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Ghisallo

 

 · A ZONZO FRA BRIANZA E LECCHESE
 · by Daniele
25/05/07 
Fine Agosto, Zavorrina ha ancora una settimana di ferie e va in Umbria con i suoi genitori. Io invece ho ricominciato a lavorare e quindi sto a Milano, ma il week-end essendo ancora ancora "single" che faccio? Facile, vado a trovare i miei genitori in Brianza con il mio Shark 125 4V. Era un po' che non avevo l'occasione di fare una bella galoppata fuori città. Venerdì sera parto da Milano ed in poco più di mezz'ora sono a destinazione (esattamente a Lambrugo), ma strada facendo mi stuzzica l'idea di fare una gitarella un po' più lunga il giorno dopo.
Detto fatto: sabato mattina ore 9:00 zaino in spalla, casco in testa e partenza.

Lambrugo (CO) - Imbersago (LC): sono circa 25 km di statale facile facile (la Como - Bergamo) in mezzo al verde della Brianza. Mantengo facilmente velocità di 70/80 km/h e favorito dal traffico inesistente arrivo al mitico traghetto di Leonardo in circa mezz'ora.

Imbersago (LC) - Lecco: a questo punto perché non risalire il corso dell'Adda fino a Lecco? Ma sì, andiamo. Ecco passare, ad andatura turistica, i vari paesini fluviali fino ad arrivare a Garlate dove L'Adda si allarga a formare il Lago omonimo dove il Manzoni ambienta il celebre "Addio Monti Sorgenti dall'Acque", poi a Pescate e finalmente a Lecco.

Lecco - Varenna (LC): la giornata è splendida ed è ancora abbastanza presto, quindi dopo una breve sosta sul lungolago per una bibita fresca mi inoltro lungo la vecchia statale 36 (non la superstrada, ma il lungolago). Ecco Abbadia Lariana, poi Mandello del Lario, dove ha sede la mitica Moto Guzzi. Il profumo del lago, portato dalla tiepida Breva (il tipico vento del lago che dà anche il nome anche a due bellissime Moto Guzzi) è proprio quello cantato da Davide Van de Sfroos in Akuaduulza.
Poi c'è Lierna, bel paesotto lacustre sotto le imponenti Grigne; poi la parte più selvaggia del ramo lecchese a Fiumelatte ed infine la spettacolare Varenna, antico borgo di pescatori ora ambita meta turistica, dominato dall'alto dal castello di Vezio.

Varenna (LC) - Bellagio (CO): non è ancora mezzogiorno, quindi perché fermarsi? Ecco il traghetto che arriva... perché no? Mi imbarco sul traghetto in direzione Bellagio. La traversata è davvero piacevole e suggestiva ed in una ventina di minuti scarsi sbarco a Bellagio.

Bellagio (CO) - Magreglio (CO): veloce giro alla punta estrema del triangolo lariano e poi via a passeggio verso il Ghisallo. La salita è impegnativa, ma lo Shark non si lascia impressionare. Riesco a salire con relativa facilità curva dopo curva, tornante dopo tornante. Ecco Civenna, col suo splendido belvedere, e poi il passo del Ghisallo a Magreglio con la cappella dei ciclisti. La sosta è dovuta: le maglie dei campioni e le loro biciclette raccontano le più grandi storie del ciclismo. Da pelle d'oca la bicicletta del compianto Fabio Casartelli, con la forcella storta per la caduta sulla discesa del Portet d'Aspet in cui perse la vita.

Magreglio (CO) - Lambrugo (CO): un piatto di affettati e formaggi (naturalmente bresaola e taleggio...) al chiosco e poi giù in discesa verso Erba. Sempre in mezzo al verde si passa via Barni, poi Lasnigo con la sua chiesetta del XII secolo, poi Asso, poi la graziosa Canzo, l'incantevole lago del Segrino ed infine Erba. Da qui infine di nuovo a casa, Lambrugo.

Una gita splendida: posti stupendi che conosco fin dall'infanzia, ma che ogni volta mi stupiscono per la loro grande bellezza e varietà.
Un totale di 120 km percorsi quasi tutti d'un fiato. Lo Shark (di cui potete leggere la prova nella sezione modelli) si è confermato un compagno di viaggio affidabile e divertente da guidare. Ed anche molto economico: partito col pieno ho poi rabboccato all'arrivo ho percorso quasi 30 km con un litro di benzina verde (29,6 per la precisione).

Testo: Daniele
Immagini fornite dall'autore

 



Varenna

 

 


Lasnigo

 

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