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 · 52° ELEFANTENTREFFEN 2008
 
by CyberScooter: Francesco Roberti
18/02/008

Il punto d'incontro e' a Peschiera alle 13,30 di giovedi 24 gennaio e, dopo un rapido saluto, si monta in sella senza indugi: l'Elefantentreffen è distante.
Il programma e' di fermarci ogni 150 km per ripristinare il pieno di carburante. I chilometri scorrono veloci. Si procede alla velocità del mezzo con minori prestazioni velocistiche, il Vanvan, che, a seconda del manto stradale, della pendenza,del vento e dell'effetto scia marcia ad una velocità variabile dai 70 ai 120 Km/ora. Il piccolo Suzuki sempre spremuto al massimo ottiene un consumo di 30 km/litro, quasi pari a quello di 'Fuoco' che, imperturbabile, viaggia sornione a filo di acceleratore con una percorrenza di 29 km/litro!!!!Il Burgman si mantiene sui 26 km/litro.
Il clima e' favorevole, la temperatura mite; non si puo' certo definire - quello del 2008 - un Elefantentreffen difficile.
Il Fuoco e' imponente, quasi un 'monumento' con il grosso bauletto da 52 e le enormi valige in cordura della Givi distese al massimo che gli conferiscono una larghezza degna di una Panda.
Si svalica il Brennero e si acquista la vignette dell'autostrada austriaca all'imbrunire.
Tutti siamo molto 'carichi' e con voglia di arrivare, e pertanto decidiamo di proseguire senza indugio e superiamo Innsbruck, Rosenheim e Haag: Col buio si inizia a sentire il freddo, cade qualche fiocco di neve. Facciamo solo le soste benzina/pipi' e alle 21 siamo a Passau. La citta' a cavallo tra Danubio, Inn e Ilz e' deserta, il navigatore fa le bizze, per strada non c'e' nessuno cui chiedere informazioni, ma finalmente verso le 22 troviamo la strada giusta per Solla e alle 23 siamo a Schonberg presso l'albergo che Mototurista aveva prudentemente opzionato.
Provvediamo a scaricare le moto e, dopo aver dato una velocissima pulita alle mani ci troviamo nella hall per andare a mangiare... ma dove? alle 23 in un paesino della foresta bavarese? In una pizzeria, guardacaso gestita da un calabrese gentilissimo, il quale, ogni anno, non vede l'ora che arrivi il periodo dell'elefanten per poter parlare italiano. Tre pizze piccanti e tre birre formato famiglia arrivano subito a tavola. Si mangia in allegria, col calabrese che si siede al tavolo con noi e che ci racconta di furibonde risse fra i clan di Hell's Angels e Bandidos con tanto di revolverate e coltellate.. Dopo aver mangiato e ben bevuto... digestivi compresi (tanto eravamo a piedi), alle 2 circa andiamo a letto. L'appuntamento per l'indomani è alle 8 a colazione!!!

Nella notte e' caduto qualche fiocco di neve, i tetti sono bianchi e grava una fitta nebbia.
Dopo un'abbondante colazione alla tedesca, montiamo in sella, felici come bambini, per percorrere gli ultimi chilometri e conquistare l'adesivo. Come sempre non c'e' un solo cartello che indichi la sede del raduno. A poche centinaia di metri dal raduno vedo gli amici della ridotta orobica e freno per fermarmi a salutarli. Farycello distante da me una decina di metri accosta a destra e frena, purtroppo sull'unica neve presente in 750 km di percorso. Il Burgman si avvicina pericolosamente al Vanvan, Farycello tenta di cambiar direzione ma il Burgman si inclina e si sdraia pesantemente ed entrambi falciano me e il Vanvan in un groviglio di uomini e mezzi. Mototurista grazie alla ruota in piu' frena con una ruota anteriore su neve e si ferma, senza scomporre il mezzo. Fortunatamente io e Farycello non ci siam fatti niente se non qualche contusione e rifiutiamo gentilmente gli interventi chirurgici che Mototurista (e' un medico...) vuol praticare a noi e ai mezzi. Il Vanvan giace a terra nel fosso accanto alla strada, ferito, con ancora il faro acceso... il Burgman, come un cetaceo colpito a morte, ha ancora la ruota posteriore che gira e sussulta con i due enormi occhioni accesi che, sbarrati, fissano stupiti il cielo... Capiamo subito che il Burgman e' colpito a morte... dal suo cuore un getto di olio, linfa vitale, sgorga ed imbratta il Vanvan....
Rimettiamo in piedi il Burgman ma il cavalletto e' rotto, le fiancate pure, la coppa degli ingranaggi finali anche e forse anche la coppa dell'olio del motore. Riparazioni che richiedono meccanici esperti e ricambi.Tradotto: bisogna cercare un carro attrezzi che riporti il mezzo in Svizzera e bisogna fare in modo da sistemare il demoralizzato Farycello in modo che possa rientrare a casa. Messo un cartello con scritto 'KAPUTT' sul parabrezza del Burgman e messo dritto il Vanvan inizia una serie interminabile di telefonate con l'assicurazione per il carro attrezzi, il taxi. l'auto a noleggio... Tra una telefonata e l'altra Fary con cura e amorevolezza paterna ripulisce il Burgman dall'olio e ne controlla le ferite... frecce piegate, pedaline, marmitta, manubrio piegato. Il tutto a non più di 300 metri dall'arrivo!!! Quando si dice che la sfiga non dorme mai... per quanto forse un sonnellino l'ha fatto... non si e' fatto seriamente male nessuno e, rivedendo le immagini della caduta (le telecamere erano accese), in effetti siamo tutti stupiti del fatto che nessuno si e' fatto male seriamente. Mototurista davanti, Fary in sella al Vanvan insieme a me, arriviamo tristi sul piazzale del raduno per le foto di rito e l'acquisto dell'adesivo. Scendiamo in buca a infangarci un po', ma per l'incidente il raduno ha acquisito un sapore amaro per tutti e 3. Dopo aver comprato qualche souvenir e trovato un posticino per mangiare passiamo il resto della giornata di venerdi a lottare con la burocrazia per rimpatriare il Burgman e e Farycello in Svizzera.

Il sabato mattina presto, dopo aver salutato Farycello io e Mototurista riprendiamo la strada per l'italia. Incontriamo poche moto che vanno in direzione opposta. Arriviamo a Rosenheim per statali e poi un'autostrada trafficatissima. Un brivido per Mototurista che a un casello prende per una pozza d'acqua quello che in realta' e' un lastrone di ghiaccio, ma anche qui la terza ruota del Fuoco lo salva da una caduta certa. Usciti dall'autostrada austriaca ci arrampichiamo verso il Brennero con una temperatura che inizia a diventare rigida e procediamo fino a Trento. E' tardi, siamo stanchi, abbiamo freddo, son 3 giorni che siamo in giro e decidiamo di fermarci sul lago di Molveno Chiacchieriamo di tante cose e Mototurista e' felice di quanto e' stato ammirato il suo Fuoco (l'unico che abbiamo visto) su al raduno.
Il mattino di domenica ci salutiamo e mentre Mototurista punta verso casa sua io tento il rientro via Tonale con deviazione per Aprica e s.
Purtroppo le condizioni meteo sul Bernina a 4 km dal passo diventano proibitive e mi convinco a invertire la rotta verso casa.
E' stato il quinto Elefant per me. Dico sempre che e' l'ultimo, ma poi il viaggio mi affascina sempre e ci torno.

Testo by: Francesco Roberti aka 'Schiapputer'
Foto by:
Francesco Roberti, Mototurista

Video by:
Francesco Roberti, GiulioGMDB

Non perdetevi altre foto e video della spedizione all'Elefant 2008 sul sito di Schiapputer ospitato da Giulio GMDB:
http://www.gmdb.it/schiapputer/schiap40.htm

Tutte le foto e altri video li trovate su Webshots:
http://rides.webshots.com/album/...

Tutti i racconti di Schiapputer invece li trovate qui (attenzione contiene 'pericolose' divagazioni nel 'lato oscuro'):
http://www.gmdb.it/schiapputer/index.htm


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IN SINTESI

Partecipanti: Schiapputer su Suzuki Vanvan da Sarnico; Mototurista su Gilera Fuoco 500 da Schio; Farycello su Suzuki Burgman 650 da Lugano
Periodo: 24-27/01/2008

Gli altri Elefant di Schiapp:
Report 2003>>>
Report 2002>>>

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