| Per il 4° anno consecutivo,
io e Paola abbiamo intenzione di fare una vacanza in scooter,
e di conseguenza ci capita di cercare su internet spunti
per le nostre mete. Anche se in ritardo quindi, abbiamo
deciso di raccontare la nostra esperienza di viaggio della
scorsa estate.
Ci siamo imbarcati, col nostro Beverly 500 Piaggio, sul
traghetto Civitavecchia-Barcellona,
una rotta da poco inaugurata, e decisamente comoda per
chi vuola pensare alla penisola iberica senza sprecare
giorni preziosi di vacanza ad arrivarci via terra.
Spaventati dal caldo dell'estate precedente (eravamo in
Sardegna) abbiamo optato per la Spagna del Nord (Catalogna,
Aragona e Paesi Baschi).
6 Agosto - partenza
7 Agosto - arrivo a Barcelona,
che contiamo di visitare al ritorno prima di imbarcarci
di nuovo, anche perchè la conosciamo già
(ma non stanca mai!). Subito in direzione Calella
de Palafrugell, nella parte meno turisticizzata della
Costa
Brava. 145km di strada costiera, che nell'ultimo tratto
(da Tossa de Mar in poi) diventa un continuo arrampicarsi
di curve a strapiombo (sembra la costiera amalfitana)
davvero suggestivo e gradevolissimo. Tra l'altro la strada,
e questa è stata una costante di tutto il viaggio,
è in condizioni ottime. A Calella avevamo prenotato
via Internet un albergo, in quanto prima di ferragosto
non volevamo correre il rischio di passare ore a cercare
una sistemazione.
8 Agosto - Avendo previsto
due notti di sosta a Calella, ci mettiamo in sella (finalmente
scarichi di bagagli) alla ricerca di posti suggestivi,
di cui questa parte della Costa Brava è ricca,
per un bel bagno e qualche escursione. Arriviamo a Fornells,
villaggio di pescatori molto raccolto (come Calella) totale
35km, tanto per prendere ritmo.
9 Agosto - Partiamo per
Girona, nostra prima meta verso l'interno. I circa 70km
percorsi sono gradevoli, in un paesaggio piacevole che
diventa ben presto collinare e verdeggiante. Girona
merita una visita accurata, ha un centro storico medievale
molto bello, ed essendo una città universitaria
ha molto da offrire ai turisti, anche se si svuota un
po' d'estate. Nel pomeriggio, per combattere il caldo
delle ore di punta, ci mettiamo sullo scooter fino ad
arrivare all'Estany
Banyoles (35km a/r), un lago artificiale dove si può
fare il bagno o rinfrescarsi all'ombra degli alberi (niente
di spettacolare, ma decisamente una manna per combattere
il caldo).
10 Agosto - La nostra vacanza
prende forma. L'obiettivo iniziale è quello di
arrivare a San Sebastian, sull'Atlantico, per poi tornare
a Barcellona. Ma non avendo prenotato nulla (tranne Calella),
viviamo alla giornata.
Ci mettiamo in viaggio prevedendo alcuni punti tappa,
tra cui il Parador di Cardona, un maestoso castello su una collina brulla
trasformato in hotel di lusso (i paradores sono una catena
di alberghi di lusso, ma a prezzi molto più abbordabili
che da noi, ricavati da monumenti storici e in compartecipazione
statale). Dopo una colazione al bar del Parador di Cardona
proseguiamo, attraversando paesaggi che cambiano di continuo;
passiamo infatti dal verde pre-Pirenaico dell'inizio del
viaggio, alla desolazione di valli e colline aride man
mano che ci addentriamo. Alla fine facciamo sosta a Barbastro,
un piccolo centro decadente ma con un certo fascino polveroso,
dove troviamo un hotel eccezionale, e soprattutto un punto
strategico per gite nei dintorni. Abbiamo percorso 323km.
11 Agosto - Barbastro è
nota, oltre che per aver dato i natali a Jose Maria Escrivà,
fondatore dell'Opus Dei, per essere il punto di partenza
per il "barranquismo", ovvero il "canyoning".
Infatti in questa zona ci sono le gole più importanti
al mondo per questo tipo di attività, che consiste
nel mettersi una muta in neoprene e scendere a piedi (nuotando,
tuffandosi e comminando) i torrenti che scavano da millenni
questi canyon. Avendo però scoperto che bisogna
prenotare con un giorno d'anticipo, decidiamo di andare
a visitare Ainsa,
di cui le guide parlano un gran bene. La strada è
decisamente di montagna, praticamente deserta, con paesaggi
bellissimi, e si rivela più lunga del previsto,
ma Ainsa merita tutta la sua fama, ed è un peccato
doverla visitare solo per qualche ora. Ainsa è
un paesino medievale tutto di pietra, conservato in maniera
eccezionale, e meta di un turismo sorprendente, se si
pensa che per strada abbiamo incrociato sì e no
5 auto (ma è pur vero che abbiamo scelto una strada
secondaria). Siamo nel pieno dei Pirenei, ma la temperatura
non scende mai al di sotto della soglia di gradevolezza.
Al ritorno a Barbastro scopriamo di aver percorso 144km
12 Agosto - E' il giorno
fatidico del "canyoning".
La base di partenza è Alquezar,
altro splendido borgo a picco sulle gole, 15km da Barbastro.
Preso tutto il materiale a noleggio, con la nostra guida
arriviamo al ciglio di una strada dove parcheggiamo, e
armati del nostro bidoncino ermetico portavivande, e con
la muta sulle spalle tipo golfino, cominciamo la discesa
del canyon (un'ora e mezza a piedi!!!). Arriviamo finalmente
al torrente, semidistrutti e consapevoli che non abbiamo
ancora cominciato l'avventura! Indossiamo la muta e via,
subito un tuffo tra i massi, da un'altezza di due metri,
giusto per rompere il ghiaccio. In definitiva, un'esperienza
divertentissima, con attimi di panico (tuffi anche da
4-5 metri di altezza in pozze d'acqua larghe due metri,
o apnee per passaggi subacquei tra le rocce) che però
consigliamo vivamente, anche perchè posti per fare
canyoning ce ne sono davvero pochi al mondo. Gli 8km di
discesa si concludono dove il torrente si apre presso
una vecchia diga abbandonata, da dove, chi vuole, può
fare l'ultimo tuffo dalla cascata artificiale della diga
(sono 9 metri! e non so come, ma l'ho fatto!), con tanto
di pubblico, visto che qui si forma una piscina naturale
che attira molte persone.
La sera, ancora increduli, contenti e distrutti, prendiamo
lo scooter per vedere il magnifico panorama che si goda
dal Monastero del Puejo, che si trova su una collina che
spunta dal nulla nella piana di Barbastro.
13 Agosto - Lasciamo con
dispiacere Barbastro, che si è rivelata tappa sorprendente
e piacevolissima in ogni aspetto, e proseguiamo in direzione
ovest. Abbiamo acido lattico ovunque e siamo pieni di
dolori muscolari, ma per fortuna il grosso della fatica
lo deve sopportare il nostro Beverly 500. La meta è
Sos
del Rey Catolico, altro piccolo borgo medievale incastonato
tra le colline di Aragona, dove sorge uno degli splendidi
Paradores di Spagna, l'unico in cui siamo riusciti a trovar
posto per dormire, e quindi non vogliamo perdere l'occasione.
Il paesaggio è caratterizzato da un continuo cambiamento
tra montagna prepirenaica e colline aride che ci ricordano
i paesaggio aridi alla Don Chisciotte della Spagna centrale.
Facciamo tappa al Monastero
di S. Juan de la Pena, un posto irreale, scavato all'interno
di una roccia intorno al 1100, che non si può raccontare
perchè quando lo vedi ti manca il fiato. Pensare
che una maestosità del genere (una costruzione
ricavata nell'incavo naturale di uno sperone di roccia
a perpendicolo di oltre 100 metri) sia stata fatta da
dei monaci eremiti oltre 1000 anni fa è impensabile.
La deviazione vale decisamente la pena, e ci rimettiamo
in moto soddisfatti, proseguendo per Sos del Rey Catolico,
percorrendo in alcuni tratti il Camino di Santiago. Sos
del Rey Catolico (Culla del Re Cattolico, in quanto ha
dato i natali a Ferdinando d'Aragona) è un borgo
minuscolo e desolato, molto bello ma forse un po' troppo
minuscolo per prevederci un punto tappa. Ma siamo curiosi
di vedere come si sta in un Parador (ovviamente molto
bene!) e poi abbiamo bisogno di riposo. Scendendo dallo
scooter (dopo 225km) scopriamo che i dolori muscolari
sono aumentati, e anche la passeggiata a piedi del borgo
(che richiede non più di mezz'ora) diventa una
sofferenza.
14 Agosto - Cominciamo a
nutrire dubbi sulla nostra metà di metà
viaggio. Il tempo sull'Atlantico non promette bene, e
per quanto ci siamo attrezzati, viaggiare sotto l'acqua
non è mai bello. Inoltre pur facendo molte telefonate,
a San Sebastian non c'è un buco libero nei giorni
a cavallo di Ferragosto, nemmeno in alberghi super cari.
Ma intanto ci mettiamo in viaggio; prima tappa Olite,
sede di un castello che sembra uscito da uno di quei libri
tridimensionali per bambini, bellissimo e ben tenuto.
Ci ristoriamo e proseguiamo, ma nel frattempo abbiamo
deciso; punteremo verso Sud per poi tornare indietro.
Consultando le nostre cartine e le guide decidiamo che
un punto tappa interessante può essere Soria, e
via in sella! Non si può dire che Soria sia brutta;
è un capoluogo piuttosto grande ed elegante, ma
non ci soddisfano nè le sistemazioni che troviamo,
nè le prospettive di escursioni da fare nei dintorni.
Siamo stanchi ed avviliti, ma prendiamo il coraggio a
due mani e decidiamo di ripartire. Stavolta chiedo al
Beverly di fare gli straordinari e tengo una media decisamente
più sostenuta per non arrivare a Saragozza troppo
tardi. Il paesaggio nel frattempo è monotono, ma
le strade continuano ad essere perfette. Arriviamo a Saragozza
stanchi ed annoiati da una tappa lunga e meno attraente
delle altre. Eravamo già stati a Saragozza anni
fa, sempre di passaggio, ed è un peccato essere
così distrutti da non uscire nemmeno la sera. Crolliamo
nella stanza del nostro albergo alle dieci di sera, dopo
aver percorso 365km.
15 Agosto - Ci saremmo fermati
volentieri a Saragozza, che ha molte attrattive, ma rimanere
in una grande città il giorno di ferragosto è
una desolazione, per cui partiamo, direzione sud-est.
Stiamo tornando indietro, eccitati dal cambio di programma
e dall'idea di riavvicinarci gradualmente al mare. Facciamo
sosta ad Alcanìz,
uno dai tanti (bei) paesini che spuntano sulla cime delle
aride colline aragonesi, e proseguiamo in direzione Morella,
che le nostre guide segnalano in rosso. Il paesaggio nel
frattempo diventa più vario, alternando rocce a
terra rossa ad improvvise oasi boschive, tra rettilinei
ed improvvisi tornanti che esaltano l'elasticità
del nostro scooter. Arrivati dopo 178km a Morella,
magnificamente racchiusa da una cerchia di mura maestose,
scopriamo con enorme sorpresa che siamo alla vigilia dell'
"encierro", ovvero la corsa dei tori (parente
piccolissimo del famoso encierro di Pamplona); scopriamo
con altrettanta sorpresa che c'è posto in un albergo
nel borgo, e per di più a prezzi onesti. Ci caliamo
nel clima elettrico di festa della vigilia, che fa crescere
l'eccitazione di tutti, tra canti e abbondanti bevute,
fino alla presentazione dei tori nella piccola Arena di
Morella (tori...beh, vitellini con le corna).
Morella è piacevolissima e divertente, merita sicuramente
la sosta; e poi è uno degli ultimi paesi dell'Aragona
centrale che preannunciano il mare, distante appena 60km.
16 Agosto - Siamo euforici;
il cambio improvviso di programma, un vero salto nel buio,
si è rivelato vincente! La tv continua a mostrare
un meteo pieno di pioggia sul versante Atlantico, mentre
noi ci godiamo un clima perfetto per viaggiare. Bene,
adesso andiamo al mare!
La costa tra Barcellona e Valencia non brilla per bellezze
naturali, ma è pur sempre mare e puntiamo su Peniscola,
che la nostra guida promette essere uno dei posti meno
devastati dal turismo di massa di quel tratto di costa.
E' una tappa breve (92km) per cui avremo presumibilmente
il tempo di cercare posto nonostante il periodo da bollino
rosso. In effetti Peniscola rappresenta un piccolo stacco
dalla monotona piattezza di quel tratto di costa, in quanto
si sviluppa (almeno la parte vecchia) su uno sperone di
roccia, un promontorio che ci ricorda la nostrana Gaeta.
Fuori dal cerchio storico si sviluppa in maniera abbastanza
desolante un luogo di villeggiatura molto simile alle
nostre Rimini et similia, per cui turandoci il naso cerchiamo
una sistemazione. Troviamo uno dei pochi hotel "umani",
ovvero su soli tre piani a 50 camere (contro la media
di 15 piani e 500 camere). Caro ma bello, e di fronte
al mare; in fondo ci meritiamo un po' di relax, e poi
tutto sommato la Spagna mantiene ovunque un'atmosfera
che ti porta all'allegria ed al sorriso.
Dobbiamo dire, e ci dispiace dirlo facendo un confronto
con l'Italia, che in circa 2000km percorsi in totale,
non abbiamo mai trovato posti indecorosi, scempi ambientali
(a parte le costruzioni costiere) ed esempi di malcostume
e mancanza di rispetto per la propria terra, che purtroppo
da noi sono ben frequenti. Inoltre la gente è sempre
cordiale senza essere invadente.
17 Agosto - Peniscola non
sarà certo un posto da urlo, ma decidiamo di trascorrere
un giorno di mare e relax prima di risalire verso Barcellona,
e ci abbandoniamo ad una vita da spiaggia che ci ristora
totalmente in vista delle ultime tappe
18 Agosto - Abbiamo deciso
di risalire verso Sitges,
uno dei posti più "a la mode" della costa
sotto Barcellona, famoso già nell'800 e oggi meta
di un turismo modaiolo, chic e luogo prediletto dai gay.
Dopo 160km di strada costiere piuttosto anonima come da
previsioni, Sitges ci sorprende, per la sua eleganza liberty
che ricorda certi posti della costa azzurra, per le ville
che si sviluppano bellissime, discrete e ordinate attorno
ad un centro storico raccolto e bellissimo, oltre che
ben tenuto. Avevamo paura di arrivare in una sorta di
Montecarlo in piccolo, per figli di papà e discotecari,
invece scopriamo un luogo piacevolissimo, anche se ovviamente
ancora affollato e più caro della norma (siamo
a soli 40km da Barcellona). Abbiamo deciso, sacrificheremo
una notte a Barcellona, per restare un giorno in più
qui a Sitges.
19 Agosto - sole relax e
passeggiate a zonzo lungo la costa, giusto per far sentire
al Beverly che non ci siamo dimenticati di lui.
20 Agosto - Siamo arrivati
alla fine, fortunati e contenti, per aver evitato tutti
i possibili inconvenienti a cui avevamo previsto di andare
incontro durante il viaggio (nessuna prenotazione o quasi,
clima, problemi meccanici) e ci apprestiamo a dare il
nostro ennesimo omaggio a Barcellona,
che visitiamo per la quarta volta, ma stavolta in scooter,
per cui ci ripromettiamo di vedere cose che avevamo tralasciato
in passato. In realtà questo è impossibile,
perchè Barcellona si rinnova con velocità
e intensità sorprendente, per cui non ti stanca
mai.
Visitiamo la collina verdissima del Montjuic, sede della
maggior parte degli impianti sportivi delle Olimpiadi
da cui è partita la rinascita di questa città
cosmopolita è vivissima. Il pomeriggio ci addentriamo
nei vicoli attorno al museo Picasso, una zona che sta
diventando sempre più interessante, con locali,
ristoranti, negozi e gallerie d'arte che spuntano come
funghi. La sera ci perdiamo nelle decine di locali della
Barceloneta, il lungomare a nord del porto che è
diventato la meta estiva della vita notturna di barcellonesi
e turisti. Insomma, l'ennesima conferma. Di Barcellona,
della Spagna, e di quanto sia bello viaggiare in scooter.
Info scooter:
Abbiamo percorso in totale 1980km, che diventano 2500km
se consideriamo lo spostamento Caserta-Civitavecchia andata
e ritorno. Nessun problema al mezzo. Avevamo regolato
le sospensioni allo scatto più duro, ed avevamo
due borse laterali di tipo universale a bisaccia, oltre
al bauletto posteriore, uno zaino sulle spalle di Paola
(che poggiava sul bauletto) ed una piccola borsa per documenti
e cartine nel piccolo spazio davanti alla sella.
Indirizzi consigliati:
Calella de Palafrugell - Ristorante La Gavina, Ristorante
Sol y Mar (ottimi entrambi, il primo un po' più
caro)
Girona - Rist. El Balcò (specializzato in carne
alla brace, ottimo)
Barbastro - Gran Hotel Ciudad de Barbastro (4 stelle ristrutturato
di design nella piazza centrale del paese... non so se
era una promozione del primo anno, ma 72 Euro per una
doppia rispetto al comfort e al livello sono nulla). Rist.
Bodega del Vero (da provare!!! è la vecchia cantina
di un negozio di ortofrutta, impossibile capire che c'è
un locale del genere se non ve lo dice qualcuno. Raffinatissimo
e di grande charme nel servizio e nel livello della cucina,
anche se ovviamente caro)
Sos del Rey Catolico - Parador Sos del Rey (non è
forse il miglior parador di Spagna, ma almeno una sosta
in uno di questi luoghi bellissimi è da fare. le
guide dei paradores sono disponibili presso i paradores
stessi o gli uffici turistici)
Saragozza - Hotel Reina de Aragona (4 stelle centralissimo
a 66 Euro. nelle grandi città in estate è
facile trovare occasioni come questa)
Peniscola - La Cantona tasca bar (ambiente nolto carino
nel centro antico, dove mangiare tapas e bere una buona
birra) Hotel Hostaria del Mar (4 stelle caro ma meno triste
della serie di albergoni in cemento sul lungomare, ottimo
servizio) Mandarina Bar (terrazza bellissima per un lounge
bar meno rumoroso della media dei locali costieri, ottimo
per un cocktail)
Sitges - Hotel Antemare (ottimo e con beauty center, piscina
e un discreto ristorante) Rist. Fragata (posizione ottima
sul molo nel centro storico. raffinato e ottima cucina)
Barcelona - Iratì Taverna Basca (uno dei nostri
posti preferiti per le tapas a Barcellona...sono tutte
buone! funziona anche come ristorante, ma chi se ne frega!)
Testo e foto: Paola
& Piero
|