| Sognate un paradiso
di curve sinuose e inerpicati tornanti, dove lo sguardo
possa perdersi lontano nello spazio terso e il vostro
fido scooter scrollarsi di dosso lo smog per ondeggiare
agile in mezzo alle foreste? Questo paradiso esiste, ed
è tanto vicino all’Italia da poterlo godere
anche nel tempo di un fine settimana, se solo abitate
nel Nord Ovest.
Parliamo della Route
des Grandes Alpes, una strada leggendaria,
parallela alle più alte vette delle Api Occidentali:
684 chilometri su e giù
per 16 meravigliosi passi alpini...
più infinite varianti!
La mitica strada, voluta e realizzata a partire dal 1911
dal Touring Club Francese, si completa nel 1937 con l’apertura
dell'ardito tratto del Col De l’Iseran, ancor oggi
il più alto passo stradale d’Europa (2.770
m).
Collegando il lago di Ginevra alla costa mediterranea,
rappresenta un ponte ideale fra due mondi, attraverso
un'incredibile varietà di panorami, climi, profumi
e sapori, dall'alta Savoia alla Provenza.
Il percorso completo è di circa 700km, tanto che
qualcuno ha provato a percorrerlo anche in giornata, ma
a nostro avviso è meglio godersi la traversata
con calma, eventualmente suddividendola in più
gite di un giorno o di un week-end. Noi abbiamo scelto
di dedicarci un'intera settimana, suddividendo il viaggio
in 6 giorni, composti da
4 tappe 'classiche', due varianti e un paio di escursioni
a piedi.
Con la previsione d'inanellare migliaia di curve e saliscendi,
in rapida successione, ci siamo affidati allo sportivissimo
e prestante Gilera
Nexus 500, un'occasione per metterlo alla prova anche
in campo turistico, caricandolo di borsoni e attrezzatura
da campeggio, un'ulteriore opportunità per stare
a contatto con la natura.
Quanto all'abbigliamento,
vari strati modulabili a seconda delle temperature, così
variabili fra il caldo del fondo valle e l'aria frizzante
delle cime, senza dimenticare le indispensabili antipioggia.
• 1° giorno:
THONON LES BAINS - BEAUFORT
Partiti da Thonon-Les-Bains
(ricca cittadina termale in stile liberty), dopo una notte
di pioggia, lasciamo il lago di
Ginevra diretti a sud sulla D902
(ossatura della Route per quasi la maggior parte del percorso)
in direzione Morzine. Accompagnati
dal torrente Dranse (ritrovo
per appassionati di rafting e kayak), passiamo dall’azzurro
del lago al verde dei boschi, da cui parte un itinerario
che, in 45 minuti di sentiero, conduce al Pont
du Diable, formato da un masso incastrato tra
gli strapiombi roccia. Ampie e piacevoli curve ci portano
al Col des Gets (m.
1.170), primo ma anonimo Colle del percorso, inglobato
com'è nella cittadina
omonima.
Arrivati a Cluses le indicazioni
della Route si perdono nel caos dell’abitato: seguiamo
per Scionzier Bonneville e costeggiamo l’autostrada
sulla N205 per un breve tratto,
dirigendo subito per Le Reposoir (D4) su di un asfalto
davvero malmesso!
La fatica è subito ripagata dai numerosi tornanti
che mettono alla prova l’anima sportiva del Nexus
500 (e il suo cavalletto...), mentre la strada s’insinua
nel sottobosco per sbucare a Le
Reposoir, in vista del massiccio dell’Aravis.
Gradualmente l’altitudine ci porta ad un panorama
più rarefatto e raggiungiamo il Col
de la Colombiere (m. 1.613),
circondato da ristoranti e negozi di souvenir. Scesi al
villaggio savoiardo di Le Grand-Bornand
seguiamo la D909 sui fianchi
della montagna, sino all’ampio e pianeggiante Col
des Aravis (m. 1.486),
finalmente protagonista del panorama alpino.
E’ il momento della sosta per uno spuntino sui pratoni
circostanti, ammirando la parte settentrionale dell’Aravis.
Chi ha più tempo può approfittarne per fare
una delle numerose escursioni a piedi segnalate, noi riprendiamo
lo scooter e scendiamo un crinale adornato da splendide
baite in legno, dai caratteristici tetti in ardesia, che
ci introducono all’atmosfera dell’Alta
Savoia. Dapprima frastagliata, la strada diviene
più diretta verso Notre Dame
de Bellecombe, da cui la D218B
ci conduce al deludente Col
des Saisies (m. 1.650),
che fatichiamo ad individuare sulla pianeggiante strada
d’accesso alla cittadina, invasa da turisti e quad
a noleggio.
Superata Hauteluce, ampi
e veloci tornanti in discesa, un vero piacere di guida,
ci portano sulla D925, dove
compaiono nuovamente le indicazioni della 'RdGA'.
Siamo arrivati alla fine della prima giornata di viaggio
e andiamo a caccia del campeggio migliore, che troviamo,
poco oltre Beaufort,
adagiato nella curva di un largo tornante.
Torniamo nella cittadina ma sono ormai le 21:30 e tutti
i ristoranti hanno chiuso le cucine: non ci rimane che
volgere in direzione di Arrèches, dove ripieghiamo
su una banale pizza, per rientrare in campeggio sotto
una pioggia battente.
• INFO: Km
parziali: 242 - Km totali: 242 - Velocità media
34km/h - Consumo medio: 23,2km/litro
- MANGIARE: Pizzeria Restaurant La Fringale, Chemin
des écolières 73270 Arêches - 38 Euro
x 2.
- DORMIRE: Camping
"Des Sources", Les Fontanus, Beaufort. Angolo
tranquillo, da cartolina, con tanto di baita e micro-laghetto
con canoa ormeggiata in riva. Servizio pulito e sorridente
- 12,5 Euro a notte x 2.
• 2° giorno:
BEAUFORT
La seconda giornata di viaggio prevede la prima ‘divagazione’,
lasciamo allora tenda e bagagli in campeggio, indirizzando
un agile Nexus sulla D925
verso il lago di Roselend.
Dopo una decina di chilometri immersi nell’ombra
di una stretta vallata, sbuchiamo sull’assolato
lago, contornato da prati e montagne dalle infinite tonalità
di verde. Lo costeggiamo in direzione oraria, superando
il circolo velistico (!) fino al pittoresco Bar
Casse Croute dove pranziamo a base di ottimi affettati
e formaggi locali, con vista sulla piccola chiesetta in
riva al lago. Sazi, torniamo sui nostri passi raggiungendo
l'imponente sbarramento artificiale in direzione Boudin.
Di tornante in tornante riprendiamo a salire e, attenti
a non disturbare le mucche al pascolo, raggiungiamo il
bucolico Col du Pré
(m. 1.703), da cui si apre
la vallata che porta ad Arrèches.
Per i nostri occhi è questa una delle prime (e
per ciò indimenticabili) occasioni di perdersi
in lontananza, nella contemplazione del luminoso e solenne
panorama montano.
Scendiamo verso nord, superiamo Beaufort ed Hauteluce
per riprendere a salire, su invitanti tornanti, alla volta
del Col du Joly (m.
1.989), da cui facciamo una breve escursione a
piedi, ammaliati dall’imponente spettacolo del Monte
Bianco, seminascosto da veloci nuvole grigie.
Tornati a Beaufort, possiamo finalmente gustare la robusta
cucina dell’Alta
Savoia, luogo che si imprime nella memoria
di chi ama viaggiare attraverso paesaggi e sapori: eccoci
così alle prese con: Torta al Beaufort,
Crouzet (pasta a dadini, pancetta e formaggio), polenta
in terrina e... una passeggiata sotto le stelle per favorire
la digestione.
•
INFO: Km parziali: 87 - Km
totali: 329 - Velocità media 33km/h - Consumo medio:
20km/litro
- MANGIARE: Hostellerie
du Duron, place de l'église, Beaufort - 32,50
Euro. Ottimi piatti della tradizione savoiarda serviti
in un’atmosfera calda ed informale - 32,5 Euro x
2.
- DORMIRE: Camping
"Des Sources".
• 3° giorno:
BEAUFORT - VALLOIRE
Riprendiamo il viaggio con una romantica e rilassata colazione
in riva al laghetto del campeggio, per poi ripercorrere
la primissima parte della divagazione di ieri verso Bourg
Saint Maurice. Dopo la chiesetta, la strada taglia
pareti di roccia variegata sui toni del crema e dell’ardesia,
allargandosi fino a raggiungere il vasto e fresco pianoro
del Cormet de Roselend (m.
1.968), dove scattiamo la foto di rito. Percorriamo
con grinta il tratto in discesa costeggiando un piccolo
e scintillante ghiacciaio, ma la bellezza della natura,
e silenti ciclisti affannati sui pedali, c’inducono
a spegnere il motore, percorrendo alcuni chilometri accompagnati
dal rumore del vento. La strada, rattoppata da insidiosi
nastri di catrame, sulle crepe incise dal ghiaccio invernale,
si stringe fino alla larghezza di una sola corsia, in
ripida pendenza verso il paese.
Arrivati a Saint Maurice,
facciamo sosta per uno spuntino e riprendiamo, sempre
sulla D902, un tratto veloce
che si anima in curve ‘da piega’ fino a costeggiare
i ghiacciai de la Gurra e
de la Savine. Continuiamo
a dare gas per raggiungere il Barrage
de Tignes, diga ornata da un immenso murale
con un gigante a sorreggere i crinali laterali al lago
di Chevril. Costeggiamo il bacino, mentre il traffico
si fa intenso, entrando ed uscendo da gallerie che annunciano
l’approssimarsi dello ‘scempio edilizio’
di Val
d’Isere. La visita dura pochi minuti,
ansiosi come siamo di affrontare la meta più impegnativa
del viaggio: il superamento del Col
de l’Iseran (m. 2.770).
La salita è un teatro fatto di rocce dalle infinite
gradazioni di grigio con picchi aguzzi emergenti da distese
di pietra, frantumata dalle intemperie. Nonostante il
sole, l’altezza consiglia d’indossare guanti
foderati, pile e/o giacche impermeabili. Il Nexus esprime
con autorevolezza la propria potenza risalendo senza affanno
la ripida vallata fra gli splendidi ghiacciai circostanti.
Alla sommità, che supera di pochi metri il Passo
Stelvio, imponendola come passo stradale più alto
d’Europa, ci concediamo il classico scatto al cartello
segnaletico, ‘pellegrinaggio’ di generazioni
di motociclisti. Ma non siamo soli: ciclisti, podisti,
e persino un intrepido pattinatore si sono arrampicati
fin quassù (oltre agli immancabili pullman ed autoveicoli).
La discesa verso valle è veloce da togliere il
fiato, tra nuvole che a tratti oscurano il sole e lame
di luce abbagliante che colpiscono le acque dei tanti
ruscelli. Raggiunta la vallata si torna all'abbigliamento
leggero, mentre le curve lasciano il posto ad interminabili
rettilinei, ma i limiti di velocità ‘consigliano’
di non esagerare con l’acceleratore. Costeggiando
il fiume Arc arriviamo a
Lanslebourg dove prendiamo
la N6 in direzione Modane:
nel frattempo il letto del fiume ha scavato un canyon,
su cui troneggia la Barrière
de l’Esseillon, una sequenza di fortezze
ottocentesche, visitabili, inerpicate a terrazza su uno
sperone roccioso.
Passiamo Modane e, paralleli
all’autostrada, poco prima di Saint Michel riprendiamo
la D902 per il Col
Du Télégraphe (m.
1.566): dopo gli spettacoli della giornata il panorama
appare meno entusiasmante, e anche la stanchezza inizia
a farsi sentire.
Giunti a Valloire
ci dirigiamo fiduciosi verso l’unico campeggio,
ma abbiamo l’amara sorpresa di trovarlo al completo.
Seguendo le indicazioni di gentili albergatori approdiamo
all'alpeggio Val D’Or
di Verneys, una sistemazione
spartana ma gradevole. Rientriamo velocemente a Valloire
appena prima della chiusura dei ristoranti, dove ci premiamo
con zuppe calde e fondute luculliane, passeggiando poi
per le strade semideserte.
•
INFO: Km parziali: 242 - Km
totali: 504 - Velocità media 40km/h - Consumo medio:
20,7km/litro
- MANGIARE: Restaurant La Montagne Magique, Rue
de Tigny, Valloire - 46 Euro x 2. Ottime zuppe e fondute
ai funghi.
- DORMIRE: Alpaneige "Val
d'Or", Les Verneys, Valloire. Essenziale, ma pulito
e con abbondante colazione - 26 Euro x 2.
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
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