>> ITALIA NORD


Il bagaglio

DESCRIZIONE
Scooter: Yamaha Majesty 250
Periodo: Maggio
Km: 750
Km/lit.: 24
Tempo: tre giorni
Difficoltà: chilometraggio elevato



L'andata


La bassa padana

Inizia a piovere


Al passo Penice deserto

Ci si avvicina al mare


Autoritratto

 · Tre giorni per Cinque Terre
 · by CyberScooter: Fabrizio Villa
16/05/00 

Quale migliore occasione, per farsi una bella scooterata, se non approfittare del ponte del primo maggio e andare a trovare degli amici al mare?
Il mattino ritiro un Majesty modello 2000, nuovo nuovo, da "svezzare" e dopo pranzo parto da Milano per destinazione Castelnuovo di Magra (SP) con l'intenzione di fare meno autostrada possibile, percorrendo le strade più piacevoli e meno trafficate, dove mettere alla prova il nuovo modello Yamaha. Avendo avuto per le mani la precedente versione DX per 15.000 chilometri, sono molto curioso di vedere cosa è cambiato, veramente, su strada.
Apprezzo subito il vano bagagli. Tutto il necessario per la breve vacanza (compreso il sacco a pelo!) trova posto nel sottosella e, nel profondo vano anteriore l'abbigliamento antipioggia (che mi servirà di lì a poco) e altre piccole cose. Non è necessario legare alcunché fuori, né tantomeno usare un bauletto!

Il tempo è grigio mentre mi inoltro nella bassa padana, lambisco Pavia, passo Broni e Rocca de Giorgi, quindi mi dirigo verso il passo del Penice.
Fin qui lo scooter mi ha piacevolmente sorpreso per l'erogazione più corposa del precedente modello sia in ripresa che accelerazione e per la sella più morbida ed elastica, anche se preferivo l'altra quanto a "bassezza" da terra.
Le nuvole si fanno più minacciose mentre la strada comincia a salire, infatti di lì a poco inizia a piovere! La solita pigrizia mi spinge a tirare avanti sperando di uscire dalla nube e così arrivo al Penice mentre l'acqua comincia a bagnarmi i pantaloni scivolando dal Barbour. La protezione dello scooter è comunque ottima e si può resistere senza bagnarsi per un bel po'.
Il passo, solitamente gremito di motociclisti vocianti, è deserto e il parcheggio lucido di pioggia. Mi fermo per un the caldo come unico cliente del ristorante, mi metto braghe guanti e soprastivali impermeabili e riparto.
Con una breve deviazione faccio anche il passo del Brallo e poi comincio a scendere accompagnato dalla pioggia. La guida sul bagnato è sempre sincera e i freni indipendenti permettono di avere sempre la situazione sotto controllo.

Passo Rovegno, Montebruno e Acqua (!) con un altalenarsi di pioggia e non fino ad imboccare la statale 225 in direzione Chiavari. Il tempo è passato velocemente e sono in ritardo sui tempi, la grigliata che mi aspetta a Castelnuovo ha il suo perché e così mi butto in autostrada.
Ha smesso di piovere, ma la strada è ancora bagnata, do fondo ugualmente al mezzo per vedere come se la cava sul veloce. In effetti è leggermente più stabile del precedente, ma le raffiche di vento e la strada con qualche avvallamento di troppo invita a pelare il gas, particolarmente nelle curve in discesa dove le sospensioni innescano qualche ondeggiamento. Grazie alla pendenza il tachimetro arriva a 138 km/h indicati, niente male, ma lo scooter è veramente al limite e non è il caso di insistere.
Esco a Sarzana e arrivo a destinazione mentre ormai sta imbrunendo. Percorsi quasi 300 chilometri in cinque ore abbondanti (pause foto e varie comprese).
La buona compagnia e la grigliata che segue mi ripagano abbondantemente della sfacchinata.

La domenica mattina sveglia, "con calma", e via verso le Cinque Terre accompagnati da un sole che va e viene. Passata una incasinatissima Spezia, inizia la strada litoranea, che sale e scende a picco sul mare con un panorama spettacolare. Comincio ad incontrare moltissimi scooter, in particolare coppie in gita, oltre a parecchi sportivissimi motociclisti. La strada in discesa che porta al borgo di Vernazza è un susseguirsi di buche e asfalto in pessime condizioni che mettono a dura prova le sospensioni del Majesty. Sulle piccole asperità se la cavano abbastanza bene, ma "quando il gioco si fa duro", la ridotta escursione mostra i suoi limiti e si "salta" non poco. L'andatura non è proprio da passeggio e con una condotta più turistica le cose migliorano.
La piazza sul mare a Vernazza è bellissima e affollata di turisti italiani e stranieri. Proprio in piazza, al ristorante "da Gianni", mangiamo un "tuttopesce" veramente notevole per meno di 60.000 lire. Dopo una passeggiata ci dirigiamo a Riomaggiore, altro splendido borgo affacciato sul mare, meno affollato, ma non meno affascinante.

Lunedì primo maggio sembra una bella giornata e ci dirigiamo verso Tellaro, vicino a Lerici, dove, sotto ad un residence, c'è una bellissima spiaggia delimitata da rocce dove si può prendere un po' di sole senza la folla delle spiagge più conosciute. L'acqua è ancora piuttosto fredda, ma qualcuno fa il bagno.

Nel primo pomeriggio, a malincuore, mi rimetto in viaggio verso Milano, questa volta deciso a non toccare l'odiata autostrada.
Seguo la statale della Cisa fino a Pontremoli, la strada è piuttosto noiosa a parte qualche motociclista da stuzzicare nelle staccate e nelle curve. Poco dopo Pontremoli devio a sinistra in direzione Borgo val di Taro, superando il passo del Brattello, la strada si inerpica e le curve si fanno strette e serrate l'una all'altra, il traffico è inesistente e mi metto a tirare il più possibile. Lo scooter risponde benissimo e pian piano riesco a toccare il cavalletto in piega sia a destra che a sinistra, la buona confidenza con il mezzo e le prestazioni adeguate, permettono un passo spedito anche in salita. Incontro solo qualche motociclista tedesco che saluta incuriosito.
Continuo in direzione di Bardi e poco dopo il passo del Pellizzone devio ancora per una stradina minore, ma molto divertente che porta a Bettola, mi "ingarello" con alcuni motociclisti che dovranno ricredersi sulle qualità di uno scooter! Queste strade strette e tutte curve sono congeniali al Majesty che grazie ad una maneggevolezza e tenuta eccellente è una brutta bestia anche per le moto, non in condizioni di sfruttare i loro cavalli.

Da Bettola in poi la strada diventa ordinaria, passo Rivergaro, mi incasino a Piacenza grazie ad una segnaletica "improponibile" e mi metto sulla statale numero 9 che mi poterà a Milano mentre è ormai quasi buio.

Il giro mi ha pienamente soddisfatto anche se è piuttosto lungo e richiede una continua attenzione per non sbagliare strada, dato che le strade locali hanno spesso una segnaletica approssimativa. In compenso permette di entrare in completa sintonia con il mezzo che su questi percorsi è veramente a suo agio con il solo limite delle sospensioni che non riescono a filtrare il fondo mal messo.

Per finire un saluto e un ringraziamento agli amici di Castelnuovo Magra che mi hanno gentilmente ospitato e scarrozzato per la costa Ligure. Mi sa che ci rivedremo presto! Con un nuovo percorso extra-autostradale, naturalmente.

Testo e foto a cura di: Fabrizio Villa



Se clicchi vedi il castello!


Il giro di domenica


A picco

Corniglia dalla strada

Riomaggiore day...

...and night


Il ritorno

Vicino al passo del Brattello


Il Castello di Bardi

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