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IN SINTESI
Scooter: Yamaha Tmax 500
Periodo: Settembre
Km: 1000
Giorni: 3
Difficoltà: nessuna


















 · ILa mitica strada del Grossglockner
 
· by Luca Scarpat
29/01/03 

Raccontare in pieno inverno una bellissima gita fatta con il TMax a metà settembre sembra quasi una crudeltà anche perché il freddo di questi giorni può solo farci godere il nostro scooter nelle brevi gite fuoriporta, lasciando ai soli sogni i lunghi tragitti montani di più di un giorno.

Premetto che andando in moto ormai da trent'anni - sia su quelle 'vere' sia sui comodosi scooteroni - avevo sempre sentito parlare (e avevo letto tanto) del Grossglockner senza mai concretizzare la gita sulle vicine Alpi austriache, a detta di molti davvero fantastiche. Un primo tentativo - andato a vuoto - era stato fatto da me nella primavera del 2001 (col TMax appena rodato) ma, complice un automobilista in vena di inversioni a 'U' poco felici, la gita mia e di altri due amici motociclisti (e di un Suzuki SV 650 'acciaccato') era finita al Pronto Soccorso di Desenzano, solo mezz'ora dopo la partenza di Brescia. Un altro tentativo - per fortuna andato 'buco' per motivi meteorologici - era stato fatto da me e dai cortesi amici nella primavera di quest'anno quando era stata preferita la Toscana, seppur piovosa, al Grossglockner certamente ancora innevato.

Dunque, con queste premesse, si decide che si parte lunedì 16 settembre per fare ritorno a Brescia di mercoledì (18 settembre): questa tre giorni davvero insolita è dettata dai riposi settimanali che alcuni amici (della nostra comitiva) giornalisti posso sfruttare nella turnazione settimanale imposta dal lavoro nei quotidiani, dove il riposo canonico del sabato e della domenica viene spesso alternato agli altri giorni della settimana. Devo dire che la partenza del lunedì ci piace molto anche perché, tenendo d'occhio le previsioni meteo, ci aspettano - sulla carta - tre giorni favolosi, gli unici di quella settimana. E così è stato con il primo giorno uggioso solamente sino a metà Valle Camonica e poi con un sole (e un freddo mattutino sulle Alpi Austriache) davvero compagno eccellente per una gita motociclistica che si rispetti.

L'appuntamento è fissato per le ore 8 all'inizio della Statale Sebina: la carovana delle sette moto (Honda 1100 XX, Yamaha Thundercat 600, Yamaha Fazer 600, Bmw R 1150 R, Suzuki Sv 650 S, Yamaha TMax 500, Honda Dominator 650) ha quale prima meta di questi 1000 chilometri in sella l'Alta Valle Camonica e il Passo del Tonale. Sino a Breno il cielo è un po' cupo ma in seguito si apre il sereno che ci terrà sempre compagnia con scenari alpini e paesaggistici 'da cartolina'. La prima sosta - con caffè - è nella piazza di Edolo: qualche fotografia, due parole sul tanto traffico che ci siamo lasciati alle spalle (è un giorno lavorativo per gli altri!) e poi di nuovo in sella verso Ponte di Legno, Passo del Tonale, Passo della Mendola; il TMax va benissimo e tiene il passo degli altri, riconfermandosi mezzo da turismo dalle ottime caratteristiche.
Il road book prevede un solo tratto di quaranta chilometri in autostrada con ingresso a Bolzano Sud ed uscita a Bressanone per imboccare la Val Pusteria: il tutto è volutamente stato fatto per godere appieno dei tratti montani e per limitare qualsiasi velleità velocistica. Il Tonale e la Mendola sono sempre affascinanti e devo ammettere che sono ancora tanti i motociclisti che si godono questi ultimi scampoli di estate su due ruote: sul Passo della Mendola la sosta per il pranzo del primo giorno (salumi e formaggi in un bar nel piazzale invaso dalle moto) è il primo momento di gioia motociclistica vissuto con simpatia in mezzo a tante targhe italiane, francesi, svizzere e austriache: il TMax è unico nel senso che di scooteroni non ce ne è neppure l'ombra e non ne vedrò altri per i restanti chilometri.
Scendiamo verso Bolzano su strade, come sempre, tenute benissimo: la pulizia del Trentino Alto Adige viene apprezzata da tutti (anche i controlli della Polizia!) e il passo della nostra carovana è puntuale, entro i limiti, senza imprudenze. Da Bolzano a Bressanone - come già detto - imbocchiamo l'autostrada per poi percorrere tutta la Val Pusteria che, seppure molto bella, a metà pomeriggio è trafficata come non mai e l'attraversamento dei tanti paesini rallenta la nostra marcia anche se ciò non ci impedisce di passare il confine (ormai solo segnato sulla carta) dopo San Candido per dirigerci - questa volta già in territorio austriaco - verso Lienz.
La bellezza e l'ordine delle strade dell'Alto Adige e della vicina Austria, come ho già detto, balzano ancora una volta all'occhio soprattutto al motociclista ben poco avvezzo a sopportare buche, sobbalzi e strade mal tenute. L'attraversamento di Lienz - piccola ma industriosa cittadina - non è rapidissimo anche perché è l'ora che nel tardo pomeriggio riversa sulle strade chi esce da fabbriche e uffici ma la direzione verso la strada del Grossglockner - segnata sempre con cura ad ogni incrocio - ci porta velocemente alla meta della prima giornata fissata ad Heiligenblut. L'albergo è stato prenotato da me giorni prima via Internet (Hotel Post: www.hotelpost-heiligenblut.at ) e mantiene tutte le buone promesse lodate sul sito ma, soprattutto, ci permette all'indomani di inserirci subito nella maestosa strada della catena del Grossglockner.

La temperatura è di pochissimi gradi sopra lo zero e anche l'aria è frizzantina ma il sole ci offre una giornata serena, azzurra e indimenticabile.
Dopo pochi chilometri paghiamo il pedaggio (17 Euro per ogni motocicletta) che ci porterà sulle strade di questa maestosa catena alpina che tocca nel punto più alto quasi 2700 metri di altitudine potendo ammirare - con un sol colpo d'occhio - quasi tutte le montagne che la circondano. La voglia di fermarsi ad ogni curva per fotografare e ammirare paesaggi così belli e maestosi è tanta ma la strada è ancora lunga da fare e l'obiettivo (e anche la prenotazione ad Arabba) è quello di rientrare in Italia nel pomeriggio di questo secondo giorno di viaggio e così, conclusa la strada del Grossglockner, ritorniamo verso sud per imboccare la strada che da Huben - attraverso il Passo Stalle - ci riporta in Italia.
Il paesaggio - e la strada del Passo Stalle - sono unici ma la ridiscesa del valico verso l'Italia è regolata a senso unico alternato con i primi dieci chilometri che vede lo stretto nastro asfaltato dipanarsi lungo un bosco davvero maestoso che lascia poi spazio ai verdi pascoli della Valle di Anterselva.
Superato Rasun si imbocca nuovamente la strada della Val Pusteria (fatta all'andata in senso contrario) per imboccare la via che ci porta in Val Badia: la meta è quella di Arabba dove, sempre attraverso Internet, abbiamo prenotato l'albergo ( www.hotel-marilena.it ) con l'intento di percorrere, il terzo e conclusivo giorno della nostra gita, alcuni classici passi dolomitici prima del rientro a Brescia.

Il mercoledì - ahimè si torna a casa! - si presenta con un sole caldo ed un cielo limpido che esaltano ancor di più le montagne dolomitiche facendoci apprezzare i paesaggi, maestosi e sempre diversi. La veloce salita verso il Passo Pordoi ci riporta a scendere verso Cavalese dove imbocchiamo - non senza qualche difficoltà per le poche indicazioni - la strada del Passo Manghen: la cima è a 2000 metri e la strada, interamente asfaltata, è davvero entusiasmante perché tracciata in mezzo ad un fitto bosco dalla natura incontaminata. Il Manghen fino a pochi anni orsono era pressoché sconosciuto (la strada è asfaltata da meno di quindici anni) ma il giro d'Italia, facendo transitare la carovana ciclistica, l'ha reso noto ai più.
Ormai si avvicina il ritorno a Brescia: la Valsugana e la zona di Trento ci accolgono con la consueta cappa di caldo ma la deviazione verso Tione ci permette di godere ancora di qualche frescura montana mentre la strada del Lago di Idro e il Colle di Sant'Eusebio ci riportano, ahimè definitivamente, a casa.

Quasi 1000 chilometri percorsi - segnano gli strumenti delle nostre motociclette - ma i ricordi dei tanti maestosi paesaggi rimarranno a lungo.


Testo e foto a cura di: Luca Scarpat






















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