>> ITALIA NORD






























DESCRIZIONE
Periodo: 17/11/02
Partecipanti: 20
Scooter: 17 di cui 7 Tmax
Totale km: circa 120
Difficoltà: strade strette e viscide

 

 C.S.C.: "Cold Scooter a Brunate" (CO)
 · by Dario Ighina
12/03/03

Domenica 17 Novembre 2002: Gita CyberScooterClub e TmaxClub a Brunate (CO)
È da una settimana che piove incessantemente, in particolare, al nord, più in dettaglio in Lombardia, e ancor più precisamente nelle zone dei laghi, aggiungiamo il varesotto, infiliamoci anche Lecco e non ultimo Como... COMO?!?!? “Ma non lo sai che proprio nel comasco hanno chiuso alcune strade per via dell’alluvione... frane … smottamenti??? Non sarete mica così matti da andare lo stesso?!?!?” qualcuno (omissis) mi fa forse anche giustamente presente che qualche incongruenza con l’idea di una domenica in moto all’insegna della spensieratezza e del relax, c’è, e ben presente. Ma non importa, noi siamo eroi, ci piacciono le strisce pedonali viscidissime per il bagnato, l’asfalto insidioso che nelle curve strette e lente (magari in salita... vero? ed in discesa peggio...) ti costringe a giocare col gas per evitare di 'scarligare', talvolta (i più prudenti) con anche giù il piede come quando si era piccoli e lo si faceva in bicicletta nel tentativo di emulare i piloti di motocross (peccato che loro saltano come gazzelle, mentre noi tremiamo solo al pensiero delle carene per terra...) e, dulcis in fundo, le foglie cadute dagli alberi e trasformatesi, grazie alla pioggia, in una sorta di poltiglia molliccia ed insidiosa e tanto viscida da costringerti a guidare come fossi sulla neve.
Una bella premessa, non c’è che dire, ma se solo mi avessero tolto anche uno solo degli “ininfluenti” dettagli pocanzi citati, non mi sarei divertito allo stesso modo.

Or dunque, ecco la cronaca di questa splendida gita.
Ore 8.10: dopo un buona mezzora che dal calduccio del mio letto ascolto lucido e sveglissimo lo scrosciare di una pioggia oceanica, con mia moglie che ronfa come un ghiro (beata lei!!!), decido di anticipare la sveglia (puntata alle 8.30) e di alzarmi.
Io ho smesso di farmi le canne, ma quest’idea di uscire per una gita sotto un’acqua del genere, è degna di chi fa uso di certe allegre sostanzine. Ma io sono un eroe, ‘ste piccolezze non mi toccano, tsè!... anche se in verità, prima di oggi, ho lasciato fermo il Tmax per una settimana per via di un raffreddore misto sinusite, contornato da sintomi influenzali. Tutto per non rinunciare alla gita, non me lo perderei per nulla al mondo.
E poi se non andassi mi prenderebbero per il culo da qui all’eternità.

In 45 minuti circa mi sono lavato, vestito, ho fatto colazione, mi sono lavato i denti e mi sono scafandrato per uscire in moto. Tutti ‘sti giubboni e coperture hi-tech antipioggia antifreddo antitutto anti-Dio-solo-sa-cosa reggeranno ad una giornata sotto l’acqua? Lo scopriremo presto.
Saluto mia moglie, ormai sveglia dal casino, e scendo in box. Piove, e anche tanto, ma non fa freddo. Magra consolazione... Avvio il Tmax, che fedele come sempre, parte in battuta: 5 minuti per scaldarlo e 10 per aspettare che spiova, almeno un pochino... dai ... niente da fare!!!

9.15 mi butto sotto un torrente in piena e tempo 15 minuti esatti sono al ritrovo, al Motobar. Con mia grande sorpresa vedo 3 Tmax parcheggiati: WOW!!! Sono 3 dei miei!! Precisi come da mia richiesta, sono arrivati un po’ prima, così da conoscerci. D’altra parte questo è anche il 1° raduno del TmaxClub. Per fortuna adesso non piove. In un attimo siamo già in amicizia e piano piano il gruppo si ingrossa: con CyberScooterClub e TmaxClub insieme, alla fine si conteranno 2 Leonardo 250, 7 Tmax, 2 Burgman 650, 2 Burgman 250, 1 X9500, 2 SilverWing ed un fuoristrada... beati loro... e spero di ricordare tutti, diversamente scusatemi.
20 minuti per entrare tutti in sintonia mentre Fabrizio ci dà le ultime istruzioni circa il percorso, frattanto si scattano le prime foto mentre tutti i partecipanti fremono per partire.

Siamo pronti? Via!! Tutti in fila dietro a Lorenzo che eroicamente riesce a tenere in piedi l’X9 500 sul bagnato, l'ho sempre detto io che è un equilibrista!!!! ;-))
Io sono nelle retrovie, come mia prima gita in assoluto voglio vedere ed imparare la dinamica della colonna viaggiante.
La velocità media è intorno ai 60-70 km/h, sotto una pioggia che varia dai valori di una cascata, per sopire ad un’umidità solida piuttosto pesante. Tutto sommato è divertente. Anzi, molto divertente. Ogni tanto sento un rombo cupo ed invitante: è Danilo che col suo scarico modificato sul Tmax produce un rumorino aggressivo!! E poi c’è anche un omino tutto blu chiaro che guida un Tmax grigio: ???? aaahhh!! Il Bonte!! E poi mi compiaccio perché c’è qualcuno che come me ha il sottocasco: sembra Diabolik, per di più che c’ha anche il pantalone in pelle molto trendy... ;-))

Bene! Comincio a scattare le prime foto in velocità, chi prendo prendo, mentre noto per la prima volta che ogni tanto qualcuno si sofferma in prossimità di rotonde e/o precedenze per lasciare transitare tutto il nostro biscione senza che alcun autoveicolo si inserisca spezzando la continuità del gruppone. C’è poi un prode destriero che saltuariamente ci viene a trovare nelle retrovie per accertarsi che... ci siamo ancora tutti?... o che nessuno sia scappato??... non si sa mai, qualcuno potrebbe aver infilato la via di casa!!! Con questo tempo!!! Ma siamo marcati stretti alle spalle da un fuoristrada che ci pedina silenziosamente... impossibile la fuga!!!

Il percorso passa per Monza, aggira la Villa Reale, attraversa la Brianza, quindi Casatenovo, Barzanò, Oggiono, costeggia il lago di Annone (MAGNIFICO!!) e volge verso Como. Il panorama è in alcuni tratti magnifico, ed il fastidio della pioggia lascia spazio alla visuale di prati invitanti, boschi e boschetti di ogni tipo, casette tipiche e la riva del lago che non perde mai il suo fascino, anche se sotto la pioggia.
A questo punto ci fermiamo presso un’Oasi Tamoil (non potevano usare termine più appropriato!!) dove qualcuno fa benzina, qualcuno si copre con le cerate, qualcuno si fa una pisciatina, insomma: una sosta provvidenziale.
Più avanti raggiungiamo il lago di Pusiano, Albese, Tavernerio, Solzago e Ponzate. La strada comincia a salire parecchio e si fa strettina, piuttosto insidiosa, e tra la pioggia, le foglie macerate a terra e il fondo anche un po’ sconnesso, c’è da stare abbottonati. Se poi ci lasciamo intimorire da quei costoni in pietra alti 3 metri presenti sulle curve (per intendersi quelli che se per sfiga ci strisci ti consumi come la gomma pane), siamo rovinati.
Ma noi procediamo in tutta tranquillità fino a Civiglio e quindi Brunate. Tiriamo fino a S.Maurizio (916 m.) dove ci fermiamo per fare la foto di gruppo in cima ad una salitella di 20 metri che termina ai piedi della scalinata che, con due passi, conduce al faro Voltiano.
Bene, già riuscire a fermare lo scooter (senza freno a mano) in sosta sul ciottolato bagnato, in discesa (e che discesa), è degno di ogni merito. Quando poi lo devi girare col muso a valle, beh! Tutti i chili del mezzo si fanno sentire, mentre l’aderenza sotto le scarpe è scarsa... molto scarsa... e senti le dolci metà dei viaggianti in coppia che con un filo di voce dicono: ”...amore... forse è meglio se aspetto a salire... prima conviene che ti giri...”, decisione molto saggia, anche perché la discesa è paragonabile ad una pista rossa da sci abbastanza impegnativa. Fate voi.
Molti salgono a piedi al faro Voltiano per ammirare il vastissimo panorama (certo col sole è meglio!!!), ma un grappolo di irriducibili rimane agli scooters... il feticismo non ha limiti... ;-)

Dopo 15 minuti tutti in sella, e via per l’ultima arrampicata fino alla Baita Carla. Fermi tutti: per arrivare alla baita, ci sono circa 400 metri di sterrato, con pozze e sassi acuminati, insomma una sorta di prova speciale. Dopo aver fatto 5000 km in Spagna, credevo di aver fatto assaggiare qualsiasi tipo di fondo stradale al mio prode Tmax, ma questa no, evidentemente mi sbagliavo. Se poi aggiungiamo che qualcuno, (omissis) fermatosi prima dello sterrato per fotografare tutti noi mentre passiamo, e che io molto amichevolmente aspetto per affrontare insieme lo sterrato, mi raggiunge e mi precede sullo sterrato come se stesse guidando un CR250 da cross (invece ha uno scooter...), beh!, per un attimo invece di guidare un Tmax, ho creduto di essere in sella ad un Trial. Ebbene sì, succedono anche queste cose.

Ma eccoci giunti al nostro tanto agognato ristorante: per fortuna non piove, e con molta agilità parcheggiamo gli scooters tra le panche di legno dove normalmente si mangia d’estate. Tutti dentro, prendi il posto, aaaahhhhh senti che calduccio, e la proprietaria, molto gentilmente, ci mette a disposizione una camera dove lasciamo giubbotti, caschi, cerate e tutto il resto.
Il ristorante è davvero accogliente, ottima scelta. E già si percepisce la sensazione del calduccio che ristora animi e panza!!

Le portate: antipasto di affettati, preceduti da crostini caldi con sopra una fettina (credo) di pancetta. Succulenti. Per i primi affrontiamo pizzoccheri e gnocchi al ragù, seguiti da polenta con formaggio e carne in abbondanza. Il tutto accompagnato da acqua e vino rosso. Purtroppo io sono astemio, e ciò non mi consente di esprimermi circa il vino, ma... le molteplici brocche vuote... parlano da sole.
Ed ecco il caffè, preceduto da una buonissima torta di mele e un’altra al cioccolato. Scatta quindi la “movimentazione” del dopo pranzo: qualcuno si alza, e la danza dei posti a tavola si apre. Se eri seduto qui, adesso sei seduto là, e chi era seduto di là, adesso è di qua. Da che sono al mondo, questo è il sistema più bello per chiaccherare in completa armonia e spensieratezza. In altre parole, si dicono un tale quantità di cazzate, che alla fine ci si alza dalla disperazione. Nooooo!! Sto scherzando!!! E’ bellissimo!!
Intanto si susseguono le uscite dei fumatori insieme a quelli che vogliono scattare qualche splendida foto di gruppo, con lo sfondo molto nuvoloso, eh sì, perché vista l’altezza ed il tempo, siamo proprio in mezzo alle nuvole. E sembra anche che il freddo aumenti. Nooo è solo un’impressione???

Una volta saldato il pranzo degli eroi, eccoci giunti al momento del rientro. Sotto con la vestizione! c’è qualcuno che ha una vera e propria armatura sotto al giubbino (minchiazza... STAR WARS), qualcuno ha ancora i guanti bagnati (sono un genio, lo so), qualcuno invece ha il casco un po’ umidiccio e qualcun altro non trova più il telefonino. Sarà colpa del vino? Mah! Speriamo in bene per la discesa!!
Tutti in sella, il gruppo comincia a scendere ma noi del TmaxClub ci attardiamo un attimo per scattare le ultime foto tra le quali quella con ben 7 Tmax in fila: ESOTERICA!!!

Se non vi ricordate, ve lo dico io: adesso c’è un bello sterrato parzialmente in discesa e disseminato di pozze. Mi muovo per primo, scendo tranquillo tranquillo, accennando qua e là qualche sgommatina di gas. Finito lo sterrato, c’è la piazzetta dove tutti gli altri ci stanno aspettando. Finisco lo sterrato con fare allegro, il Tmax vuncio lercio come avessi fatto la speciale WRC in Norvegia, mi inserisco nel gruppo, mi fermo e sento qualcuno che, con tono molto ironico dice: ”piano, piano... vai piano...”. No comment. Qualcuno all’andata l’ha fatto a manetta. Ma non a manetta: A MANETTA!!!
Casualmente, mi trovo parcheggiato in mezzo ad un tris di individui che sono Fabrizio, Lorenzo e Maurizio, i quali molto “simpaticamente” mi comunicano che sarò il “resocontista“ della giornata. Dopo qualche “no... dai... ma no... sono pieno di roba da fare… ok va bene”. D’altra parte, quando mi ricapita un’altra occasione per annoiarvi tutti con le mie storie?
Bando alle ciance, dopo questa investitura, il gruppo si rimette in marcia, tutti giù in volata fino a Como, tra foglie marce e viscide e ciottolato bagnato, ma per fortuna senza pioggia.

Stop per i saluti in città, a bordo strada: e qui ci dividiamo, con un po’ di malincuore perché ci siamo divertiti tutti da matti, alla faccia del tempo di m...a che ci ha accompagnato! Tiè!

Qualcuno freme, quindi si riparte e per noi che scendiamo a Milano, il gruppo è composto da 4 Tmax + 1 X9 500. Una volta usciti da Como, imbocchiamo la Milano-Meda, ed i primi chilometri servono a saggiare il fondo stradale che si rivela un po’ bagnaticcio, quindi nei curvoni siamo parecchio “schisci”. Ma poco prima di arrivare a Bovisio e quindi salutare Lorenzo, l’asfalto ci appare incredibilmente asciuttissimo ed il cielo parzialmente aperto. 2 curve e siamo già con le gomme spalla-spalla, ovviamente sempre nei limiti imposti dal codice della strada. ;-))
E tra noi c'è un Tmax che nelle pieghe al limite rimane indietro, dice lui: "ma io ho le gomme liscissime!!!", ma non è l'unico, anch'io col battistrada sono alla canna del gas (quasi 14000km percorsi!!!). Mah!! come carrozziere è bravissimo, per il resto... farebbe meglio a guidare il Ciao... :-))))) Scherzoooo!!!! Mentre Danilo sul bagnato piega mica male (missà che lui ha le gomme messe meglio, DECISAMENTE MEGLIO!!)).

Tirando le somme: ci siamo divertiti da matti, non vediamo l’ora di fare il prossimo raduno e, personalmente, sono felicissimo di aver conosciuto i membri di CyberScooter ed i miei soci di TmaxClub. Una giornata splendida.
Per il TmaxClub erano presenti: Danilo, Fabio, Pol, Bonte, Dario (con zavorrina) e lo scrivente.

Un ringraziamento particolare a Fabrizio ed a tutto il CyberScooterClub, che con la loro “ospitalità” ci hanno fatto trascorrere una giornata unica e, speriamo, ripetibile quanto prima.

Spero di avervi divertito durante la lettura di questo resoconto!!! Sicuramente non ho menzionato tutti, e mi scuso, ma ancora ho qualche difficoltà con i nomi. Portate pazienza. La prossima volta sarò più dettagliato.
Alla prossima!!!
Dario®

Testo by: Dario®

Foto by: Dario®, Fabrizio Villa

Un ampio servizio fotografico sulla gita, e tanto altro, è disponibile al sito TMAXCLUB.it dell'attivissimo Dario, autore del report.
































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