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Eravamo proprio curiosi di vedere cosa ci riservava
l'Intermot 2000, la più importante rassegna motociclistica
mondiale e così Macs ed io, caricati gli scooter
siamo pronti a partire per i quasi cinquecento chilometri
che collegano Milano a Monaco di Baviera.
Martedì 12/09 mattina è una bellissima giornata
di sole, ma non ci facciamo illusioni, ci aspettano alti
passi di montagna e così l'abbigliamento è "pessimista".
Da Milano prendiamo direzione
Lecco e poi, attraverso le numerose gallerie della recente
superstrada, siamo oltre Colico in meno di un'ora, qui
seguiamo la statale 36 per Chiavenna che prima sale lentamente
e poi improvvisamente, dopo Casaccia, si impenna con una
serie di tornanti per raggiungere il Passo
del Maloja a 1.815 metri.
Qui facciamo una prima sosta per goderci il panorama e
salutare due "colleghi" tedeschi a bordo di un Pantheon
con tanto di borse laterali rigide e un Hexagon.
Il Maloja più che un passo, è una salita, visto
che poi la strada continua sull'altopiano. Sembra quasi
che la Svizzera stia ad un
"piano più elevato" rispetto all'Italia, e non solo
economicamente. Poco dopo il passo, è impossibile
non fermarsi ad ammirare lo splendido lago e il panorama
limpidissimo delle montagne di fronte a noi, insomma tra
una sosta e l'altra è ora di fare uno spuntino e
così ci fermiamo in un bar ristorante dove per un
toast, una piadina, birra e coca ci pelano quasi 40.000
lire, come dicevamo, un "piano più elevato", di spesa!
Ripartiamo sempre costeggiando il fiume Inn attraverso
gole e vallate che solo la Svizzera può avere. Passiamo
Sankt Moritz a velocità
sostenuta, per paura che ci facciano pagare anche l'aria
che respiriamo e dopo un bel tratto di strada e il Finstemunzpass
a 1.188 metri, via in discesa verso l'Austria.
Passiamo la cittadina di Landeck e, prima di iniziare
la salita al Fernpass, 1.209
m., ci fermiamo ad ammirare un laghetto stupendo. Appena
dopo il passo, altro laghetto e panorama che obbligano
all'ennesima sosta. Passiamo in Germania
e, a Garmish, ci rifocilliamo da Pizza Hut, una catena
mondiale che fa' delle pizze, a mio parere, notevoli,
ma già Macs la pensa diversamente. La spesa è
abbordabile, circa 25.000 lire per due pizze e bibite.
Ormai ci siamo lasciati le montagne alle spalle e, visto
che tra una sosta contemplativa e una fisiologica, il
tempo se n'è andato velocemente infiliamo l'autostrada
dove diamo fondo ai 30cv scarsi dei due Burgman viaggiando
sempre a manetta fino a Monaco.
Del resto sulle autostrade tedesche viaggiano tutti "a
stecca" perché non ci sono limiti di velocità.
Arrivati alla tangenziale seguiamo le ottime indicazioni
per l'Intermot e senza sbagliare
arriviamo dritti all'ingresso. A fianco il Biker Camp
dove è allestito un campeggio riservato ai motociclisti
(e agli scooteristi, due, cioè noi ). Piazziamo le
tende e ci svacchiamo. Il campeggio, sia pur improvvisato,
è perfettamente organizzato, diciamo "alla tedesca",
con bagni e docce calde in quantità: 25.000 lire
a testa.
Facciamo un giro in centro città e, con delusione,
la troviamo semideserta, in Marienplatz,
un po' la nostra piazza Duomo, ci saranno non più
di trenta persone! In più dopo le 23:00 è quasi
impossibile mangiare qualsiasi cosa, barbari! Riusciamo
a recuperare un chili con carne al Planet Hollywood, unico
locale con un po' di gente che siamo riusciti a trovare!
La notte piove e il mercoledì lo passiamo in Fiera
(mentre fuori continua a piovere) e il resoconto lo trovate
QUI. Dopo aver fatto riposare le membra spappolate dai
chilometri fatti fra i padiglioni, ci ributtiamo in città
approfittando del ritorno del sereno e ci piazziamo in
un bel ristorante prima delle fatidiche 23:00 cenando
con grande soddisfazione fra gulasch, würstel giganti,
crauti e birra a volontà, spendiamo anche poco: 60.000
in due e passiamo a prendere caffè e amaro in un
baretto italiano, piccolo ma carino e "ben" frequentato.
Il mattino di giovedì sveglia con calma, smontiamo
e dopo colazione partiamo, non senza aver notato in campeggio
un Foresight di Ravenna! Il tempo non è male e così
invece dell'autostrada fatta all'andata seguiamo la Deutsche
Alpenstrasse che, con belle curve e saliscendi
costeggia due bellissimi laghetti per poi riportarci a
Garmisch. Da qui la strada
è la stessa dell'andata anche se il fascino, al rientro,
è sempre inferiore e infatti ci soffermiamo meno
e, a passo spedito, raggiungiamo l'Italia dove, appena
passato il Maloja ci fermiamo
a cenare con spaghetti al cartoccio e altre golosità
che in Germania si scordano, anche se il gulasch di ieri
sera... Passiamo Chiavenna e, velocemente, siamo di nuovo
a Milano.
Peccato che l'anno prossimo il salone si sposti a Milano,
altrimenti c'era la scusa per fare un bel giro!
Da notare: il Burghy di Macs, equipaggiato con il variatore
Malossi, se l'è sempre cavata molto meglio sia in
salita che nei sorpassi, con un consumo, al massimo superiore
del 5%.
Testo e foto a cura di: Fabrizio
Villa
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