| Che l'Elefant sarebbe stato duro il
piccolo sardo (Daddopì)
lo capì appena giunto sul luogo d'imbarco a Olbia.
Sul mare c'era una quantità di iceberg popolati
da orsi bianchi, foche e pinguini e dal traghetto scendevano
molti sidecar Ural con targa tedesca. Ma il suo intrepido
cuore non vacillò e dato un ultimo bacio alla terra
natia e allo stuolo di accompagnatrici, partì alla
volta di Costa Volpino, patria del mitico Wvespa
eroe di tanti Elefant.
La notte sul traghetto trascorse veloce e popolata da
incubi (il Golinelli che gli incendiava lo scooter, lui
che perdeva l'unica chiave con antifurto elettronico in
mare e via dicendo) ma finalmente venne l'alba e se Dio
volle, dopo un giorno di viaggio, raggiunse incolume Wvespa
accompagnato dallo spezzino Rho.
L'avventura per l'Elefant vede quindi impegnati 3 scooter
Piaggio: l'Hexagon "Hexcargò",
la Vespa Px "Tibulla",
e la Vespa Et4 di Wvespa veterana di 4 Elefant. Inoltre
3 moto: 1 Honda Transalp 600, 1 Honda CRE 125 e una Yamaha
TDR 125, tutte con molti km all'attivo.
Wvespa è un sadico: anziché fare strade
facili dal momento che c'erano 2 'niubbi'
ha deciso di fare terribili passi di montagna, Aprica
e Bernina, per giungere a
Innsbruck dove c'era il rendez
vous con Schiapp.
Ovviamente il Bernina era ghiacciato e la discesa ben
innevata come potete arguire dalle foto, ma a prezzo di
inenarrabili fatiche e senza utilizzare le famose catene
liquide, tutti gli scooter e le moto giunsero sulla vetta
fra autentici muri di neve e da qui calarono su Innsbruck,
se pur con un ritardo mostruoso sulla tabella di marcia
(una caduta senza conseguenze e
un piccolo tamponamento gli unici eventi da registrare).
Sulla via di Innsbruck l'incontro con Penso+
e il suo furgone "SafetyTransit"
che poi si sarebbe dimostrato preziosissimo.
Sull'autostrada per Rosenheim
il cielo plumbeo iniziò a scaricare fiocchi di
neve a iosa ed in breve la strada divenne bianca e con
essa imbiancarono le visiere e i parabrezza. Fu necessario
ridurre la velocità e guidare con una mano sola,
la destra, mentre la sinistra era impegnata a detergere
in continuazione parabrezza e visiera. Un viaggio da incubo
sorpassati da camion che ti stringono sulla corsia d'emergenza
e ti accecano col turbinio del nevischio che sollevano
con le loro enormi ruote.
A tarda ora si giunse a Passau
e da qui si iniziò a salire verso Loh,
su strade che diventavano via via deserte e bianche. Fortunatamente
Schiapp, Wvespa e Walter
ricordavano abbastanza bene la via e non ci furono errori
di percorso, che sarebbero stati "dolorosi"
quanto a perdita di tempo, dal momento che le strade erano
abbastanza innevate, ripide e costringevano ad andare
lentissimi. Bastava fermarsi in salita e ripartire diventava
un problema.
Giunti a Loh alle 21.00 gli eroi (Wvespa e Walter) iniziarono
a piantare la tenda, (Elefante,
ultimo eroe sarebbe giunto la sera dopo) mentre i fighetti
(Schiapp, Penso+, Daddopì e Rho) si infilarono
in un caldo alberghetto.
La cena di giovedì tutti assieme in una baracca
presso il luogo del raduno: 1° piatto: Gulasch; 2°
piatto: Gulasch; contorno: Gulasch; frutta: Gulasch e
via dicendo... serviti da splendide cameriere.
Dopo cena, visto che i partecipanti erano tutti belli
pimpanti (e chi ci crede???)
giro del raduno in mezzo al solito apocalittico scenario
di fuochi, fumi, porchette allo spiedo e pazzi acrobati
in sidecar che andavano avanti e indietro.
Infine l'agognato riposo (se i tedeschi
adottassero lettini singoli anziché matrimoniali
noi italiani lo gradiremmo molto...).
Il mattino dopo il crollo di un mito: per solidarietà
con gli eroi, anche i fighetti avevano deciso di non lavarsi
e vedere Daddopì (dopo una doccia calda) girare
in accappatoio per i corridoi dell'albergo mentre "in
perfetto stile golinelliano" mendicava una
presa per attaccarci il phon ha creato costernazione nell'intero
albergo!!!
Superato il comprensibile imbarazzo, colazione pantagruelica
e giro di sms agli amici italiani di CyberScooter,
IHMS
e IHM
che volevano essere informati sull'andamento dell'avventura.
La nottata tra giovedì e venerdì aveva portato
altra neve che aggiunta ai 10 cm del giorno prima aveva
accresciuto a quasi mezzo metro
il livello della coltre nevosa e, felici per questo, i
fighetti si ri-recavano sul luogo del raduno.
Disseppellita la Vespa di Wvespa e fatta qualche foto
di rito, si girellava a veder le stranezze: trike, mezzi
indescrivibili dotati di ruote e motore automobilistico,
un Apecar Piaggio, ma pochissimi scooter automatici. Ne
abbiamo contati 5 di cui 2 della nostra compagnia!!!
Veramente notevoli alcuni ardimentosi che con moto da
300 kg scendevano sin nella fossa senza cadere, o quasi!!!
Giunta l'ora di pranzo il dramma: la Vespa di Rho, la
gloriosa Tibulla Px ormai maggiorenne non volle più
ripartire. Fortunatamente Penso+ l'avrebbe poi caricata
sul furgone e riportata a casa.
A causa del gran freddo (avremmo poi scoperto a casa)
si era formato un blocco di ghiaccio nel carburatore del
PX. Niente di grave per fortuna, ma per Rho l'amaro in
bocca di non essere rientrato in scooter. Fa nulla: per
noi resta un vero Elefante lo stesso!!!
Il guasto della Vespa contribuì a creare un momento
di gloria per l'Hexcargò: nel tentativo di avviarla
Rho si era spinto lungo una discesa a parecchi chilometri
dal luogo del raduno; ebbene per riportarla su è
stato utilizzato l'Hexcargò come traino, tra le
ovazioni della folla che vedeva lo scooter trainare il
Px su una strada ghiacciata!!!
Schiapp rientra sotto la bufera di neve partendo all'ora
di pranzo di giovedì; gli altri passano l'intero
pomeriggio a smontare e rimontare la Vespa in panne.
Il giorno dopo il rientro definitivo.
Un po' di tristezza, ma la speranza di tornarci tra un
anno e le foto da guardare e da mostrare con orgoglio
ad amici e parenti.
Quest'anno le temperature sono state più dure
rispetto a quelle primaverili dello scorso anno. Abbiamo
misurato -15 gradi sul Bernina
e -12 gradi sul Brennero, ma i nostri termometri erano
piuttosto ottimisti. Enrico Ruggeri, altro IHMSista in
Vespa giunto sul raduno il venerdì pomeriggio dice
di aver rilevato addirittura 20 gradi sottozero!!!!
Nonostante il freddo i mezzi si son comportati benissimo,
partendo sempre al primo colpo e rivelando insospettate
doti di marcia sulla neve, pur essendo degli scooter,
anzi grazie alla loro leggerezza si sono comportati meglio
delle moto, in alcune occasioni!
Meccanicamente, qualche incertezza nell'erogazione dell'Hexcargò
appena scesa dal Bernina (probabilmente non abituato alle
grandi altezze, si era scarburato) e qualche problema
alla pipetta della candela della mitica Vespa ET4 125
di Wvespa, oramai arrivata al suo quarto Elefant e pronta
ad entrare nella leggenda.
Testo by: Francesco
Roberti aka 'Schiapputer'
Foto by: Francesco
Roberti , Daddopì,
Penso+
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SI RINGRAZIANO:
-
Helm International per aver fornito il casco CABERG
JUSTISSIMO
utilizzato da Wvespa
- TUCANO
URBANO, per aver fornito abbigliamento e accessori
a Daddopì e Rho
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