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IN SINTESI

Scooter: Piaggio Hexagon , Vespa Et4 , Vespa PX
Moto: Honda Transalp, Honda CRM, Yamaha TDR.
Periodo: 30/01 - 01/02 2003
Km: 1300
Tempo: 3 giorni
Temperatura: -15° (diurni)
Difficoltà: bufera di neve e strade ghiacciate...

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 · 47° ELEFANTENTREFFEN 2003
 
by CyberScooter: Francesco Roberti
10/02/03

Che l'Elefant sarebbe stato duro il piccolo sardo (Daddopì) lo capì appena giunto sul luogo d'imbarco a Olbia. Sul mare c'era una quantità di iceberg popolati da orsi bianchi, foche e pinguini e dal traghetto scendevano molti sidecar Ural con targa tedesca. Ma il suo intrepido cuore non vacillò e dato un ultimo bacio alla terra natia e allo stuolo di accompagnatrici, partì alla volta di Costa Volpino, patria del mitico Wvespa eroe di tanti Elefant.
La notte sul traghetto trascorse veloce e popolata da incubi (il Golinelli che gli incendiava lo scooter, lui che perdeva l'unica chiave con antifurto elettronico in mare e via dicendo) ma finalmente venne l'alba e se Dio volle, dopo un giorno di viaggio, raggiunse incolume Wvespa accompagnato dallo spezzino Rho.

L'avventura per l'Elefant vede quindi impegnati 3 scooter Piaggio: l'Hexagon "Hexcargò", la Vespa Px "Tibulla", e la Vespa Et4 di Wvespa veterana di 4 Elefant. Inoltre 3 moto: 1 Honda Transalp 600, 1 Honda CRE 125 e una Yamaha TDR 125, tutte con molti km all'attivo.

Wvespa è un sadico: anziché fare strade facili dal momento che c'erano 2 'niubbi' ha deciso di fare terribili passi di montagna, Aprica e Bernina, per giungere a Innsbruck dove c'era il rendez vous con Schiapp.
Ovviamente il Bernina era ghiacciato e la discesa ben innevata come potete arguire dalle foto, ma a prezzo di inenarrabili fatiche e senza utilizzare le famose catene liquide, tutti gli scooter e le moto giunsero sulla vetta fra autentici muri di neve e da qui calarono su Innsbruck, se pur con un ritardo mostruoso sulla tabella di marcia (una caduta senza conseguenze e un piccolo tamponamento gli unici eventi da registrare). Sulla via di Innsbruck l'incontro con Penso+ e il suo furgone "SafetyTransit" che poi si sarebbe dimostrato preziosissimo.
Sull'autostrada per Rosenheim il cielo plumbeo iniziò a scaricare fiocchi di neve a iosa ed in breve la strada divenne bianca e con essa imbiancarono le visiere e i parabrezza. Fu necessario ridurre la velocità e guidare con una mano sola, la destra, mentre la sinistra era impegnata a detergere in continuazione parabrezza e visiera. Un viaggio da incubo sorpassati da camion che ti stringono sulla corsia d'emergenza e ti accecano col turbinio del nevischio che sollevano con le loro enormi ruote.
A tarda ora si giunse a Passau e da qui si iniziò a salire verso Loh, su strade che diventavano via via deserte e bianche. Fortunatamente Schiapp, Wvespa e Walter ricordavano abbastanza bene la via e non ci furono errori di percorso, che sarebbero stati "dolorosi" quanto a perdita di tempo, dal momento che le strade erano abbastanza innevate, ripide e costringevano ad andare lentissimi. Bastava fermarsi in salita e ripartire diventava un problema.

Giunti a Loh alle 21.00 gli eroi (Wvespa e Walter) iniziarono a piantare la tenda, (Elefante, ultimo eroe sarebbe giunto la sera dopo) mentre i fighetti (Schiapp, Penso+, Daddopì e Rho) si infilarono in un caldo alberghetto.
La cena di giovedì tutti assieme in una baracca presso il luogo del raduno: 1° piatto: Gulasch; 2° piatto: Gulasch; contorno: Gulasch; frutta: Gulasch e via dicendo... serviti da splendide cameriere.
Dopo cena, visto che i partecipanti erano tutti belli pimpanti (e chi ci crede???) giro del raduno in mezzo al solito apocalittico scenario di fuochi, fumi, porchette allo spiedo e pazzi acrobati in sidecar che andavano avanti e indietro.
Infine l'agognato riposo (se i tedeschi adottassero lettini singoli anziché matrimoniali noi italiani lo gradiremmo molto...).

Il mattino dopo il crollo di un mito: per solidarietà con gli eroi, anche i fighetti avevano deciso di non lavarsi e vedere Daddopì (dopo una doccia calda) girare in accappatoio per i corridoi dell'albergo mentre "in perfetto stile golinelliano" mendicava una presa per attaccarci il phon ha creato costernazione nell'intero albergo!!!
Superato il comprensibile imbarazzo, colazione pantagruelica e giro di sms agli amici italiani di CyberScooter, IHMS e IHM che volevano essere informati sull'andamento dell'avventura.
La nottata tra giovedì e venerdì aveva portato altra neve che aggiunta ai 10 cm del giorno prima aveva accresciuto a quasi mezzo metro il livello della coltre nevosa e, felici per questo, i fighetti si ri-recavano sul luogo del raduno.
Disseppellita la Vespa di Wvespa e fatta qualche foto di rito, si girellava a veder le stranezze: trike, mezzi indescrivibili dotati di ruote e motore automobilistico, un Apecar Piaggio, ma pochissimi scooter automatici. Ne abbiamo contati 5 di cui 2 della nostra compagnia!!!
Veramente notevoli alcuni ardimentosi che con moto da 300 kg scendevano sin nella fossa senza cadere, o quasi!!!
Giunta l'ora di pranzo il dramma: la Vespa di Rho, la gloriosa Tibulla Px ormai maggiorenne non volle più ripartire. Fortunatamente Penso+ l'avrebbe poi caricata sul furgone e riportata a casa.
A causa del gran freddo (avremmo poi scoperto a casa) si era formato un blocco di ghiaccio nel carburatore del PX. Niente di grave per fortuna, ma per Rho l'amaro in bocca di non essere rientrato in scooter. Fa nulla: per noi resta un vero Elefante lo stesso!!!
Il guasto della Vespa contribuì a creare un momento di gloria per l'Hexcargò: nel tentativo di avviarla Rho si era spinto lungo una discesa a parecchi chilometri dal luogo del raduno; ebbene per riportarla su è stato utilizzato l'Hexcargò come traino, tra le ovazioni della folla che vedeva lo scooter trainare il Px su una strada ghiacciata!!!

Schiapp rientra sotto la bufera di neve partendo all'ora di pranzo di giovedì; gli altri passano l'intero pomeriggio a smontare e rimontare la Vespa in panne.
Il giorno dopo il rientro definitivo.
Un po' di tristezza, ma la speranza di tornarci tra un anno e le foto da guardare e da mostrare con orgoglio ad amici e parenti.

Quest'anno le temperature sono state più dure rispetto a quelle primaverili dello scorso anno. Abbiamo misurato -15 gradi sul Bernina e -12 gradi sul Brennero, ma i nostri termometri erano piuttosto ottimisti. Enrico Ruggeri, altro IHMSista in Vespa giunto sul raduno il venerdì pomeriggio dice di aver rilevato addirittura 20 gradi sottozero!!!!
Nonostante il freddo i mezzi si son comportati benissimo, partendo sempre al primo colpo e rivelando insospettate doti di marcia sulla neve, pur essendo degli scooter, anzi grazie alla loro leggerezza si sono comportati meglio delle moto, in alcune occasioni!
Meccanicamente, qualche incertezza nell'erogazione dell'Hexcargò appena scesa dal Bernina (probabilmente non abituato alle grandi altezze, si era scarburato) e qualche problema alla pipetta della candela della mitica Vespa ET4 125 di Wvespa, oramai arrivata al suo quarto Elefant e pronta ad entrare nella leggenda.

Testo by: Francesco Roberti aka 'Schiapputer'
Foto by:
Francesco Roberti , Daddopì, Penso+

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- Scooterando
- ScooterClub No Limits
- VcomeVespa


SI RINGRAZIANO:
- Helm International per aver fornito il casco CABERG JUSTISSIMO utilizzato da Wvespa
- TUCANO URBANO, per aver fornito abbigliamento e accessori a Daddopì e Rho



 

 


 


 


 


 



 


 


 


 


 

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