| 22 agosto
2002 - Più volte durante l’inverno abbiamo
pensato di fare i turisti in scooter, così alla
prima occasione che ci si è presentata non abbiamo
fatto altro che fare i bagagli (pochi), il pieno e partire.
Il periodo designato era la settimana seguente al ferragosto,
la meta del nostro tour Livigno,
passando per il cantone Svizzero dei Grigioni.
Abbiamo deciso di organizzare il viaggio in tre giorni
per 2 motivi: innanzitutto per non caricare di troppi
chilometri il Madison e poi per non stancarci eccessivamente
e goderci “la gita”.
La tabella di marcia prevedeva per il primo giorno la
partenza da Pavia, l’arrivo
e il pernottamento a Chiavenna
(SO), il secondo giorno la partenza per Livigno e successivo
rientro in serata, e il terzo giorno il ritorno a casa.
Primo Giorno: la partenza
era stata fissata per le ore 10.30, ma a causa del tempo
è stata ritardata di circa mezzora, infatti viste
le variabili condizioni meteo eravamo indecisi se partire
o meno, ma poi dopo aver interpellato le APT di mezza
Valtellina e consultato tutti
i siti meteo di Internet ci siamo decisi a partire, incrociando
le dita.
In sella al nostro Malaguti Madison
150, siamo partiti verso la tangenziale est di
Milano, in direzione Monza,
dove la nostra moto viaggiava sicura e decisa.
Velocità di crociera circa 110
Km/h, il traffico era fortunatamente scarso e in
tangenziale ho potuto tastare nuovamente le ottime doti
di stabilità del Maddy, risente quasi nulla delle
scie dei mezzi pesanti e rari sono gli ondeggiamenti dovuti
al vento laterale.
Superata Milano, abbiamo percorso la statale fino a Lecco,
era circa mezzogiorno per cui abbiamo deciso di fermarci
a mangiare sul lungolago.
Dopo una pausa di circa un’ora siamo partiti in
direzione Chiavenna.
Chiunque si reca in Valtellina può scegliere tra
due strade: la superstrada
che passa nelle montagne sopra il lago, quasi completamente
rettilinea in un susseguirsi di gallerie oppure la vecchia
strada provinciale, più
lenta e tortuosa che costeggia il lago.
Naturalmente abbiamo deciso di proseguire per il lungolago,
dove abbiamo potuto ammirare il panorama.
La strada è assai piacevole, pochi rettilinei,
molte curve dolci nelle quali il Maddy si inseriva senza
esitazione in un piacere di guida assoluto.
Punti in cui prestare attenzione sono le vecchie gallerie
presenti, poco illuminate e con il rischio di scivolare
a causa della pioggia caduta poco prima del nostro passaggio,
inoltre alla fine di Varenna
era presente una galleria con pavimentazione in granito
(!) dove l’abilità sui pattini da ghiaccio
mi ha dato sicuramente un aiuto.
Terminato il lungo lago, abbiamo percorso la statale fino
a Chiavenna, in direzione
di Piuro, dove avevamo prenotato
una stanza in albergo, qui ci siamo riposati e a causa
del tempo instabile abbiamo deciso di fare una passeggiata
fino al centro di Chiavenna.
Così il primo giorno è passato, ammirando
il paesaggio e degustando i cibi locali, come i pizzoccheri
e la bresaola.
Il secondo giorno, c'era
apparso in un primo momento caratterizzato da temporali,
per questo motivo abbiamo dovuto rinviare la partenza
nel pomeriggio.
Infatti al mattino non ci ha svegliato la sveglia ma un
bel temporale, tanto che eravamo pronti a passare in albergo
l’intera giornata.
Fortunatamente il tempo si e’ schiarito verso mezzogiorno
e dopo un veloce pasto abbiamo deciso di partire in direzione
Livigno.
In verità nessuno di noi credeva di arrivarci,
si è partiti all’avventura fissandosi mete
intermedie, vedendo fino dove si riuscisse ad arrivare
In sella alla nostra moto ci siamo diretti verso il passo
Maloia quota 1815
m.s.l.m.
Anche se prima di giungere al passo abbiamo dovuto fermarci
alla dogana Svizzera per il controllo dei documenti e…
se posso darvi un consiglio controllate che la vostra
carta d’identità non sia scaduta, anche di
un solo giorno, perché non vi faranno passare!
All’inizio la strada e’ quasi rettilinea,
neanche sembra di guidare su strade alpine, solo negli
ultimi 5 km la strada inizia a salire bruscamente con
una serie impressionante di tornanti uno dopo l’altro.
Le numerose curve erano larghe e la moto non ha avuto
nessuna difficoltà nell'affrontare il tragitto,
le velocità di punta non erano elevate (max 100km/h
scarsi) a causa del falsopiano in salita, ma la ripresa
all’uscita dei tornanti era buona.
Arrivati al passo il clima si è presentato discreto,
così dopo una pausa per le foto e per sgranchirci
le gambe, siamo ripartiti sperando che il clima ci permettesse
di arrivare a Saint Moritz.
La strada per Saint Moritz è caratterizzata anch’essa
da lunghi rettilinei, e curve strette che costeggiano
un bellissimo lago.
Arrivati a questa prima destinazione, abbiamo girato un
po’ per la città, suscitando nelle persone
presenti curiosità, forse perché lì
la gente si sposta in limousine, oppure perché
noi eravamo un po’ troppo coperti.
Il tempo a disposizione non era molto, il sole faceva
capolino così subito dopo siamo partiti verso il
Passo Bernina.
Anche questa volta non abbiamo potuto fare a meno di guardare
il paesaggio che si offriva a noi, tanto bello che non
si trovano le parole per descriverlo.
Abbiamo ammirato il ghiacciaio del
Diavolezza che imponente si scorgeva in lontananza,
distese di verde dove mucche pascolavano tranquillamente
facevano da cornice ai nostri chilometri.
La strada che porta al passo Bernina e’ ampia e
abbastanza trafficata, la salita inizia subito, un lungo
rettilineo con pendenze del 12% che nella parte finale
ha dato qualche problema al Maddy che iniziava a calare
di giri (NB: dopo il passo Maloia non si scende mai sotto
i 1700 metri, l’aria rarefatta toglieva qualche
cavallo al motore…), poi la salita si fa più
dolce con qualche tornante e ampie curve.
Caratteristica della strada che porta al Bernina è
che per un buon tratto costeggia la ferrovia, così
più volte abbiamo visto scorrere di fianco a noi
il trenino svizzero che da Saint Moritz porta a Poschiavo
passando per il Passo.
Arrivati ai 2513 m.s.l.m.
del passo ci siamo fermati, ad osservare il panorama,
il massiccio del Bernina che supera i 4000 metri era davanti
a noi tanto vicino che sembrava di toccarlo, dopo le foto
di rito siamo entrati nel bar a prenderci un caffè.
Arrivati al Passo abbiamo deciso di continuare fino a
Livigno, oramai i 15 Km che ci separavano della meta non
ci preoccupavano.
La strada che porta a Livigno si è presentata facile
da percorrere, dal Bernina la strada scende velocemente
fino alla dogana per il rientro in Italia.
Dopo la dogana si prende in direzione Livigno lungo una
strada che, passando a quota 1800 metri, costeggia le
cime dei monti fino ad arrivare, in mezzo a paesaggi selvatici
e molto caratteristici, a destinazione.
Giunti a Livigno, ci siamo
rilassati con un giro nel centro città concentrandoci
su qualche acquisto e bevendo un altro caffè.
All’approssimarsi della sera, ma soprattutto di
nuvole minacciose, dopo un caffè e qualche acquisto
abbiamo deciso di ripartire alla volta di Chiavenna,
Al ritorno da Livigno ci siamo fermati per pochi minuti
solo a St. Mortz, poi giù veloci verso Chiavenna.
Non abbiamo incontrato traffico per due motivi: iniziava
a cadere qualche goccia di pioggia e poi era orario di
cena.
Il terzo giorno siamo partiti
alla volta di Pavia.
Durante il rientro si è fatta una sosta alla splendida
cascata in località
Prosto.
Un poco stanchi, ma molto soddisfatti per i giorni passati,
siamo partiti in direzione di Lecco.
Ancora una volta la fortuna ci ha aiutato e siamo riusciti
ad evitare i vari temporali presenti in zona, arrivando
felici ed asciutti a casa.
Penso che percorrere queste strade con la moto permetta
di ammirare al meglio le bellezze dei posti Il Maddy si
è comportato egregiamente, nonostante la cilindrata
ridotta non ha mostrato alcuna esitazione.
Ho potuto constatare la notevole resistenza dell’impianto
frenante nelle lunghe discese e la bontà del freno
motore.
Nota di merito all’abbigliamento
che ci ha protetti dal freddo durante il tragitto in quota,
non si trattava però di abbigliamento specifico,
ma degli stessi abiti che utilizziamo sulle piste da sci
nella stagione invernale!
Per le statistiche i chilometri sono stati 630,
fatti con tre pieni di benzina (Italia 1.050 Eu/l; in
Svizzera 1.00 Eu/litro circa e a Livigno la bellezza di
soli 0.7 Eu/l!!).
Bagagli: siamo partiti con
il minimo indispensabile, non ho il bauletto per cui abbiamo
sfruttato al massimo lo spazio sottosella con una piccola
borsa da viaggio e uno zainetto “Invicta”
sul tunnel centrale, penso che sarebbero state molto comode
la borse laterali di cui ho già in programma l’acquisto….
.
Un saluto e al prossimo racconto.
Testo e foto by: Andrea
e Ilaria da Pavia su Maddy 150 Silver
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