| Il punto d'incontro e' a Peschiera
alle 13,30 di giovedi 24 gennaio e, dopo un rapido
saluto, si monta in sella senza indugi: l'Elefantentreffen
è distante.
Il programma e' di fermarci ogni 150 km per ripristinare
il pieno di carburante. I chilometri scorrono veloci.
Si procede alla velocità del mezzo con minori
prestazioni velocistiche, il Vanvan, che, a seconda
del manto stradale, della pendenza,del vento e dell'effetto
scia marcia ad una velocità variabile dai
70 ai 120 Km/ora. Il piccolo Suzuki sempre spremuto
al massimo ottiene un consumo di 30 km/litro, quasi
pari a quello di 'Fuoco' che, imperturbabile, viaggia
sornione a filo di acceleratore con una percorrenza
di 29 km/litro!!!!Il Burgman si mantiene sui 26
km/litro.
Il clima e' favorevole, la temperatura mite; non
si puo' certo definire - quello del 2008 - un Elefantentreffen
difficile.
Il Fuoco e' imponente, quasi un 'monumento' con
il grosso bauletto da 52 e le enormi valige in cordura
della Givi distese al massimo che gli conferiscono
una larghezza degna di una Panda.
Si svalica il Brennero
e si acquista la vignette dell'autostrada austriaca
all'imbrunire.
Tutti siamo molto 'carichi' e con voglia di arrivare,
e pertanto decidiamo di proseguire senza indugio
e superiamo Innsbruck,
Rosenheim e Haag:
Col buio si inizia a sentire il freddo, cade qualche
fiocco di neve. Facciamo solo le soste benzina/pipi'
e alle 21 siamo a Passau.
La citta' a cavallo tra Danubio, Inn e Ilz e' deserta,
il navigatore fa le bizze, per strada non c'e' nessuno
cui chiedere informazioni, ma finalmente verso le
22 troviamo la strada giusta per Solla
e alle 23 siamo a Schonberg
presso l'albergo che Mototurista aveva prudentemente
opzionato.
Provvediamo a scaricare le moto e, dopo aver dato
una velocissima pulita alle mani ci troviamo nella
hall per andare a mangiare... ma dove? alle 23 in
un paesino della foresta bavarese? In una pizzeria,
guardacaso gestita da un calabrese gentilissimo,
il quale, ogni anno, non vede l'ora che arrivi il
periodo dell'elefanten per poter parlare italiano.
Tre pizze piccanti e tre birre formato famiglia
arrivano subito a tavola. Si mangia in allegria,
col calabrese che si siede al tavolo con noi e che
ci racconta di furibonde risse fra i clan di Hell's
Angels e Bandidos con tanto di revolverate e coltellate..
Dopo aver mangiato e ben bevuto... digestivi compresi
(tanto eravamo a piedi), alle 2 circa andiamo a
letto. L'appuntamento per l'indomani è alle
8 a colazione!!!
Nella notte e' caduto qualche fiocco di neve, i
tetti sono bianchi e grava una fitta nebbia.
Dopo un'abbondante colazione alla tedesca, montiamo
in sella, felici come bambini, per percorrere gli
ultimi chilometri e conquistare l'adesivo. Come
sempre non c'e' un solo cartello che indichi la
sede del raduno. A poche centinaia di metri dal
raduno vedo gli amici della ridotta orobica e freno
per fermarmi a salutarli. Farycello distante da
me una decina di metri accosta a destra e frena,
purtroppo sull'unica neve presente in 750 km di
percorso. Il Burgman si avvicina pericolosamente
al Vanvan, Farycello tenta di cambiar direzione
ma il Burgman si inclina e si sdraia pesantemente
ed entrambi falciano me e il Vanvan in un groviglio
di uomini e mezzi. Mototurista grazie alla ruota
in piu' frena con una ruota anteriore su neve e
si ferma, senza scomporre il mezzo. Fortunatamente
io e Farycello non ci siam fatti niente se non qualche
contusione e rifiutiamo gentilmente gli interventi
chirurgici che Mototurista (e' un medico...) vuol
praticare a noi e ai mezzi. Il Vanvan giace a terra
nel fosso accanto alla strada, ferito, con ancora
il faro acceso... il Burgman, come un cetaceo colpito
a morte, ha ancora la ruota posteriore che gira
e sussulta con i due enormi occhioni accesi che,
sbarrati, fissano stupiti il cielo... Capiamo subito
che il Burgman e' colpito a morte... dal suo cuore
un getto di olio, linfa vitale, sgorga ed imbratta
il Vanvan....
Rimettiamo in piedi il Burgman ma il cavalletto
e' rotto, le fiancate pure, la coppa degli ingranaggi
finali anche e forse anche la coppa dell'olio del
motore. Riparazioni che richiedono meccanici esperti
e ricambi.Tradotto: bisogna cercare un carro attrezzi
che riporti il mezzo in Svizzera e bisogna fare
in modo da sistemare il demoralizzato Farycello
in modo che possa rientrare a casa. Messo un cartello
con scritto 'KAPUTT' sul parabrezza del Burgman
e messo dritto il Vanvan inizia una serie interminabile
di telefonate con l'assicurazione per il carro attrezzi,
il taxi. l'auto a noleggio... Tra una telefonata
e l'altra Fary con cura e amorevolezza paterna ripulisce
il Burgman dall'olio e ne controlla le ferite...
frecce piegate, pedaline, marmitta, manubrio piegato.
Il tutto a non più di 300 metri dall'arrivo!!!
Quando si dice che la sfiga non dorme mai... per
quanto forse un sonnellino l'ha fatto... non si
e' fatto seriamente male nessuno e, rivedendo le
immagini della caduta (le telecamere erano accese),
in effetti siamo tutti stupiti del fatto che nessuno
si e' fatto male seriamente. Mototurista davanti,
Fary in sella al Vanvan insieme a me, arriviamo
tristi sul piazzale del raduno per le foto di rito
e l'acquisto dell'adesivo. Scendiamo in buca a infangarci
un po', ma per l'incidente il raduno ha acquisito
un sapore amaro per tutti e 3. Dopo aver comprato
qualche souvenir e trovato un posticino per mangiare
passiamo il resto della giornata di venerdi a lottare
con la burocrazia per rimpatriare il Burgman e e
Farycello in Svizzera.
Il sabato mattina presto, dopo aver salutato Farycello
io e Mototurista riprendiamo la strada per l'italia.
Incontriamo poche moto che vanno in direzione opposta.
Arriviamo a Rosenheim
per statali e poi un'autostrada trafficatissima.
Un brivido per Mototurista che a un casello prende
per una pozza d'acqua quello che in realta' e' un
lastrone di ghiaccio, ma anche qui la terza ruota
del Fuoco lo salva da una caduta certa. Usciti dall'autostrada
austriaca ci arrampichiamo verso il Brennero
con una temperatura che inizia a diventare rigida
e procediamo fino a Trento.
E' tardi, siamo stanchi, abbiamo freddo, son 3 giorni
che siamo in giro e decidiamo di fermarci sul lago
di Molveno Chiacchieriamo
di tante cose e Mototurista e' felice di quanto
e' stato ammirato il suo Fuoco (l'unico che abbiamo
visto) su al raduno.
Il mattino di domenica ci salutiamo e mentre Mototurista
punta verso casa sua io tento il rientro via Tonale
con deviazione per Aprica
e s.
Purtroppo le condizioni meteo sul Bernina
a 4 km dal passo diventano proibitive e mi convinco
a invertire la rotta verso casa.
E' stato il quinto Elefant per me. Dico sempre che
e' l'ultimo, ma poi il viaggio mi affascina sempre
e ci torno.
Testo by: Francesco
Roberti aka 'Schiapputer'
Foto by: Francesco
Roberti, Mototurista
Video by: Francesco
Roberti, GiulioGMDB
Non perdetevi altre foto
e video della spedizione all'Elefant 2008 sul sito
di Schiapputer
ospitato da Giulio
GMDB:
http://www.gmdb.it/schiapputer/schiap40.htm
Tutte le foto e altri video
li
trovate su Webshots:
http://rides.webshots.com/album/...
Tutti i racconti di Schiapputer
invece li trovate qui (attenzione
contiene 'pericolose' divagazioni nel 'lato oscuro'):
http://www.gmdb.it/schiapputer/index.htm
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