| Prima esperienza
di viaggio su due ruote sia per me che per Sara.
Avevamo fatto già diverse gite in primavera,
ma certamente affrontare un viaggio di otto giorni
carichi di tutto ciò che serve è un’altra
cosa. Attraverso la rete ho letto di altri appassionati
di scooter e di turismo ed abbiamo cercato di fare
tesoro dei loro consigli.
Dopo aver accuratamente lavato e controllato l’efficienza
del Madison 125, ci è voluto un po’
di tempo per caricare e fissare saldamente il bagaglio.
A vedere tutte le cose che c’erano da portare
ero sicuro che non ci sarebbero mai entrate, invece
devo dire che siamo stati bravi ed abbiamo trovato
un posticino per ogni cosa.
Il baule era carico di tenda, sacchi a pelo, e parte
dei vestiti; nel vano sottosella abbiamo messo il
fornellino, qualche cibaria, le tute antipioggia,
la carta stradale e tanti altri piccoli oggetti
che sono andati a riempire i vuoti dello scomodo
ed irregolare vano. Uno zainetto ben fissato sul
tunnel conteneva il resto dei vestiti e nella sacca
legata sul baule abbiamo messo le stuoie e le scarpe.
La meta stabilita era la Toscana, tuttavia non c’era
nulla di prefissato: dove si arriva si trova un
campeggio e si dorme. Così è veramente
vacanza!
Siamo partiti da Roma
alle 10:00 del 4 agosto, il caldo già sufficientemente
torrido per farti sudare ad ogni semaforo rosso,
ma in movimento si sta quasi bene. Prendiamo la
statale Aurelia non
sapendo ancora che si rivelerà essere poi
la nostra compagna per un po’ di giorni. I
primi chilometri sono di assestamento, io devo trovare
il bilanciamento giusto ed abituarmi al peso dei
bagagli, Sara cerca tra i suoi CD quello che meglio
le possa tenere compagnia. Pranziamo a Grosseto
e ci fermiamo per la notte a Marina
di Grosseto.
Il giorno dopo riprendiamo la SS
1 e per curiosità deviamo per Punta
Ala: lasciate perdere, è un posto
brutto e non c’è assolutamente niente
da vedere. Delusi riprendiamo il cammino verso nord
giungendo esausti a pranzo a Livorno.
La schiena è a pezzi ed abbiamo bisogno di
un po’ di riposo. Vogliamo cercare un campeggio
vicino, e per fare ciò siamo così
bravi da arrivare a Viareggio!
A questo punto siamo veramente a pezzi, ma troviamo
il campeggio dei sogni: acqua calda e piscina compresi
nel prezzo!
Il 6 finalmente ci muoviamo scarichi e andiamo
un po’ a spasso per la Versilia:
Viareggio, Lido
di Camaiore, Marina
di Pietrasanta e Forte
dei Marmi. Pochi km, ma rilassanti e goderecci.
Scegliamo di cenare a Forte dei Marmi dove notoriamente
la vita è molto chic. Un dubbio ci assale:
riusciremo a cenare con 10 Euro? Ebbene ce l’abbiamo
fatta, ma è meglio non dire come...
Giovedì 7 facciamo i turisti per caso. Visitiamo
Lucca, Collodi e Pisa. La giornata fa schifo: il
cielo è costantemente coperto e fa un caldo
soffocante. Lucca ci
piace molto, nessuno di noi due c’era mai
stato ed è una città artisticamente
molto viva. Rimaniamo piacevolmente rapiti da una
mostra di scultura di un artista locale. Non altrettanto
si può dire per Collodi:
una piazza piena di bancarelle del più famoso
burattino, ma l’unica cosa che compriamo è
una bottiglia d’acqua gelata. Ultima tappa
della giornata è Pisa...
bella e spettacolare. Dopo le immancabili foto sotto
la torre siamo tornati a goderci la piscina compresa
nel prezzo che ci attendeva in campeggio.
Trascorro l’ennesima nottata infernale, il
caldo è davvero insopportabile e “democraticamente”
decido di partire il giorno dopo per le colline
del Mugello.
Sara inizialmente non è d’accordo,
ma vede il mio stato pietoso, mi comprende e accetta
la mia decisione (grazie!), ricomponiamo i bagagli
sul Maddy e partiamo. Per strada c’erano 40
gradi fissi, fisicamente è faticosissimo:
passiamo per Pisa,
Pontedera, Empoli
fino a Firenze dove
ci accoglie il traffico cittadino di cui ormai ci
eravamo quasi scordati. Ci vuole un po’ per
capire il criterio con cui l’amministrazione
comunale fiorentina mette le indicazioni stradali,
e non scherzo se dico che sono sceso e sono andato
a piedi a vedere se il cartello indicava una strada
piuttosto che un’altra. Fatto sta che dopo
qualche peripezia imbocchiamo la statale della Futa.
Finalmente un po’ di fresco... e finalmente
un po’ di curve! La strada finora era sempre
un po’ noiosa, ma qui è tutta un’altra
musica. Devo spremere a fondo i 12,2 cavalli del
Maddy per mantenere una velocità dignitosa
e visto che siamo carichi c’è bisogno
di qualche funambolismo per restare in strada. Ci
fermiamo a San Piero a Sieve
in un campeggio in cui eravamo gli unici italiani!
Godiamo della frescura che ci procurano le querce
del Mugello: è dall’inizio di giugno
che a Roma fa un caldo africano.
9 agosto: su e giù per le colline con destinazione
Camaldoli e le foreste
del Casentino. La strada è molto bella
e salendo verso il valico Croce
ai mori ci divertiamo ad usare per bene tutto
il battistrada disponibile. La visita all’eremo
di Camaldoli è memorabile, peccato
che essendo sabato è molto affollato; è
di quei posti che visti in solitaria ti danno molto
di più. Per tornare al camping cambiamo strada
e ci gettiamo verso il mitico passo
della Consuma. Sul valico è pieno
di moto supersportive ed io mestamente parcheggio
un po’ più in là per evitare
di suscitare le ire di quei babbei sulle maximoto
che ti sorpassano a tutta velocità sfiorandoti
pericolosamente.
E’ domenica e dobbiamo partire per tornare
verso casa. Ormai siamo diventati dei professionisti
per caricare il Maddy ed in poco tempo siamo già
per strada. Scendiamo a Pontassieve
e lungo la valle dell’Arno,
attraversiamo le colline del
Chianti fino a Siena.
Dopo pranzo prendiamo la Cassia
e tiriamo fino a Viterbo
facendo un paio di soste intermedie. La strada è
vuota, tutto il traffico è in autostrada
(evviva i 125) e tra Siena e Viterbo incontreremo
10 macchine in tutto. Non vogliamo rientrare a Roma
con il traffico intenso della domenica sera e così
ci fermiamo a pernottare a Blera,
un delizioso borgo della Tuscia.
11 agosto, partiamo ed in un ora siamo a Roma.
Fa uno strano effetto parcheggiare lo scooter sotto
casa. La mia schiena è però molto
contenta che sia finita. E’ ora di fare un
bilancio.
PROMOSSI:
• Il motore Minarelli/Yamaha
si conferma un gran macinatore di chilometri, per
la precisione 1450 km di viaggio con un consumo
medio che si aggira sui 30 km/l.
• La Malaguti
che ha creato un mezzo comodo e veloce (110 km/h
reali a pieno carico), senz’altro il migliore
della sua categoria.
• Il vano
sottosella è molto capiente, tuttavia
per sfruttarlo fino in fondo bisogna mettere le
cose separate ed assecondare la sua forma irregolare.
Se si riesce in questa impresa c’entrano molte
più cose di quanto si direbbe.
• La GIVI
che non finirò mai di ringraziare. Ve la
ricordate la borsa di Mary Poppins? Credo che si
siano ispirati a quella quando hanno progettato
il Maxia.
• Le strade
statali, il cui asfalto non è poi
così tanto malaccio…
• La legge
italiana che proibisce ai 125 di andare in
autostrada: ti obbliga a dei percorsi alternativi,
sicuramente più lenti ma di indubbia spettacolarità.
BOCCIATI:
• gli specchietti
retrovisori del maddy ti permettono di tenere
sempre sotto controllo le ginocchia del passeggero,
ma della strada dietro di te non c’è
traccia. Saggiamente nella nuova versione hanno
posizionato gli specchietti correttamente. Chissà
che non ci sia un kit per aggiornare i vecchi modelli...
• il serbatoio
che non si riesce mai a riempire fino all’orlo,
ma d’altronde se faccio una bottiglia con
il tappo a metà non la riempirò mai
tutta. E non sono ingegnere.
• La polizia
stradale italiana: otto giorni in giro e
non ci siamo mai incontrati. L’unica traccia
delle forze dell’ordine è stata una
pattuglia della polizia municipale di Lucca munita
di autovelox. Siamo sicuri che sia questo il modo
per garantire la sicurezza stradale?
• Quei motociclisti,
pochi per la verità, che sorpassano quasi
sempre quando non potrebbero ed in maniera pericolosa.
Dagli automobilisti
non mi aspettavo granché ed infatti non mi
hanno smentito, ma da questi motociclisti sono stato
davvero deluso.
Testo e foto: Alberto
& Sara
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