| Organizzazione
e regia: Maxiscooter Club Italia (MSCI)
Partecipanti:
tanti, e fra i tanti c'ero anch'io!
Veicolo
utilizzato: il mio solito, fantastico, pratico,
maneggevole, eroico, infallibile: Yamaha Majesty
125
Partenza!
Il sabato mattina, 8:45,
accompagno la grande a scuola, poi torno, saluto
la piccola e la mamy, accendo i motori e parto;
il contakm segna 5.420, il mezzo è in ordine,
lavato e stirato per l'occasione; l'occasione è
ghiotta e coltivata da settimane di estenuanti trattative
in famiglia: il Maxiscooter
Fest 2001 a Viareggio, organizzato da "er
Maurizio" e la combriccola del MSCI
di Roma. Il consueto zaino in spalla, tuta "Diluvio"
Tucano Urbano sotto la sella in compagnia di ciabatte
da mare e telo-bagno (si sa mai che a Viareggio
si spiaggi...), bomboletta di Fast e cazzate varie,
macchina fotografica e marsupio appesi al manubrio,
tutto promette per il meglio, perfino il sole che
splende giganteggiando sulla Padania che mi appresto
ad attraversare da Desenzano
a Parma,
dopo settimane di acqua, temporali e bufere di ogni
ordine e grado. Il motore gira gagliardo e intrepido,
a metà mattina son gia bell'a ridosso della
capitale del prosciutto e inizio la salita verso
il passo della Cisa.
Ommannaggia, perfino l'ultimo paesello che si
incontra prima di rampare si chiama La
Salita, che fanno, alludono? L'unica scoperta
di questo tratto è che fino a Berceto
niente benzina, e l'altra scoperta è che se
uno non devia per Berceto ma prosegue indomito verso
il passo trova il primo distributore a Pontremoli,
50 km dopo l'ultimo distributore "visibile" sulla
statale. E quindi il povero viandante che 'sti particolari
non li sa (eccomi, son qui!) se inizia "La Salita"
quasi in riserva rischia (ho rischiato) di restare
anzitempo a piedi prima di vedere il mare! Vabbe',
mi è andata bene, alle ore 11,40 la Cisa è
domata! Fin qui non ci riesco a credere: ho immaginato
per anni di passare di qui in auto, fin dai tempi
di fresca nomina di patente, ed eccomi qui a transitare
sulla Cisa a bordo di un "vespino". Strani scherzi
del destino... comunque finalmente ho realizzato
un altro sogno.
Fatta 'sta parte di viaggio si scende in Lunigiana,
vale a dire la collinare di Massa
Carrara, si raggiunge Pontremoli,
si arriva ad Aulla
e poco dopo si respira aria salmastra: il bello
di questa zona è che in pochi km puoi passare
dagli sci alla sdraio sotto l'ombrellone. Sul versante
marino fa un caldo boia, per cui volano via un paio
di strati di abbigliamento (pullover e camicia,
il giubbino resta, si sa mai!). Avanti avanti, eccomi
in Versilia, che attraverso
a 40 km/h per gioire della meraviglia dei primi
approcci alla stagione estiva (si scoprono le prime
schiene e svolazzano i primi coprichiappe!!). Anche
se non ci passerei mai le vacanze devo riconoscere
che questa terra ha un certo fascino, rinforzato
dai cartelloni di alcuni locali pluri-filmati e
pluri-paparazzati (La Capannina in testa...).
Cammina cammina, Viareggio!
Non passano 500 metri che... che vedo? Un bilico
marchiato Bardahl! Uno striscione Maxiscooter Fest!
Un sacco di "vesponi"! Un sacco di f....elici ragazze!
Controllo: sì, sono in piazza Principe di Piemonte,
non ho sbagliato strada (impossibile, sono sul lungomare!).
Right! Arrivato! Sono le 13:45,
in cinque ore di andatura-relax sono arrivato a
destinazione, né primo né ultimo, semplicemente
il più piccolo (di cilindrata) e il meno accessoriato
(di bauli, stereo, frange, parabrezza, trombe, lucine
strobo a mo' di ala di aereo, marmitta Akrapowitz
montata su un T-max...). Praticamente il mio mezzo
sembra lì per sbaglio, e invece no, che cacchio,
ho prenotato prima per e.mail e poi anche per telefono,
e infatti al desk del ricevimento mi identificano
e mi registrano alla manifestazione. Programma fantastico:
prima di tutto sono libero di fare l'accidenti che
mi pare, posso mangiare, dormire, passeggiare, cazzeggiare,
andare in spiaggia, chiacchierare (con chi? Help!),
provare i mezzi disponibili su un mini-circuito,
tornare a casa (prego?), sparire, dirottare un Jumbo,
manifestare contro quel che mi pare, basta che alle
17 mi presento lì per il trasferimento nell'entroterra...
Vengo immediatamente dotato di: 2 adesivi piccoli
e 1 grande del MSCI (i piccoli subito 1 sul casco
e 1 sul cupolino del Majesty!), cappellino e maglietta
Bardahl (sponsor), depliantini vari di Viareggio,
della Versilia e del Carnevale, prestigiosa spillina
MSCI, collanina di stoffa SYM con badge del Fest,
rivista MSCI e programma completo del Fest. Approfitto
subito del tagliando sconto con locale convenzionato
MSCI e me ne vado a mangiare, peccato perchè
così perdo il gruppo che si stacca per la gita
organizzata a Lucca,
ma tant'è: lo stomaco chiama, la schiena brontola,
il sedere grida vendetta, che caspita, gli anni
sono anni, gente! Quindi appare chiaro che di tutte
le opportunità prima elencate mi torna buono
passeggiare e tanto faccio fino alle 17. A quello
stadio appare ormai chiaro che tra presenti a Viareggio
e distaccati a Lucca si potranno contare più
di cento veicoli, è impressionante pensare
che un club nato quasi per scherzo e conosciuto
grazie a Internet possa radunare tale fiumana di
scooter.
Considerazione: i vari Harley club, Moto club,
Guzzi club, Maggiolone club, ecc. club, esistono
perchè esistono da decenni gli oggetti-oggetto
dell'associazione, e perchè le marche stesse
sponsorizzano la nascita di organizzazioni di appassionati.
Questo MSCI,
come del resto il CSC,
il MTC
e il LCI,
sono nati e cresciuti all'ombra di Internet; è
noto infatti che la rete consente una più veloce
diffusione di esperienze e informazioni; io stesso
conosco tutto ciò perchè l'anno scorso,
dopo aver doppiato
i famosi 5 passi in due giorni (vedi su www.fiammingo.com),
sono stato visitato e contattato via web da un po'
di appassionati, fra i quali il buon Fabrizio del
CSC, il buon Emanuele del MSCI e il buon Roberto
di Scooterturismo.
Grazie quindi a Internet queste iniziative diventano
in breve tempo un "cult" diffuso su scala nazionale
e oltre, ingrandendo esponenzialmente la dimensione
degli eventi; infatti a Viareggio ho visto targhe
di tutte le regioni, nord centro e sud erano più
o meno proporzionalmente rappresentati. Fine della
parentesi sociologica.
Alle 17 si parte:
adunata, fiato ai collettori, controllo cisterne
e via, ci avviamo verso Lucca
per raggiungere il resto della comitiva, che contattiamo
dopo un fantastico giro della Lucchesia
tra piccoli paesini, viali alberati e gente stupita
da tanti scooter in transito. La traversata è
resa sicura dalla correttezza dei partecipanti,
invitati a camminare in fila indiana, e dal gravoso
impegno dello staff che scorrazza avanti e indietro
per tenere in direzione la colonna. Del resto il
compito non appare particolarmente difficile: togliendo
i caschi appaiono brizzolature e spiazzature che
tradiscono un'età media non più ventenne,
per cui la selezione naturale unita alla legge dei
grandi numeri (con influenze delle leggi di Murphy
e qualche teorema di Lapalisse) ha mandato al Fest
i maturi dell'asfalto, che da tempo hanno abbandonato
sfrizionate, impennate e sorpassi in doppia curva.
Dopo varie giravolte su e giù, di qua e di
là arriviamo a tale località Ponte
del Diavolo, così chiamata per via
di un antico azzardo architettonico (un ponticello
a campata unica) che consente di superare un orrido
attraversato da un torrente. Chi ha il coraggio
di salirvi? Un sacco di gente, a quanto si vede,
e peccato che proprio qui ci si ritrovi con gli
altri e si riparta in tutta fretta, così non
c'ho manco una foto da far vedere. Via, tutti insieme
finalmente riuniti, il serpentone si snoda, adesso
siamo veramente un battaglione! Ancora un po' di
kilometri e arriviamo a Barga,
dove veniamo ricevuti da autorità, cittadini
e curiosi in una zona pedonale appositamente aperta
e vestita a festa per noi. Qui il sindaco oltre
ad offrirci l'aperitivo e una serie di iniziative
volte a pubblicizzare il circondario, tiene un gran
discorso e offre al MSCI una targa ricordo, oltre
a beccarsene in cambio una predisposta dagli organizzatori
del Fest! Dopo aver goliardicamente gozzovigliato
a spese della splendida cittadinanza di Barga (che
se non ricordo male è pure la cittadina dove
vengono coniate le monete metalliche dell'Euro!),
risaliamo sui mezzi e saliamo verso la tenuta Il
Ciocco, che credo chiunque abbia almeno
una volta nella vita sentito nominare, chi per i
raduni delle squadre di calcio, chi per i tornei
di Topolino, chi per le colonie estive ecc. ecc.
Arrivati, iniziano le procedure di assegnazione
delle camere, operazioni che tutto sommato si svolgono
senza intoppi dato che già a Viareggio ciascuno
aveva regolato in anticipo il conto; io che solitario
sono ho ben pensato di dividere la camera con un
baldo giovanotto di Bergamo, Luca, che giunto anche
lui in solitaria al Fest a cavallo di uno Scarabeo
200 nuovo fiammante, propende per dividere le spese
della doppia (o per evitare il supplemento per la
singola, vedete un po' voi...).
Il momento della cena
presenta un salone gremito di scooteristi, proprio
un gran gruppone, diventa perfino difficile trovare
posto se non si è in comitiva, ma alla fine
tutto si risolve, e io ho modo di conoscere altri
"colleghi" giunti dal nord, in particolare due simpatiche
coppie venete (di Vicenza e San Donà di Piave)
e una ligure. Dopo la cena, un sorteggione fantozziano
dove il vincitore del maxi-premio finale (un Sym
125) è il tipografo che ha stampato i biglietti
stessi (che culo!) e un tentativo di discoteca tramontato
subito per lo squallore della sala, finalmente si
va a dormire. RONF RONF.
Alla mattina di buon'ora casco dal letto e alle
7 e poco più son giù a fare colazione.
Ho proprio voglia di andare in escursione alla Grotta
del Vento, primo perchè non sono
mai andato in una grotta, secondo perchè di
cazzeggiare al Ciocco proprio non mi va, terzo perchè
non lo so, però va bene così; risolto
il problema del risveglio vado giù in parcheggio
a fare una delle solite foto di circostanza: La
squadra si è ridotta nottetempo data la partenza
di alcuni che si sono fermati al Ciocco solo per
festa e la cena: nel parcheggio conto esattamente
65 scooter e 1 Honda Gold Wing. La squadra più
rappresentativa è formata dai Suzuki Burgman,
in massima parte 400 cc; poi c'è qualche T-Max,
Silver Wing, un glorioso CN250, alcuni Scarabeo,
Majesty 250 delle varie serie, Hexagon, X9, uno
Skyliner 150 e altri mezzi di vario genere e stampo.
Finalmente il gruppo delle Grotte è pronto
a partire: l'emozionante tragitto verso Gallicano
e poi Vergemoli è
un percorso che si snoda in leggera salita, attraverso
boschetti e strette gole rocciose.
Dopo una mezz'oretta di guida raggiungiamo l'ingresso
delle Grotte, e grazie a una guida perfettamente
istruita (che poveretta ripete per chissà quante
volte al giorno per un sacco di giorni all'anno
la stessa storiella) scopro che piccole goccioline
d'acqua, cammina cammina col passare dei millenni
ti creano paesaggi tipo questi: Affascinante, vero?
Queste meraviglie si trovano a Vergemoli
(Lucca). Terminata la visita guidata, tutti indietro
al Ciocco per il pranzo finale, organizzato a buffet
senza limiti di consumo, serie di foto-ricordo,
saluti e scambi di indirizzi e.mail e celluli, e
poi via sulla strada del ritorno.
Essendo già praticamente in mezzo alla Lucchesia,
prendo per Fivizzano,
e da lì invece che continuare per Aulla e tornare
alla Cisa decido di salire al Cerreto.
Il buon Luca, compagno di camera, siccome può
andare in autostrada (e io no, tanto l'autostrada
non mi piace....) decide invece di proseguire, quindi
a un incrocietto in mezzo alle colline ci si saluta
e via, ciascuno al suo destino... Olè, si sale,
il motore scaracchia felice i suoi miseri 12 cv,
però si arrampica velocemente verso il passo
Cerreto, che raggiungo verso le 4 del pomeriggio.
Il clima è spettacolare, il sole è caldo
e limpido, il traffico inesistente, quasi provo
un senso di abbandono e solitudine... ma chi se
ne frega, mi sto divertendo troppo per arrivare
a pensare ad altro che ai paesaggi che vedo. Ancora
un po' di strada in assenza di traffico e poi mi
avvicino a Reggio Emilia,
dove si accodano le auto dei turisti che rientrano
dalla domenicata fuori porta, e il resto del viaggio
è una rapida traversata della pianura padana
fino a casa, sul Garda,
dove arrivo all'ora di cena, accolto festosamente
da moglie e bimbe felici di rivedere il babbo matto
che va in giro con lo scooter...
Il contakm segna 6.088,
quindi il Majesty mi ha scarrozzato per ben 668
km, al solito con consumi da ridere e un
discreto confort generale; certo, la presenza in
spalla dello zaino mi ha definitivamente convinto
che col bauletto è meglio, e infatti il lunedì
mattina mi sono subito precipitato a comprarlo,
così per la prossima gita avrò il bagaglio
comodamente sistemato altrove che non siano le mie
povere spalle.
Unica nota negativa del viaggio è stato il
Ciocco, che avevo fantasiosamente immaginato come
un posto meraviglioso e mi ha invece parzialmente
deluso. Ad un'ambientazione sicuramente d'effetto,
con le sue stradine perse in mezzo alle colline
in una tenuta enorme (2.000 ettari), l'ingresso
interamente vestito di fiori e un complesso di sale
e saloni di buona eleganza, fanno da contraltare
camere da letto piccole, roventi, disordinate e
trasandate, con bagno abbastanza scassatello e letti
scomodi. Della discoteca interna è meglio non
parlare, ma tanto neanche mi interessava, però...
Per il resto GRANDE TOSCANA,
come al solito ogni angolo di questa regione è
qualcosa da raccontare, fotografare e ricordare,
e ti accorgi che questa sensazione non è personale
ma universale, tante sono le persone che condividono
il medesimo entusiasmo. E grande anche il modo di
viaggiare, adagio e con moderazione, per godere
di ogni metro di paesaggio attraversato e conoscere
luoghi che dall'autostrada manco ti sogni.
Arrivederci quindi alla prossima impresa, che conto
di eseguire dopo le ferie con uno strappo sulle
Alpi che farà epoca: Livigno andata e ritorno
sempre in due giorni attraverso Val Venosta, Pass
dal Fuorn e tunnel Munt de la Schera, il tutto con
l'inarrestabile, inafferrabile, indistruttibile
(speriamo...) Majesty 125 (col bauletto!).
Hardware utilizzato:
Yamaha Majesty 125 cc; percorsi 668 km, consumate
Lit. 48.000 di verde, in ca. 14 ore di viaggio effettivo
(compresi trasferimenti in gruppo); media di ca.
47 km/h. Fotocamera Nikon F65 con ottica Nikkor
28/80 - pellicole Fuji.
Testo e foto a cura
di: Roberto
van Heugten
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