| Svezia! Era un po’ che
ci pensavo anche e specialmente per andare trovare
i miei parenti che non vedevo da 15 anni, l’avevo
pensato come uno dei viaggi “da fare assolutamente”
con lo scooter anzi la decisione presa due anni
fa di passare ad un 500 di cilindrata era anche
in funzione di questo viaggio, dopo di che mi rimangono
due desideri : Capo Nord e l’isola di Man.
Questo viaggio aveva principalmente questo scopo,
voglio comunque scrivere questa breve relazione
per fornire alcuni spunti di viaggio (anche se per
me è stato più che altro un trasferimento),
fornire qualche dato sui costi e, non ultimo, fare
un confronto tra il viaggio con il mio Beverly
500 (prima serie) ed il mio viaggio
in Danimarca e Alsazia del 2003 con la Vespa
ET4, nel cui racconto potrete trovare dati più
dettagliati sui percorsi.
IL VIAGGIO
Primo giorno. La partenza
è stata fissata il 13 agosto per evitare
il traffico del weekend di ferragosto, partenza
alle 6:40 ovvero esattamente due ore dopo la mia
partenza in Vespa di quattro anni fa. Il percorso
praticamente lo stesso con la variante del valico
del Gran San Bernardo piuttosto del tunnel (anche
al ritorno) e senza la deviazione per l’autostrada
francese. Strasburgo veniva superata anche qua verso
l’una del pomeriggio, alla 17 arrivo a Homberg
Eftze, poco prima di Kassel, dove l’anno scorso
avevo dormito in un Hotel molto economico: l’hotel
era chiuso, non so se per ferie o altro, ma ho trovato
un altro hotel tranquillo e decoroso (38 Euro la
camera doppia con colazione), ancora più
sorprendete la cena nel ristorante vicino, 11,80
euro, un secondo con contorno, birra e caffè!
Secondo giorno. Destinazione
finale sarà la tappa a Odense (dk) dal mio
amico, la partenza verso le 8 e 30 dopo un' abbondante
colazione, poco traffico anche verso Amburgo, arrivo
a Odense verso le 16:30, dopo frequenti soste proprio
per non arrivare troppo in anticipo. Autostrade
scorrevolissime, veloci (qualche puntata verso i
150/160 km/h), con una sorpresa: in controtendenza
al resto d’Europa la Danimarca ha aumentato
il limite di velocità in autostrada, da 120
a 130 km/h, salvo limiti locali. Più traffico
del previsto in Danimarca, il mio amico né
da la causa proprio ai nuovi ponti/tunnel di collegamento.
Terzo giorno. Fermo
a Odense, giro al mattino a Bogense, piccola cittadina
turistica a nord ovest dell’isola di Fyn,
pomeriggio in centro città.
Quarto giorno. Verso
le 7 del mattino parto da Odense, destinazione Svezia,
attraverso il ponte a pagamento (tutti i costi verranno
indicati in seguito) verso l’isola di Copenaghen
e da qui (parecchio traffico) il tunnel + ponte
(a pagamento) che porta Malmo (S), il casello è
sul lato svedese. In realtà forse non era
la strada migliore visto che comunque dovevo tornare
verso Helsingborg (S) per poi risalire verso Linköping
dove abitano i miei parenti, ma lo scopo era di
provare questo nuovo passaggio. Il percorso da Malmo
a Helsingborg, 65 km, è particolarmente noioso,
brughiera senza fiori (colpa forse della stagione),
tempo grigio (ma non pioggia). Arrivati a Helsingborg
punto verso Nord e qua il paesaggio dopo pochi km
cambia completamente, la brughiera lascia il posto
a foreste infinite, bellissime, tanto da invogliarmi
ad uscire per fare benzina e cercare una banca piuttosto
che fare tutto in autostrada. Bellissimo è
il passaggio nei pressi di Jonköping, con vista
su un magnifico lago. Il limite autostradale svedese
è molto basso, 110 km/h, non sembra che lo
rispettino in molti, anzi, diciamo che 120/130 km
di tachimetro li fanno tutti, nella massa…
Alle 15 del pomeriggio arrivo a Linkoping, esattamente
all’ora prevista.
Quinto giorno. Fermo
a Linköping sino al pomeriggio, giro in centro
e poi verso le 17 parto per andare a passare il
weekend in un isoletta dove un mio cugino ha comperato
una casa. Lascio lo scooter in città perché
l’isola si raggiunge solo in motoscafo (non
sono ammessi mezzi a motore a meno di problemi di
salute).
Sesto e settimo giorno.
Passati sull’isola, grandi mangiate, passeggiate,
bagni e gite in motoscafo, tra cui una a Västervik,
città molto carina sulla costa est dove si
fanno anche dei raduni motociclistici. Alla sera
della domenica torno a Linköping.
Ottavo giorno. Parto
alle sette di mattina per tornare in Danimarca,
decido questa volta di usare il traghetto tra Helsingborg
(S) e Helsing?r (DK), l’attraversata dura
solo 20 minuti. Nel porto di Helsing?r il presunto
castello di Amleto. Punto verso Copenaghen dove
intendo fare un giro per non arrivare a Odense troppo
presto, prima mi fermo a Skodsborg, piccolo paese
a nord di Copenaghen, per incontrare un altro amico
e fare pranzo con lui, raggiungo Copenaghen per
la bellissima litoranea, parcheggio vicino alla
Sirenetta e la giro a piedi. Riparto nel pomeriggio
con destinazione Odense, ma prima mi fermo, come
faccio sempre, a Sorø per visitare un magnifico
parco vicino ad un’altrettanto bella chiesa
e sedermi mezz’ora sulla panchina e a dare
qualcosa da mangiare alle anatre, è una cosa
che mi rilassa sempre. Arrivo a Odense verso le
19.
Nono giorno. Mi fermo
a Odense tutto il giorno.
Decimo giorno. Avrei
dovuto con il mio amico fare un giro in scooter,
in moto lui, dell’isola di Fyn ma improvvisi
impegni lavorativi non gli consento di farlo. Decido
allora di partire, alle 6:30 del mattino, con destinazione
Strasburgo, che raggiungerò, dopo varie soste,
verso le 19. Durante il viaggio, poco dopo Amburgo,
prendo l’unica pioggia del viaggio, i 15 km
per altro neanche particolarmente intensa. Viaggio
molto fortunato da questo punto di vista. Strasburgo
è come al solito magnifica, anzi alcuni lavori,
come il restauro della stazione, l’hanno resa
ancora più bella. Solito albergo e poi in
centro per una cena abbondante, di solito salto
praticamente pranzo durante i trasferimenti lunghi.
Undicesimo giorno, l’ultimo.
Parto da Strasburgo alle 11 del mattino, dopo aver
comperato qualche altro ricordino. Arrivo in campagna,
vicino a Torino, alle 19:15.
QUALCHE DATO
- 4526 i km percorsi
- 907 km da Torino
a Homberg, 658 da Homberg a Odense, 642 da Odense
a Linköping (via Malmo), 616 per il contrario
(via Helsingborg), 1026 da Odense a Strasburgo,
576 da Strasburgo alla campagna (40 km a est di
Torino)
- Più di 10
euro è il costo di sola andata della Torino
– Aosta, mentre con solo 40 CHF (26 euro)
compri la “vignette” svizzera per girare
tutto l’anno (più di 500 km solo in
questo viaggio), uno scandalo!
- 105 dkk (14,11) euro
per il ponte tra l’isola di Odense e quella
di Copenaghen (ma è pur sempre un’opera
di ingegneria mastodontica e con notevoli costi
di manutenzione )
- 135 dkk (18,14 euro)
per il tunnel sotto il mare + ponte tra Copenaghen
e Malmo (idem)
- Gratis sono le autostrade
tedesche, danesi e svedesi
- 26 sek (2,77 euro!
Avete capito bene), il costo del traghetto tra Helsingborg
(S) e Helsing?r (DK), qua una nota: il casellante
mi ha chiesto che cosa era quello che guidavo (i
maxi scooter sono oltremodo rari al nord), ed il
prezzo mi è stato detto dopo la mia risposta
“è uno scooter”, un paio di motociclisti
di Pinerolo, su una Varadero, hanno speso invece
150 sek (15,99 euro) che comunque è poco
per un traghetto seppur breve.
- Il consumo medio
è stato di 21,4 km/litro, il minimo di 24,3
km/litro ed il massimo di 18,6 km/litro (che coincide
con i tratti al 140/150 km/h). Tutti i consumi sono
stati misurati da pieno a pieno.
- Il costo della benzina
è più o meno uguale in tutta Europa,
fatta eccezione per la Svizzera dove si risparmia
abbastanza. Ho trovato, e praticamente sempre usato,
la V-Power in tutti i paesi
- Mediamente viaggiavo
sui 120 km/h, velocità in cui si viaggia
rilassati e con un margine si sicurezza per i sorpassi.
LO SCOOTER E L'ABBIGLIAMENTO
Il Beverly 500, che
alla fine del viaggio ha superato i 36000 km, si
è comportato benissimo, nessun problema,
quasi nessun consumo d’olio a parte qualcosa
dopo il tratto più veloce. Prima di partire
avevo solo fatto il cambio olio e filtro (un olio
fresco si consuma meno). I consumi non sono quelli
della Vespa ma tutto sommato per le prestazioni
raggiungibili accettabili (vedi sopra). Ho superato
i 12000 km di cambio medio della cinghia del variatore
ma essendo un viaggio lungo, ovvero senza stress
cittadini, non ho avuto problemi. Ovviamente il
confronto con la Vespa ET4 150 è impietoso,
specialmente per la natura autostradale di questo
viaggio (addirittura ho pensato che partendo alle
4 sarei riuscito ad arrivare in Danimarca entro
mezzanotte), ma con un’andatura turistica
le differenze di attenuano; con eventuale passeggero
invece non ci sarebbe proprio storia.
Come parabrezza ho
usato quello nuovo Piaggio di misura ridotta, sono
stato a lungo indeciso con quello da scudo originale
(il Givi invernale è inusabile in autostrada
oltre i 90 km/h), più silenzioso e performante,
ma ho privilegiato avere gli occhi fuori dal profilo
in caso di pioggia.
La sella non è comodissima, si tende a scivolare
in avanti, in parte questo è dovuto alla
mia abitudine, dovuta anche alla mia altezza (1,73),
di guidare in città in punta di sella, ad
onor del vero forzando l’andatura arretrata
dopo un po’ la sella ha trovato la forma rendendo
il viaggio più confortevole.
Per il bagaglio, oltre ad usare il bauletto
Kappa di 46 litri, ho acquistato due
borse morbide della Givi (che vedete nella
foto). Ne sono stato molto contento, sia della capacità
di carico sia della stabilità (in teoria
velocità massima ammessa di 120 Km/h ma anche
ai 140/150 non si sono mosse di un millimetro).
Non so nulla della tenuta con la pioggia, la Givi
fornisce compreso del prezzo anche delle coperture
ma in tal caso penso la velocità ammessa
diminuisca drasticamente visto che non mi sembrano
molto fissabili (in tal caso consiglio di portarsi
quattro cinghie per fissarli meglio); comunque i
15 km di pioggia li hanno sopportati senza danni.
La soluzione borse inoltre consente di spostare
il baricentro in posizione più favorevole
rispetto al solo bauletto
(che nel mio caso ha anche un piccolo portapacchi
Givi che non ho mai
usato, a parte per appoggiarci il casco, molto comodo
comunque per questo). Il vano sottosella è
stato usato solo per l’eventuale abbigliamento
da pioggia, i carica batteria per cellulare ed i
guanti di scorta, non ci starebbe comunque altro.
La temperatura fantastica per tutto il viaggio,
mai troppo fredda mai troppo calda, mi ha consentito
pochissime variazioni di abbigliamento, in pratica
solo con o senza golfino, con o senza copripantaloni
(in pratica usato solo al mattino presto). Ho usato
la mia storica giacca da moto
Clover, compagna di molti viaggi, a cui non
ho mai dovuto rimuovere l’imbottitura interna.
Avevo due paia di guanti di diverso spessore più
un paio di guanti in gomma nera per l’eventuale
pioggia. Ai piedi un paio di stivali da moto, niente
di tecnico, solo in cuoio un po’ spesso e
resi impermeabili con il grasso.
Il casco è stato un trasformabile Caberg,
modello Rynho, con doppia visiera, che si
è dimostrata molto comoda per i passaggi
sole/nuvole, non silenziosissimo ma forse anche
il parabrezza piccolo contribuiva ad aumentare il
rumore.
CONCLUSIONE
Vorrei aggiungere una doverosa conclusione: non
ho mai trovato in nessuno dei paesi visitati limiti
di velocità assurdi come da noi, dove i limiti
sembra siano messi esclusivamente per fare delle
multe e non per salvaguardare le persone. I limiti
all’estero sono razionali ovvero i limiti
cittadini ci sono solo in città e non nelle
statali, la presenza di un limite è sempre
giustificato da particolari condizioni, i cartelli
sono sempre ben visibili e si ha sempre la coscienza
di quale sia il limite in un determinato tratto
di strada. Inoltre i cartelli di indicazione sono
sempre ben visibili. Le piazzole sull’autostrada
sono spesso ombreggiate con i servizi. Forse i nostri
governanti dovrebbero imparare qualcosa…
Un’altra considerazione è sui prezzi:
l’impressione che ci stanno prendendo in giro,
i media prima di tutto, la Germania costa molto
meno che da noi, mangiare al ristorante a Copenaghen,
parlo di ristoranti decorosi, costa sotto i 25 euro.
Ho provato anche solo in un supermercato in Svezia
a fare qualche confronto con noi: la carne costava
la metà, la verdura, quasi tutta di importazione,
uguale ed il loro reddito medio è molto più
alto che da noi. Anche la benzina costa uguale (meno
in Svizzera).
Testo e foto by: Enrico
Ruggeri
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