... fa
troppo caldo sulla riviera adriatica, la mattina alle 07:00,
già ci sono 29°. Il fatto di dover "immergerci"
nel verde dei monti Sibillini (bellissimo e poco noto parco
naturale) mi rinfresca.
Ogni anno rinnoviamo la "sfida" che vede partecipi
noi (colleghi di lavoro) e i nostri mezzi, e quest'anno
la nostra destinazione doveva avere connotati "religiosi"
cosi la scelta è caduta sulla bellissima Assisi.
I miei amici sono rispettivamente su Piaggio Skipper 125,
Piaggio Hexagon 250, MBK Skyliner 125, BMW 650 GS, Yamaha
TDM, io, ovviamente, sul Piaggio Beverly 200.
Il ritrovo è stato fissato per le ore 07:30 davanti
alla ditta dove lavoriamo, e come sempre accade si deve
aspettare il ritardatario di turno. Mentre aspettiamo l'ultimo,
io cambio tenuta da prettamente "marittima" (pantaloncini
corti e maglietta a maniche corte) a leggermente "tecnica"
(pantaloni di cotone, giacca AXO evo2 e quanti Brema estivi).
Questa mia capacità di "adattamento" mi
aiuterà molto più avanti.
E' arrivato, il ritardatario, e quindi si parte, prima
destinazione Cerreto di Spoleto (circa meta strada). Prendiamo
la strada bonifica, che collega Martinsicuro ad Ascoli
Piceno, e successivamente imbocchiamo la Salaria (che
collega Ascoli a Roma) fino al bivio per Norcia. Qui la
temperatura è scesa sensibilmente (circa 24°)
e una volta entrati nel traforo di Forca Canapine (che
collega le Marche all'Umbria) la temperatura ha sfiorato
livelli semi invernali (17°). La strada che abbiamo
fatto fin qui è stata abbastanza monotona, lunghi
rettilinei, ma il paesaggio attorno a noi è stupendo
(monti sibillini). Qui la natura la fa ancora da padrone.
Passato il traforo ci immergiamo in un bel tratto guidato
ad andatura sportiveggiante, la strada è un susseguirsi
di curve e tornanti. Il paesaggio della Val Nerina è
spettacolare, tanto quanto quello lasciato nelle Marche.
La veduta dall'alto della valle mi lascia con il fiato
sospeso. Sono circa le 09:00 e inizio a sentire lo stomaco
brontolare, so che la prima sosta non è molto lontana,
e quindi decido se prendere A: cappuccino e cornetto;
B: tagliatelle con i tartufi. La scelta da fare è
stata ardua ma ha prevalso il buon senso (con l'opzione
B era da mettere in preventivo anche un paio di bicchieri
di vino rosso ;-).
Passiamo Norcia all'esterno del bel muro di cinta, e proseguiamo
per Foligno. Il gruppo si "sfalda" spesso, lo
Skipper perde il senso dell'orientamento e non riesce
a mantenere la velocità di crociera di noi altri.
Arriviamo a Cerreto e ci fermiamo giusto il tempo di fare
colazione e 2 chiacchiere sul bel tempo e sul paesaggio.
Si riparte per Foligno, purtroppo ci ritroviamo sulla
Superstrada (non abbiamo visto i cartelli??!!). Non era
nei nostri piani, volevamo fare la statale, ma il flusso
di auto ci ha incanalati sulla superstrada, e così
i nostri compagni di viaggio con il 125 se la sono fatta
sotto. Inizia a sentirsi il caldo, viaggiamo ad una media
di 80-90 km/h e il termometro del mio scooter indica 36°.
A volte ho come la sensazione di non riuscire a respirare
tanto sono infuocate le sacche d'aria calda che incontriamo.
Ci fermiamo a fare rifornimento mentre i "motard"
proseguono fino all'uscita Assisi-Viole. Li incontreremo
a breve sotto un quercia boccheggianti nelle loro tute
di pelle. Assisi è molto vicina, si intravede la
città e questo ci permette di fare l'ultimo tratto
(penso un 15km) in tutta tranquillità.
Siamo arrivati e i problemi per il parcheggio non sono
pochi. Un gentilissimo poliziotto ci dice che possiamo
entrare nella città, ma avremmo dovuto parcheggiare
sopra. Parcheggiamo fortunatamente sotto una serie di
alberi (io mi rimetto in tuta "marittima", gli
altri no ;-), e scendiamo lungo le bellissime vie di Assisi.
Ora, gli stranieri che vengono in Italia per ammirare
il nostro immenso patrimonio culturale, girano per le
città con libri e cartine, sanno come e cosa vedere,
noi invece eravamo alla mercé del nostro "capobranco"
che aveva degli accenni storico-cartinografici di Assisi
assai scarsi.
Ho da subito notato come siano state ristrutturate (e
tuttora ci sono molti cantieri) tantissime case e palazzi.
Il cielo, azzurro, dava ancora più risalto a queste
bellissime strutture. Purtroppo il caldo ora è
opprimente, nei vicoli non si muove una foglia. Quindi
la visita alla Basilica superiore-inferiore è una
boccata di ossigeno puro. Non sono qui a disquisire la
bellezza e la realizzazione di questa cattedrale, non
è sicuramente il luogo più adattato, ma
vi assicura è uno spettacolo meraviglioso. Incito
chiunque non sia mai andato a vederlo di farlo. Sono sicuro
che non se ne pentirà.
E' ora di pranzo (13:00), ci mettiamo in fila in un self
service. Mangiamo e poi camminatina nel centro, con sosta
per il gelato. Decidiamo di ripartire, abbiamo ancora
una meta da raggiungere.
Riprendiamo gli scooter per dirigerci verso San Maria
degli Angeli. Ora non si riesce più a guidare (40°)
mi chiedo se veramente non sia il caso di fermarci sotto
qualche albero e aspettare che faccia sera per ripartire.
Si suda da morire, mi tolgo la giacca, ma non si riesce
a non sudare, lo scooter non và, sento che soffre
il caldo anche lui. Continuiamo comunque. La chiesa si
vede già in lontananza, bella e maestosa (come
una cattedrale in un deserto). Ci fermiamo, parcheggiamo
e decidiamo come muoverci. Alcuni non entrano, ci saranno
stati circa 15 gradi di differenza tra l'esterno e l'interno.
Io entro. Il fresco (sembra freddo) m'impone un visita
veloce ma non per questo superficiale. Bellissime volte
e arcate, molto più recenti delle chiese viste
ad Assisi. Facciamo una passeggiata nel roseto e poi usciamo.
Decidiamo di ripartire (sono le 15.30).
Il caldo ci impone soste obbligatorie per bere e rinfrescarci.
Come noi ho visto altri motociclisti/scooteristi fermi
in più punti. Questo caldo ci tormenterà
fino all'ingresso del traforo di Forca Canapine.
Qui la sosta è obbligata quando benvenuta. All'ingresso
del tunnel si ha come la sensazione di trovarsi di fronte
ad un immenso condizionatore d'aria. Arrivano inattese
e gustosissime ventate d'aria fresca proveniente dal suo
interno. Cambio abbigliamento di nuovo. Entro. La temperatura
passa dai 38° ai 17°. Sento quasi freddo. Più
vado avanti nel tunnel (4km) più mi accorgo di
amare l'inverno. Ma l'inverno non è solo freddo
e cosi all'uscita invece di trovare il sole ho trovato...
la pioggia. Un immenso temporale si abbatteva sul gruppo
"fantozziano", quella pioggia tanto "chiamata"
la mattina era arrivata, in tempi, modi e condizioni non
certo favorevoli.
All'inizio ho avuto la sensazione che si trattasse di
nebbia ma quando il primo gocciolone mi ha colpito sulla
mano ho capito che di nebbia non si trattava.
Fortunatamente subito dopo l'uscita c'è un altro
mini tunnel che mi ha dato il tempo di fare mente locale.
Presto la cerata a Gigi e riparto, piano piano, fortunatamente
la strada è in discesa.
Il temporale ci accompagna per poco. Scoprirò successivamente
che in alta quota questi temporali sono normali in estate.
L'ultimo tratto di strada scorre veloce. Ci fermiamo
dove siamo partiti.
Rifletto che 180 km valgono la pena di essere fatti quando
la meta è Assisi. Mi prometto di ritornarci, ma
lo farò da "giapponesino" con guida e
cartina in mano.
Ciao a tutti, Marco
P.S.
Un saluto a Giacomo, Erika, Sandro, Albano, Gigi V. e
Gigi G.
Testo e foto di: Marco
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