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Golfo Aranci e Capo Figari



DESCRIZIONE

Scooter: Malaguti Madison 150
Periodo: Luglio
Km: 1930
Tempo: 10 giorni
Consumi: 25 Km/lit.
Difficoltà: vento in Sardegna e pioggia in Liguria

Altre foto e dettagli della vacanza, oltre a tutto ciò che volete sapere sul Madison in:
MadisonMania





Nei dintorni di Capo Caccia




Missione Compiuta !!!

 · Vacanze in Sardegna e 5 Terre 2001
 
 · by Andrew
07/02/02 

Partenza da Bologna il 9 Luglio 2001 ore 18, ritardata di un'ora causa pioggia.
La pioggia è leggera e va scemando, imbocco la A1 Bologna Firenze, molto migliorata rispetto a tre anni fa, meno curve, raddoppio di corsie nei tratti ad alta pendenza per sorpassare agevolmente i TIR.
Le prestazioni del Maddy sono come sempre molto buone (relativamente alla sua cilindrata): naturalmente si viaggia sempre a manetta tirata e spalancata, le velocità che indica il tachimetro oscillano da un minimo dei 90 (in piena salita a Rioveggio) fino ad un massimo di oltre 140!!! in falso piano e protetto dalle scie di mezzi anteriori lontani (sono circa i 120 km/h reali).
Una piccola pausa a Firenze, poi esco a Firenze Signa ed imbocco la superstrada Firenze - Livorno, dopo i tortuosi e malmessi raccordi iniziali, si snoda bella e in piano con un buon asfalto, per cui apro tutto e si viaggia ancora alle solite velocità di crociera indicate dal Maddy: 120 da solo e 130 sfruttando le scie.  Il Madison se la cava egregiamente, non è di intralcio agli altri veicoli e il motore non fa una piega.
I consumi restano contenuti nonostante le pendenze e l'alto carico (circa 25 km/l).
In sella si sta relativamente comodi anche in due, la borsa tra le mie gambe non dà fastidio perché occupa una zona inutilizzata, con lo zainetto tra me e zavorrina anche la mia schiena si può rilassare un po'. Ho notato che per viaggiare in comfort occorre fare una pausa per sgranchire la gambe (specie zavorina) ogni ora, ora e mezzo.
Una cosa negativa invece sono gli specchietti, che si vedono male perché in due devo stare un po' più avanti e non c'è verso di regolarli bene: quando voglio guardare uno specchio devo ruotare un poco la testa.
Arrivati a Livorno salgo subito sul traghetto (le moto passano davanti a tutti da regolamento, ehehehe).

Una bella dormita in cabina, e la mattina dopo sbarchiamo ad Olbia, una visita ai dintorni interrotta da uno scroscio di pioggia che ci costringe sotto ad un ponte per una ventina di minuti. Una capatina a Golfo Aranci, alla bellissima e nascosta Cala Moresca (la conoscevo perché ci andavo da "piccolo"), poi un passaggio a Capo Coda Cavallo con le sue superbe vedute sulle isola Molara e Tavolara.
In seguito ci rechiamo nel nostro primo albergo ad Orosei: per arrivare facciamo la superstrada Olbia - Nuoro, che ha la sinistra caratteristica di avere il vento laterale più forte che abbia mai sentito, comunque nonostante la forte sezione laterale dovuta ai bagagli il Maddy regge bene, qualche oscillazione ben controllabile alle uscite di galleria. Ci fermiamo per stringere un po' di più il cinturino del casco di zavorrina, il vento è tanto forte che tende a sfilarglielo! Ad Orosei scarichiamo i bagagli: ottimo albergo e cittadina tranquilla, buona base di partenza per i progettati giri nel Gennargentu.

Il primo è a Cala Gonone, strada molto bella tutta a tornanti che scende giù fino al porto. In battello si arriva alle grotte del bue marino, belle ma un po' care, comunque pensavo meglio.

Il giorno dopo un giro nelle belle ed enormi spiagge vicine: marina di Orosei, cala Ollena. Qui avviene il primo e unico inconveniente della vacanza: il tachimetro va a zero e non si muove più! "Si sarà rotto il filo" penso io, mi fermo, con le pinze nella trousse degli attrezzi originali svito la ghiera e provo a ruotare a mano il filo: la lancetta si muove! Allora purtroppo è rotto il rinvio del contakm. Rimetto a posto il filo e la ghiera, poi proseguiamo. In spiaggia telefono al centro Malaguti di Nuoro (ci sarei passato il giorno dopo come da programma, così univo l'utile al dilettevole): con grande gentilezza una signorina controlla al computer e mi spiega che purtroppo non hanno quel pezzo disponibile immediatamente. A quel punto lascio perdere e rimando tutto al tagliando dei 10mila km, che avevo già prenotato per il 26 Luglio a casa mia, rimandando il conto esatto dei km al precisissimo Autoroute 2001.

Il giorno dopo è programmato il giro della Barbagia; le strade si snodano tortuose ma ben asfaltate, portandoci nei paesini tipici della montagna Nuorese: Orgosolo, Mamoiada, ecc., fino a giungere al passo del Caravai (oltre 1000 m), tramite una vecchia strada provinciale, ora inutilizzata perchè c'è una veloce e comoda superstrada a valle.
Scollinato il passo la strada scende tortuosa e qui si trovano forse gli unici luoghi dove il segnale di "pericolo: animali al pascolo" ha un senso concreto: al di là di alcuni tornanti si trovano gruppi di vacche belle spaparanzate all'ombra di qualche alberello; con qualche colpo di clacson si alzano e pigramente si spostano.
Ancora qualche decina di km e con un po' di difficoltà a trovare la strada, giungiamo al meraviglioso Lago dell'Alto Flumendosa: si insinua con acque incredibilmente turchesi tra le montagne, circondato da mandrie di mucche e di cavalli bradi che si abbeverano. Una stradina locale trovata con fatica costeggia in gran parte il lago; anche qui mandrie di bovini e gruppetti di asinelli si incontrano numerosi per strada; molti ci guardano incuriositi: evidentemente non vedono molto traffico.

Dopo una sosta in questo paradiso pastorale riprendiamo il cammino, inoltrandoci di nuovo nelle montagne per raggiungere nuovamente la costa est, precisamente ad Arbatax, da cui risaliamo verso nord, dopo aver sostato alla spiaggia di Santa Maria Navarrese per prendere il sole. Da qui si apre una strada che si inerpica attraverso svariate montagne, che non a torto molte guide definiscono come una delle strade più belle e panoramiche dell'intero Mediterraneo. Sono molti infatti i punti in cui non si può resistere alla tentazione di fermarsi per scattare una foto al panorama mozzafiato: valli amplissime che si distendono a perdita d'occhio, costellate di paesini che digradano fino al mare, cielo e mare celesti si incontrano all'orizzonte; poi valli selvagge, aspre gole, e sullo sfondo spesso si intravede il mare.
Spegni il motore e senti solo il vento, il profumo selvatico dei cespugli, la frescura dell'alta quota, qualche scampanellio lontano di una capretta... sorge un po' di malinconia per queste meraviglie della natura che ogni altro giorno dell'anno ci perdiamo, chiusi nei nostri uffici e nelle nostre città. La strada è quasi deserta e dà soddisfazione, curve e controcurve vanno via che è un piacere, anche in due il Maddy è ben assettato, come del resto avevo già avuto modo di provare alla Futa, nei nostri giri vicino a Bologna. Arriviamo a Dorgali soddisfatti del suggestivo percorso, di lì rientriamo in albergo dopo gli ultimi km.

Il giorno dopo ci trasferiamo da Orosei a Castelsardo, percorrendo quasi 200 km, in gran parte di superstrada. Il viaggio si svolge tranquillo anche se un po' noioso: si sente la mancanza dell'interfono che non avevo ancora montato. Arriviamo a Sassari, e dopo qualche giro per trovare la strada giusta finalmente raggiungiamo la costa nord della Sardegna e arriviamo percorrendo la litoranea a Castelsardo. Qui sostiamo per qualche notte, nel frattempo ogni giorno raggiungiamo spiagge e calette nuove. Un bel giro è quello che facciamo a Capo Caccia (superbe vedute) e a Stintino, fino alla troppo affollata spiaggia della Pelosa. Molto bello e suggestivo invece il villaggio e la spiaggia dell'Argentiera, dove passiamo un intero pomeriggio.

Terminato anche il nostro soggiorno nella caratteristica Castelsardo, ci dirigiamo verso Olbia lungo tutta la Costa Smeralda con una puntatina in tutti i porticcioli famosi e opulenti di enormi yacht: con il Madison oltrepassiamo tutti e a Porto Rotondo facciamo pure un giretto sul molo, sotto lo sguardo incuriosito di alcuni ricconi sugli yacht.
Prima della Costa Smeralda ci fermiamo nella caratteristica Costa Paradiso, con i suoi begli spuntoni di roccia rossastra che creano paesaggi marziani. Eccezionale la singolarità di un tratto di strada che taglia in due una caletta, passando letteralmente su una lingua di sabbia con molto vento, sa un po' di Camel Trophy! (anche se c'è un po' di asfalto) :-) Alla fine di nuovo ripassiamo per Golfo Aranci, poi ci dirigiamo verso Olbia dove ci aspetta il traghetto per il ritorno in continente.

Attraccati a Livorno ci dirigiamo immediatamente a La Spezia, dove ci aspetta una notte già prenotata prima della partenza da Bologna. Purtroppo a una decina di km da La Spezia veniamo colti da un fortissimo temporale estivo che ci costringe a riparare sotto più di un cavalcavia. La nebbia d'acqua era molto fitta: utili le frecce d'emergenza integrate nell'antifurto, e messi a dura prova le tute antipioggia totali. Per resistere all'acqua devo addirittura "insacchettare" le scarpe di zavorrina con dei sacchetti da freezer fermati da un paio di fascette elastiche (tutto calcolato, eheheheh!), che peraltro funzionano benissimo.
Giunti a La Spezia purtroppo non riusciamo a trovare l'albergo subito e veniamo colti da un'altra scarica temporalesca che ci costringe sotto ad un portico (che fatica trovare un portico! Ma che, ci sono solo qui a Bologna?). Infine attraversiamo la città allagata e raggiungiamo il nostro albergo.
Passiamo il primo del pomeriggio a riposare; non piove più ma il tempo è ancora scuro; come piano di riserva facciamo un giretto a piedi sul lungomare, poi visitiamo il bellissimo museo navale.

Una bella dormita e poi la mattina dopo partiamo per la programmata visita delle Cinque Terre: cominciamo dalla bella PortoVenere per passare agli altri cinque famosi paesini: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al mare. Non priva di scorci panoramici la bella strada che si snoda tortuosa tra i vari paesini, praticamente visitabili solo in moto per la reale impossibilità di trovare un parcheggio.

Da Monterosso al Mare ritorniamo alla Spezia dall'entroterra, passando per Pignone attraverso una strada immersa nei boschi che molto ricorda quelle dei "miei" appennini bolognesi. A La Spezia recuperiamo i bagagli, riassettiamo tutto il Maddy e prendiamo l'autostrada A15.
Il tempo e freschino per cui ci copriamo bene, una pioggerellina rende ancor più pericoloso il tratto appenninico della già pessima A15: ci sono curve che si prendono al limite agli 80 km/h, con molti mezzi pesanti, ma del resto per la strada normale ci avremmo messo un'eternità ad arrivare a casa... Il tratto brutto sarà lungo una quarantina di km, dopo poi, nei pressi di Parma, l'autostrada torna bella liscia e tranquilla fino a Bologna, dove arriviamo felici ma un po' stremati dopo quasi 230 km di quell'ultimo tratto e altri 1700 km alle spalle compiuti in 10 giorni.

Testo e foto by Andrew
Sito: http://www.madisonmania.com/



L'isoletta di Figarolo




Al Passo del Caravai




Lago dell'Alto Flumendosa




Riomaggiore

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