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DESCRIZIONE
Periodo: agosto 2003
Durata: 8 giorni
Totale Km: 1.450
Pernotto: campeggio
Scooter: Malaguti Madison 125
Consumo km/l: +/- 30

 

 · Vacanze in Toscana 2003
· by Alberto & Sara
28/05/04

Prima esperienza di viaggio su due ruote sia per me che per Sara. Avevamo fatto già diverse gite in primavera, ma certamente affrontare un viaggio di otto giorni carichi di tutto ciò che serve è un’altra cosa. Attraverso la rete ho letto di altri appassionati di scooter e di turismo ed abbiamo cercato di fare tesoro dei loro consigli.

Dopo aver accuratamente lavato e controllato l’efficienza del Madison 125, ci è voluto un po’ di tempo per caricare e fissare saldamente il bagaglio. A vedere tutte le cose che c’erano da portare ero sicuro che non ci sarebbero mai entrate, invece devo dire che siamo stati bravi ed abbiamo trovato un posticino per ogni cosa.
Il baule era carico di tenda, sacchi a pelo, e parte dei vestiti; nel vano sottosella abbiamo messo il fornellino, qualche cibaria, le tute antipioggia, la carta stradale e tanti altri piccoli oggetti che sono andati a riempire i vuoti dello scomodo ed irregolare vano. Uno zainetto ben fissato sul tunnel conteneva il resto dei vestiti e nella sacca legata sul baule abbiamo messo le stuoie e le scarpe.
La meta stabilita era la Toscana, tuttavia non c’era nulla di prefissato: dove si arriva si trova un campeggio e si dorme. Così è veramente vacanza!

Siamo partiti da Roma alle 10:00 del 4 agosto, il caldo già sufficientemente torrido per farti sudare ad ogni semaforo rosso, ma in movimento si sta quasi bene. Prendiamo la statale Aurelia non sapendo ancora che si rivelerà essere poi la nostra compagna per un po’ di giorni. I primi chilometri sono di assestamento, io devo trovare il bilanciamento giusto ed abituarmi al peso dei bagagli, Sara cerca tra i suoi CD quello che meglio le possa tenere compagnia. Pranziamo a Grosseto e ci fermiamo per la notte a Marina di Grosseto.

Il giorno dopo riprendiamo la SS 1 e per curiosità deviamo per Punta Ala: lasciate perdere, è un posto brutto e non c’è assolutamente niente da vedere. Delusi riprendiamo il cammino verso nord giungendo esausti a pranzo a Livorno. La schiena è a pezzi ed abbiamo bisogno di un po’ di riposo. Vogliamo cercare un campeggio vicino, e per fare ciò siamo così bravi da arrivare a Viareggio! A questo punto siamo veramente a pezzi, ma troviamo il campeggio dei sogni: acqua calda e piscina compresi nel prezzo!

Il 6 finalmente ci muoviamo scarichi e andiamo un po’ a spasso per la Versilia: Viareggio, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi. Pochi km, ma rilassanti e goderecci. Scegliamo di cenare a Forte dei Marmi dove notoriamente la vita è molto chic. Un dubbio ci assale: riusciremo a cenare con 10 Euro? Ebbene ce l’abbiamo fatta, ma è meglio non dire come...

Giovedì 7 facciamo i turisti per caso. Visitiamo Lucca, Collodi e Pisa. La giornata fa schifo: il cielo è costantemente coperto e fa un caldo soffocante. Lucca ci piace molto, nessuno di noi due c’era mai stato ed è una città artisticamente molto viva. Rimaniamo piacevolmente rapiti da una mostra di scultura di un artista locale. Non altrettanto si può dire per Collodi: una piazza piena di bancarelle del più famoso burattino, ma l’unica cosa che compriamo è una bottiglia d’acqua gelata. Ultima tappa della giornata è Pisa... bella e spettacolare. Dopo le immancabili foto sotto la torre siamo tornati a goderci la piscina compresa nel prezzo che ci attendeva in campeggio.
Trascorro l’ennesima nottata infernale, il caldo è davvero insopportabile e “democraticamente” decido di partire il giorno dopo per le colline del Mugello.

Sara inizialmente non è d’accordo, ma vede il mio stato pietoso, mi comprende e accetta la mia decisione (grazie!), ricomponiamo i bagagli sul Maddy e partiamo. Per strada c’erano 40 gradi fissi, fisicamente è faticosissimo: passiamo per Pisa, Pontedera, Empoli fino a Firenze dove ci accoglie il traffico cittadino di cui ormai ci eravamo quasi scordati. Ci vuole un po’ per capire il criterio con cui l’amministrazione comunale fiorentina mette le indicazioni stradali, e non scherzo se dico che sono sceso e sono andato a piedi a vedere se il cartello indicava una strada piuttosto che un’altra. Fatto sta che dopo qualche peripezia imbocchiamo la statale della Futa.
Finalmente un po’ di fresco... e finalmente un po’ di curve! La strada finora era sempre un po’ noiosa, ma qui è tutta un’altra musica. Devo spremere a fondo i 12,2 cavalli del Maddy per mantenere una velocità dignitosa e visto che siamo carichi c’è bisogno di qualche funambolismo per restare in strada. Ci fermiamo a San Piero a Sieve in un campeggio in cui eravamo gli unici italiani! Godiamo della frescura che ci procurano le querce del Mugello: è dall’inizio di giugno che a Roma fa un caldo africano.

9 agosto: su e giù per le colline con destinazione Camaldoli e le foreste del Casentino. La strada è molto bella e salendo verso il valico Croce ai mori ci divertiamo ad usare per bene tutto il battistrada disponibile. La visita all’eremo di Camaldoli è memorabile, peccato che essendo sabato è molto affollato; è di quei posti che visti in solitaria ti danno molto di più. Per tornare al camping cambiamo strada e ci gettiamo verso il mitico passo della Consuma. Sul valico è pieno di moto supersportive ed io mestamente parcheggio un po’ più in là per evitare di suscitare le ire di quei babbei sulle maximoto che ti sorpassano a tutta velocità sfiorandoti pericolosamente.

E’ domenica e dobbiamo partire per tornare verso casa. Ormai siamo diventati dei professionisti per caricare il Maddy ed in poco tempo siamo già per strada. Scendiamo a Pontassieve e lungo la valle dell’Arno, attraversiamo le colline del Chianti fino a Siena. Dopo pranzo prendiamo la Cassia e tiriamo fino a Viterbo facendo un paio di soste intermedie. La strada è vuota, tutto il traffico è in autostrada (evviva i 125) e tra Siena e Viterbo incontreremo 10 macchine in tutto. Non vogliamo rientrare a Roma con il traffico intenso della domenica sera e così ci fermiamo a pernottare a Blera, un delizioso borgo della Tuscia.

11 agosto, partiamo ed in un ora siamo a Roma. Fa uno strano effetto parcheggiare lo scooter sotto casa. La mia schiena è però molto contenta che sia finita. E’ ora di fare un bilancio.

PROMOSSI:
Il motore Minarelli/Yamaha si conferma un gran macinatore di chilometri, per la precisione 1450 km di viaggio con un consumo medio che si aggira sui 30 km/l.
La Malaguti che ha creato un mezzo comodo e veloce (110 km/h reali a pieno carico), senz’altro il migliore della sua categoria.
Il vano sottosella è molto capiente, tuttavia per sfruttarlo fino in fondo bisogna mettere le cose separate ed assecondare la sua forma irregolare. Se si riesce in questa impresa c’entrano molte più cose di quanto si direbbe.
La GIVI che non finirò mai di ringraziare. Ve la ricordate la borsa di Mary Poppins? Credo che si siano ispirati a quella quando hanno progettato il Maxia.
Le strade statali, il cui asfalto non è poi così tanto malaccio…
La legge italiana che proibisce ai 125 di andare in autostrada: ti obbliga a dei percorsi alternativi, sicuramente più lenti ma di indubbia spettacolarità.

BOCCIATI:
gli specchietti retrovisori del maddy ti permettono di tenere sempre sotto controllo le ginocchia del passeggero, ma della strada dietro di te non c’è traccia. Saggiamente nella nuova versione hanno posizionato gli specchietti correttamente. Chissà che non ci sia un kit per aggiornare i vecchi modelli...
il serbatoio che non si riesce mai a riempire fino all’orlo, ma d’altronde se faccio una bottiglia con il tappo a metà non la riempirò mai tutta. E non sono ingegnere.
La polizia stradale italiana: otto giorni in giro e non ci siamo mai incontrati. L’unica traccia delle forze dell’ordine è stata una pattuglia della polizia municipale di Lucca munita di autovelox. Siamo sicuri che sia questo il modo per garantire la sicurezza stradale?
Quei motociclisti, pochi per la verità, che sorpassano quasi sempre quando non potrebbero ed in maniera pericolosa. Dagli automobilisti non mi aspettavo granché ed infatti non mi hanno smentito, ma da questi motociclisti sono stato davvero deluso.

Testo e foto: Alberto & Sara



 

 

 

 

 

 

 

 




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