Pomeriggio in settimana,
abbastanza afoso anche se siamo soltanto in Aprile…
si gira un po’ su internet in pausa pranzo...
Vista la mia passione per le strade “carine”,
per il prossimo week end ho il compito di “riempire
una domenica”. Vediamo un po’ cosa si
può fare…
Allora siamo in aprile quindi meglio evitare i passi
alpini, che non si mai.... poi il meteo sulle Alpi
non promette niente di buono. Le donne del gruppo
al solito puntano tutto sul mare, ma proprio non
ho voglia di fare tutto il viaggio in autostrada
(che noia!) per poi far cuocere le chiappe al sole
(che noia!!!)… ci vorrebbe una via di mezzo…
E allora mi viene in mente il Trebbia: ho sentito
dire che ha un’acqua molto pulita ed invitante,
volendo si può anche prendere il sole, vorrei
vedere Bobbio che dalle foto sembra essere una meta
degna di nota, e poi… e poi bisogna trovare
una strada divertente per arrivarci…
Bene. La sera a casa cellulare spento, televisione
bandita, stradario, internet e vecchio fedele atlante
stradale DeAgostini vinto coi punti della Esso nel
1995!!!
Ecco che l’itinerario, paese dopo paese, statale
dopo statale, prende forma. E’ un momento
magico, mi piace considerarlo così: si parte
all’inizio con una riga colorata su una cartina,
poi con dei cerchi che indicano i paesi dove vale
la pena la sosta, poi quelli dove si può
fare fitness da tavola, poi i progressivi kilometrici
e alla fine ecco che hai tra le mani un foglio di
carta che si trasformerà in una serie di
paesaggi, odori, sensazioni…
Ed eccoci quindi alla domenica:
tappa di avvicinamento piuttosto noiosetta in tangenziale
est Milano, anche perché l’autostrada
non si sposa molto con l’anima della Vespa
GTS che predilige sicuramente le strade extraurbane.
Qui emerge in effetti l’unica critica che
posso muovere al mio mezzo: trasmette una sensazione
di “leggerezza” all’anteriore
dopo i 115 km/h indicati.
Va bè la tortura è breve e l’uscita
di Opera sulla ovest arriva in un batter d’occhio.
Da qui proseguiremo sulla SS412 della Val Tidone
fino al Passo Penice per poi tornare dalla Val Trebbia
con tappa a Bobbio.
Intanto il tempo migliora e la strada, con l’avanzare
dell’itinerario, passa dalle due corsie per
senso di marcia ad una sola che man mano diventa
anche piccola e stretta.
Dopo l’intersezione con la ss 234 che collega
Pavia a Cremona e il superamento del ponte sul Po
eccoci arrivare a Castel San Giovanni, molto trafficata
per il mercato domenicale.
Proseguiamo alla volta di Borgonovo Val Tidone dove
siamo accolti dalla Rocca (ora municipio), quindi
Pianello Val Tidone, Nibbiano, Caminata, Romagnese
su di una strada che è tutta da guidare anche
se personalmente prediligo il panorama alla guida
“sportiveggiante”.
La strada è un susseguirsi di curve e saliscendi
con asfalto in ottime condizioni. La “Desmovespa”
(eh eh…) si arrampica senza problemi e ci
accompagna con il suo “frullare” rassicurante.
Arrivati in cima al Passo Penice constatiamo che
siamo praticamente gli unici ad avere tra le gambe
uno scooter e non una coloratissima moto sportiva.
La sommità del passo è infatti colma
di motociclisti giunti in pellegrinaggio alla statua
di San Colombano, proclamato santo protettore dei
motociclisti. Facciamo anche noi una bella foto
di rito (un protettore in più non fa mai
male…) e via di nuovo in sella con lo stomaco
che comincia a “ragliare” dalla fame.
Arrivando dal Penice si arriva a Bobbio sulla piazza
principale dove ci fiondiamo subito con le gambe
sotto il tavolo per una degustazione di affettati
della zona (consiglio vivamente la coppa piacentina)
ed una fresca birra ristoratrice.
Dopo un caffè, dedichiamo un giro a piedi
al paese che effettivamente merita molto. Particolare
è il ponte Gobbo, con le sue arcate irregolari.
Rapido giro all’abbazia di San Colombano e
via di nuovo in sella, questa volta sulla famosa
ss45 della Val Trebbia alla volta di Piacenza.
Soltanto il tratto vicino a Bobbio merita qualcosa
poiché il resto è uno stradone che,
quasi dritto, costeggia il fiume.
Saltando la tappa spiaggia voluta dalle donne arriviamo
a Piacenza prima del previsto, costeggiamo la stazione
ferroviaria ed eccoci scavalcare il Po sul ponte
della mitica via Emilia, che collega Rimini a Milano.
Va bè.. da qui in poi non c’è
molto da dire, solo un rientro in statale da un
giro a due passi da Milano ma che nulla ha da invidiare
ad itinerari molto più blasonati.
La Vespa GTS 250 è
secondo me un mezzo molto versatile, per questo
l’ho scelta. La uso tutti i giorni per andare
in ufficio, mi “regala” delle gite fuori
porta in coppia di tutto rispetto e all’occorrenza
consente anche delle brevi vacanze (qui il limite
non è dato dal veicolo ma dal bagaglio della
morosa).
Unico difetto è come ho detto la sensazione
di leggerezza all’anteriore che si ha alle
alte velocità, ma del resto i lunghi spostamenti
in autostrada non collimano con lo spirito di qesto
fantastico mezzo.
Il motore c’è sempre: è dolce
e regolare nell’erogazione ma quando si cerca
lo spunto lo si trova sempre, anche a 120 indicati.
Il voto più alto lo meritano comunque i consumi;
da 0 a 10: 12 e lode!!! Io non so come abbiano fatto
in Piaggio a realizzare il Quasar 250 ma è
una cosa incredibile e ne approfitto pubblicamente
per far loro i miei complimenti. In 7.000 km non
sono mai riuscito a scendere sotto i 28 km/litro,
ma normalmente siamo intorno ai 32 km/lt e a volte
anche sopra…. Ebbene si, con 10 € di
benzina (quasi 8 litri) percorro almeno 255 km!!!
Alro che iniettori pompa e common rail…
Bè e poi... vogliamo non dire niente della
vanità???… Eh eh eh …delle persone
che si girano ai semafori a guardarla, di quelli
che ti fermano e chiedono informazioni… dopo
tutto anche l’occhio vuole la sua parte.
Testo e foto: Cristiano
Ballerio
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