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DESCRIZIONE
Scooter: Malaguti madison 150
Periodo: Agosto
Km: 630
Tempo: 3 giorni
Attenti: portate la Carta d'Identità e fate il pieno a Livigno.


 · Vacanza a Chiavenna e Livigno
 · by Andrea & Ilaria
15/01/03

22 agosto 2002 - Più volte durante l’inverno abbiamo pensato di fare i turisti in scooter, così alla prima occasione che ci si è presentata non abbiamo fatto altro che fare i bagagli (pochi), il pieno e partire.
Il periodo designato era la settimana seguente al ferragosto, la meta del nostro tour Livigno, passando per il cantone Svizzero dei Grigioni.
Abbiamo deciso di organizzare il viaggio in tre giorni per 2 motivi: innanzitutto per non caricare di troppi chilometri il Madison e poi per non stancarci eccessivamente e goderci “la gita”.
La tabella di marcia prevedeva per il primo giorno la partenza da Pavia, l’arrivo e il pernottamento a Chiavenna (SO), il secondo giorno la partenza per Livigno e successivo rientro in serata, e il terzo giorno il ritorno a casa.

Primo Giorno: la partenza era stata fissata per le ore 10.30, ma a causa del tempo è stata ritardata di circa mezzora, infatti viste le variabili condizioni meteo eravamo indecisi se partire o meno, ma poi dopo aver interpellato le APT di mezza Valtellina e consultato tutti i siti meteo di Internet ci siamo decisi a partire, incrociando le dita.
In sella al nostro Malaguti Madison 150, siamo partiti verso la tangenziale est di Milano, in direzione Monza, dove la nostra moto viaggiava sicura e decisa.
Velocità di crociera circa 110 Km/h, il traffico era fortunatamente scarso e in tangenziale ho potuto tastare nuovamente le ottime doti di stabilità del Maddy, risente quasi nulla delle scie dei mezzi pesanti e rari sono gli ondeggiamenti dovuti al vento laterale.
Superata Milano, abbiamo percorso la statale fino a Lecco, era circa mezzogiorno per cui abbiamo deciso di fermarci a mangiare sul lungolago.
Dopo una pausa di circa un’ora siamo partiti in direzione Chiavenna.
Chiunque si reca in Valtellina può scegliere tra due strade: la superstrada che passa nelle montagne sopra il lago, quasi completamente rettilinea in un susseguirsi di gallerie oppure la vecchia strada provinciale, più lenta e tortuosa che costeggia il lago.
Naturalmente abbiamo deciso di proseguire per il lungolago, dove abbiamo potuto ammirare il panorama.
La strada è assai piacevole, pochi rettilinei, molte curve dolci nelle quali il Maddy si inseriva senza esitazione in un piacere di guida assoluto.
Punti in cui prestare attenzione sono le vecchie gallerie presenti, poco illuminate e con il rischio di scivolare a causa della pioggia caduta poco prima del nostro passaggio, inoltre alla fine di Varenna era presente una galleria con pavimentazione in granito (!) dove l’abilità sui pattini da ghiaccio mi ha dato sicuramente un aiuto.
Terminato il lungo lago, abbiamo percorso la statale fino a Chiavenna, in direzione di Piuro, dove avevamo prenotato una stanza in albergo, qui ci siamo riposati e a causa del tempo instabile abbiamo deciso di fare una passeggiata fino al centro di Chiavenna.
Così il primo giorno è passato, ammirando il paesaggio e degustando i cibi locali, come i pizzoccheri e la bresaola.

Il secondo giorno, c'era apparso in un primo momento caratterizzato da temporali, per questo motivo abbiamo dovuto rinviare la partenza nel pomeriggio.
Infatti al mattino non ci ha svegliato la sveglia ma un bel temporale, tanto che eravamo pronti a passare in albergo l’intera giornata.
Fortunatamente il tempo si e’ schiarito verso mezzogiorno e dopo un veloce pasto abbiamo deciso di partire in direzione Livigno.
In verità nessuno di noi credeva di arrivarci, si è partiti all’avventura fissandosi mete intermedie, vedendo fino dove si riuscisse ad arrivare
In sella alla nostra moto ci siamo diretti verso il passo Maloia quota 1815 m.s.l.m.
Anche se prima di giungere al passo abbiamo dovuto fermarci alla dogana Svizzera per il controllo dei documenti e… se posso darvi un consiglio controllate che la vostra carta d’identità non sia scaduta, anche di un solo giorno, perché non vi faranno passare!
All’inizio la strada e’ quasi rettilinea, neanche sembra di guidare su strade alpine, solo negli ultimi 5 km la strada inizia a salire bruscamente con una serie impressionante di tornanti uno dopo l’altro.
Le numerose curve erano larghe e la moto non ha avuto nessuna difficoltà nell'affrontare il tragitto, le velocità di punta non erano elevate (max 100km/h scarsi) a causa del falsopiano in salita, ma la ripresa all’uscita dei tornanti era buona.
Arrivati al passo il clima si è presentato discreto, così dopo una pausa per le foto e per sgranchirci le gambe, siamo ripartiti sperando che il clima ci permettesse di arrivare a Saint Moritz.
La strada per Saint Moritz è caratterizzata anch’essa da lunghi rettilinei, e curve strette che costeggiano un bellissimo lago.
Arrivati a questa prima destinazione, abbiamo girato un po’ per la città, suscitando nelle persone presenti curiosità, forse perché lì la gente si sposta in limousine, oppure perché noi eravamo un po’ troppo coperti.
Il tempo a disposizione non era molto, il sole faceva capolino così subito dopo siamo partiti verso il Passo Bernina.
Anche questa volta non abbiamo potuto fare a meno di guardare il paesaggio che si offriva a noi, tanto bello che non si trovano le parole per descriverlo.
Abbiamo ammirato il ghiacciaio del Diavolezza che imponente si scorgeva in lontananza, distese di verde dove mucche pascolavano tranquillamente facevano da cornice ai nostri chilometri.
La strada che porta al passo Bernina e’ ampia e abbastanza trafficata, la salita inizia subito, un lungo rettilineo con pendenze del 12% che nella parte finale ha dato qualche problema al Maddy che iniziava a calare di giri (NB: dopo il passo Maloia non si scende mai sotto i 1700 metri, l’aria rarefatta toglieva qualche cavallo al motore…), poi la salita si fa più dolce con qualche tornante e ampie curve.
Caratteristica della strada che porta al Bernina è che per un buon tratto costeggia la ferrovia, così più volte abbiamo visto scorrere di fianco a noi il trenino svizzero che da Saint Moritz porta a Poschiavo passando per il Passo.
Arrivati ai 2513 m.s.l.m. del passo ci siamo fermati, ad osservare il panorama, il massiccio del Bernina che supera i 4000 metri era davanti a noi tanto vicino che sembrava di toccarlo, dopo le foto di rito siamo entrati nel bar a prenderci un caffè.
Arrivati al Passo abbiamo deciso di continuare fino a Livigno, oramai i 15 Km che ci separavano della meta non ci preoccupavano.
La strada che porta a Livigno si è presentata facile da percorrere, dal Bernina la strada scende velocemente fino alla dogana per il rientro in Italia.
Dopo la dogana si prende in direzione Livigno lungo una strada che, passando a quota 1800 metri, costeggia le cime dei monti fino ad arrivare, in mezzo a paesaggi selvatici e molto caratteristici, a destinazione.
Giunti a Livigno, ci siamo rilassati con un giro nel centro città concentrandoci su qualche acquisto e bevendo un altro caffè.
All’approssimarsi della sera, ma soprattutto di nuvole minacciose, dopo un caffè e qualche acquisto abbiamo deciso di ripartire alla volta di Chiavenna,
Al ritorno da Livigno ci siamo fermati per pochi minuti solo a St. Mortz, poi giù veloci verso Chiavenna. Non abbiamo incontrato traffico per due motivi: iniziava a cadere qualche goccia di pioggia e poi era orario di cena.

Il terzo giorno siamo partiti alla volta di Pavia.
Durante il rientro si è fatta una sosta alla splendida cascata in località Prosto.
Un poco stanchi, ma molto soddisfatti per i giorni passati, siamo partiti in direzione di Lecco.
Ancora una volta la fortuna ci ha aiutato e siamo riusciti ad evitare i vari temporali presenti in zona, arrivando felici ed asciutti a casa.

Penso che percorrere queste strade con la moto permetta di ammirare al meglio le bellezze dei posti Il Maddy si è comportato egregiamente, nonostante la cilindrata ridotta non ha mostrato alcuna esitazione.
Ho potuto constatare la notevole resistenza dell’impianto frenante nelle lunghe discese e la bontà del freno motore.
Nota di merito all’abbigliamento che ci ha protetti dal freddo durante il tragitto in quota, non si trattava però di abbigliamento specifico, ma degli stessi abiti che utilizziamo sulle piste da sci nella stagione invernale!
Per le statistiche i chilometri sono stati 630, fatti con tre pieni di benzina (Italia 1.050 Eu/l; in Svizzera 1.00 Eu/litro circa e a Livigno la bellezza di soli 0.7 Eu/l!!).
Bagagli: siamo partiti con il minimo indispensabile, non ho il bauletto per cui abbiamo sfruttato al massimo lo spazio sottosella con una piccola borsa da viaggio e uno zainetto “Invicta” sul tunnel centrale, penso che sarebbero state molto comode la borse laterali di cui ho già in programma l’acquisto….
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Un saluto e al prossimo racconto.

Testo e foto by: Andrea e Ilaria da Pavia su Maddy 150 Silver
















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