| Domenica
17 Novembre 2002: Gita CyberScooterClub e TmaxClub a Brunate
(CO)
È da una settimana che piove incessantemente, in
particolare, al nord, più in dettaglio in Lombardia,
e ancor più precisamente nelle zone dei laghi,
aggiungiamo il varesotto, infiliamoci anche Lecco e non
ultimo Como... COMO?!?!? “Ma non lo sai che proprio
nel comasco hanno chiuso alcune strade per via dell’alluvione...
frane … smottamenti??? Non sarete mica così
matti da andare lo stesso?!?!?” qualcuno (omissis)
mi fa forse anche giustamente presente che qualche incongruenza
con l’idea di una domenica in moto all’insegna
della spensieratezza e del relax, c’è, e
ben presente. Ma non importa, noi siamo eroi, ci piacciono
le strisce pedonali viscidissime per il bagnato, l’asfalto
insidioso che nelle curve strette e lente (magari in salita...
vero? ed in discesa peggio...) ti costringe a giocare
col gas per evitare di 'scarligare', talvolta (i più
prudenti) con anche giù il piede come quando si
era piccoli e lo si faceva in bicicletta nel tentativo
di emulare i piloti di motocross (peccato che loro saltano
come gazzelle, mentre noi tremiamo solo al pensiero delle
carene per terra...) e, dulcis in fundo, le foglie cadute
dagli alberi e trasformatesi, grazie alla pioggia, in
una sorta di poltiglia molliccia ed insidiosa e tanto
viscida da costringerti a guidare come fossi sulla neve.
Una bella premessa, non c’è che dire, ma
se solo mi avessero tolto anche uno solo degli “ininfluenti”
dettagli pocanzi citati, non mi sarei divertito allo stesso
modo.
Or dunque, ecco la cronaca
di questa splendida gita.
Ore 8.10: dopo un buona mezzora
che dal calduccio del mio letto ascolto lucido e sveglissimo
lo scrosciare di una pioggia oceanica, con mia moglie
che ronfa come un ghiro (beata lei!!!), decido di anticipare
la sveglia (puntata alle 8.30) e di alzarmi.
Io ho smesso di farmi le canne, ma quest’idea di
uscire per una gita sotto un’acqua del genere, è
degna di chi fa uso di certe allegre sostanzine. Ma io
sono un eroe, ‘ste piccolezze non mi toccano, tsè!...
anche se in verità, prima di oggi, ho lasciato
fermo il Tmax per una settimana per via di un raffreddore
misto sinusite, contornato da sintomi influenzali. Tutto
per non rinunciare alla gita, non me lo perderei per nulla
al mondo.
E poi se non andassi mi prenderebbero per il culo da qui
all’eternità.
In 45 minuti circa mi sono lavato, vestito, ho fatto colazione,
mi sono lavato i denti e mi sono scafandrato per uscire
in moto. Tutti ‘sti giubboni e coperture hi-tech
antipioggia antifreddo antitutto anti-Dio-solo-sa-cosa
reggeranno ad una giornata sotto l’acqua? Lo scopriremo
presto.
Saluto mia moglie, ormai sveglia dal casino, e scendo
in box. Piove, e anche tanto, ma non fa freddo. Magra
consolazione... Avvio il Tmax, che fedele come sempre,
parte in battuta: 5 minuti per scaldarlo e 10 per aspettare
che spiova, almeno un pochino... dai ... niente da fare!!!
9.15 mi butto sotto un torrente in piena e tempo 15 minuti
esatti sono al ritrovo, al Motobar.
Con mia grande sorpresa vedo 3 Tmax parcheggiati: WOW!!!
Sono 3 dei miei!! Precisi come da mia richiesta, sono
arrivati un po’ prima, così da conoscerci.
D’altra parte questo è anche il 1° raduno
del TmaxClub.
Per fortuna adesso non piove. In un attimo siamo già
in amicizia e piano piano il gruppo si ingrossa: con CyberScooterClub
e TmaxClub insieme, alla
fine si conteranno 2 Leonardo 250, 7 Tmax, 2 Burgman 650,
2 Burgman 250, 1 X9500, 2 SilverWing ed un fuoristrada...
beati loro... e spero di ricordare tutti, diversamente
scusatemi.
20 minuti per entrare tutti in sintonia mentre Fabrizio
ci dà le ultime istruzioni circa il percorso, frattanto
si scattano le prime foto mentre tutti i partecipanti
fremono per partire.
Siamo pronti? Via!! Tutti
in fila dietro a Lorenzo che eroicamente riesce a tenere
in piedi l’X9 500 sul bagnato, l'ho sempre detto
io che è un equilibrista!!!! ;-))
Io sono nelle retrovie, come mia prima gita in assoluto
voglio vedere ed imparare la dinamica della colonna viaggiante.
La velocità media è intorno ai 60-70 km/h,
sotto una pioggia che varia dai valori di una cascata,
per sopire ad un’umidità solida piuttosto
pesante. Tutto sommato è divertente. Anzi, molto
divertente. Ogni tanto sento un rombo cupo ed invitante:
è Danilo che col suo scarico modificato sul Tmax
produce un rumorino aggressivo!! E poi c’è
anche un omino tutto blu chiaro che guida un Tmax grigio:
???? aaahhh!! Il Bonte!! E poi mi compiaccio perché
c’è qualcuno che come me ha il sottocasco:
sembra Diabolik, per di più che c’ha anche
il pantalone in pelle molto trendy... ;-))
Bene! Comincio a scattare le prime foto in velocità,
chi prendo prendo, mentre noto per la prima volta che
ogni tanto qualcuno si sofferma in prossimità di
rotonde e/o precedenze per lasciare transitare tutto il
nostro biscione senza che alcun autoveicolo si inserisca
spezzando la continuità del gruppone. C’è
poi un prode destriero che saltuariamente ci viene a trovare
nelle retrovie per accertarsi che... ci siamo ancora tutti?...
o che nessuno sia scappato??... non si sa mai, qualcuno
potrebbe aver infilato la via di casa!!! Con questo tempo!!!
Ma siamo marcati stretti alle spalle da un fuoristrada
che ci pedina silenziosamente... impossibile la fuga!!!
Il percorso passa per Monza,
aggira la Villa Reale, attraversa la Brianza,
quindi Casatenovo, Barzanò,
Oggiono, costeggia il lago
di Annone (MAGNIFICO!!) e volge verso Como.
Il panorama è in alcuni tratti magnifico, ed il
fastidio della pioggia lascia spazio alla visuale di prati
invitanti, boschi e boschetti di ogni tipo, casette tipiche
e la riva del lago che non perde mai il suo fascino, anche
se sotto la pioggia.
A questo punto ci fermiamo presso un’Oasi Tamoil
(non potevano usare termine più appropriato!!)
dove qualcuno fa benzina, qualcuno si copre con le cerate,
qualcuno si fa una pisciatina, insomma: una sosta provvidenziale.
Più avanti raggiungiamo il lago
di Pusiano, Albese,
Tavernerio, Solzago
e Ponzate. La strada comincia
a salire parecchio e si fa strettina, piuttosto insidiosa,
e tra la pioggia, le foglie macerate a terra e il fondo
anche un po’ sconnesso, c’è da stare
abbottonati. Se poi ci lasciamo intimorire da quei costoni
in pietra alti 3 metri presenti sulle curve (per intendersi
quelli che se per sfiga ci strisci ti consumi come la
gomma pane), siamo rovinati.
Ma noi procediamo in tutta tranquillità fino a
Civiglio e quindi Brunate.
Tiriamo fino a S.Maurizio
(916 m.) dove ci fermiamo per fare la foto di gruppo in
cima ad una salitella di 20 metri che termina ai piedi
della scalinata che, con due passi, conduce al faro Voltiano.
Bene, già riuscire a fermare lo scooter (senza
freno a mano) in sosta sul ciottolato bagnato, in discesa
(e che discesa), è degno di ogni merito. Quando
poi lo devi girare col muso a valle, beh! Tutti i chili
del mezzo si fanno sentire, mentre l’aderenza sotto
le scarpe è scarsa... molto scarsa... e senti le
dolci metà dei viaggianti in coppia che con un
filo di voce dicono: ”...amore... forse è
meglio se aspetto a salire... prima conviene che ti giri...”,
decisione molto saggia, anche perché la discesa
è paragonabile ad una pista rossa da sci abbastanza
impegnativa. Fate voi.
Molti salgono a piedi al faro Voltiano per ammirare il
vastissimo panorama (certo col sole è meglio!!!),
ma un grappolo di irriducibili rimane agli scooters...
il feticismo non ha limiti... ;-)
Dopo 15 minuti tutti in sella, e via per l’ultima
arrampicata fino alla Baita Carla.
Fermi tutti: per arrivare alla baita, ci sono circa 400
metri di sterrato, con pozze e sassi acuminati, insomma
una sorta di prova speciale. Dopo aver fatto 5000 km in
Spagna, credevo di aver fatto assaggiare qualsiasi tipo
di fondo stradale al mio prode Tmax, ma questa no, evidentemente
mi sbagliavo. Se poi aggiungiamo che qualcuno, (omissis)
fermatosi prima dello sterrato per fotografare tutti noi
mentre passiamo, e che io molto amichevolmente aspetto
per affrontare insieme lo sterrato, mi raggiunge e mi
precede sullo sterrato come se stesse guidando un CR250
da cross (invece ha uno scooter...), beh!, per un attimo
invece di guidare un Tmax, ho creduto di essere in sella
ad un Trial. Ebbene sì, succedono anche queste
cose.
Ma eccoci giunti al nostro tanto agognato ristorante:
per fortuna non piove, e con molta agilità parcheggiamo
gli scooters tra le panche di legno dove normalmente si
mangia d’estate. Tutti dentro, prendi il posto,
aaaahhhhh senti che calduccio, e la proprietaria, molto
gentilmente, ci mette a disposizione una camera dove lasciamo
giubbotti, caschi, cerate e tutto il resto.
Il ristorante è davvero accogliente, ottima scelta.
E già si percepisce la sensazione del calduccio
che ristora animi e panza!!
Le portate: antipasto di
affettati, preceduti da crostini caldi con sopra una fettina
(credo) di pancetta. Succulenti. Per i primi affrontiamo
pizzoccheri e gnocchi al ragù, seguiti da polenta
con formaggio e carne in abbondanza. Il tutto accompagnato
da acqua e vino rosso. Purtroppo io sono astemio, e ciò
non mi consente di esprimermi circa il vino, ma... le
molteplici brocche vuote... parlano da sole.
Ed ecco il caffè, preceduto da una buonissima torta
di mele e un’altra al cioccolato. Scatta quindi
la “movimentazione” del dopo pranzo: qualcuno
si alza, e la danza dei posti a tavola si apre. Se eri
seduto qui, adesso sei seduto là, e chi era seduto
di là, adesso è di qua. Da che sono al mondo,
questo è il sistema più bello per chiaccherare
in completa armonia e spensieratezza. In altre parole,
si dicono un tale quantità di cazzate, che alla
fine ci si alza dalla disperazione. Nooooo!! Sto scherzando!!!
E’ bellissimo!!
Intanto si susseguono le uscite dei fumatori insieme a
quelli che vogliono scattare qualche splendida foto di
gruppo, con lo sfondo molto nuvoloso, eh sì, perché
vista l’altezza ed il tempo, siamo proprio in mezzo
alle nuvole. E sembra anche che il freddo aumenti. Nooo
è solo un’impressione???
Una volta saldato il pranzo degli eroi, eccoci giunti
al momento del rientro. Sotto
con la vestizione! c’è qualcuno che ha una
vera e propria armatura sotto al giubbino (minchiazza...
STAR WARS), qualcuno ha ancora i guanti bagnati (sono
un genio, lo so), qualcuno invece ha il casco un po’
umidiccio e qualcun altro non trova più il telefonino.
Sarà colpa del vino? Mah! Speriamo in bene per
la discesa!!
Tutti in sella, il gruppo comincia a scendere ma noi del
TmaxClub ci attardiamo un attimo per scattare le ultime
foto tra le quali quella con ben 7 Tmax in fila: ESOTERICA!!!
Se non vi ricordate, ve lo dico io: adesso c’è
un bello sterrato parzialmente in discesa e disseminato
di pozze. Mi muovo per primo, scendo tranquillo tranquillo,
accennando qua e là qualche sgommatina di gas.
Finito lo sterrato, c’è la piazzetta dove
tutti gli altri ci stanno aspettando. Finisco lo sterrato
con fare allegro, il Tmax vuncio lercio come avessi fatto
la speciale WRC in Norvegia, mi inserisco nel gruppo,
mi fermo e sento qualcuno che, con tono molto ironico
dice: ”piano, piano... vai piano...”. No comment.
Qualcuno all’andata l’ha fatto a manetta.
Ma non a manetta: A MANETTA!!!
Casualmente, mi trovo parcheggiato in mezzo ad un tris
di individui che sono Fabrizio, Lorenzo e Maurizio, i
quali molto “simpaticamente” mi comunicano
che sarò il “resocontista“ della giornata.
Dopo qualche “no... dai... ma no... sono pieno di
roba da fare… ok va bene”. D’altra parte,
quando mi ricapita un’altra occasione per annoiarvi
tutti con le mie storie?
Bando alle ciance, dopo questa investitura, il gruppo
si rimette in marcia, tutti giù in volata fino
a Como, tra foglie marce
e viscide e ciottolato bagnato, ma per fortuna senza pioggia.
Stop per i saluti in città, a bordo strada: e qui
ci dividiamo, con un po’ di malincuore perché
ci siamo divertiti tutti da matti, alla faccia del tempo
di m...a che ci ha accompagnato! Tiè!
Qualcuno freme, quindi si riparte e per noi che scendiamo
a Milano, il gruppo è composto da 4 Tmax + 1 X9
500. Una volta usciti da Como, imbocchiamo la Milano-Meda,
ed i primi chilometri servono a saggiare il fondo stradale
che si rivela un po’ bagnaticcio, quindi nei curvoni
siamo parecchio “schisci”. Ma poco prima di
arrivare a Bovisio e quindi salutare Lorenzo, l’asfalto
ci appare incredibilmente asciuttissimo ed il cielo parzialmente
aperto. 2 curve e siamo già con le gomme spalla-spalla,
ovviamente sempre nei limiti imposti dal codice della
strada. ;-))
E tra noi c'è un Tmax che nelle pieghe al limite
rimane indietro, dice lui: "ma io ho le gomme liscissime!!!",
ma non è l'unico, anch'io col battistrada sono
alla canna del gas (quasi 14000km percorsi!!!). Mah!!
come carrozziere è bravissimo, per il resto...
farebbe meglio a guidare il Ciao... :-))))) Scherzoooo!!!!
Mentre Danilo sul bagnato piega mica male (missà
che lui ha le gomme messe meglio, DECISAMENTE MEGLIO!!)).
Tirando le somme: ci siamo
divertiti da matti, non vediamo l’ora di fare il
prossimo raduno e, personalmente, sono felicissimo di
aver conosciuto i membri di CyberScooter ed i miei soci
di TmaxClub. Una giornata
splendida.
Per il TmaxClub erano presenti: Danilo,
Fabio, Pol,
Bonte, Dario
(con zavorrina) e lo scrivente.
Un ringraziamento particolare a Fabrizio
ed a tutto il CyberScooterClub,
che con la loro “ospitalità” ci hanno
fatto trascorrere una giornata unica e, speriamo, ripetibile
quanto prima.
Spero di avervi divertito durante la lettura di questo
resoconto!!! Sicuramente non ho menzionato tutti, e mi
scuso, ma ancora ho qualche difficoltà con i nomi.
Portate pazienza. La prossima volta sarò più
dettagliato.
Alla prossima!!!
Dario®
Testo by: Dario®
Foto by: Dario®,
Fabrizio Villa
Un ampio servizio
fotografico sulla gita, e tanto altro, è disponibile
al sito TMAXCLUB.it
dell'attivissimo Dario, autore del report.
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