Siamo partiti alle ore 10.00 da Locarno
e abbiamo percorso la strada cantonale (la versione Svizzera
alla statale) che porta a Bellinzona, capitale del Canton
Ticino (inciso: dal profilo turistico le uniche cose interessanti
che troverete a Bellinzona sono i castelli, per il resto
dimenticatela soprattutto se vi passate di domenica in
quanto troverete tutto ma proprio tutto chiuso...).
Entrata in autostrada Bellinzona sud ed uscita a Bellinzona
nord, si prosegue sulla cantonale numero 13 in direzione
Mesocco - S. Bernardino (Canton Grigioni) per circa 30Km
in un paesaggio rilassante come lo è pure il fondo
stradale che in alcuni punti spingeva il Silver Wing ad
oltrepassare i canonici 50km/h delle località e
soprattutto gli 80km/h fuori località (secondo
inciso: occhio ai radar perchè in territorio grigionese
si può scherzare su tante cose ma non sulla fantasia
nel piazzare radar in posti assai improbabili ed inoltre,
a livello elvetico, essi sono famosi per la proverbiale
inflessibilità nell'applicare il codice della strada
tra i più "duri" della confederazione
in materia di sanzioni amministrative).
Giunti a Mesocco la prima opzione: continuare sulla strada
cantonale che porta a Pian San Giacomo e San Bernardino
(curve e controcurve che fanno la felicità dei
motociclisti più propensi a dar fondo delle loro
capacità di guida in montagna) oppure prendere
l'autostrada che porta dritti dritti (per modo di dire)
a San Bernardino Villaggio, incantevole meta turistica
che sia d'estate che d'inverno è assai frequentata
da numerosi turisti e che in agosto, complice il fatto
che è situata a 1500 metri d'altitudine è
ambita da coloro che vogliono fuggire dalla canicola estiva.
Giunti lassu' altra opzione: la galleria (circa 8 km
che di questi tempi è più adatta ad essere
percorsa da moto enduro a causa dei lavori in corso) oppure
il Passo del San Bernardino che raggiunge quota 2100 metri
d'altitudine; sulla caratteristica stradale rinvio al
segmento relativo al tratto Mesocco - S.Bernardino...
.
Una volta ridisceso il passo (oppure per mezzo della galleria)
si può proseguire in direzione Thusis utilizzando
sia la strada cantonale numero 13 oppure l'autostrada
(A13/E35) a seconda del vostro interesse paesaggistico
e della disponibilità di tempo. Utilizzando la
strada cantonale si potranno ammirare le gole presenti
nella vallata (la strada è chiamata pure la Via
Mala) piuttosto caratteristiche.
Giunti a Thusis (dove non vi è nulla di interessante
da segnalare a parte un gran caldo) si prende la direzione
Tiefencastel e ci addentriamo nella valle dell'Albula
dove potrete scorgere numerose scritte in lingua romancia
in quanto ci troviamo in una regione la cui lingua ufficiale
è ancora il romancio (anche se sta progressivamente
scomparendo a causa dell'invasione crucconica...).
Da Tiefencastel si punta in direzione Albulapass e si
inizia a risalire su di una strada di epoca romanica fortunatamente
riaggiustata; certo che in alcuni punti fa specie notare
che siamo proprio sotto la montagna la quale è
stata letteralmente tagliata per permettere il transito
di veicoli. Dopo qualche centinaio di curve eccoci giunti
a Bergün/Bravuogn piccola ma ridente cittadina della
valle dove accanto a case di nuova costruzione (per la
verità non molte ma più o meno tutte edificate
con buon gusto) vi sono ancora vere e proprie case patriarcali
abitati da gente del luogo che vive di pastorizia e...
piste da slitta da brivido; infatti se vi capiterà
di passare in inverno troverete tutto il paese invaso
da gente esaltata per lo slittino (io sono tra quelli)
in quanto Bergün è rinomato per le sue piste
da slittino (2 piste da 5km ciascuna) di cui una è
stata rinominata la Lauberhorn della slitta (chi si intende
di sci capirà il motivo di questo nome). Altra
piccola ma interessante particolarità del paese;
gli agricoltori hanno ancora ben radicato un approccio
basato sull'onestà della persona che potrete trovare
dei frigoriferi a cielo aperto forniti di loro prodotti
(latte, burro, yogurt, miele, salami ecc...) ed accanto
una cassa per mettere i soldi senza che nei dintorni ci
sia una persona che si occupi di controllare che paghiate
o meno... .
Proseguiamo comunque per la strada ed arriviamo a salire
sempre più in un paesaggio di eccezionale bellezza
sino a quasi la cima del passo dove la natura cede il
passo alle rocce e agli stambecchi e raggiungiamo cosi'i
2315 metri del Passo dell'Albula. Il posto di per se non
è particolarmente attraente se paragonato con altri
passi (ad es. San Gottardo) però vi è un
laghetto che in annate "normali" è molto
fresco per rinfrescarsi, quest'estate invece il laghetto
era ridotto ad uno stagno e per nulla invitante.
Si ridiscende dal passo per circa una ventina di minuti
e si raggiunge l'Engadina (qualcuno non ha mai sentito
parlare di S.Moritz?). Il primo paese che incontriamo
è La Punt-Chamues ch (giuro che non è un
errore di battitura). Tutta la vallata pianeggiante è
composta da case in stile engadinese (utilizzando legno
e sasso) e circondata da fiume e prati; per me è
il massimo. In 15 minuti viaggiamo per questo posto incantevole
e raggiungiamo St. Moritz appunto. Cittadina magnifica
che nonostante il continuo aumento delle abitazioni soprattutto
di vacanze e la proverbiale mondanità riconosciutale
rimane un posto molto gradevole per soggiornare grazie
al clima (1815 metri di altitudine) che d'estate permette
numerose escursioni anche motociclistiche di cui parleremo
un'altra volta (troppo lungo l'elenco per menzionarli
tutti).
Dopo una bella pausa ed un giretto per le vie si riparte
alla volta di Silvaplana che ci porterà successivamente
e rapidamente (considerato che ci troviamo a più
di 1800 metri di altitudine) sul passo dello Julier posto
a 2383 metri. Dall'ospizio del passo si può scorgere
la vallata sottostante che ci permetterà di gustare
in anteprima le innumerevoli curve e tornanti che ci attendono.
La discesa infatti è assai lunga e ci porta dai
circa 2400 metri del passo ai 700-800 di Thusis scendendo
attraverso paesini che negli ultimi 50 anni non si sono
per nulla evoluti mentre che altri quali ad es. Savognin
ha conosciuto un buon sviluppo turistico portato dagli
sport invernali (altre discese con lo slittino da brivido...).
Giunti a Thusis abbiamo ripreso l'autostrada che ci ha
riportati a San Bernardino e successivamente a Bellinzona.
La medesima autostrada raggiunge di seguito Lugano, Chiasso
e la dogana che successivamente porta a Como.
Spero che tutti gli amanti dello scooter e delle montagne
possano aver trovato lo spunto per intraprendere una simile
escursione mi permetto di aggiungere qualche consiglio:
1. Lo scooter dovrebbe avere una cilindrata minima di
200cc in quanto vedo assai difficoltoso superare i passi
con un 125cc; il mio compagno d'avventura possiede un
Yamaha Majesty 250 ed ha funzionato egregiamente; gli
unici problemi erano i sorpassi quando la strada era piuttosto
ripida; egli era accompagnato dalla sua fidanzata
2. Portatevi degli indumenti pesanti; domenica 10.8.2003
a Locarno vi erano 35 gradi ma sul passo dello Julier
la temperatura era meno della metà e senza giacca
o maglione pesante le conseguenze potrebbero essere poco
piacevoli.
3. Occhio al fondo stradale che sul passo dell'Albula
è assai sconnesso per cui prendete la gita con
la dovuta calma e non azzardate sorpassi da esaltati perchè
il rischio di incidenti è assai elevato.
La funzionalità del mio SW:
comodità eccezionale, sono sceso dalla sella e
non ero per nulla stanco come pure mia moglie. Piuttosto
silenzioso, durante i rettilinei ed i percorsi veloci
era una scheggia, quando si è trattato di metterlo
alla prova sul percorso di montagna ha mostrato dei limiti,
a giudizio di un imbranato come il sottoscritto, derivati
dal peso non indifferente del mezzo. I consumi, si sa,
per il SW non rappresentano il punto forte del motoveicolo
per cui mi sono limitato semplicemente ...a non calcolarli.
Un saluto a tutti ed alla prossima
Testo by Roberto
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