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Il percorso: 1^ parte

 

 


Col des Gets

 

 


Col des Aravis

 

 


Camping Des Sources

 

 


La diga di Roseland

 


Monica e il Monte Bianco

 

 


Risalendo l'Aravis

 

 


L'orizzonte dall'Iseran

 

 


Il ghiacciaio de Montet

 

 

ABBIGLIAMENTO
LUI
Casco:
Vemar
Dual
Giacca:
Spidi
'Netville'
Pile:
Spidi
'Plus Jumper'
Panta:
Spidi
'J&K'
Guanti:
Tucano Urbano
'Rex' & 'Long Softy'
Antipioggia:
Tucano Urbano
'Diluvio Light' & 'Super Light'

LEI
Casco:
Caberg
'Justissimo'
Giacca:
Alpinestars
'Combat'
Guanti:
Spidi
'Cyber'
Antipioggia:
Tucano Urbano
'Diluvio Lady' & 'Super Light'

 

 


 · ROUTE DES GRANDES ALPES 1^P.
09/05/05 
by CyberScooter: Monica e Fabrizio
pag. 1/3
>>> Vedi anche: 2^ parte, 3^ parte,

Sognate un paradiso di curve sinuose e inerpicati tornanti, dove lo sguardo possa perdersi lontano nello spazio terso e il vostro fido scooter scrollarsi di dosso lo smog per ondeggiare agile in mezzo alle foreste? Questo paradiso esiste, ed è tanto vicino all’Italia da poterlo godere anche nel tempo di un fine settimana, se solo abitate nel Nord Ovest.
Parliamo della Route des Grandes Alpes, una strada leggendaria, parallela alle più alte vette delle Api Occidentali: 684 chilometri su e giù per 16 meravigliosi passi alpini... più infinite varianti!
La mitica strada, voluta e realizzata a partire dal 1911 dal Touring Club Francese, si completa nel 1937 con l’apertura dell'ardito tratto del Col De l’Iseran, ancor oggi il più alto passo stradale d’Europa (2.770 m).
Collegando il lago di Ginevra alla costa mediterranea, rappresenta un ponte ideale fra due mondi, attraverso un'incredibile varietà di panorami, climi, profumi e sapori, dall'alta Savoia alla Provenza.
Il percorso completo è di circa 700km, tanto che qualcuno ha provato a percorrerlo anche in giornata, ma a nostro avviso è meglio godersi la traversata con calma, eventualmente suddividendola in più gite di un giorno o di un week-end. Noi abbiamo scelto di dedicarci un'intera settimana, suddividendo il viaggio in 6 giorni, composti da 4 tappe 'classiche', due varianti e un paio di escursioni a piedi.
Con la previsione d'inanellare migliaia di curve e saliscendi, in rapida successione, ci siamo affidati allo sportivissimo e prestante Gilera Nexus 500, un'occasione per metterlo alla prova anche in campo turistico, caricandolo di borsoni e attrezzatura da campeggio, un'ulteriore opportunità per stare a contatto con la natura.
Quanto all'abbigliamento, vari strati modulabili a seconda delle temperature, così variabili fra il caldo del fondo valle e l'aria frizzante delle cime, senza dimenticare le indispensabili antipioggia.

• 1° giorno: THONON LES BAINS - BEAUFORT
Partiti da Thonon-Les-Bains (ricca cittadina termale in stile liberty), dopo una notte di pioggia, lasciamo il lago di Ginevra diretti a sud sulla D902 (ossatura della Route per quasi la maggior parte del percorso) in direzione Morzine. Accompagnati dal torrente Dranse (ritrovo per appassionati di rafting e kayak), passiamo dall’azzurro del lago al verde dei boschi, da cui parte un itinerario che, in 45 minuti di sentiero, conduce al Pont du Diable, formato da un masso incastrato tra gli strapiombi roccia. Ampie e piacevoli curve ci portano al Col des Gets (m. 1.170), primo ma anonimo Colle del percorso, inglobato com'è nella cittadina omonima.
Arrivati a Cluses le indicazioni della Route si perdono nel caos dell’abitato: seguiamo per Scionzier Bonneville e costeggiamo l’autostrada sulla N205 per un breve tratto, dirigendo subito per Le Reposoir (D4) su di un asfalto davvero malmesso!
La fatica è subito ripagata dai numerosi tornanti che mettono alla prova l’anima sportiva del Nexus 500 (e il suo cavalletto...), mentre la strada s’insinua nel sottobosco per sbucare a Le Reposoir, in vista del massiccio dell’Aravis.
Gradualmente l’altitudine ci porta ad un panorama più rarefatto e raggiungiamo il Col de la Colombiere (m. 1.613), circondato da ristoranti e negozi di souvenir. Scesi al villaggio savoiardo di Le Grand-Bornand seguiamo la D909 sui fianchi della montagna, sino all’ampio e pianeggiante Col des Aravis (m. 1.486), finalmente protagonista del panorama alpino.
E’ il momento della sosta per uno spuntino sui pratoni circostanti, ammirando la parte settentrionale dell’Aravis. Chi ha più tempo può approfittarne per fare una delle numerose escursioni a piedi segnalate, noi riprendiamo lo scooter e scendiamo un crinale adornato da splendide baite in legno, dai caratteristici tetti in ardesia, che ci introducono all’atmosfera dell’Alta Savoia. Dapprima frastagliata, la strada diviene più diretta verso Notre Dame de Bellecombe, da cui la D218B ci conduce al deludente Col des Saisies (m. 1.650), che fatichiamo ad individuare sulla pianeggiante strada d’accesso alla cittadina, invasa da turisti e quad a noleggio.
Superata Hauteluce, ampi e veloci tornanti in discesa, un vero piacere di guida, ci portano sulla D925, dove compaiono nuovamente le indicazioni della 'RdGA'.
Siamo arrivati alla fine della prima giornata di viaggio e andiamo a caccia del campeggio migliore, che troviamo, poco oltre Beaufort, adagiato nella curva di un largo tornante.
Torniamo nella cittadina ma sono ormai le 21:30 e tutti i ristoranti hanno chiuso le cucine: non ci rimane che volgere in direzione di Arrèches, dove ripieghiamo su una banale pizza, per rientrare in campeggio sotto una pioggia battente.

INFO: Km parziali: 242 - Km totali: 242 - Velocità media 34km/h - Consumo medio: 23,2km/litro
- MANGIARE:
Pizzeria Restaurant La Fringale, Chemin des écolières 73270 Arêches - 38 Euro x 2.
- DORMIRE: Camping "Des Sources", Les Fontanus, Beaufort. Angolo tranquillo, da cartolina, con tanto di baita e micro-laghetto con canoa ormeggiata in riva. Servizio pulito e sorridente - 12,5 Euro a notte x 2.

• 2° giorno: BEAUFORT
La seconda giornata di viaggio prevede la prima ‘divagazione’, lasciamo allora tenda e bagagli in campeggio, indirizzando un agile Nexus sulla D925 verso il lago di Roselend.
Dopo una decina di chilometri immersi nell’ombra di una stretta vallata, sbuchiamo sull’assolato lago, contornato da prati e montagne dalle infinite tonalità di verde. Lo costeggiamo in direzione oraria, superando il circolo velistico (!) fino al pittoresco Bar Casse Croute dove pranziamo a base di ottimi affettati e formaggi locali, con vista sulla piccola chiesetta in riva al lago. Sazi, torniamo sui nostri passi raggiungendo l'imponente sbarramento artificiale in direzione Boudin.
Di tornante in tornante riprendiamo a salire e, attenti a non disturbare le mucche al pascolo, raggiungiamo il bucolico Col du Pré (m. 1.703), da cui si apre la vallata che porta ad Arrèches. Per i nostri occhi è questa una delle prime (e per ciò indimenticabili) occasioni di perdersi in lontananza, nella contemplazione del luminoso e solenne panorama montano.
Scendiamo verso nord, superiamo Beaufort ed Hauteluce per riprendere a salire, su invitanti tornanti, alla volta del Col du Joly (m. 1.989), da cui facciamo una breve escursione a piedi, ammaliati dall’imponente spettacolo del Monte Bianco, seminascosto da veloci nuvole grigie.
Tornati a Beaufort, possiamo finalmente gustare la robusta cucina dell’Alta Savoia, luogo che si imprime nella memoria di chi ama viaggiare attraverso paesaggi e sapori: eccoci così alle prese con: Torta al Beaufort, Crouzet (pasta a dadini, pancetta e formaggio), polenta in terrina e... una passeggiata sotto le stelle per favorire la digestione.

INFO: Km parziali: 87 - Km totali: 329 - Velocità media 33km/h - Consumo medio: 20km/litro
- MANGIARE:
Hostellerie du Duron, place de l'église, Beaufort - 32,50 Euro. Ottimi piatti della tradizione savoiarda serviti in un’atmosfera calda ed informale - 32,5 Euro x 2.
- DORMIRE: Camping "Des Sources".

• 3° giorno: BEAUFORT - VALLOIRE
Riprendiamo il viaggio con una romantica e rilassata colazione in riva al laghetto del campeggio, per poi ripercorrere la primissima parte della divagazione di ieri verso Bourg Saint Maurice. Dopo la chiesetta, la strada taglia pareti di roccia variegata sui toni del crema e dell’ardesia, allargandosi fino a raggiungere il vasto e fresco pianoro del Cormet de Roselend (m. 1.968), dove scattiamo la foto di rito. Percorriamo con grinta il tratto in discesa costeggiando un piccolo e scintillante ghiacciaio, ma la bellezza della natura, e silenti ciclisti affannati sui pedali, c’inducono a spegnere il motore, percorrendo alcuni chilometri accompagnati dal rumore del vento. La strada, rattoppata da insidiosi nastri di catrame, sulle crepe incise dal ghiaccio invernale, si stringe fino alla larghezza di una sola corsia, in ripida pendenza verso il paese.
Arrivati a Saint Maurice, facciamo sosta per uno spuntino e riprendiamo, sempre sulla D902, un tratto veloce che si anima in curve ‘da piega’ fino a costeggiare i ghiacciai de la Gurra e de la Savine. Continuiamo a dare gas per raggiungere il Barrage de Tignes, diga ornata da un immenso murale con un gigante a sorreggere i crinali laterali al lago di Chevril. Costeggiamo il bacino, mentre il traffico si fa intenso, entrando ed uscendo da gallerie che annunciano l’approssimarsi dello ‘scempio edilizio’ di Val d’Isere. La visita dura pochi minuti, ansiosi come siamo di affrontare la meta più impegnativa del viaggio: il superamento del Col de l’Iseran (m. 2.770).
La salita è un teatro fatto di rocce dalle infinite gradazioni di grigio con picchi aguzzi emergenti da distese di pietra, frantumata dalle intemperie. Nonostante il sole, l’altezza consiglia d’indossare guanti foderati, pile e/o giacche impermeabili. Il Nexus esprime con autorevolezza la propria potenza risalendo senza affanno la ripida vallata fra gli splendidi ghiacciai circostanti. Alla sommità, che supera di pochi metri il Passo Stelvio, imponendola come passo stradale più alto d’Europa, ci concediamo il classico scatto al cartello segnaletico, ‘pellegrinaggio’ di generazioni di motociclisti. Ma non siamo soli: ciclisti, podisti, e persino un intrepido pattinatore si sono arrampicati fin quassù (oltre agli immancabili pullman ed autoveicoli).
La discesa verso valle è veloce da togliere il fiato, tra nuvole che a tratti oscurano il sole e lame di luce abbagliante che colpiscono le acque dei tanti ruscelli. Raggiunta la vallata si torna all'abbigliamento leggero, mentre le curve lasciano il posto ad interminabili rettilinei, ma i limiti di velocità ‘consigliano’ di non esagerare con l’acceleratore. Costeggiando il fiume Arc arriviamo a Lanslebourg dove prendiamo la N6 in direzione Modane: nel frattempo il letto del fiume ha scavato un canyon, su cui troneggia la Barrière de l’Esseillon, una sequenza di fortezze ottocentesche, visitabili, inerpicate a terrazza su uno sperone roccioso.
Passiamo Modane e, paralleli all’autostrada, poco prima di Saint Michel riprendiamo la D902 per il Col Du Télégraphe (m. 1.566): dopo gli spettacoli della giornata il panorama appare meno entusiasmante, e anche la stanchezza inizia a farsi sentire.
Giunti a Valloire ci dirigiamo fiduciosi verso l’unico campeggio, ma abbiamo l’amara sorpresa di trovarlo al completo. Seguendo le indicazioni di gentili albergatori approdiamo all'alpeggio Val D’Or di Verneys, una sistemazione spartana ma gradevole. Rientriamo velocemente a Valloire appena prima della chiusura dei ristoranti, dove ci premiamo con zuppe calde e fondute luculliane, passeggiando poi per le strade semideserte.

INFO: Km parziali: 242 - Km totali: 504 - Velocità media 40km/h - Consumo medio: 20,7km/litro
- MANGIARE:
Restaurant La Montagne Magique, Rue de Tigny, Valloire - 46 Euro x 2. Ottime zuppe e fondute ai funghi.
- DORMIRE: Alpaneige "Val d'Or", Les Verneys, Valloire. Essenziale, ma pulito e con abbondante colazione - 26 Euro x 2.

Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa

SECONDA PARTE >>>
pag. 2/3
TERZA PARTE >>>
pag. 3/3



Le indicazioni e i colori

 

 


Col de la ColombiÏre

 

 


Col des Saisies

 

 


Il lago di Roseland

 

 


Col du Pré

 

 


Beaufort

 

 


Le Cormet de Roselend

 

 


Col de l°Iseran

 

 


Col Du Télégraphe

 

 


Prova Gilera Nexus 500 >>>

 

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