lire. Dopo una passeggiata
ci dirigiamo a Riomaggiore, altro splendido borgo affacciato
sul mare, meno affollato, ma non meno affascinante.
Lunedì primo maggio sembra una bella giornata e
ci dirigiamo verso Tellaro, vicino a Lerici, dove, sotto
ad un residence, c'è una bellissima spiaggia delimitata
da rocce dove si può prendere un po' di sole senza
la folla delle spiagge più conosciute. L'acqua
è ancora piuttosto fredda, ma qualcuno fa il bagno.
Nel primo pomeriggio, a malincuore, mi rimetto in viaggio
verso Milano, questa volta deciso a non toccare l'odiata
autostrada.
Seguo la statale della Cisa fino a Pontremoli, la strada
è piuttosto noiosa a parte qualche motociclista
da stuzzicare nelle staccate e nelle curve. Poco dopo
Pontremoli devio a sinistra in direzione Borgo val di
Taro, superando il passo del Brattello, la strada si inerpica
e le curve si fanno strette e serrate l'una all'altra,
il traffico è inesistente e mi metto a tirare il
più possibile. Lo scooter risponde benissimo e
pian piano riesco a toccare il cavalletto in piega sia
a destra che a sinistra, la buona confidenza con il mezzo
e le prestazioni adeguate, permettono un passo
spedito anche
in salita. Incontro solo qualche motociclista tedesco
che saluta incuriosito.
Continuo in direzione di Bardi e poco dopo il passo del
Pellizzone devio ancora per una stradina minore, ma molto
divertente che porta a Bettola, mi "ingarello"
con alcuni motociclisti che dovranno ricredersi sulle
qualità di uno scooter! Queste strade strette e
tutte curve sono congeniali al Majesty che grazie ad una
maneggevolezza e tenuta eccellente è una brutta
bestia anche per le moto, non in condizioni di sfruttare
i loro cavalli.
Da Bettola in poi la strada diventa ordinaria, passo Rivergaro,
mi incasino a Piacenza grazie ad una segnaletica "improponibile"
e mi metto sulla statale numero 9 che mi poterà
a Milano mentre è ormai quasi buio.
Il giro mi ha pienamente soddisfatto anche se è
piuttosto lungo e richiede una continua attenzione per
non sbagliare strada, dato che le strade locali hanno
spesso una segnaletica approssimativa. In compenso permette
di entrare in completa sintonia con il mezzo che su questi
percorsi è veramente a suo agio con il solo limite
delle sospensioni che non riescono a filtrare il fondo
mal messo.
Per finire un saluto e un ringraziamento agli amici di
Castelnuovo Magra che mi hanno gentilmente ospitato e
scarrozzato per la costa Ligure. Mi sa che ci rivedremo
presto! Con un nuovo percorso extra-autostradale, naturalmente.
Testo e foto a cura di: Fabrizio Villa
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