| Blu intenso, il giallo
delle rocce inondate di sole scintillante, il verde delle
foreste… sono questi i colori che la Croazia impone
alla memoria… prima ancora di esserci arrivati!
Il primo incontro con il paese dalle mille isole avviene
in pieno centro di Milano: usciamo dall’Ente
Nazionale Croato per il Turismo carichi di depliant
pieni di spettacolari viste aeree. Ed è così
che immaginiamo il paese che andiamo a visitare: la Croazia
dei seimila chilometri di costa, di un mare che sembra
un mosaico di turchese e blu cobalto. Lasceremo i parchi
naturali dell’entroterra, le città e le costruzioni
fortificate alla prossima volta: con solo 3 settimane
a disposizione dobbiamo fare una scelta!!
Abbiamo nella testa un’idea: risalire la costa da
sud a nord, saltando da un’isola all’altra,
e toccando la terra ferma il meno possibile. Ci muove
il desiderio di attraversare la galassia di isole isolette
e scogli che emergono dai pulitissimi fondali di questo
versante di adriatico, di godere di un paesaggio articolato
come un pizzo intricato, di pennellare le strade che,
a giudicare dal profilo frastagliato delle coste, dovrebbero
essere un vero godimento!
I giorni precedenti la partenza sono stati dedicati alla
messa appunto della dotazione. Per l’abbigliamento
da viaggio due imperativi si sono da subito imposti: freschezza
e sicurezza. Dopo avere cercato in lungo e in largo tra
le proposte disponibili sul mercato, optiamo per una soluzione
mista pelle/tessuto: ci dotiamo di giubbotti in pelle
traforata e protezioni regolamentari su gomiti e spalle,
e di pantaloni in tessuto jeans, rinforzato “in
casa” con protezioni interne staccabili su coccige,
fianchi e ginocchia.
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06 Agosto, MILANO-ORTONA
Partiamo alle 11:45 da Milano in direzione Bologna sulla
A1, immersi nel caldo torrido di quest’estate eccezionale.
La necessità di raggiungere Ortona
(CH) con sufficiente anticipo per acquistare i biglietti
del traghetto, ci dà modo di testare in velocità
l’Honda
Silver Wing 600 versione ABS appositamente fornito
da Honda Italia.
Tre brevi soste per fare rifornimento, bere e rifocillarci,
poi via in sella allo scooter. Mentre Fabrizio è
impegnato alla guida, ho modo di notare la comoda seduta
del passeggero, annotandola come bene prezioso, visti
i chilometri che percorreremo durante le nostre vacanze.
La posizione delle gambe è distesa, le pedane comode
e snelle permettono di cambiare posizione del piede senza
fastidi, e durante accelerate e sorpassi grintosi i due
maniglioni consentono una presa sicura.
Dopo 622 chilometri eccoci al porto di Ortona, sono le
18:00 e c’è tutto il tempo per un rinfrescante
aperitivo prima di salpare.
TRAGHETTO: Motonave
Azzurra Ortona-Dubrovnik (163 euro due persone in
passaggio ponte e lo scooter).
MANGIARE E DORMIRE: Cena senza infamia e senza lode e
riposo su ‘comoda’ moquette in traghetto.
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07 Agosto, DUBROVNIK-ORASAC
Finalmente alle 9:00 arriviamo a Dubrovnik: la manovra
a 360 gradi del traghetto c’immerge nel primo panorama
delle nostre vacanze; l’area è tersa e quasi
frizzante, ci siamo già dimenticati l’afa
soffocante che abbiamo lasciato da solo 12 ore!!
Dopo una robusta colazione e il primo facile cambio ad
uno sportello automatico, ci allontaniamo in direzione
sud verso la punta meridionale della Croazia di fronte
al Montenegro. La strada segue la costa e ci offre la
vista delle prime spiagge di ciottoli, ma senza farci
traviare dal desiderio di sole prendiamo per l’interno,
su una stradina tra i campi punteggiata da macchie di
cipressi e piccoli paesi. L’assaggio della Croazia
rurale è la cosa più bella di questa prima
tappa. La nostra meta invece ci accoglie con il filo spinato
sulle spiagge e l’aria di abbandono del forte disabitato
che domina la punta. Colpiti dalla forza dei resti della
recente guerra e dal caldo che si è fatto intenso,
torniamo verso nord dalla strada che domina la costa sul
mare. Giunti alle porte meridionali di Dubrovnik, la attraversiamo
per cercare più a nord una sistemazione per la
notte, oltre il ponte maestoso che taglia il fiordo vicino
alla città. Ci ‘piazziamo’ poco prima
di Orasac in un grande e ombroso campeggio.
Al calar del sole raggiungiamo Dubrovnik
dove ceniamo in un caratteristico ristorante all’aperto.
Una passeggiata fra le vie del centro scintillanti di
marmo e brulicanti di turisti, prelude alla nostra prima
notte in terra croata.
MANGIARE: Cena al ristorante
“Domino”: ottima grigliata, buono il servizio,
salato il conto (258 kn)!!
DORMIRE: Camping Rudine (107
kn), ristorante, minimarket, ombroso, poco affollato,
con spiaggia… manca il bar!!
KM: 190
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08 Agosto, ORASAC-DUBROVNIK-ORASAC
Al risveglio approfittiamo della piccola spiaggia nel
camping per un primo bagno e un paio d’ore di sole.
Prendiamo quindi per Dubrovnik, dove pranziamo al ristorante
Jadran, nel cortile del vecchio convento proprio di fronte
alla Fontana di Onofrio. Satolli, sfruttiamo il fresco
del Convento Francescano (biglietto 5 Kn a testa), miracolosamente
restaurato dai danni del recente assedio, ad eccezione
di un foro di granata, lasciato a monito. Colpiti dalla
concretezza di quel foro, ci addentriamo nelle strette
vie che s’inerpicano sul lato sinistro della Placa,
verso la Torre dell’Orologio. Qui è possibile
trovare ancora qualche facciata segnata da fori di proiettile,
e qualche edificio, crollato, lasciato a riempirsi di
erbacce. Ma il quartiere è vivo: alle finestre
pendono panni che hanno poco di turistico, e le stradine
sono piene di piante che sembrano sfidare ogni legge della
botanica, raggiungendo da minuscoli vasi altezze di due
o tre metri.
Inizia a crescere un’impressione, quella che la
Croazia si faccia meglio ammirare nelle sue bellezze da
prospettive insolite, alla ricerca di un angolo che non
si sa quando scorgerai ancora.
Dopo la visita di rito alla cattedrale, iniziamo il suggestivo
tour sulle mura della città (15 Kn a testa). Proprio
da quella prospettiva Dubrovnik offre la sua immagine
più spettacolare, con le caratteristiche tegole
in gran parte sostituite dopo i terribili bombardamenti.
In alcuni tratti, è possibile intravedere spicchi
di vita della gente del posto e godere una vista sul mare
davvero bella! Dopo un aperitivo ci spostiamo verso il
quartiere studentesco di Lapad per una cena a base di
pesce.
MANGIARE: Cena Ristorante
Eden, buono ma caro (352 kn!).
DORMIRE: Camping Rudine.
KM: 80
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09 Agosto, ORASAC-TRSTENIK-POLACE
Smontiamo la tenda con tranquillità e muoviamo
in direzione nord sulla strada costiera superando belle
spiaggiette. Giunti a Slano, svoltiamo per Mravnica, seguendo
la strada più lunga ma panoramica. Attraversiamo
una cava di pietra chiara, per poi addentrarci in un ombroso
uliveto, il vento spazza i fianchi dello scooter sulla
strada a strapiombo.
A Rudine ci riagganciamo alla statale verso Mali Ston.
Facciamo sosta per il pranzo in vista delle grosse mura
di pietra, per poi dirigerci verso Trstenik attraversando
chilometri di vigneti. Superiamo Propratna, località
turistica dal mare davvero invitante e raggiungiamo il
porto di Trstenik. Il molo è bloccato dalle macchine
in fila ed è solo grazie alle due ruote se riusciamo
a salire sull’affollatissimo mini-traghetto per
Mljet.
Dopo poco più di un’ora entriamo nello stretto
fiordo del porto di Polace. Alla luce del tramonto le
coste verdissime sono quasi nere, animate da migliaia
di cicale che friniscono a ritmo serrato, e le luci dei
ristorantini di pesce invitano alla sosta.
Dopo un’ottima cena a base di branzino e vino bianco
in compagnia di una coppia di motociclisti italiani, montiamo
le tende alla luce delle torce.
MANGIARE: Cena al ristorante
Stella Maris, ottimo ma sempre più costoso (380
kn).
DORMIRE: Campeggio Ropa (o
Marina), ‘rustico’, per chi ha spirito di
adattamento (83 Kn).
TRAGHETTO: 140 Kn.
KM: 134
Testo e foto by: Monica Il Grande & Fabrizio Villa
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