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 · RAID SIRACUSA-EST EUROPE - 1
 
by Omar Verderame
26/02/009

Vai alla seconda parte >>>

Salve a voi tutti amici, è per me un grande piacere fare la mia presentazione in quanto so per certo che abbiamo qualcosa di molto bello che ci accomuna...la passione per i nostri scooter..
Mi chiamo Omar, scrivo da Siracusa, in Sicilia e come appena detto la passione che mi lega al mio scooterone mi "costringe" spesso a stare comodamente seduto su quella sella.
Possiedo un Piaggio X9 500 Evolution Street ma vengo da trascorsi sempre scooteristici (Si Piaggio, Gilera Typhoon, Honda Bali, Piaggio X9200 Evo).
Chi mi conosce mi definisce "un pazzo" in quanto ho utilizzato questi meravigliosi mezzi, a detta di molti non idonei a te scopo, per fare strada... tanta strada.
Già in tenera età e con il Bali, mi avventuravo oltre provincia ma con l'avvento del X9 200 ho osato di più. Nel 2005 ho intrapreso un viaggio che mi ha visto toccare con zavorra, tenda e tutto il necessario per il campeggio, la costiera Amalfitana, Napoli, Roma e il Gargano e se si pensa che partenza e ritorno erano in Sicilia, si può intuire che i km sono stati tanti. Il povero motore 200cc Piaggio ha fatto tutto ciò che poteva per portare in giro e con un caldo torrido, tutti quei kg. La media era di 100 ma in certe salite autostradali non riusciva a superare gli 80... poi per il resto... sempre manetta!
L’anno successivo ci fu il cambio di cilindrata, passando dal 200cc al 500cc sempre Piaggio ovviamente! E se tento da tanto era chiaro che mi sarei spinto più in la.. infatti la meta fu la Normandia con capatina a Parigi!
Ma il top, il grande viaggio, è stato nell'estate 2007.
Le mete del viaggio abbiamo cominciato a deciderle nel mese di dicembre 2006 e parlo al plurale in quanto si è partiti in 5 elementi ma con un piccolo particolare che ci contraddistingueva... loro in sella a 3 BMW GS (una 1200 e 2 1150), un altro in sella ad un BMW K1200 GT ed io in "poltrona" al mio fido X9 500 Evo.
Non è necessario dire che sulla carta ero svantaggiato a detta di molti, ma vi racconterò che non è stato affatto cos'ì.. anzi....!!!!
Si era deciso di visitare 9 nazioni, direzione est europeo... e così fu... almeno per me (capirete in seguito perché)... Grecia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovacchia, Austria, Germania, Svizzera e Italia.

SIRACUSA - BRINDISI
Dopo 6 mesi circa di prese in giro e di critiche da parte dei BMWisti e conseguenti miei scongiuri... finalmente si parte.
E' il 4 Agosto, sono le 6 del mattino e siamo tutti e cinque nella piazza del duomo si Siracusa… il ragazzo che ha speso di + per comprare la sua moto (Bartolo Inzerillo, assicuratore, con il suo BMW K1200 GT da 18000€ che da ora in poi chiamerò solo Bartolo per comodità) arriva all’appuntamento con una faccia strana e con il bauletto posteriore totalmente graffiato. Durante la strada, a causa di serraggio lento, il nostro amico Bartolo è stato superato dal suo bauletto che staccatosi dalla piastra, all’impatto con l’asfalto si è completamente aperto facendo si che le sue belle mutande, calzini e maglie della salute si spargessero in giro …quindi cavalletto laterale e via a raccogliere il tutto….ve lo immaginate? Neanche a dirlo appena arrivato le risa sono state da piegarsi in due… ma come dice quel vecchio detto… ride bene chi ride ultimo…capirete dopo il perché.
Basta, tra un ritardo e l’altro e le varie polemiche sulla spartizione dei bagagli (il Truffo si lamentava perché avevano assegnato a lui il peso della tenda di 6kg circa…mentre io ovviamente ero pieno a tappo e neanche con un carrellino appendice i lor signori potevano pensare di trasportare tutta sta roba) si son fatte le 7… e si parte!
Usciamo da Siracusa e dentro di noi una sensazione assolutamente nuova ci pervade… un qualcosa che va tra l’emozione e l’adrenalina… qualcosa che è difficile spiegare con l’ausilio di una tastiera ma che ci fa stare meravigliosamente bene. Era un momento che aspettavamo da mesi e finalmente era arrivato. L’autostrada verso Messina scorre abbastanza veloce e senza intoppi, pausa per un caffettino all’Autogrill e via spediti verso il casello di Messina dove avevamo deciso di fermarci per fare una breve sosta di “raggruppamento”.
Nei primi 250 km molti miei dubbi sono diventati conferme. E’ bastato poco per capire chi fosse lo smanettone del gruppo che puntualmente rispondeva al nome di Salvo Campisi (che per comodità da ora in poi chiamerò solo Campisi), figlio di un grosso imprenditore agricolo del siracusano impegnato nell’azienda del padre, che con il suo BMW GS1200 aveva gia dato in passato modo di capire come la pensasse sulle uscite di gruppo. Per la serie me la faccio a 180 e poi vi aspetto, infatti così fu.
Marco Truffo, anche lui impegnato nell’azienda del padre come consulente del lavoro, con il suo BMW GS 1150 (che chiameremo solo Truffo da ora in poi) si è dimostrato un emulatore e quindi molto spesso, anche per via “dell’odio” che ha verso le GS 1200 le quali chiama “plasticose”, si lancia all’inseguimento del Campisi per dimostrare che la 1150 non ha nulla da invidiare al 1200 ma… non calcolava che il Campisi è molto in gamba nella guida e di conseguenza molto spesso non poteva fare altro che stargli dietro.
Bartolo invece, pur avendo la moto più potente del gruppo, si limita a tenere una media tranquilla risultando il più equilibrato del gruppo insieme a Paolo…, fisioterapista affermato, con il suo BMW GS 1150. E infine vi sono io che spesso a causa del peso eccessivo dei bagagli e quindi di una media di 140 km/h mi ritrovo in coda.. ma era già messo in conto.
Si traghetta e durante la traversata si appiccicano ai mezzi gli adesivi del Raid che la Motor Sud di Siracusa gentilmente ha fatto realizzare per noi. Si tratta di stampe che evidenziano il percorso in un planisfero concentrato sull’europa.
Arrivati nelle Calabrie si decide di fare soste solo per i rifornimenti poiché il tempo stringe e alle 19 parte il traghetto da Brindisi alla volta di Igoumenitsa, in Grecia.
Alle 16:30 siamo a Brindisi dentro la quale abbiamo un attimo di smarrimento poiché ha tanti porti e tantissime banchine e noi non sappiamo quale sia la nostra. Dopo aver chiesto in giro, riusciamo a distinguere la nostra e parte la spedizione per convertire i nostri voucher in biglietti… ma non si poteva evitare questa estenuante fila dandoci in mano il biglietto pronto per l’imbarco? Misteri…!
Alle 17:30 ci imbarchiamo nella “Erotokritos”, il Campisi entra nella nave guidando alzato manco fosse un campo di cross e noi dietro che aspettiamo che da un momento all’altro venga richiamato dallo staff… cosa che stranamente non succede. Parcheggiamo le moto al fianco di una fila di camper, lo staff si avvicina alle moto con delle fasce per serrarle ai ganci ma vedendo l’inesperienza e la poca cura che mettono nel legare i mezzi… finiamo noi il lavoro congedandoli.
Alle 19:15 siamo ad un paio di km dalla banchina e all’orizzonte un tramonto da paura ci incanta sul ponte della nave…
Ci guardiamo intorno e ci accorgiamo che vi è una prevalenza di giovani, entriamo dentro e subito notiamo che nella nave sembra esserci stata pestilenza c’è gente sdraiata a terra che dorme beata, praticamente ovunque. Sacchi a pelo e materassini coprono per un buon 50% la moquette e questo ci fa realizzare che l’imbarco sia iniziato almeno 2 ore prima del nostro arrivo.
Troviamo una sala semivuota e immediatamente “marchiamo il territorio” mollando zaini e sacchi a pelo… dopo qualche ora capiamo perché la sala fosse semi vuota… era il piano rialzato della discoteca che fino a mezzanotte non ci ha permesso di chiudere occhio. Il condizionatore era preciso sopra la mia testa costringendomi a dormire con il capo sotto una sedia… bhe che dire non è andata malissimo no?
Prima di andare a ninna, o per meglio dire prima di pensare di dormire, andammo a mangiare un boccone al self service della nave il quale era pieno di specialità sia greche che italiane ma decisamente di più erano le greche. Prendiamo qualcosa che potesse rassicuraci almeno visivamente….fettina di tacchino, patatine fritte riso in bianco e una birra in lattina per il Capisi il quale paga 21,90€ e spaghetti al pomodoro, cotoletta di pollo, bottiglietta di acqua e salsina chiara greca che risulterà nauseante dopo i primi tre bocconi… 18,60€!!!!!! Scandalo! Pazienza… andiamo a ninna va… eheheh illusi!

IGOUMENITSA - IOANNINA
Alle 2 del mattino circa un tale con voce grossa grida che coloro devono scendere a Igoumenitsa devono prepararsi a lasciare la nave (la nave continua la traversata fino a Patrasso).
Fuori è piena notte ma non fa freddo, ci fermiamo appena fuori il porto dove facciamo la foto di rito sotto il cartellone stradale che ci indica la strada per Ioannina cittadina da toccare per arrivare a Salonicco… sono le 2:30 del mattino (3:30 in Grecia per via dell’ora avanti rispetto all’Italia)
Si parte decidendo di fare una sosta al primo distributore e infatti dopo una trentina di km ecco un insegna accesa da un paio di neon bianchi…ci siamo… si fa carburante (io riempio anche la tanica di riserva da 5 litri che ovviamente trovava spazio tra i miei bagagli) e subito ci accorgiamo che il prezzo e molto più basso rispetto a quello italiano..ma non è una novità che viviamo in un paese dove chi comanda sa bene come spennarci!!!! Intanto… sono le 4:15!
Dopo un paio di ore abbiamo percorso strade tortuose e decisamente alte sul livello del mare, tant’è che il freddo si fa pungente e ci costringe ad una sosta per adeguare il nostro abbigliamento. La stanchezza si comincia a far sentire e così dopo un veloce referendum, decidiamo di trovare una sistemazione per la notte la quale troviamo a Ioannina a 100km da Salonicco. Suoniamo alla porta di qualcosa che sembra essere una pensione dove delle persone molto cortesi ci accolgono mostrandoci due stanze che decidiamo di prendere immediatamente. Perfetto, parcheggiamo le i mezzi (Bartolo tenta di mettere la moto davanti alla porta della stanza impedendo il passaggio..ovviamente verrà schernito da tutti noi dopodiché sposta la moto e la mette accanto alle nostre nel parcheggio) dopo aver scambiato 4 chiacchiere (il Truffo non fa altro che criticarmi dicendomi che ho portato troppa roba della quale LUI NON SI SAREBBE SERVITO MAI POICHE’ INUTILE) ci ritroviamo tutti e cinque addormentati in fase rem! E sono le 6 del mattino.

IOANNINA - SALONICCO
L’indomani (ore 11) doccia ed ecco il momento di ridicolizzare il Truffo! In un primo momento chiede a tutti la schiuma da barba (che io avevo) poiché nel suo beauty case non ci entrava (pensa un po’), dopo poco chiede un phon (che ovviamente io ho portato) ma appena accendo la telecamera per testimoniare l’accaduto ecco che cambia versione asserendo che non gli serve poiché avendo i capelli fini gli si erano asciugati da soli. Spengo la telecamera, vado di la e torno dopo 5 minuti… dove lo trovo secondo voi? Ma ovvio… davanti allo specchio con il mio phon acceso ed io con la telecamera in mano!!! Fantastico!!! Chiamo la combriccola e li a ripetergli “io non userò mai quello che hai portato perché non serve a nessuno” questo per una buona ventina di minuti. Dopo questa esperienza il Truffo smetterà come per incanto di criticarmi e mi chiederà gentilmente e per tutto il viaggio di prestargli questo e quello!
Torniamo a noi… la colazione ci viene offerta dalla casa e consiste in biscotti, brioche e un caffè….(quest’ultimo disgustoso). Paghiamo 20 euro a cranio (40€ a stanza) e andiamo via alla volta di Salonicco! (sono le 12:30)
Alle 13:30 circa ci si ferma un oretta per un tramezzino veloce ma alle 16 circa ed a 40 km da Salonicco incontriamo nel nostro “cammino di vita” qualcosa che ci accompagnerà per i 3 giorni a seguire….cosa?....LA PIOGGIA! Essa si presenta subito in forma torrenziale costringendoci ad una sosta sotto un cavalcavia per attrezzare mezzi e i piloti di incerate… ma manca qualcuno… Bartolo dov’è????? Telefoniamo ma il cell non prende… che fine avrà fatto? Con noi si ferma un tizio con una sorta di Benelli il quale sorridente e totalmente inzuppato ci osserva. Salutiamo il tizio e andiamo alla ricerca di Bartolo il quale ritroveremo più avanti sotto un altro cavalcavia il quale ci racconta che costretto a fermarsi e scavalcare il guardrail da un problema allo stomaco, è stato sorpreso dalla pioggia… si ride in coro!
Arriviamo a Salonicco dove ha appena smesso di piovere e andiamo subito alla ricerca di una sistemazione per la notte. Io ho portato con me la famosa guida Routard la quale ci elenca varie pensioncine economiche nei pressi… chiediamo in giro la via e una volta raggiunta destinazione ci accorgiamo che la pensione è chiusa da un secolo… caspita. Chiediamo ad un passante e ci indica un altra pensione a poche decine di metri… ”l’Hotel Bill”. Vado in avanscoperta con il mio inglese basilare e mi faccio dire il prezzo. Perfetto, il prezzo è di 10 euro a cranio, si salgono i bagagli! Purtroppo Bartolo nel parcheggiare la sua GT, perde l’equilibrio e appoggia la moto a terra alla quale si aggiungono ulteriori graffi a quelli già presenti nel top case volato via all’inizio del viaggio.
L’umore di Bartolo cambia manco gli fosse morto il cane corso che ha a casa e ci assicura che l’indomani partirà da solo per tornare a casa… il viaggio a suo dire è sfortunato per lui e questi sono segni che deve tornare.
Nel frattempo ci sistemiamo in due stanze umili ma decorose, entrambe con il bagno in camera e acqua calda a volontà. Dopo aver messo tutto ciò che è a batteria sotto carica, il Truffo accusa malesseri vari… ha preso un colpo d’aria e scopriamo che ha le placche alla gola. Purtroppo non essendo protetto (come me) durante la guida, è facile che si prenda un malanno. Lo rincuoriamo, gli facciamo due coccole e si va mangiare dirigendoci a piedi verso il centro dove abbiamo intenzione di mangiare. (Sono le 22:00 ore locali)
Una volta arrivati ci imbattiamo in tanti ma tanti piccoli locali con “accalappiatore di turisti” annesso, ovviamente sembra convincerci una bella donzella che per poco non litiga con un altro tizio poiché ci aveva visto prima… assurdo! Per la par condicio, cambiamo metodo e cerchiamo un locale senza “accalappiatore” e con tanta gente seduta poiché tanta gente = di solito, mangiar bene… e così infatti fu! Mangiamo ordinando in base alle figure poiché il greco è indecifrabile e fortunatamente ci va bene.
Dopo cena torniamo lentamente in pensione dove prima di prendere sonno Bartolo ci da la buona notte affermando che proseguirà il viaggio con noi!!!!

SALONICCO - PLODVID
L’indomani il Truffo sta meglio e quindi si riparte verso la Bulgaria dove ci aspetta, nella cittadina di Targoviste, una comunità intera. In pratica si tratta di una famiglia squisitissima che io conosco bene poiché facevano da badante al mio caro nonnino, con il quale ho vissuto gli ultimi 9 anni, venuto a mancare nel gennaio 2007. Sono stati a casa con noi per almeno 2 anni e da sempre ci hanno invitato ad andare nella loro terra e questa era l’occasione giusta per farlo.
Si riparte e come si temeva…riprende a piovere.
Arriviamo al confine con la Bulgaria alle ore 14:00 del 5 agosto 2007, confine che attraversiamo senza alcun tipo di difficoltà. Proseguiamo incerti seguendo segnali stradali scritti in cirillico… assurdo capirci qualcosa… sembra arabo. Allunghiamo una cinquantina di km in un territorio dal verde rigoglioso… intanto continua a piovere!
Sono le 15:20, la fame si fa sentire pertanto ci fermiamo a 160 km da Sofia in una sorta di ristorante-trattoria-pub che troviamo per strada. Entriamo e una volta letto (guardato) il menù (i menù risultano essere ben fatti con le foto delle pietanze a colori e ben definite..suppongo sia fatto apposta per i turisti) ordiniamo di tutto forti del cambio a nostro favore, intanto in un lcd al muro scorrono le immagini del gran premio… wow!.
Una volta finito di mangiare ripartiamo… ovviamente sotto la pioggia!
Dopo un oretta circa incontriamo una fila kilometrica di auto e camion fermi… superiamo “alla italiana” ma siamo costretti dopo qualche km a fermarci poiché vi è la polizia bulgara la quale ci avvisa che la strada è interrotta a causa di un incidente. La cosa incredibile e che giustifica tale fila di auto lunga almeno 8 km in una stradina a doppia corsia larga appena 6 metri, è che risulta essere l’unica strada per Sofia! Dopo una buona mezz’ora ripartiamo.
Si fa sera, siamo nei pressi di Sofia e sono quasi le 22, la pioggia non ci ha lasciato un attimo mentre percorriamo una sorta di autostrada che sembra non finire mai. E’ questa la condizione meteo dove io mi sono trovato particolarmente avvantaggiato. Mi basta avvicinarmi leggermente verso il parabrezza e l’acqua non mi lambisce se non nella parte superiore del casco. Gambe e busto perfettamente asciutti e una media di 140km/h mi vedono solo lungo la strada… dopo una mezz’ora rallento per avvisare i restanti che faremo una sosta… ed è proprio durante questa sosta che li riscopro inzuppati fradici manco fossero stati immersi sott’acqua! Bacio il mio X9 mentre il resto del gruppo non si capacita di com’è possibile che con l’asciutto sono spesso in coda e sotto il diluvio non riescono a prendermi.
Si riparte ma è tardino, pertanto neanche stasera riusciamo a raggiungere la meta. Usciamo a Plodvid per una sistemazione notturna. Ci imbattiamo nell’Hotel Europa 3 stelle da 27 euro a notte e immediatamente il gruppo decide di fermarsi. Io propongo di cercare una sistemazione alternativa e magari più economica ma essendo solo non posso che acconsentire.
L’Hotel è bello davvero, le camere hanno pavimenti di moquette, bagno in camera, inserti in legno sulle pareti, tendaggi abbinati perfettamente e grandi vetrate… in Italia sarebbe costato non meno di 70/80 euro a notte. Dopo una doccia spettacolare il Truffo sembra svenuto nel letto in realtà ha la febbre. Ci si addormenta mentre fuori piove a dirotto.

PLODVID - TARGOVISTE
E’ l’indomani, sono le 11:30 e siamo pronti a partire, fuori sembra non piovere ma il cielo promette male.
Alle 14:00 cerchiamo un posticino dove mangiare qualcosa, entriamo in una piccola cittadina dalle strade totalmente allagate. Percorriamo una strada che sembra principale poiché molto larga e con tanto di spartitraffico ma che è totalmente allagata. Nell’X9 l’acqua arriva a coprire le pedane, io tengo il motore alto di giri poiché anche la marmitta è sott’acqua. Il Campisi ovviamente la percorre in piedi ed a una velocità superiore alla nostra e dimenticando di non avere un motoscafo, si bagna dal bacino in giù..menomale che ha la tuta antipioggia.
Ci fermiamo in un localino dove come sempre “osserviamo” i menù fotografici. Risulta molto difficile anche far capire alla cameriera di portare altri menù… ci prova il Truffo che dopo 3 o 4 tentativi rinuncia, passa la mano a Paolo che in due mosse si fa capire. Io prendo una fettona di pane con un uovo fritto sopra, pomodoro e 4 fette di zucchine… buono ma non sufficiente a placare la fame… alla fine ne prenderemo 3 a testa tranne Bartolo il quale per mantenere il fisicaccio prende una sorta di insalatina.
Il bello viene dopo… andiamo a pagare ma non accettano l’euro!!! Alla fine si convincono ad accettare l’euro con un cambio decisamente favorevole per loro ma che resta sempre conveniente per noi… è andata e ripartiamo.
Ci fermiamo per fare una breve “sosta pipì” alle 16:30 dove nel frattempo controlliamo i livelli dell’olio. Indovinate? Dopo 1000 km i GS 1150 sono quasi a zero!!! Il Gt ne ha metà ma riscontra un problema all’abs..in pratica non si attiva se non dopo qualche km… si pensa ad un problema di centralina ma per Bartolo che tiene alla moto come se fosse una figlia femmina, è come se avesse un tumore e il suo umore scende a livelli da funerale. Il GS 1200 è nelle stessa situazione del GT…..mentre il mio ha consumato 50 gr di olio!!!!!! (Grazie Piaggio!) Subito dopo si ricerca un distributore per fare i rabbocchi visto che ovviamente il gruppo non aveva il posto dove mettere una bottiglia di olio di riserva… cosa che avevo io.
Alle 19:00 si arriva a Targoviste, ci fermeremo in un distributore dove abbiamo appuntamento con il capofamiglia (Peter) che puntuale dopo qualche istante spunta in auto con un amico il quale ci saluta festosamente, dopodiché fa una telefonata il quale scopo scopriremo la sera.
Gente meravigliosa, fantastica, dimore umili ma totalmente a nostra disposizione. La “mia” famiglia mi cede la loro casa in tutta la sua totalità, loro dormiranno da parenti. I miei amici vengono accolti come figli a casa della sorella di Peter (Liliana) e pensare che era la prima volta che li vedevano. La piccola comunità vive ad una diecina di km fuori da Targoviste e consiste in un piccolo agglomerato di case molto antiche separate da una strada lunga non più di 400metri. Sembra di stare dentro il set di un film, galline, papere, gatti, cani, mucche, cavalli che vagano liberamente, donne anziane che passeggiano e bambini che giocano con giocattoli rudimentali. Bartolo cerca di capire quale possa essere il problema all’abs, alla fine grazie ad una breve telefonata ad un concessionario di Siracusa, si scopre che il problema risiede nel pedale del freno che non ritorna totalmente al suo posto… qualche spruzzo di “svitol” e via..il problema è risolto e il sorriso spunta grande più che mai nel viso di Bartolo! Si fa ora di cena e dopo una breve rinfrescata si va a tavola. E’ una grande festa, siamo tutti sorridenti e di buon umore, ci fanno assaggiare un loro vino molto buono e varie altre specialità ma il bello viene poco dopo. Ci invitano ad uscire fuori nel piccolo giardino dove vi è una lastra di lamierino con sopra del carbone ardente. Ci spiegano che sotto questa lastra vi è una fossa con una grande teglia con dentro un agnello!!! E’ il loro forno! Ricordate la telefonata a casa al nostro arrivo, bene scopriamo che era lo starbene per scannare l’agnello!!!!!

In quei due giorni abbiamo vissuto un sogno… abbiamo munto le mucche, abbiamo visto uomini trattare i loro animali come figli poiché unica loro fonte di guadagno (un anziano aveva insegnato al suo cavallo a “baciarlo” …tenerissimi). A parte i cavalli e le mucche, tutto il resto aveva “una data di morte” che siano maiali, galline o asini…. Abbiamo scoperto che le lumache in quella zona sono di dimensioni paurose e così a raccoglierne quante più possibile per la cena. Risulteranno talmente tante che Liliana li cucinerà e li metterà in un contenitore che mi consegna alla partenza. Ed è proprio li che la tristezza per la prima volta in questo viaggio, fece capolino. Lasciare quel posto così bello è stata dura, lasciare delle persone così buone, gentili, generose, sorridenti è stata una sofferenza non da poco…una foto di gruppo prima dell’arrivederci e si torna in sella. The show must go on!

TARGOVISTE - COSTINESTI
Si parte alla volta di Varna grandissima città bagnata dal Mar Nero. Arriviamo che sono le 13:00 di giorno 8, la città è grande, maestosa. Attraversiamo un altissimo ponte dove ci veniamo attratti da una piccola folla… ci fermiamo… fanno il salto con l’elastico… .WOW… un po di riprese e si riparte. La città è straordinariamente piena di splendide ragazze vestite alquanto estive.
Carburante e si riparte… alle 15:30 siamo al confine Rumeno, foto di rito sotto il cartello stradale “Romania km 1” e si varca il confine senza problemi.
Alle 16 decidiamo di fermarci per mangiare un boccone, cosa che facciamo sorteggiando a caso uno dei tanti localini per strada nel quale mangiamo petto di pollo e insalatina bagnati da una buona birra rumena.
Si riparte ma alle 18 circa in uno dei tanti paesini molto turistici sulla costa accade qualcosa di tragico comico. Ad una velocità di 30-40 km/h guidiamo distratti da tutto cio che ci circonda quando sento un botto e il bauletto di Bartolo che mi supera sulla sinistra aprendosi …non ho avuto neanche il tempo di ridere che… booommm…si stacca anche il mio rovinando a terra ma fortunatamente senza aprirsi (da notare la differenza tra un Piaggio e un Bmw anche in queste condizioni). Cosa ha causato tutto cio? In pratica le sollecitazioni dei dossi di rallentamento di cui sono pieni zeppi tutti questi paesini, a lungo andare hanno mollato le viti delle staffe baule e il caso ha voluto che sia io che Barolo perdessimo i top case nello stesso dosso!!!
Ci fermiamo e con un piccolo stratagemma sistemo in maniera definitiva il mio bauletto mentre quello di Bartolo ha delle viti con una testa a stella e anche se è stato facile trovare la chiave (che avevo io nella mia cassettina degli attrezzi) è stato abbastanza complicato trovare una vite simile. Ha tentato invano di smontare una vite dalla gs di Paolo, di Salvo trovando il solo Marco acconsenziente. Siamo pronti, si riparte verso il Delta del Danubio, posto che in tanti ci hanno detto essere splendido.
E’ tardi, sarà bene dunque trovare una sistemazione per la notte e siamo nei pressi di Costinesti..entriamo in una sorta di Rimini e subito troviamo per strada persone che vogliono affittarci camere. Contrattiamo, cosa che SEMPRE si deve fare in questo paese, e accettiamo di dormire in due stanze in una sorta di mini residence per 25 euro a notte a cranio… il prezzo è alto per quello che offre ma qui sono troppo abituati ai turisti e sanno bene quanto sono disposti a spendere. Doccia e la sera si esce.
Fuori un casino assurdo… gioventù senza mai finire, ragazze vestite bene e meno bene, discoteche una dietro l’altra e prezzi d’ingresso che non superano mai le 5 euro. Mangiamo tutti insieme in una pizzeria dalle pizze pessime ma credo che qui sia uno standard. Dopo cena si va in giro e dopo una breve discussione si resta solo io e Paolo in giro mentre gli altri vanno a ninna perché domani vogliono partire presto. A noi di partire presto non ci frega un gran che e sfruttiamo l’opportunità di essere in un posto simile, per fare le ore piccole.

COSTINESTI - MURIGHIOL
L’indomani, il 9 agosto, ovviamente i tre partono presto (alle 8) ed io e Paolo restiamo a dormire con l’accordo che li avremmo raggiunti sul Delta del Danubio in serata. Sveglia alle ore 13:00, alle ore 14:00 si va a mangiare qualcosa prima di partire. Percorriamo la stessa strada che la qualche ora prima al buio sembrava un'altra… molta meno gente… ma dove saranno tutti??? Si procede verso la spiaggia ed ecco uno spettacolo che difficilmente scorderemo! Una spiaggia enorme gremita di giovani, il 90% delle ragazze indossa il costume perizomato, il 50% di quel 90% è in topless!!! Le mandibole mie e di Paolo ci cascano alle caviglie!!!!! Spettacolare…! Auto di grossa cilindrata e supersportive sono parcheggiate nei pressi…. alla faccia della Romania povera!
Dobbiamo partire mannaggia a quei tre che sono andati via …mangiamo un boccone simile ad un Kebab e torniamo alle moto che intanto sono circondate di curiosi. Scoprirò in un secondo momento e grazie ad un signore che osservava insistentemente il mio X9, che con la motorizzazione 500cc non viene importato in Romania.
Con gli occhi pieni di bontà… ripartiamo!
Dopo una ventina di km sbagliamo strada e anziché prendere la E87 che ci avrebbe portato dritti a Tulcea, prendiamo una parallela che passa da Corbu dove ci accorgiamo dello sbaglio il quale ci fa perdere un sacco di tempo poiché l’asfalto spesso spariva per lasciare spazio ad uno sterrato degno di un fuoristrada con buche assurde che ne sarebbe bastata una sola perché il mio viaggio finisse li. Pazienza, di contro c’è che siamo tornati indietro nel tempo attraversando paesini dove si paga ancora con il baratto…. incredibile!
Proseguiamo con gli occhi bene aperti e mentre gli amici ci dicono di trovarsi a Murighiol, noi scegliamo il percorso più breve che ci vedrà attraversare Babadag per arrivarvi abbandonando la meta Tulcea.
Ci fermiamo per un gelatino in un piccolo agglomerato di case tra Sarichioi e Sabangia dove scopriamo, grazie ad uno del luogo di nome Ivan il quale vive e lavora a Torino con la sua famiglia, che si tratta di una comunità di russi fuggiti dalla loro nazione parecchi anni fa. Questo nostro amico ci racconta che lui lavora nell’edilizia a Torino e che ogni anno torna nel suo paese insieme a tutta la sua famiglia poiché non riesce a farne a meno. E’ un paesino dove lo stipendio medio è di 300€ e ci racconta che anche per lui cambiò la propria vita con l’avvento dell’euro. Con le lire tornava in patria e praticamente faceva quello che voleva mentre con l’euro se non stai attento sei capace di spendere tutto anche li! Le strade non sono asfaltate per un buon 80%, e tutto il paesino, bagnato da un lago talmente grande che non si vede l’altra sponda, conta non più di un migliaio di anime.
Alle 20:00 arriviamo a Murighiol, chiamiamo gli amici che sono arrivati in mattinata e ceniamo tutti insieme in un locale nei pressi (l’unico aperto).
Qui cominciano i primi problemi tra di noi. Prima di partire si era deciso su grandi linee, quale percorso affrontare. Tale percorso prevedeva la strada fino al Delta del Danubio che avevamo fatto per poi salire verso nord costeggiando il confine moldavo e una volta al nord, proseguire fino all’Ungheria. Purtroppo “qualcuno” non la pensava più così pensando di lasciare il Delta del Danubio per dirigersi velocemente e in unica tappa a Bran, famosa località turistica della Romania poiché vi risiede il castello del Conte Dracula (in realtà scopriremo che vi visse la moglie). Gli animi si accendono poiché io voglio continuare in base al progetto iniziale e i tre (il Truffo in primis, Bartolo e il Campisi) vogliono accorciare la vacanza asserendo che è inutile allungare. Non si è mai capito quale fosse il motivo dell’uso del vocabolo “allungare” in quanto essendo una vacanza e non una spedizione dell’ONU e avendo tanti giorni a disposizione si poteva benissimo seguire il programma iniziale avallato da TUTTI in quel di Siracusa!
Niente da fare, loro l’indomani partiranno per Bran per poi andare di corsa a Budapest e correre veloci verso casa, mentre io e Paolo proseguiamo da soli. Si era pensato di rivederci a Bran dopo due giorni così da continuare il viaggio insieme ma anche questo tentativo fallì miseramente poiché ormai indispettiti, non aspettarono le 12 ore del nostro arrivo. Ma proseguiamo per ordine.
A Murighiol dormiremo in una casetta di legno prenotata per 3 persone dai primi arrivati, quindi io e Paolo si dorme a terra dentro i sacchi a pelo ai piedi dei letti.

Continua nella seconda parte >>>

Testo e foto by: Omar Verderame


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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