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Gran San Bernardo

 

 

 


ogense (DK), il postino

 

 

 


Porta colorata (DK)

 

 

 


Casa con tetto in paglia (DK)

 

 

 


Svezia, pontile sull'isola

 

 

 


Vastervik (S)

 

 

 


sul traghetto S - DK

 

 

IN SINTESI

Scooter: Piaggio Beverly 500
Periodo: agosto 2007
Km: 4526
Consumo: 21,4 km/lit
Tempo: 11 giorni
Difficoltà: nessuna

 

 · SVEZIA E DANIMARCA
 
by Enrico Ruggeri
03/09/008

Svezia! Era un po’ che ci pensavo anche e specialmente per andare trovare i miei parenti che non vedevo da 15 anni, l’avevo pensato come uno dei viaggi “da fare assolutamente” con lo scooter anzi la decisione presa due anni fa di passare ad un 500 di cilindrata era anche in funzione di questo viaggio, dopo di che mi rimangono due desideri : Capo Nord e l’isola di Man.
Questo viaggio aveva principalmente questo scopo, voglio comunque scrivere questa breve relazione per fornire alcuni spunti di viaggio (anche se per me è stato più che altro un trasferimento), fornire qualche dato sui costi e, non ultimo, fare un confronto tra il viaggio con il mio Beverly 500 (prima serie) ed il mio viaggio in Danimarca e Alsazia del 2003 con la Vespa ET4, nel cui racconto potrete trovare dati più dettagliati sui percorsi.

IL VIAGGIO
Primo giorno. La partenza è stata fissata il 13 agosto per evitare il traffico del weekend di ferragosto, partenza alle 6:40 ovvero esattamente due ore dopo la mia partenza in Vespa di quattro anni fa. Il percorso praticamente lo stesso con la variante del valico del Gran San Bernardo piuttosto del tunnel (anche al ritorno) e senza la deviazione per l’autostrada francese. Strasburgo veniva superata anche qua verso l’una del pomeriggio, alla 17 arrivo a Homberg Eftze, poco prima di Kassel, dove l’anno scorso avevo dormito in un Hotel molto economico: l’hotel era chiuso, non so se per ferie o altro, ma ho trovato un altro hotel tranquillo e decoroso (38 Euro la camera doppia con colazione), ancora più sorprendete la cena nel ristorante vicino, 11,80 euro, un secondo con contorno, birra e caffè!
Secondo giorno. Destinazione finale sarà la tappa a Odense (dk) dal mio amico, la partenza verso le 8 e 30 dopo un' abbondante colazione, poco traffico anche verso Amburgo, arrivo a Odense verso le 16:30, dopo frequenti soste proprio per non arrivare troppo in anticipo. Autostrade scorrevolissime, veloci (qualche puntata verso i 150/160 km/h), con una sorpresa: in controtendenza al resto d’Europa la Danimarca ha aumentato il limite di velocità in autostrada, da 120 a 130 km/h, salvo limiti locali. Più traffico del previsto in Danimarca, il mio amico né da la causa proprio ai nuovi ponti/tunnel di collegamento.
Terzo giorno. Fermo a Odense, giro al mattino a Bogense, piccola cittadina turistica a nord ovest dell’isola di Fyn, pomeriggio in centro città.
Quarto giorno. Verso le 7 del mattino parto da Odense, destinazione Svezia, attraverso il ponte a pagamento (tutti i costi verranno indicati in seguito) verso l’isola di Copenaghen e da qui (parecchio traffico) il tunnel + ponte (a pagamento) che porta Malmo (S), il casello è sul lato svedese. In realtà forse non era la strada migliore visto che comunque dovevo tornare verso Helsingborg (S) per poi risalire verso Linköping dove abitano i miei parenti, ma lo scopo era di provare questo nuovo passaggio. Il percorso da Malmo a Helsingborg, 65 km, è particolarmente noioso, brughiera senza fiori (colpa forse della stagione), tempo grigio (ma non pioggia). Arrivati a Helsingborg punto verso Nord e qua il paesaggio dopo pochi km cambia completamente, la brughiera lascia il posto a foreste infinite, bellissime, tanto da invogliarmi ad uscire per fare benzina e cercare una banca piuttosto che fare tutto in autostrada. Bellissimo è il passaggio nei pressi di Jonköping, con vista su un magnifico lago. Il limite autostradale svedese è molto basso, 110 km/h, non sembra che lo rispettino in molti, anzi, diciamo che 120/130 km di tachimetro li fanno tutti, nella massa… Alle 15 del pomeriggio arrivo a Linkoping, esattamente all’ora prevista.
Quinto giorno. Fermo a Linköping sino al pomeriggio, giro in centro e poi verso le 17 parto per andare a passare il weekend in un isoletta dove un mio cugino ha comperato una casa. Lascio lo scooter in città perché l’isola si raggiunge solo in motoscafo (non sono ammessi mezzi a motore a meno di problemi di salute).
Sesto e settimo giorno. Passati sull’isola, grandi mangiate, passeggiate, bagni e gite in motoscafo, tra cui una a Västervik, città molto carina sulla costa est dove si fanno anche dei raduni motociclistici. Alla sera della domenica torno a Linköping.
Ottavo giorno. Parto alle sette di mattina per tornare in Danimarca, decido questa volta di usare il traghetto tra Helsingborg (S) e Helsing?r (DK), l’attraversata dura solo 20 minuti. Nel porto di Helsing?r il presunto castello di Amleto. Punto verso Copenaghen dove intendo fare un giro per non arrivare a Odense troppo presto, prima mi fermo a Skodsborg, piccolo paese a nord di Copenaghen, per incontrare un altro amico e fare pranzo con lui, raggiungo Copenaghen per la bellissima litoranea, parcheggio vicino alla Sirenetta e la giro a piedi. Riparto nel pomeriggio con destinazione Odense, ma prima mi fermo, come faccio sempre, a Sorø per visitare un magnifico parco vicino ad un’altrettanto bella chiesa e sedermi mezz’ora sulla panchina e a dare qualcosa da mangiare alle anatre, è una cosa che mi rilassa sempre. Arrivo a Odense verso le 19.
Nono giorno. Mi fermo a Odense tutto il giorno.
Decimo giorno. Avrei dovuto con il mio amico fare un giro in scooter, in moto lui, dell’isola di Fyn ma improvvisi impegni lavorativi non gli consento di farlo. Decido allora di partire, alle 6:30 del mattino, con destinazione Strasburgo, che raggiungerò, dopo varie soste, verso le 19. Durante il viaggio, poco dopo Amburgo, prendo l’unica pioggia del viaggio, i 15 km per altro neanche particolarmente intensa. Viaggio molto fortunato da questo punto di vista. Strasburgo è come al solito magnifica, anzi alcuni lavori, come il restauro della stazione, l’hanno resa ancora più bella. Solito albergo e poi in centro per una cena abbondante, di solito salto praticamente pranzo durante i trasferimenti lunghi.
Undicesimo giorno, l’ultimo. Parto da Strasburgo alle 11 del mattino, dopo aver comperato qualche altro ricordino. Arrivo in campagna, vicino a Torino, alle 19:15.

QUALCHE DATO
- 4526 i km percorsi
- 907 km da Torino a Homberg, 658 da Homberg a Odense, 642 da Odense a Linköping (via Malmo), 616 per il contrario (via Helsingborg), 1026 da Odense a Strasburgo, 576 da Strasburgo alla campagna (40 km a est di Torino)
- Più di 10 euro è il costo di sola andata della Torino – Aosta, mentre con solo 40 CHF (26 euro) compri la “vignette” svizzera per girare tutto l’anno (più di 500 km solo in questo viaggio), uno scandalo!
- 105 dkk (14,11) euro per il ponte tra l’isola di Odense e quella di Copenaghen (ma è pur sempre un’opera di ingegneria mastodontica e con notevoli costi di manutenzione )
- 135 dkk (18,14 euro) per il tunnel sotto il mare + ponte tra Copenaghen e Malmo (idem)
- Gratis sono le autostrade tedesche, danesi e svedesi
- 26 sek (2,77 euro! Avete capito bene), il costo del traghetto tra Helsingborg (S) e Helsing?r (DK), qua una nota: il casellante mi ha chiesto che cosa era quello che guidavo (i maxi scooter sono oltremodo rari al nord), ed il prezzo mi è stato detto dopo la mia risposta “è uno scooter”, un paio di motociclisti di Pinerolo, su una Varadero, hanno speso invece 150 sek (15,99 euro) che comunque è poco per un traghetto seppur breve.
- Il consumo medio è stato di 21,4 km/litro, il minimo di 24,3 km/litro ed il massimo di 18,6 km/litro (che coincide con i tratti al 140/150 km/h). Tutti i consumi sono stati misurati da pieno a pieno.
- Il costo della benzina è più o meno uguale in tutta Europa, fatta eccezione per la Svizzera dove si risparmia abbastanza. Ho trovato, e praticamente sempre usato, la V-Power in tutti i paesi
- Mediamente viaggiavo sui 120 km/h, velocità in cui si viaggia rilassati e con un margine si sicurezza per i sorpassi.

LO SCOOTER E L'ABBIGLIAMENTO
Il Beverly 500, che alla fine del viaggio ha superato i 36000 km, si è comportato benissimo, nessun problema, quasi nessun consumo d’olio a parte qualcosa dopo il tratto più veloce. Prima di partire avevo solo fatto il cambio olio e filtro (un olio fresco si consuma meno). I consumi non sono quelli della Vespa ma tutto sommato per le prestazioni raggiungibili accettabili (vedi sopra). Ho superato i 12000 km di cambio medio della cinghia del variatore ma essendo un viaggio lungo, ovvero senza stress cittadini, non ho avuto problemi. Ovviamente il confronto con la Vespa ET4 150 è impietoso, specialmente per la natura autostradale di questo viaggio (addirittura ho pensato che partendo alle 4 sarei riuscito ad arrivare in Danimarca entro mezzanotte), ma con un’andatura turistica le differenze di attenuano; con eventuale passeggero invece non ci sarebbe proprio storia.
Come parabrezza ho usato quello nuovo Piaggio di misura ridotta, sono stato a lungo indeciso con quello da scudo originale (il Givi invernale è inusabile in autostrada oltre i 90 km/h), più silenzioso e performante, ma ho privilegiato avere gli occhi fuori dal profilo in caso di pioggia.
La sella non è comodissima, si tende a scivolare in avanti, in parte questo è dovuto alla mia abitudine, dovuta anche alla mia altezza (1,73), di guidare in città in punta di sella, ad onor del vero forzando l’andatura arretrata dopo un po’ la sella ha trovato la forma rendendo il viaggio più confortevole.
Per il bagaglio, oltre ad usare il bauletto Kappa di 46 litri, ho acquistato due borse morbide della Givi (che vedete nella foto). Ne sono stato molto contento, sia della capacità di carico sia della stabilità (in teoria velocità massima ammessa di 120 Km/h ma anche ai 140/150 non si sono mosse di un millimetro). Non so nulla della tenuta con la pioggia, la Givi fornisce compreso del prezzo anche delle coperture ma in tal caso penso la velocità ammessa diminuisca drasticamente visto che non mi sembrano molto fissabili (in tal caso consiglio di portarsi quattro cinghie per fissarli meglio); comunque i 15 km di pioggia li hanno sopportati senza danni. La soluzione borse inoltre consente di spostare il baricentro in posizione più favorevole rispetto al solo bauletto (che nel mio caso ha anche un piccolo portapacchi Givi che non ho mai usato, a parte per appoggiarci il casco, molto comodo comunque per questo). Il vano sottosella è stato usato solo per l’eventuale abbigliamento da pioggia, i carica batteria per cellulare ed i guanti di scorta, non ci starebbe comunque altro.
La temperatura fantastica per tutto il viaggio, mai troppo fredda mai troppo calda, mi ha consentito pochissime variazioni di abbigliamento, in pratica solo con o senza golfino, con o senza copripantaloni (in pratica usato solo al mattino presto). Ho usato la mia storica giacca da moto Clover, compagna di molti viaggi, a cui non ho mai dovuto rimuovere l’imbottitura interna. Avevo due paia di guanti di diverso spessore più un paio di guanti in gomma nera per l’eventuale pioggia. Ai piedi un paio di stivali da moto, niente di tecnico, solo in cuoio un po’ spesso e resi impermeabili con il grasso.
Il casco è stato un trasformabile Caberg, modello Rynho, con doppia visiera, che si è dimostrata molto comoda per i passaggi sole/nuvole, non silenziosissimo ma forse anche il parabrezza piccolo contribuiva ad aumentare il rumore.

CONCLUSIONE
Vorrei aggiungere una doverosa conclusione: non ho mai trovato in nessuno dei paesi visitati limiti di velocità assurdi come da noi, dove i limiti sembra siano messi esclusivamente per fare delle multe e non per salvaguardare le persone. I limiti all’estero sono razionali ovvero i limiti cittadini ci sono solo in città e non nelle statali, la presenza di un limite è sempre giustificato da particolari condizioni, i cartelli sono sempre ben visibili e si ha sempre la coscienza di quale sia il limite in un determinato tratto di strada. Inoltre i cartelli di indicazione sono sempre ben visibili. Le piazzole sull’autostrada sono spesso ombreggiate con i servizi. Forse i nostri governanti dovrebbero imparare qualcosa…
Un’altra considerazione è sui prezzi: l’impressione che ci stanno prendendo in giro, i media prima di tutto, la Germania costa molto meno che da noi, mangiare al ristorante a Copenaghen, parlo di ristoranti decorosi, costa sotto i 25 euro. Ho provato anche solo in un supermercato in Svezia a fare qualche confronto con noi: la carne costava la metà, la verdura, quasi tutta di importazione, uguale ed il loro reddito medio è molto più alto che da noi. Anche la benzina costa uguale (meno in Svizzera).

Testo e foto by: Enrico Ruggeri



Arrivo in Danimarca, Flensburg

 

 

 


Bogense (DK)

 

 

 


Fiori (DK)

 

 

 


Lago in Svezia

 

 

 


Vastervik (S)

 

 

 


Svezia, casola su isoletta

 

 

 


Il castello di Amleto (DK)

 

 

 


Verso Copenaghen

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