| In Atlantic
500 dall’Adriatico all’Atlantico
In un’epoca in cui imperversa il “FAST”
e la vita moderna impone che tutto sia veloce e programmato,
dalle piccole cose di ogni giorno fino alle più
importanti, anche se controvoglia bisogna adeguarsi, ma
durante le ferie no!, proprio non ci stiamo!!!!
In ferie vogliamo staccare la spina, quale miglior modo
per ritrovare i ritmi biologici della vita o comunque
organizzare il tempo senza costrizioni di sorta e viaggiare
rimanendo all’aria aperta?
Il mezzo ideale per chi cerca ciò, sono sicuramente
le due ruote. Nel caso nostro, per il fido compagno di
ogni giorno nel tragitto casa lavoro (Aprilia
Atlantic 500), non ci saranno ferie, anzi, lo aspetta
un vero tour de force in quanto sarà con noi per
i tanti Km a venire.
Già, un maxiscooter! Mezzo ancora tutto sommato
inusuale per le lunghe percorrenze e decisamente dalle
caratteristiche “SLOW” senza tante velleità
velocistiche, ma impareggiabile per le lunghe distanze
e per godere a pieno dello stare in sella senza fretta.
La meta prescelta per le ferie 2003 è il Portogallo.
Al contrario di come siamo soliti fare, per questa volta
abbiamo voluto tener fede a quanto scritto sopra: non
organizzare assolutamente nulla e partire avendo soltanto
un’idea di massima su cosa vedere, dove fermarci
o che strade percorrere in modo che, se lungo la via qualcosa
ci dovesse piacere e vorremo perderci qualche giorno o
al contrario vorremo fare in un giorno tanti Km, non vi
sarà alcun problema.
• I^ Tappa: Mestre
– Montpellier (Km 910)
E’ il giorno 18/08 alle ore 6.10. Finalmente in
sella, io Luca e mia moglie Barbara, ci apprestiamo a
partire, non prima di aver caricato l’Atlantic come
un mulo. Oltre al vano sotto sella stipato con cura e
al bauletto carico, abbiamo riempito anche le borse laterali
e riusciamo a caricare pure la canadese (grande) con tanto
di materassini gonfiabili e sacchi a pelo. Sì,
su uno scooter una cosa che non manca è proprio
la capacità di carico.
La via decisa per raggiungere Il confine a Ventimiglia
è la consueta autostrada A4 fino a Brescia, che
poi diventa A21 sino ad Alessandria, A26 fino a Genova
per terminare con l’A10 al confine Francese. I km
si susseguono monotoni è decisamente caldi; unica
cosa degna di nota un pauroso incidente tra mezzi pesanti
che ostruiscono completamene la sede stradale che ci tiene
fermi sotto il sole nei pressi di Brescia per oltre mezz’ora
e poi via libera solo alle due ruote. Sono sempre più
felice della scelta del mezzo perché gli altri
veicoli ne avranno avuto per almeno altre due ore.
La France ci dà il benvenuto con il curioso, quanto
inusuale e stressante, sistema del pagamento pedaggio
autostradale in anticipo e ogni pochissimi chilometri.
(Un viva a denti stretti alle nostre autostrade... almeno
questo non lo fanno, anche se il telepass o magari la
possibilità di pagare con viacard anche a chi sta
in moto sarebbe ora e tempo venisse consentito, visto
che fanno pagare due ruote come quattro, cosa che invece
non avviene negli altri paesi)
Attraversiamo il sud della Francia contando di fermarci
a dormire verso Carcassone
che dicono essere bellissima, ma il caldo decisamente
elevato, i parecchi incendi (foto
1) su entrambi i lati della strada che ci avvolgono
e i Km percorsi da Mestre (910), ci fanno optare per la
conclusione della prima tappa a Montpellier.
(foto 2)
• II^ Tappa: Montpellier
– Bilbao (Km 773)
Il caldo veramente tosto che ci accoglie il mattino seguente
a Montpellier
ci sprona a portarci verso zone più fresche in
riva all’Atlantico. Prima, però, dobbiamo
attraversare “tutto il resto del sud della Francia”
e così puntiamo la prua verso ovest e... via! Carcassone,
Toulouse, Pau...
i Km che ci attendono non sono certo pochi. Dimenticavo:
“Non abbiamo fretta siamo in ferie” e con
questo bel pensiero in testa il caldo in corsa sembra
sentirsi anche meno!
Il Transatlantico “made in Noale” in assetto
da lunghe distanze, macina km a velocità di crociera
con altri veicoli, attirando gli sguardi dei curiosi che
sfilano via oltre codice, soprattutto varie moto che ci
sorpassano immancabilmente salutando. Cosi sarà
anche in Spagna e Portogallo. Cultura motociclistica più
evoluta di molti Italiani o sono soltanto più socievoli?
Mah...
Il viaggio prosegue lungo la bella pianura francese, e
ci prendiamo il lusso di goderci i panorami a 365°
visto il sempre più scarso traffico. In vista dei
primi contrafforti, realizziamo che i Pirenei
sono in avvicinamento, preparandoci, così, alle
mitiche salite che si sentono nominare durante il Tour
de France. (foto 3)
Peccato che siamo in autostrada, ma contiamo di rifarci
nel percorso di rientro verso casa.
In quel di Biarritz, proprio
in prossimità del confine Spagnolo, con la prima
veduta sull’Atlantico
e con il motore che canta allegro come non mai, siamo
arrivati alla fine della seconda tappa. Bilbao
che meriterebbe alcuni giorni di visita da dedicarle,
la vediamo soltanto di striscio, mentre siamo alla ricerca
del nostro hotel.
• III^ tappa: Bilbao
– Aveiro (Km 519)
E’ il terzo giorno di viaggio, e siamo più
in forma che mai. Sicuramente hanno contribuito l’ottima
cena della sera prima e la favolosa stanza di albergo
in cui abbiamo dormito. I 519 km che ci separano dalla
nostra meta finale, li abbiamo praticamente bevuti. Dopo
i saliscendi continui dell’aridissima e quasi deserta
campagna spagnola (foto 4)
sempre uguale, ad esclusione dei nidi delle cicogne (foto
5) in cima a qualunque cosa più alta di
3 metri e le rare 'urbanizacion' sperse come oasi nel
deserto, dopo una curva, ecco il confine Portoghese. Come
per incanto un po’ alla volta l’arida terra
che eravamo abituati ormai a vedere da centinaia di chilometri,
sembra farsi sempre più rigogliosa e verde, anche
il caldo che continuava ad imperversare, sembra sia in
fase calante. Il termometro dell’Atlantic conferma
in pieno! (foto 6)
Siamo nella sierra da Estrela, l’ultima zona montagnosa
prima di arrivare sulla costa atlantica.
Un particolare che ci ha colpito di questi posti, sono
le innumerevoli vie di fuga per i mezzi pesanti qualora
i freni non dovessero più farcela, poste alla fine
di tante discese.
Dopo tre giorni di viaggio
e 2202 Km, spegniamo il motore
al campo base: AVEIRO. (foto 7)
Da qui punteremo per le varie visite verso nord, PORTO
e verso sud, LISBONA, compiendo
molte altre deviazioni, tanto per non far riposare lo
scooter!
A BREVISSIMO CONTINUA CON LA 2^ PUNTATA...
Testo e foto by: Luca
& Barbara.
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