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Mappa allargata

 


Fortezza di Kluze

 


Panorama verso Log Pog Mangartom

 


Tunnel verso il Mangart

 


Lago del Predil

 


Kranjska Gora

 


Chiesetta Russa

 


Museo di Kobarid

 


Museo di Kobarid

 


Vista sulla Soca

 


Camminamenti

 


Forre della Tolminka

 


Miniera di mercurio

 

ABBIGLIAMENTO
LUI
Casco:
GIVI
'HPS 10.4 Air'
Giacca:
AXO
'Chill'
Pile:
Spidi
'Plus Jumper'
Panta:
Spidi
'J&K'
Guanti:
TUCANO URBANO
'Nero di seppia'
Stivali:
XPD
'X-combat'
Giacca antipioggia:
Tucano Urbano
'Atout'

Panta antipioggia:
Tucano Urbano
'Super Light'

Guanti antipioggia:
Tucano Urbano
'Gordon'

LEI
Casco:
Caberg
'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars
'Combat'
Guanti:
Spidi
'Cyber'
Giacca antipioggia:
Tucano Urbano
'Diluvio Lady' & 'Super Light'
Panta antipioggia:
Tucano Urbano
'Panta apribile'
Guanti antipioggia:
Tucano Urbano
'Gordon'
Soprastivali:
Tucano Urbano
'518'

 

 


 · Parco Naz. del Triglav (SLO)
30/03/07 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 1/3
>>> Vedi anche: 2^ parte, 3^ parte

Gli ingredienti ci sono tutti: strade secondarie per il piacere di godersi la guida e il panorama, natura protagonista in primo piano, possibilità di alternare sport più o meno estremi con visite a musei e luoghi carichi di storia… il tutto condito da una buona cucina e da un’accoglienza discreta ed amichevole.
Stiamo parlando del Parco Nazionale del Triglav, nella regione delle Alpi Giulie in Slovenia, a pochi passi dal confine italiano e da quello austriaco.

Quello che vi proponiamo sono itinerari dal chilometraggio ridotto, ma così ricchi di punti di interesse naturalistico, storico e culturale da poter essere percorsi sia nei tre-quattro giorni dei “ponti” primaverili, che in una o più settimane, volendo arricchirli di escursioni e/o un sano relax.

L'abbiamo percorso con un Honda Forza 250 X, uno scooter dal comfort e dalla guidabilità eccellenti, con tanto spazio per i bagagli, ma scarsa protezione aerodinamica e potenza contenuta guidando a pieno carico.

Entrando in Slovenia da Gorizia incontriamo subito il filo conduttore di questo viaggio: l’acqua, che sotto forma di fiumi, cascate e laghi alpini, incontreremo ovunque. Lo capiamo costeggiando il fiume Soca (in Italia Isonzo) un nastro turchese così intenso da sembrare dipinto, non a caso uno dei fiumi più puliti d’Europa, che ci accompagna fino a Kobarid cercando di distrarci dalla bella strada con curve ampie e veloci.

ITINERARIO 1: la sella del Mangart (2040 m) e il Passo del Vrsic (1611 m)
Da Kobarid prendiamo verso nord in direzione Bovec, il primo tratto di strada serpeggia alternando piacevoli sottoboschi con viste da vicino della Socıa, ricca in questo tratto di punti attrezzati per rafting e sport acquatici. Passata Zıaga, lo sguardo si apre su un bel panorama del monte Vrsic fino a Bovec, dove prendiamo la strada 203 in direzione del Passo Predel. Dopo pochi chilometri la carreggiata si fa sempre più stretta e scavata nella roccia, raggiunto lo sperone di Plezzo, ecco la fortezza di Kluze ergersi a protezione della vallata della Koritnica.
Costruita nel 1882 sui resti di precedenti fortificazioni, ospita al proprio interno un piccolo museo storico con fotografie e reperti della Grande Guerra, tra cui colpisce un’impressionante cubo di terra, in cui si distinguono armi, scarpe ed elmetti, rimasti intrappolati quasi 100 anni fa.
Proseguendo, la strada si innalza decisa in tornanti dopo Log Pog Mangartom, inoltrandosi nel verde fino al bivio per la sella di Mangart, la strada più alta della Slovenia. Da qui altri 21 ripidi tornanti alternati a tunnel scavati nella roccia conducono al rifugio. Poco oltre inizia il percorso ad anello che raggiunge l’altitudine di 2040 m, molti meno dei 2678 che si possono guadagnare prendendo uno dei due sentieri che in due ore (gambe permettendo) portano alla vetta. Vorremmo descrivervi il meraviglioso panorama che spazia su tre nazioni ed innumerevoli vette, ma le persistenti nuvole basse ce lo hanno nascosto, lasciamo quindi a voi questo piacere.
Tornati sulla strada principale saliamo per pochi chilometri al Passo del Predel (1156 m) e poi alla dogana italiana, da cui scendono rapidi e ben segnalati 4 tornanti che incalzano il lago di Predil, piccolo gioiello d’acqua turchese incorniciato di pini e impreziosito da un’isoletta raggiungibile dalla spiaggia senza quasi bagnarsi i piedi.
Lasciato il lago la strada diventa piana e, ignorate le indicazioni per Tarvisio e l’Autostrada, seguiamo per Villach, raggiungendo il confine con l’Austria subito dopo un’ampia vallata. Come spesso accade, lasciare l’Italia significa abbandonare un anacronistico limite di 50 km/h in favore dei più gestibili 70/100 austriaci.
Prese le indicazioni per il Wurzenpass la strada si fa impegnativa, non tanto per la guida quanto per i 250cc dell’Honda Forza, messi a dura prova dal pieno carico e da pendenze del 18%. In compenso la strada è ampia e l’asfalto perfetto come non ci capiterà di trovare nel resto del viaggio. Si supera il Passo (1078 m) quasi senza accorgersene, in un anomalo tratto pianeggiante con strada a quattro corsie, che taglia un fitto bosco fino alla dogana con la Slovenia. Scendiamo fino a Kranjska Gora, famoso ai più per le gare di Coppa del mondo di sci e centro turistico fra i più rinomati, dove concedersi una sosta mondana.
Ripreso lo scooter occorre fare attenzione alle indicazioni per la strada 206 in direzione del paesino di Trenta, evitando quelle per Mojstrana. Se si è sulla strada giusta verrà confermato a breve dall’incontro col piccolo laghetto che segna l’accesso al Parco Nazionale del Triglav. Poco dopo inizia la serie di tornanti numerati, caratterizzati dal fondo in pavé, che salgono al Passo del Vrsic (1611 m). In corrispondenza dell’ottavo tornante si scorge sulla sinistra una piccola costruzione in legno ristrutturata di recente. E’ la Cappella Russa, costruita sul luogo dove una slavina seppellì l’accampamento e centinaia di prigionieri russi durante la guerra del ‘15-’18. E’ il 25° tornante che introduce al Passo, da cui si staccano alcuni sentieri e si può godere di una piacevole vista dell’altro versante.
Sono ancora 25, questa volta asfaltati, i tornanti che ci separano da Trenta, località da cui prende il nome la valle, ma è al 24° che una deviazione sulla destra conduce in pochi chilometri al sentiero, che in 15 minuti raggiunge la sorgente della Soca.
Ripresa la strada per Trenta, superando così anche il 25° tornante, entriamo nella pacifica atmosfera della valle, con la strada che si fa piana e conduce a chiudere l’anello in vista di Bovec oer poi tornare a Kobarid.

ITINERARIO 2: la Grande Guerra, le forre e la miniera
A Kobarid non si può mancare di visitare il museo dedicato alla rievocazione delle battaglie del fronte isontino, in particolare la “battaglia di Caporetto”, quando la 12^ offensiva degli austriaci e dei tedeschi sfondò le linee difensive portando il conflitto in Italia.
Fondato nel 1990, ha ottenuto nel 1993 il premio come migliore museo europeo, sia per completezza che per l’accento pacifista che lascia emergere dalla cruda rappresentazione delle tragedie della guerra. Se possibile consigliamo la visita guidata o comunque di non perdere il filmato con immagini d’epoca.
Dal museo parte un itinerario storico di 5 chilometri a piedi, ma se volete abbinare storia, strada e panorami, guidate lo scooter in direzione Tolmin, deviate a destra all’altezza di Idrsko verso Livek, prendendo poi a sinistra per Livske Ravne. La strada offre bellissimi panorami innalzandosi prima gradualmente sul monte Mataiur (1641 m) portando poi a sorvolare la valle della Soca sul monte Kolovrat. Raggiunto il cartello indicatore del museo all’aperto si salgono pochi gradini e sembra di essere tornati indietro nel tempo. Davanti a noi la ricostruzione di alcuni tratti di trincea e di camminamenti della terza linea di difesa italiana.
Lasciate le trincee, accompagnati dalla vista del monte Krn sull’altro lato della vallata, continuiamo mantenendo la sinistra e, ignorate le indicazioni per l’Italia, proseguiamo fino all’inizio di un tratto sterrato (poco impegnativo) immerso nel bosco, con scorci sulla pianura del Piave. Sorpassiamo Kambresko e Rocini, da cui prendiamo la 103 fino a Tolmin, qui a sinistra per Zatolmin lasciando lo scooter per visitare le forre della Tolminka (Tolminska Korita). Punto più basso del Parco Nazionale del Triglav (180 m slm), le suggestive gole alla confluenza dei fiumi Tolminka e Zadlascica possono essere ammirate da un percorso ad anello, con ponticelli sospesi e tunnel scavati nella roccia.
Come ultima attrazione del secondo itinerario puntiamo alle miniere di mercurio sotto Idria, che raggiungiamo superando Most na Soci, e seguendo il fiume Idrica sulla 102.
Proprio al centro della cittadina, lasciamo la ‘divisa’ da scooteristi per abbigliarci da ‘minatori’ e assistere alla proiezione di diapositive sulla storia della miniera, aperta ormai solo come attrazione turistica. Accompagnati dalla guida nella Galleria di Antonio (il tunnel più antico risalente al 1500) scopriamo le drammatiche condizioni di lavoro dei minatori, compromesse da esalazioni velenose e dai rischi di crollo. Chiusa nel 1999 dopo aver raggiunto ben 20 strati sovrapposti, ha monopolizzato la vita di Idria relegando gli uomini sotto terra, e le donne ad aspettarli intessendo merletti. Attività quest’ultima sopravvissuta alla miniera ed anzi esportata in tutta Europa.
Tornati all’aria aperta riprendiamo lo scooter, pronti per i prossimi itinerari, che pubblicheremo a breve assieme a tutte le indicazioni logistiche.

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

SECONDA PARTE >>>
pag. 2/3
TERZA PARTE >>>
pag. 3/3



Il 'nastro turchese'

 


Museo di Kluze

 


Salita alla sella di Mangart

 


L'anello del Mangart

 


Wurzenpass

 


Un tornante del Vrsic

 


Verso il Passo Vrsic


Museo di Kobarid

 


Museo di Kobarid

 


Trincee

 


Sterrato per Kambresko

 


Forre della Tolminka

 


Miniera di mercurio

 


SuperScheda Honda Forza 250 >>>

 

 

ACCESSORI
Borsa tunnel :
GIVI
'T435'
Tasca portacartina:
DECATHLON

Borsone impermeabile:
'Marca sconosciuta'

 

 

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