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Scorci dell'andata




Ponte del Diavolo, Barga&Sindaco, tramonto al Ciocco



Saluti con Gianluca e i Veneti




Cerreto e Garfagnana



DESCRIZIONE
Scooter: Yamaha Majesty 125
Periodo: Maggio
Raduno: Scooterfest MSCI
Km: 668
Periodo: 2 giorni
Km/lit.: 28
Difficoltà: meglio il bauletto dello zaino!

 

 · MaxiScooterFest 26-27/05/01 a Viareggio
· by Roberto van Heugten
19/11/01

Organizzazione e regia: Maxiscooter Club Italia (MSCI)
Partecipanti: tanti, e fra i tanti c'ero anch'io!
Veicolo utilizzato: il mio solito, fantastico, pratico, maneggevole, eroico, infallibile: Yamaha Majesty 125

Partenza! Il sabato mattina, 8:45, accompagno la grande a scuola, poi torno, saluto la piccola e la mamy, accendo i motori e parto; il contakm segna 5.420, il mezzo è in ordine, lavato e stirato per l'occasione; l'occasione è ghiotta e coltivata da settimane di estenuanti trattative in famiglia: il Maxiscooter Fest 2001 a Viareggio, organizzato da "er Maurizio" e la combriccola del MSCI di Roma. Il consueto zaino in spalla, tuta "Diluvio" Tucano Urbano sotto la sella in compagnia di ciabatte da mare e telo-bagno (si sa mai che a Viareggio si spiaggi...), bomboletta di Fast e cazzate varie, macchina fotografica e marsupio appesi al manubrio, tutto promette per il meglio, perfino il sole che splende giganteggiando sulla Padania che mi appresto ad attraversare da Desenzano a Parma, dopo settimane di acqua, temporali e bufere di ogni ordine e grado. Il motore gira gagliardo e intrepido, a metà mattina son gia bell'a ridosso della capitale del prosciutto e inizio la salita verso il passo della Cisa.

Ommannaggia, perfino l'ultimo paesello che si incontra prima di rampare si chiama La Salita, che fanno, alludono? L'unica scoperta di questo tratto è che fino a Berceto niente benzina, e l'altra scoperta è che se uno non devia per Berceto ma prosegue indomito verso il passo trova il primo distributore a Pontremoli, 50 km dopo l'ultimo distributore "visibile" sulla statale. E quindi il povero viandante che 'sti particolari non li sa (eccomi, son qui!) se inizia "La Salita" quasi in riserva rischia (ho rischiato) di restare anzitempo a piedi prima di vedere il mare! Vabbe', mi è andata bene, alle ore 11,40 la Cisa è domata! Fin qui non ci riesco a credere: ho immaginato per anni di passare di qui in auto, fin dai tempi di fresca nomina di patente, ed eccomi qui a transitare sulla Cisa a bordo di un "vespino". Strani scherzi del destino... comunque finalmente ho realizzato un altro sogno.

Fatta 'sta parte di viaggio si scende in Lunigiana, vale a dire la collinare di Massa Carrara, si raggiunge Pontremoli, si arriva ad Aulla e poco dopo si respira aria salmastra: il bello di questa zona è che in pochi km puoi passare dagli sci alla sdraio sotto l'ombrellone. Sul versante marino fa un caldo boia, per cui volano via un paio di strati di abbigliamento (pullover e camicia, il giubbino resta, si sa mai!). Avanti avanti, eccomi in Versilia, che attraverso a 40 km/h per gioire della meraviglia dei primi approcci alla stagione estiva (si scoprono le prime schiene e svolazzano i primi coprichiappe!!). Anche se non ci passerei mai le vacanze devo riconoscere che questa terra ha un certo fascino, rinforzato dai cartelloni di alcuni locali pluri-filmati e pluri-paparazzati (La Capannina in testa...).

Cammina cammina, Viareggio! Non passano 500 metri che... che vedo? Un bilico marchiato Bardahl! Uno striscione Maxiscooter Fest! Un sacco di "vesponi"! Un sacco di f....elici ragazze! Controllo: sì, sono in piazza Principe di Piemonte, non ho sbagliato strada (impossibile, sono sul lungomare!). Right! Arrivato! Sono le 13:45, in cinque ore di andatura-relax sono arrivato a destinazione, né primo né ultimo, semplicemente il più piccolo (di cilindrata) e il meno accessoriato (di bauli, stereo, frange, parabrezza, trombe, lucine strobo a mo' di ala di aereo, marmitta Akrapowitz montata su un T-max...). Praticamente il mio mezzo sembra lì per sbaglio, e invece no, che cacchio, ho prenotato prima per e.mail e poi anche per telefono, e infatti al desk del ricevimento mi identificano e mi registrano alla manifestazione. Programma fantastico: prima di tutto sono libero di fare l'accidenti che mi pare, posso mangiare, dormire, passeggiare, cazzeggiare, andare in spiaggia, chiacchierare (con chi? Help!), provare i mezzi disponibili su un mini-circuito, tornare a casa (prego?), sparire, dirottare un Jumbo, manifestare contro quel che mi pare, basta che alle 17 mi presento lì per il trasferimento nell'entroterra... Vengo immediatamente dotato di: 2 adesivi piccoli e 1 grande del MSCI (i piccoli subito 1 sul casco e 1 sul cupolino del Majesty!), cappellino e maglietta Bardahl (sponsor), depliantini vari di Viareggio, della Versilia e del Carnevale, prestigiosa spillina MSCI, collanina di stoffa SYM con badge del Fest, rivista MSCI e programma completo del Fest. Approfitto subito del tagliando sconto con locale convenzionato MSCI e me ne vado a mangiare, peccato perchè così perdo il gruppo che si stacca per la gita organizzata a Lucca, ma tant'è: lo stomaco chiama, la schiena brontola, il sedere grida vendetta, che caspita, gli anni sono anni, gente! Quindi appare chiaro che di tutte le opportunità prima elencate mi torna buono passeggiare e tanto faccio fino alle 17. A quello stadio appare ormai chiaro che tra presenti a Viareggio e distaccati a Lucca si potranno contare più di cento veicoli, è impressionante pensare che un club nato quasi per scherzo e conosciuto grazie a Internet possa radunare tale fiumana di scooter.

Considerazione: i vari Harley club, Moto club, Guzzi club, Maggiolone club, ecc. club, esistono perchè esistono da decenni gli oggetti-oggetto dell'associazione, e perchè le marche stesse sponsorizzano la nascita di organizzazioni di appassionati. Questo MSCI, come del resto il CSC, il MTC e il LCI, sono nati e cresciuti all'ombra di Internet; è noto infatti che la rete consente una più veloce diffusione di esperienze e informazioni; io stesso conosco tutto ciò perchè l'anno scorso, dopo aver doppiato i famosi 5 passi in due giorni (vedi su www.fiammingo.com), sono stato visitato e contattato via web da un po' di appassionati, fra i quali il buon Fabrizio del CSC, il buon Emanuele del MSCI e il buon Roberto di Scooterturismo. Grazie quindi a Internet queste iniziative diventano in breve tempo un "cult" diffuso su scala nazionale e oltre, ingrandendo esponenzialmente la dimensione degli eventi; infatti a Viareggio ho visto targhe di tutte le regioni, nord centro e sud erano più o meno proporzionalmente rappresentati. Fine della parentesi sociologica.

Alle 17 si parte: adunata, fiato ai collettori, controllo cisterne e via, ci avviamo verso Lucca per raggiungere il resto della comitiva, che contattiamo dopo un fantastico giro della Lucchesia tra piccoli paesini, viali alberati e gente stupita da tanti scooter in transito. La traversata è resa sicura dalla correttezza dei partecipanti, invitati a camminare in fila indiana, e dal gravoso impegno dello staff che scorrazza avanti e indietro per tenere in direzione la colonna. Del resto il compito non appare particolarmente difficile: togliendo i caschi appaiono brizzolature e spiazzature che tradiscono un'età media non più ventenne, per cui la selezione naturale unita alla legge dei grandi numeri (con influenze delle leggi di Murphy e qualche teorema di Lapalisse) ha mandato al Fest i maturi dell'asfalto, che da tempo hanno abbandonato sfrizionate, impennate e sorpassi in doppia curva. Dopo varie giravolte su e giù, di qua e di là arriviamo a tale località Ponte del Diavolo, così chiamata per via di un antico azzardo architettonico (un ponticello a campata unica) che consente di superare un orrido attraversato da un torrente. Chi ha il coraggio di salirvi? Un sacco di gente, a quanto si vede, e peccato che proprio qui ci si ritrovi con gli altri e si riparta in tutta fretta, così non c'ho manco una foto da far vedere. Via, tutti insieme finalmente riuniti, il serpentone si snoda, adesso siamo veramente un battaglione! Ancora un po' di kilometri e arriviamo a Barga, dove veniamo ricevuti da autorità, cittadini e curiosi in una zona pedonale appositamente aperta e vestita a festa per noi. Qui il sindaco oltre ad offrirci l'aperitivo e una serie di iniziative volte a pubblicizzare il circondario, tiene un gran discorso e offre al MSCI una targa ricordo, oltre a beccarsene in cambio una predisposta dagli organizzatori del Fest! Dopo aver goliardicamente gozzovigliato a spese della splendida cittadinanza di Barga (che se non ricordo male è pure la cittadina dove vengono coniate le monete metalliche dell'Euro!), risaliamo sui mezzi e saliamo verso la tenuta Il Ciocco, che credo chiunque abbia almeno una volta nella vita sentito nominare, chi per i raduni delle squadre di calcio, chi per i tornei di Topolino, chi per le colonie estive ecc. ecc. Arrivati, iniziano le procedure di assegnazione delle camere, operazioni che tutto sommato si svolgono senza intoppi dato che già a Viareggio ciascuno aveva regolato in anticipo il conto; io che solitario sono ho ben pensato di dividere la camera con un baldo giovanotto di Bergamo, Luca, che giunto anche lui in solitaria al Fest a cavallo di uno Scarabeo 200 nuovo fiammante, propende per dividere le spese della doppia (o per evitare il supplemento per la singola, vedete un po' voi...).

Il momento della cena presenta un salone gremito di scooteristi, proprio un gran gruppone, diventa perfino difficile trovare posto se non si è in comitiva, ma alla fine tutto si risolve, e io ho modo di conoscere altri "colleghi" giunti dal nord, in particolare due simpatiche coppie venete (di Vicenza e San Donà di Piave) e una ligure. Dopo la cena, un sorteggione fantozziano dove il vincitore del maxi-premio finale (un Sym 125) è il tipografo che ha stampato i biglietti stessi (che culo!) e un tentativo di discoteca tramontato subito per lo squallore della sala, finalmente si va a dormire. RONF RONF.

Alla mattina di buon'ora casco dal letto e alle 7 e poco più son giù a fare colazione. Ho proprio voglia di andare in escursione alla Grotta del Vento, primo perchè non sono mai andato in una grotta, secondo perchè di cazzeggiare al Ciocco proprio non mi va, terzo perchè non lo so, però va bene così; risolto il problema del risveglio vado giù in parcheggio a fare una delle solite foto di circostanza: La squadra si è ridotta nottetempo data la partenza di alcuni che si sono fermati al Ciocco solo per festa e la cena: nel parcheggio conto esattamente 65 scooter e 1 Honda Gold Wing. La squadra più rappresentativa è formata dai Suzuki Burgman, in massima parte 400 cc; poi c'è qualche T-Max, Silver Wing, un glorioso CN250, alcuni Scarabeo, Majesty 250 delle varie serie, Hexagon, X9, uno Skyliner 150 e altri mezzi di vario genere e stampo. Finalmente il gruppo delle Grotte è pronto a partire: l'emozionante tragitto verso Gallicano e poi Vergemoli è un percorso che si snoda in leggera salita, attraverso boschetti e strette gole rocciose.

Dopo una mezz'oretta di guida raggiungiamo l'ingresso delle Grotte, e grazie a una guida perfettamente istruita (che poveretta ripete per chissà quante volte al giorno per un sacco di giorni all'anno la stessa storiella) scopro che piccole goccioline d'acqua, cammina cammina col passare dei millenni ti creano paesaggi tipo questi: Affascinante, vero? Queste meraviglie si trovano a Vergemoli (Lucca). Terminata la visita guidata, tutti indietro al Ciocco per il pranzo finale, organizzato a buffet senza limiti di consumo, serie di foto-ricordo, saluti e scambi di indirizzi e.mail e celluli, e poi via sulla strada del ritorno.

Essendo già praticamente in mezzo alla Lucchesia, prendo per Fivizzano, e da lì invece che continuare per Aulla e tornare alla Cisa decido di salire al Cerreto. Il buon Luca, compagno di camera, siccome può andare in autostrada (e io no, tanto l'autostrada non mi piace....) decide invece di proseguire, quindi a un incrocietto in mezzo alle colline ci si saluta e via, ciascuno al suo destino... Olè, si sale, il motore scaracchia felice i suoi miseri 12 cv, però si arrampica velocemente verso il passo Cerreto, che raggiungo verso le 4 del pomeriggio. Il clima è spettacolare, il sole è caldo e limpido, il traffico inesistente, quasi provo un senso di abbandono e solitudine... ma chi se ne frega, mi sto divertendo troppo per arrivare a pensare ad altro che ai paesaggi che vedo. Ancora un po' di strada in assenza di traffico e poi mi avvicino a Reggio Emilia, dove si accodano le auto dei turisti che rientrano dalla domenicata fuori porta, e il resto del viaggio è una rapida traversata della pianura padana fino a casa, sul Garda, dove arrivo all'ora di cena, accolto festosamente da moglie e bimbe felici di rivedere il babbo matto che va in giro con lo scooter...

Il contakm segna 6.088, quindi il Majesty mi ha scarrozzato per ben 668 km, al solito con consumi da ridere e un discreto confort generale; certo, la presenza in spalla dello zaino mi ha definitivamente convinto che col bauletto è meglio, e infatti il lunedì mattina mi sono subito precipitato a comprarlo, così per la prossima gita avrò il bagaglio comodamente sistemato altrove che non siano le mie povere spalle.
Unica nota negativa del viaggio è stato il Ciocco, che avevo fantasiosamente immaginato come un posto meraviglioso e mi ha invece parzialmente deluso. Ad un'ambientazione sicuramente d'effetto, con le sue stradine perse in mezzo alle colline in una tenuta enorme (2.000 ettari), l'ingresso interamente vestito di fiori e un complesso di sale e saloni di buona eleganza, fanno da contraltare camere da letto piccole, roventi, disordinate e trasandate, con bagno abbastanza scassatello e letti scomodi. Della discoteca interna è meglio non parlare, ma tanto neanche mi interessava, però...
Per il resto GRANDE TOSCANA, come al solito ogni angolo di questa regione è qualcosa da raccontare, fotografare e ricordare, e ti accorgi che questa sensazione non è personale ma universale, tante sono le persone che condividono il medesimo entusiasmo. E grande anche il modo di viaggiare, adagio e con moderazione, per godere di ogni metro di paesaggio attraversato e conoscere luoghi che dall'autostrada manco ti sogni.
Arrivederci quindi alla prossima impresa, che conto di eseguire dopo le ferie con uno strappo sulle Alpi che farà epoca: Livigno andata e ritorno sempre in due giorni attraverso Val Venosta, Pass dal Fuorn e tunnel Munt de la Schera, il tutto con l'inarrestabile, inafferrabile, indistruttibile (speriamo...) Majesty 125 (col bauletto!).

Hardware utilizzato: Yamaha Majesty 125 cc; percorsi 668 km, consumate Lit. 48.000 di verde, in ca. 14 ore di viaggio effettivo (compresi trasferimenti in gruppo); media di ca. 47 km/h. Fotocamera Nikon F65 con ottica Nikkor 28/80 - pellicole Fuji.

Testo e foto a cura di: Roberto van Heugten



Scooterfest a Viareggio




Percorso andata




La grotta del Vento




Percorso ritorno

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