| Dopo una lunga attesa,
tanti progetti, mille idee ed ostacoli siamo finalmente
riusciti a partire, io (Stefano), la mia zavorrina
(Giulia) e la mia “belva” (MBK Skyliner
125). L’obiettivo era di ripercorrere quasi
per intero il tracciato della vecchia via consolare
n.3, la Flaminia. Percorrere una statale è
un po’ come percorrere la storia e le tradizioni
che da secoli si sono sedimentate lungo le sue curve.
Cosi’ il giorno prestabilito, dopo una breve
partita a tetris per caricare come un mulo lo Skyliner,
l’avventura e’ iniziata da Roma, la
nostra citta’, dove, guarda il caso, nasce
la Flaminia.
I primi km percorsi fuori dalla citta’ ci
fanno apprezzare la strada che ci accompagnerà
per tutto il viaggio. Niente piu’ traffico,
semafori, buche, tombini e sampietrini, solo un
lungo nastro nero che si adagia sui colli a nord
della città e scivola via sotto le ruote
con inaspettata leggerezza. Io intanto sto ancora
facendo i conti con il corretto bilanciamento del
mezzo che a volte, in rilascio, accenna a dei fastidiosi
e pericolosi sbacchettamenti dell’anteriore.
Nonostante il mezzo carico e la ridotta cubatura
del piccolo MBK, riusciamo a mantenere una media
di 80/90 km/h, senza forzare troppo. Questo ci consente
di essere gia a Terni dopo un paio d’ore,
avendo attraversato borghi e paesi che fanno da
cornice al nostro viaggio.
Si sale un po’ attraverso le divertenti curve
che portano al Valico di Somma, poi, dopo Spoleto,
tutta dritta e piatta fino ad Assisi, dove pianteremo
la nostra tenda. Il primo giorno di viaggio si e’
concluso con km 197 all’attivo ed un consumo
di circa 7 euro di benzina verde.
SECONDO GIORNO: partiamo per un giro della zona,
finalmente scarichi, e che ci portera’ a meglio
conoscere il centro dell’Umbria nonche’
a testare le doti turistiche dello Skyliner. Il
nostro itinerario si snoda da Perugia verso Umbertide,
Citta’ di Castello, Cortona, Lago Trasimeno.
Da qui lasciamo le statali per arrampicarci lungo
i colli umbri alla volta di Castel Rigone, delizioso
borgo medievale affacciato al lago. La strada peggiora,
l’asfalto e’ sporco ed il motore fatica
un poco ad andar su, si accende per un paio di volte
la ventola che riporta le temperature nella norma.
L’ottavo di litro ha una taratura da allungo
ed in salita i suoi 12cv faticano parecchio. Sosta
al bar e poi di nuovo giù per colline e valli
per far rientro ad Assisi in serata. E’ ora
di mettere altri 5 euro nel serbatoio dopo aver
percorso circa km 160.
TERZO GIORNO: siamo di nuovo “on the road”,
la provinciale per Gualdo Tadino ci porta a passare
per campagne e paesini ormai scomparsi dalla memoria
di chi vive in metropoli. Un trentina di km di sogno
e poi ci risvegliamo, siamo di nuovo ad imboccare
la SS.3, il nostro “filo di Arianna”.
Attraversiamo gli appennini per km, al valico di
Scheggia la pioggia gioca un po’ con noi e
ci rinfresca la discesa, rendendo l’asfalto
scivoloso ed inducendomi alla massima prudenza.
Si sale e si riscende fra le grandi e verdi vallate
marchigiane fino ad Urbino, dove ci accamperemo
per la notte.
Oggi la “belva” mi ha stupito, ha divorato
i km senza battere ciglio, mantenendo medie di tutto
rispetto, bevendo solo altri 5 euro per percorrere
km 190 e toccando la punta di km/h 120 di tachimetro
in sorpasso. Solo un tir difficile da superare in
salita ci rallenta un po’ e porta di nuovo
la lancetta della temperatura vicino alla tacca
rossa.
QUARTO GIORNO: attraversiamo valli e piccole comunita’
montane, piccoli valichi in successione, una settantina
di km di strade di montagna e siamo a San Leo, gemello
di minor fama di S. Marino, ma proprio per questo
piu’ integro nell’aspetto e nella tradizione.
Per chi non lo conoscesse glie ne consiglio la visita,
ne vale veramente la pena, e poi le strade per arrivarci
sono divertentissime.
Questo appennino emiliano ricorda paesaggi alpini
e mi riporta alla mente la campagna francese del
Massiccio Centrale.
La strada del ritorno ci porta a sconfinare nello
stato estero di San Marino dove egregi scenari ci
riportano verso Urbino, con la mente ferma a qualche
secolo fa.
Ci fa compagnia la solita pioggerella rinfrescante.
Da notare che qui son tutti dei gran tifosi di Valentino
Rossi e Manuel Poggiali, ne possiamo trovar traccia
in ogni paese che attraversiamo. Altri 5 euro di
verde per km 176.
QUINTO GIORNO: e’ ora di rimettersi in viaggio
per tornare verso casa, riprendiamo la Flaminia
a Fossombrone, c’e’ molto traffico,
si incontrano altri scooteristi ed il saluto e’
reciproco. Rientrati in Umbria deviamo per Gubbio
per il pranzo, ci ricongiungiamo con la SS.3 a Gualdo
e la percorriamo tutta senza soste fino a Spoleto,
rifornendo i soliti 5 euro poco prima di Foligno.
Ulteriore sosta a Narni per sgranchirsi un po’
le gambe ed il… fondoschiena (soprattutto
quelle di zavorrina) e poi di nuovo in strada, tutto
e’ un lento susseguirsi di curve da raccordare
l’una all’altra, ancora un paio d’ore
e siamo di nuovo nella capitale, citta’ deserta
come solo Roma sa essere ad Agosto, punto di partenza
e di arrivo del nostro primo viaggio “on the
road”.
Km 302 ed in serata sono a casa, scarico il bagaglio
e parcheggio il fido compagno di viaggio, sporco,
ma per niente stanco, gran divoratore di km. E pensare
che da domani dovra’ ricominciare il solito
casa-ufficio…
CONCLUSIONI
Tutti i timori iniziali sono stati fugati, anche
con un pizzico di fortuna, le incognite del meteo,
dei bagagli, tutto passato. Ci vuole un po’
di tempo per trovare un buon assetto per quanto
riguarda il carico e la corretta posizione in sella,
ma devo dire che lo Skyliner ha dimostrato un comfort
inaspettato sulle lunghe distanze. Dopo aver percorso
questi km1025 posso dire di aver approfondito il
feeling con il mezzo e la sua conoscenza e posso
stilare la mia pagella:
• 10 alla mia
zavorrina che ormai conosce la mia giuda, sa interpretare
la strada come faccio io e si bilancia sempre bene.
Insomma e’ un ottimo passeggero.
• 10 al motore
Minarelli – Yamaha, un po’ lento in
ripresa ed in salita, ma dotato di un buon allungo,
parco nei consumi e soprattutto instancabile. Neanche
dopo salite appenniniche, con la temperatura alta,
ha mostrato cenni di stanchezza, neanche nel reparto
trasmissione.
La distanza totale l’abbiamo coperta con 30
euro di benzina il che vuol dire un consumo medio,
in due ed a pieno carico,di circa 30/35 km/l, niente
male.
• 8 al telaio
ed alla ciclistica, veramente stabile e preciso
nell’impostare le traiettorie in curva. Tenuta
di strada piu’ apprezzabile su statali che
in citta’. Peccato per le ruote da 12”
che rendono la situazione critica non appena l’asfalto
non e’ di buona qualita’, nonostante
i Michelin Bopper.
• 7 ai freni.
Quando sono freddi hanno bisogno di scaldarsi un
po’, quando sono caldi hanno bisogno di freddarsi
un po’, l’impianto Brembo fa il suo
dovere, al termine di lunghe discese gli spazi d’arresto
si allungano un po’, ma niente di grave. Non
ho registrato cedimenti della pressione nella pompa
e nel tubo anche dopo un uso intenso. Il tamburo
posteriore e’ un po’ cedevole, ma costante
nel rendimento.
• 6 alle luci.
La dinamo della Graziella illuminava piu’
lontano. Potevano almeno dotarlo di lampadine alogene
come i diretti rivali.
• 4 alle plastiche,
la Piaggio fa meglio il che e’ tutto dire…
• 9 alla GIVI,
che sa interpretare bene le esigenze, anche se se
le fa pagare…
• 0 agli automobilisti
e camionisti, ti si appiccicano dietro, ti fanno
la barba nei sorpassi, invadono la corsia opposta,
ti stringono in curva, devo continuare?
Per trarre due somme posso dire che l’esperienza
e’ stata sicuramente positiva ed andra’
ripetuta, magari in anche compagnia di qualche altro
scooterista.
Km 1025 non sono un impresa, ma e’ il mio
primo viaggio in moto!
Testo e foto di Stefano
Bretschneider |