Fine Agosto, Zavorrina
ha ancora una settimana di ferie e va in Umbria con
i suoi genitori. Io invece ho ricominciato a lavorare
e quindi sto a Milano, ma il week-end essendo ancora
ancora "single" che faccio? Facile, vado
a trovare i miei genitori in Brianza con il mio Shark
125 4V. Era un po' che non avevo l'occasione di
fare una bella galoppata fuori città. Venerdì
sera parto da Milano ed in poco più di mezz'ora
sono a destinazione (esattamente a Lambrugo), ma strada
facendo mi stuzzica l'idea di fare una gitarella un
po' più lunga il giorno dopo.
Detto fatto: sabato mattina ore 9:00 zaino in spalla,
casco in testa e partenza.
Lambrugo (CO) - Imbersago (LC): sono circa 25 km
di statale facile facile (la Como - Bergamo) in
mezzo al verde della Brianza. Mantengo facilmente
velocità di 70/80 km/h e favorito dal traffico
inesistente arrivo al mitico traghetto di Leonardo
in circa mezz'ora.
Imbersago (LC) - Lecco: a questo punto perché
non risalire il corso dell'Adda fino a Lecco? Ma
sì, andiamo. Ecco passare, ad andatura turistica,
i vari paesini fluviali fino ad arrivare a Garlate
dove L'Adda si allarga a formare il Lago omonimo
dove il Manzoni ambienta il celebre "Addio
Monti Sorgenti dall'Acque", poi a Pescate e
finalmente a Lecco.
Lecco - Varenna (LC): la giornata è splendida
ed è ancora abbastanza presto, quindi dopo
una breve sosta sul lungolago per una bibita fresca
mi inoltro lungo la vecchia statale 36 (non la superstrada,
ma il lungolago). Ecco Abbadia Lariana, poi Mandello
del Lario, dove ha sede la mitica Moto Guzzi. Il
profumo del lago, portato dalla tiepida Breva (il
tipico vento del lago che dà anche il nome
anche a due bellissime Moto Guzzi) è proprio
quello cantato da Davide Van de Sfroos in Akuaduulza.
Poi c'è Lierna, bel paesotto lacustre sotto
le imponenti Grigne; poi la parte più selvaggia
del ramo lecchese a Fiumelatte ed infine la spettacolare
Varenna, antico borgo di pescatori ora ambita meta
turistica, dominato dall'alto dal castello di Vezio.
Varenna (LC) - Bellagio (CO): non è ancora
mezzogiorno, quindi perché fermarsi? Ecco
il traghetto che arriva... perché no? Mi
imbarco sul traghetto in direzione Bellagio. La
traversata è davvero piacevole e suggestiva
ed in una ventina di minuti scarsi sbarco a Bellagio.
Bellagio (CO) - Magreglio (CO): veloce giro alla
punta estrema del triangolo lariano e poi via a
passeggio verso il Ghisallo. La salita è
impegnativa, ma lo Shark non si lascia impressionare.
Riesco a salire con relativa facilità curva
dopo curva, tornante dopo tornante. Ecco Civenna,
col suo splendido belvedere, e poi il passo del
Ghisallo a Magreglio con la cappella dei ciclisti.
La sosta è dovuta: le maglie dei campioni
e le loro biciclette raccontano le più grandi
storie del ciclismo. Da pelle d'oca la bicicletta
del compianto Fabio Casartelli, con la forcella
storta per la caduta sulla discesa del Portet d'Aspet
in cui perse la vita.
Magreglio (CO) - Lambrugo (CO): un piatto di affettati
e formaggi (naturalmente bresaola e taleggio...)
al chiosco e poi giù in discesa verso Erba.
Sempre in mezzo al verde si passa via Barni, poi
Lasnigo con la sua chiesetta del XII secolo, poi
Asso, poi la graziosa Canzo, l'incantevole lago
del Segrino ed infine Erba. Da qui infine di nuovo
a casa, Lambrugo.
Una gita splendida: posti stupendi che conosco
fin dall'infanzia, ma che ogni volta mi stupiscono
per la loro grande bellezza e varietà.
Un totale di 120 km percorsi quasi tutti d'un fiato.
Lo Shark (di cui potete
leggere la prova nella sezione modelli) si è
confermato un compagno di viaggio affidabile e divertente
da guidare. Ed anche molto economico: partito col
pieno ho poi rabboccato all'arrivo ho percorso quasi
30 km con un litro di benzina verde (29,6 per la
precisione).
Testo: Daniele
Immagini fornite dall'autore
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