| Da quando
sono diventato un utente Aprilia, ho cominciato a visitare
un po’ più assiduamente il sito ufficiale,
ed è proprio così che già da un paio
di mesi or sono, venni a conoscenza di quello che descrivevano
come dover essere un evento spettacolare, a livello mondiale.
"Magnifico" mi son detto, "voglio esserci
anch'io", ma alcune perplessità mi lasciavano
titubante e mi stavano facendo abbandonare l'idea di parteciparvi.
Più passava il tempo però, più le
notizie che leggevo sul sito appositamente realizzato
per l’AWM rialimentavano il mio desiderio e alla
fine ho deciso. Non posso mancare, quale occasione migliore
per visitare la casa madre, far parte di un raduno mondiale
e soprattutto mettere alla prova il mio Atlantic 200 in
una due giorni da capogiro.
Il tempo passa, ed il grande giorno si avvicina. Un’occhiata
al meteo per il week-end, ...mmm le previsioni non sono
delle migliori, ma l’euforia è troppa e nemmeno
il brutto tempo riuscirà a trattenermi, proprio
adesso che sono convinto.
Cerco il numero e telefono all’agriturismo dove
sono stato l’anno passato, si trova a 15 km da Noale.
Hanno solo più una camera, è mia (che fortuna!).
Il venerdi effettuo i controlli di rito allo sqter, pastiglie
freni, pressione gomme e liquido refrigerante sono ok,
un leggero rabbocco d’olio e adesso via a preparare
il borsone con lo stretto necessario, una maglietta ed
un pantalone di ricambio, il pigiama e qualche altra cosina.
La macchina fotografica è già carica e ci
sono anche due rullini di ricambio.
Preparo il roadbook e le piantine, carico la sveglia e
...sono già le 6.15 di sabato
31 maggio.
Appena il tempo di fare colazione, vestirmi e mi fiondo
in garage e caricare lo sqter. Fascia lombare, giubbotto,
casco e guanti ed alle 7.45 in punto accendo la belva.
Come sempre decido di fare tutta statale, l’autostrada
proprio non mi va, è pericolosa e noiosa, specie
oggi poi che sono proprio solo (già neanche zavorrina
è potuta venire, il dovere l'ha chiamata).
Da Torino procedo verso Chivasso, quindi Casale Monferrato
e poi Mortara. Fin qui tutto bene, la strada è
praticamente tutta mia, e quasi verso le 10 imbocco la
tangenziale di Milano. Come rimpiango l’assenza
di traffico di qualche momento prima, e subito un incidente
provoca rallentamenti. Decido allora di fermarmi ad un’area
di servizio per il rifornimento ed un caffè, il
tempo di far smaltire un pò l’ingorgo.
Riparto alla volta di Brescia, dove, visto lo scarso numero
di veicoli che popola le strade, arrivo in poco tempo,
ma appena giunto nella provincia, ecco che un bruttissimo
incidente mi fa perdere il tempo acquistato prima. Altro
tempo prezioso lo perdo sulla gardesana, dove Sirmione
e Peschiera, affollatissime di turisti, mi fanno procedere
a passo d'uomo.
In un paio d'ore abbondanti riesco comunque a passare
Verona e Vicenza, dove una nuvoletta dispettosa sembra
avercela con me tirando giù qualche goccia d’acqua,
ma riesco ad avere la meglio e l’abbandono. Prima
di Padova un’ennesimo incidente mi costringe addirittura
a fermarmi una quindicina di minuti. Appena possibile
riparto in tutta fretta e oltrepassata Padova giro verso
Treviso. Qui si iniziano a scorgere i cartelli per Noale,
ma io devo fermarmi leggermente prima per prendere possesso
della camera a Mirano, dove arrivo per le 15.30 e il contakm
parziale segna 450 km.
Poso il borsone, una rinfrescata, mi cambio e via, sono
impaziente mi vedere cosa mi attende.
Giunto a Noale, una serie di indicazioni AWM mi portano
proprio davanti agli stabilimenti di via Galilei, dove
un foltissimo numero di moto e scooter di tutte le marche
affollano il vialetto.
Mi registro alla reception e comincio la visita guidata
degli stabilimenti, ove all'interno, oltre le officine,
si trovano anche il reparto corse, le sale con i banchi
prova e relative cabina di regia, gli uffici dei designer
ed infine un'inedita galleria di prototipi che costituiranno
il patrimonio del museo previsto proprio in quest'area.
Finita la visita, prendo il mio Atlantic e seguendo le
mille indicazioni poste ovunque, raggiungo il centro di
questo caratteristico paesino, dove si svolgerà
la vera festa.
Un vasto spazio adibito a campeggio accoglie già
tende, camper e moto, presenti sicuramente già
dal giorno prima. E’ proprio da alcuni dei camper
presenti che è mantenuto un grosso striscione giallo,
è quello del Leonardo Club. Accanto al campeggio,
nel mezzo di un’enorme parco si erge un grosso palco
dove si tengono concerti rock.
Posteggio e vado curiosando per il paese. Arrivo in p.zza
Castello, la piazza principale. Qui vi sono gli stand
di alcuni club tra cui proprio quello del Leonardo. Ho
l’occasione così di conoscere Robertino alias
Mick Doohan, con il quale mi intrattengo un po’
a chiacchierare. Vi è poi un grosso padiglione
che accoglie lo shop dell’Aprilia e di fronte a
questo, un altro palco dove in serata si terrà
il vero spettacolo dell’Aprilia World Meeting.
Girovagando per il borgo, addobbato ovunque di striscioni
e bandiere della casa veneta, si vedono, in ogni via ed
in ogni angolo, moto e scooter di tutti i modelli, marche
e cilindrate. Cammina cammina arrivo al parco “Alberto
e Ida Beggio” inaugurato in mattinata. Qui è
presente la scultura “le Due Ruote” che il
presidente Ivano Beggio ha dedicato ai suoi genitori.
Peccato non essere stato presente alla cerimonia.
Qua vicino, all’interno della Rocca di Noale, è
stato allestito il museo delle moto storiche che hanno
portato a grandi vittorie e che sono appartenute a grandi
campioni tra cui anche Biaggi, Capirossi e Rossi.
In un’altra piazza, invece si esibisce un simpaticissimo
ragazzo tedesco, Mick Appel, il quale con la sua Tuono
compie acrobazie impressionanti da far rimanere tutti
a bocca aperta fino a quando riesce a far scoppiare il
pneumatico posteriore. Complimenti!!
Un altro piccolo stand accoglie alcuni mezzi che hanno
compiuto viaggi davvero memorabili. Il più impressionante
è sicuramente un Leonardo, appositamente modificato
nella parte posteriore, che ha compiuto il tragitto Venezia
– Sidney.
Ed intanto si è fatta sera, dopo una breve cena
nell’area adibita a ristorante, ecco che comincia
lo spettacolo condotto da due giornalisti d’eccellenza,
Giovanni Di Pillo e Guido Meda. Sul palco si avvicendano
nomi del calibro di Ivan Alborghetti, Corrado Maddii,
Marcellino Lucchi, Loris Reggiani, Gino Borsoi, Lucio
Cecchinello, Alex De Angelis, Mirco Giansanti, Marco Simoncelli,
Max Sabbatani, Casey Stoner, Randy De Puniet, Toni Elias,
Fonsi Nieto e Manuel Poggiali fino al momento in cui,
un roboante ruggito di motori, annuncia la salita sul
palco direttamente sulle loro Rs Cube, due grandi della
MotoGp, Colin Edwards e Noriyuchi Haga.
Un travolgente Paolo Belli ha concluso poi la serata al
ritmo della sua musica.
Domenica 1 giugno è
la giornata che prevede una maestosa sfilata fra Noale
e Scorzè. E così è stato. Giungo
in piazza verso le 10.15 ed è già stracolma
di moto e scooter, al punto tale che non so neanche dove
fermarmi. I numeri alla fine parlano di circa 3000 mezzi.
Qui raccolgo un po’ di complimenti da parte di chi,
vista la provenienza sulla targa, mi domanda come è
andato il viaggio e soprattutto come va l’Atlantic
200. Dopo poco ecco arrivare il presidente accompagnato
dalla moglie su una fantastica Tuono R, e qui è
stato un tripudio di rombi di motori dove le RSV mille
l'hanno fatta da padrona. Il frastuono è assordante,
ti senti vibrare addirittura lo stomaco.
Scortati dalla polizia, procediamo verso Scorzè,
mentre lungo i bordi delle strade, centinaia di persone
ci applaudono e ci salutano. Foto e riprese video si sprecano,
al passare dell’enorme serpentone di bikers che
invade completamente le corsie della provinciale.
Giunti alla meta, vi è la visita dell’altra
sede.
Su una delle catene di montaggio degli scooter vi è
un’enorme fila di Atlantic 200, partendo dal semplice
telaio fino al modello finito e pronto per partire. Prima
di uscire ci danno una dimostrazione di come le moto vengono
testate prima di essere vendute. (da come tiravano il
collo a quei mezzi, credo che il periodo di rodaggio senza
tirare sia solo una prassi ;op)
Finito il giro, pranzo nella mensa aziendale, gentilmente
adibita per noi e poi purtroppo devo levare le tende,
anche perché le condizioni metereologiche non sono
delle migliori ed il viaggio del rientro è lungo.
Sono così le 13.15 quando salgo a bordo del mio
instancabile Atlantic e parto, cambiando però percorso,
studiato la sera prima proprio in previsione di una perturbazione.
Decido quindi, passata Padova di procedere in direzione
Rovigo, dove, arrivato a Monselice, devio per Mantova.
Le strade provinciali sono praticamente deserte e riesco
a mantenere una buona andatura. Sopra di me si alternano
sole e nuvole e la temperatura è calda, mentre
sul versante più a Nord si scorge un cielo scurissimo
(fortuna che sono passato di qui).
Giunto a Mantova, vorrei fermarmi per qualche foto ricordo,
ma le solite nuvolette sembrano proprio essersi accanite
contro, e così tiro dritto per Cremona dove giungo
verso le 16.00 sotto un magnifico sole. Una breve sosta
per il rifornimento e via nuovamente. In breve raggiungo
Piacenza e successivamente Voghera. A Tortona mi fermo
nuovamente ad un area di servizio aperta dove riesco a
fare finalmente il pieno (non i soliti 5 euro) e prendere
un caffè.
Da qui credo di fare tutta una tirata fino a casa anche
perché ad Alessandria incontro nuovamente un tempo
ostile che mi fa compagnia anche ad Asti e Chieri, dove
anche qualche tuono si fa sentire.
Giungo a destinazione (e senza acqua) alle 19.20 con un
kilometraggio parziale di 412 km percorsi.
Impressioni sull'Atlantic:
Sulla manifestazione mi pare che non ci sia niente altro
da aggiungere. E’ un peccato per chi non è
riuscito a parteciparvi, ma non temete l’anno prossimo
si replica.
Ma spendiamo adesso due righe sulle impressioni complessive
sull'Atlantic. Poco meno di 1000 km complessivi, percorsi
tutti egregiamente; lo sqter si è comportato ottimamente
in ogni condizione. Sempre pronto a rispondere alla richiesta
di gas per affrontare sorpassi in tutta sicurezza.
Non ha stentato a raggiungere punte di 120-130 Km/h, e
comunque percorrendo l'intero tratto ad una velocità
media abbastanza elevata (soprattutto al rientro), pur
mantenendo i consumi sempre parchi.
Stabile e sicuro anche nei tratti in cui ho incontrato
forti raffiche di vento laterali, senza mai costringermi
a scendere al di sotto dei 90 Km/h.
La schiena non ha subito affaticamenti, ho riscontrato
solo un po’ di irrigidimento ai muscoli del collo
e delle spalle, ma avendo la possibilità di variare
sovente la posizione di guida, si riesce ad ovviare facilmente.
Anche le gambe possono assumere più posizioni.
Le sospensioni assorbono bene le asperità del terreno
ed i pavè, e cosa importantissima, dopo l’apporto
del biadesivo nel supporto degli specchietti, non li ho
dovuti regolare neanche una volta.
Giunti a questo punto, credo proprio che l’Atlantic
200, si possa meritare il titolo di sQter-Tourer per la
sua categoria.
Ed infine ecco i numeri del viaggio:
Andata
450 km - 7,5 ore
16 lt di benzina
media 28,12 km/lt
Ritorno
412 km - 6 ore
15 lt di benzina
media 27,46 km/lt (andatura più elevata - 100/110
circa)
Un doveroso ringraziamento va all’Aprilia ed in
particolare al Presidente Ivano Beggio per aver organizzato
una manifestazione senza precedenti.
Ci vediamo l’anno prossimo!!
Testo e foto by: Shark
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